giovedì, febbraio 08, 2018

Nuove... vecchie regole aziendali...

C'era una volta un'azienda, dove regnava un po' il caos, ma nemmeno troppo, dove le scrivanie passavano momenti difficili per poi tornare ad un ordine 'quasi' maniacale. Purtroppo i dipendenti 'indisciplinati' tendono a considerare la propria scrivania e di conseguenza il pc come una specie di propria stanza, e non c'è cosa peggiore/sbagliata. Un giorno in questa azienda, verso le 8:05 del mattino, si sentono persone che vociferano più o meno concitatamente... cosa alquanto strana dato che fino alle 10:00 si parla solo se costretti. Qualche ignaro dipendente chiede 'Ma cosa succede???' e si scopre che il CED ha cambiato d'ufficio lo sfondo dei computer a tutti i dipendenti, e quelli che  ancora vedono il loro amato gattino o un rilassante panorama montano, sono quelli che non hanno riavviato il pc... Il nuovo sfondo è deprimente, tutto grigio antracite con il logo centrale, ma questi sono i colori aziendali e non c'è giovedì grasso che tenga, bisogna compatirseli. Cosa diversa è la scritta che si trova in fondo, che si leggerà su tutti i pc, anche su quelli usati per fare le demo ai clienti e che riporto fedelmente: 
Si ricorda che le postazioni informatiche e tutti gli apparati hardware ad esse connessi, include le caselle di posta elettronica e la navigazione Internet, sono beni di esclusivo utilizzo aziendale/lavorativo e mai personale. A tale proposito, si invitano quindi gli utenti a visionare attentamente e rispettare l'apposito "Regolamento aziendale per il corretto utilizzo di Internet e Posta Elettronica", reso disponibile prima d'ora dalla Società
Ora o parte la sorpresa del cambiamento repentino che NON è seguito a nessuna comunicazione scritta o messaggio tramite piccione viaggiatore, avere davanti agli occhi questo messaggio minaccioso ed intimidatorio tutto il giorno, rende molto piacevole lavorare, per non parlare del fatto che manca quel momento della giornata in cui prendere ispirazione dalla foto che hai davanti agli occhi, che magari per un secondo ti fa sentire in un altro posto... insomma che rende la vita un pelo meno grigia!!! Mi immagino anche un cliente 'italiano' che viene a fare il corso e che butta l'occhio su questa frase, vorrei sapere cosa pensa di noi, massa di nullafacenti che passano ore in internet a cazzeggiare... 
Dopo l'iniziale incavolamento dato soprattutto dai modi e dalla forma in cui è stata fatta questa operazione, i dipendenti soliti 'caproni' si sono rassegnati. pensando con tristezza che l'azienda non è casa loro e nemmeno un prolungamento, ma un posto dove sei costretto a stare, a lavorare, essere gentile e disponibile e sperare di non prendere mazzate tutti i giorni... almeno saltarne qualcuno.

lunedì, febbraio 05, 2018

Geppetto Geppetto

Che fatica ricominciare, mi sembra di essere stata ferma sei mesi!!! Oggi sfodero dolori lancinanti proprio come se avessi fatto la mia prima camminata veloce, dolori causati dalle due camminate fatte ieri e stamattina. Chiamatela ansia da prestazione, paura di non sentire la sveglia o non so cosa... ma stanotte ho dormito da schifo, lo conferma persino il mio 'finto' FitBit che sostiene che ho dormito 'sonno profondo' solo per 36 minuti.... Stica... tanta roba 36 minuti!!!
Il tepore che c'è qui in ufficio, l'attesa di una riunione che doveva iniziare 1 ora fa ed ancora non parte, la consapevolezza di non poter assumere caffè (che ho totalmente eliminato per la pressione...) fa sì che il sonno si sta impossessando di me e mi aspetto da un momento all'altro di sentire un botto dovuto alla mia testa che crolla sulla tastiera. Ma fintanto che riesco a scrivere qualcosa qui, ho la speranza di non crollare, poi si vedrà... 
 Ma oggi vi volevo parlare di uno spettacolo teatrale che ho visto venerdì sera. Lo so che di solito recensisco gli spettacoli sull'altro blog, ma questo spettacolo è speciale e così lo piazzo qui, dove sono sicura che i miei tre lettori lo leggano...
Lo spettacolo si chiama 'Geppetto Geppetto' di Tindaro Granata (qui trovate la presentazione dello spettacolo di CarpiDiem, dato che siamo andati al Teatro Comunale di Carpi). 
L'argomento trattato sono le 'famiglie arcobaleno', in particolare due ragazzi che decidono di avere un figlio tutto loro, tramite 'l'utero in affitto', pratica non ancora legale in Italia e quindi svolta all'estero, previo lauto pagamento... Mi aspettavo uno spettacolo pesante, forse anche lento in alcuni punti, mentre in realtà mi ha tenuta ipnotizzata dall'inizio alla fine, raccontando tutte le problematiche che questa decisione comporta in modo oggettivo, non cadendo mai nel pietismo, mettendo sempre l'accento sui sentimenti, che alla fine penso siano l'unica cosa importante. Oltre al punto di vista dei due papà, c'è quello della madre di uno dei due che non riesce ad accettare questo loro voler 'generare' una famiglia 'non normale', per non parlare del punto di vista del 'bambino', sia da piccolo che da grande, con tutte le sue contraddizioni ed il suo sentirsi mai 'nel posto giusto'. Ma poi questo ragazzo cresce a stretto contatto con la cugina, che ha una famiglia 'normale', una famiglia in cui il papà se ne va quando la bimba ha due anni, ed entrambi crescono invidiando la condizione dell'altro.
Perchè questo essere 'normale' non si sa cosa sia, ma sicuramente non è la panacea di tutti i mali, ma non è nemmeno facile conviverci... insomma da adito ad un sacco di interpretazioni, ma soprattutto fa riflettere. I ragazzi sul palco sono stati tutti bravissimi, intensi e molto veritieri... insomma se vi capita, andate a vedere questo spettacolo, non vi sbellicherete dalle risate (o almeno non per tutto il tempo) ma quando uscirete da teatro vi sentirete più 'ricchi' e non avrete sprecato un paio di ore.