lunedì, febbraio 05, 2018

Geppetto Geppetto

Che fatica ricominciare, mi sembra di essere stata ferma sei mesi!!! Oggi sfodero dolori lancinanti proprio come se avessi fatto la mia prima camminata veloce, dolori causati dalle due camminate fatte ieri e stamattina. Chiamatela ansia da prestazione, paura di non sentire la sveglia o non so cosa... ma stanotte ho dormito da schifo, lo conferma persino il mio 'finto' FitBit che sostiene che ho dormito 'sonno profondo' solo per 36 minuti.... Stica... tanta roba 36 minuti!!!
Il tepore che c'è qui in ufficio, l'attesa di una riunione che doveva iniziare 1 ora fa ed ancora non parte, la consapevolezza di non poter assumere caffè (che ho totalmente eliminato per la pressione...) fa sì che il sonno si sta impossessando di me e mi aspetto da un momento all'altro di sentire un botto dovuto alla mia testa che crolla sulla tastiera. Ma fintanto che riesco a scrivere qualcosa qui, ho la speranza di non crollare, poi si vedrà... 
 Ma oggi vi volevo parlare di uno spettacolo teatrale che ho visto venerdì sera. Lo so che di solito recensisco gli spettacoli sull'altro blog, ma questo spettacolo è speciale e così lo piazzo qui, dove sono sicura che i miei tre lettori lo leggano...
Lo spettacolo si chiama 'Geppetto Geppetto' di Tindaro Granata (qui trovate la presentazione dello spettacolo di CarpiDiem, dato che siamo andati al Teatro Comunale di Carpi). 
L'argomento trattato sono le 'famiglie arcobaleno', in particolare due ragazzi che decidono di avere un figlio tutto loro, tramite 'l'utero in affitto', pratica non ancora legale in Italia e quindi svolta all'estero, previo lauto pagamento... Mi aspettavo uno spettacolo pesante, forse anche lento in alcuni punti, mentre in realtà mi ha tenuta ipnotizzata dall'inizio alla fine, raccontando tutte le problematiche che questa decisione comporta in modo oggettivo, non cadendo mai nel pietismo, mettendo sempre l'accento sui sentimenti, che alla fine penso siano l'unica cosa importante. Oltre al punto di vista dei due papà, c'è quello della madre di uno dei due che non riesce ad accettare questo loro voler 'generare' una famiglia 'non normale', per non parlare del punto di vista del 'bambino', sia da piccolo che da grande, con tutte le sue contraddizioni ed il suo sentirsi mai 'nel posto giusto'. Ma poi questo ragazzo cresce a stretto contatto con la cugina, che ha una famiglia 'normale', una famiglia in cui il papà se ne va quando la bimba ha due anni, ed entrambi crescono invidiando la condizione dell'altro.
Perchè questo essere 'normale' non si sa cosa sia, ma sicuramente non è la panacea di tutti i mali, ma non è nemmeno facile conviverci... insomma da adito ad un sacco di interpretazioni, ma soprattutto fa riflettere. I ragazzi sul palco sono stati tutti bravissimi, intensi e molto veritieri... insomma se vi capita, andate a vedere questo spettacolo, non vi sbellicherete dalle risate (o almeno non per tutto il tempo) ma quando uscirete da teatro vi sentirete più 'ricchi' e non avrete sprecato un paio di ore.

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