sabato, febbraio 06, 2016

Storia di un gatto condominiale...

Oggi voglio raccontarvi una storia, incompiuta per la verità, ma che in questo momento forse è l'unica cosa carina di cui riesco a scrivere, presa come sono da mille pensieri negativi, preoccupazioni ed altre cose a contorno...
Il tutto ha inizio l'estate scorsa, fine luglio: un gattone nero, vecchia conoscenza del quartiere, denominato Black, staziona spesso sul marciapiede dietro il nostro condominio. Staziona è un eufemismo, praticamente sta disteso senza muovere un muscolo ed è irriconoscibile, magro, pelo ispido, giorno dopo giorno sempre più malridotto fino a quando... una sera al rientro dal lavoro, dopo una delle mie tante giornate infernali, decido di portargli giù una ciotolina di acqua e latte, non avendo assolutamente nulla in casa per alimentare un gatto. Lui accetta volentieri, ma dopo alcune leccate, si rimette disteso, privo di forze. A me e a Max sembra chiaro che i suoi vecchi padroni non se ne stanno più occupando, ma non sappiamo chi siano, tutt'ora non lo sappiamo, e l'unica cosa che ci viene in mente è di comprare croccantini e lasciare un po' di cibo di fianco al nostro garage, con la sicurezza che tali attenzioni non saranno accettate di buon grado dai nostri cari condomini. Ma i giorni passano, il micione pian piano comincia a riprendersi e si rivela quel gattone super coccoloso che in realtà è. In un mesetto il gattaccio riprende peso, anzi inizia il suo progressivo incicciolamento, perchè non solo i condomini non hanno brontolato, ma lo abbiamo tutti in un qualche modo... adottato. C'è chi ha messo a disposizione una sedia vecchia con il sedile di paglia, dove lui ama passare ore crogiolandosi al sole invernale, chi incarica la propria badante di riempire una delle sue ciotoline con una scatoletta di cibo per gatti e poi ci siamo noi, che gli abbiamo fatto una cuccia nella sala condominiale, con tanto di cuscini e panni, che col passare del tempo e l'avvicinarsi dell'inverno si sono fatti più caldi e morbidi.
Io non ho mai avuto animali, nè gatti nè cani, possiedo solo Natalina, una tartaruga d'acqua, che giace silenziosa in un grande acquario in cucina, quindi non posso certo pensare di essere un'esperta nel comprendere un gattaccio... ma una cosa posso dirla con certezza, si tratta di un gatto strano, non si comporta come lo stereotipo del solito gatto. Interessato al cibo??? Certo che sì, per un gatto che è quasi morto di fame, ci mancherebbe altro, ma le coccole... quelle hanno la precedenza, struscirsi contro le gambe, prendere coccole per delle mezz'ore buone, sembra non avere rivali. Adora infilarsi nei garage, è un attimo chiuderlo dentro e trovarlo la mattina successiva che ti guarda con aria di sufficienza e con tutta la calma del mondo esce dal garage sculettando, come a dire... 'Ma ti pare che mi dovevi chiudere nel garage per tutta la notte?' Senza parlare poi del fatto che non fa pipì nei locali chiusi, nemmeno quando rimane chiuso da qualche parte, ed anche questo è un po' strano.
La sera di Hallowen, volendolo proteggere lo abbiamo chiuso nel nostro garage, ed abbiamo faticato, perchè insomma è un gatto molto intelligente e indipendente, quindi vuoledecidere lui dove stare e dove andare. Dovevate vedere com'era offeso quando alcune ore dopo siamo andati a riprenderlo per riportare la sua cassettina, nonchè le ciotoline del cibo nella sala condominiale. 
A proposito del suo nuovo domicilio, quando le giornate si sono accoricate, gli ho preso una lucina di cortesia, mi pareva brutto che ci fosse sempre così buio e dopo qualche settimana, me l'hanno rubata, perchè non era fotovoltaica e probabilmente 'consumava' troppo. Ora gliene ho presa una nuova, questa volta di tipo intelligente, sono in attesa che qualche psicopatico decida che il gattaccio non ne ha bisogno e me la freghi...
Per capodanno abbiamo avuto un momento molto brutto, convinta che quest'anno molti avessero desistico dal fare i soliti fuochi che assomigliano a delle bombe, non lo avevo chiuso dentro e quando sono andata a vedere come stava perchè nel codominio di fianco stavano 'bombardando', lui è fuggito spaventatissimo e per u nulla non mi è finito sotto le ruote dell'unica macchina che stava passando in quel momento.
Sì, ebbene sì, mi sono affezionata a quel gattaccio ciccione e coccolone...non è mio, ma in qualche modo è mio... eccome se è mio, anzi nostro, perchè non voglio nemmeno dirvi come si comporta Max col gattaccio...
Il 2016 infine ha portato un'altra novità... nelle serate particolarmente fredde e durante il weekend, abbiamo un ospite: un bellissimo gattaccio mezzo cecato con zampetta posteriore dolorante viene ad accocolarsi sul divano, su una copertina che ha già imparato essere solo sua e adora passare ore a ronfare e farsi coccolare... dopo di che, quando gli va, ti fa capire che deve uscire e lo accompagnamo nella sua nuova casa, dove lui rimane, oppure decide di farsi un  giretto, dove non so e forse non mi deve neppure importare.
Forse la cosa che importa è che lui possa fare quello ch vuole, ma che abbia qualcuno che tiene a lui, e per questo ci siamo noi, no???
Ecco qua, questa è la storia incompiuta del gattone condominale di nome 'Black'... ora che fa parte della nostra vita, vi terrò aggiornati...

... TO BE CONTINUED ...



1 commento:

Erica ha detto...

Hai fatto bene a scrivere la sua storia, ero molto curiosa da quando ho visto la foto!
Ricorda una cosa però... è lui che ha adottato voi... :-D