venerdì, dicembre 16, 2016

A pochi giorni dal Natale...

Un'altra settimana infernale è passata, questa volta siamo stati alle prese con l'operazione a Felix. Effettivamente era ora, povero, i suoi fortissimi miagolii ormai non ci facevano più dormire e non credo che lui stesse molto meglio... Però per qualche giorno mi sono domandata se sarebbe mai tornato il micetto affettuoso e giocherellone di sempre, perchè nonostante tutti ci avessero detto che era una cosa da niente, Felix un po' ha accusato il colpo. La sera dell'operazione quando sono andata a riprenderlo dal veterniario, quando mi ha visto... mi ha soffiato e poi si rifiutava di uscire dalla gabbietta del dottore per trasferirisi nel trasportino... mi sono sentita malissimo, era come se fosse arrabbiatissimo con me e non ne volesse sapere di tornare a casa! Poi non scoprirò mai cosa stava passando nella sua testa in quel momento, qualcuno mi ha detto che forse era in preda a qualche allucinazione per l'anestesia e non mi abbia riconosciuto, ma c'è voluto un po' di tempo perchè le cose migliorassero. Ora sta benone, ha sempre voglia di giocare, di arrampicarsi, di fare il biricchino, insomma è il nostro micetto di sempre. 
I primi giorni abbiamo cercato di lasciarlo solo il meno possibile e ci è sembrata la scelta giusta, sembrava molto più tranquillo quando eravamo in casa e si è riposato tanto, come se stesse ricaricandosi in vista di un periodo di biricchinaggine pre-Natalizio.
Ma lo vedo anche più coccolone, nei modi, con attenzioni che non gli avevo mai visto; in questo periodo sto sempre poco bene, ho una tosse maledetta che non mi abbandona e che mi sfinisce e in piena notte, durante i miei attacchi me lo ritrovo seduto che mi guarda, con un zampino appoggiato sul mio stomaco, come a dire... 'Ripigliati, dai...'. Oppure mentre giro per casa, mi viene dietro e mi fa gli agguati, ma senza graffiare, proprio solo per giocare. Magari sono tutte cose che vedo solo io perchè le voglio vedere, ma mi fanno piacere, anzi ci fanno piacere, perchè anche se non lo ammetterà mai, Max gli è affezionato se è possibile anche più di me, basta osservare i mega scatoloni che arrivano da Zooplus... Poi, tanto per fare la padroncina orgogliosa, il nostro Felix assume gli antibiotici come fossero croccantini e a detta del veterinario è quasi una rarità... Bravo il nostro Felix!!! Gli metti due croccantini ed il pastiglino spezzato in qualche pezzetto e lui si mangia prima la pastiglia dei croccantini... no, voglio dire... cosa posso volere di più???

Ecco per Natale vorrei non aver passato un 2016 così deludente, ci stavo pensando la settimana scorsa, perchè come al solito Dicembre è un mese in cui si tirano le somme di quello che è stato fatto durante l'anno... All'inizio di questo anno ormai agli sgoccioli avevo delle aspettative, finalmente dopo tanti anni credevo che le cose potessero cambiare e sto parlando del lavoro, perchè nella mia vita privata le cose sono destinate solo a peggiorare. Per alcuni mesi effettivamente mi sono probabilmente illusa che questo potesse accadere, credevo che finalmente le persone con cui lavoravo mi avessero compreso ed avessero capito anche come utilizzare le mie capacità al meglio, ma credo di essermi semplicemente illusa, tutto è crollato e sono ripiombata nel mio stato di persona inutile se non dannosa... colei la cui esperienza è solo un danno, non una ricchezza. Non mi dispiace per l'impegno profuso, non cambierei una virgola di quello che ho fatto, se non il mio fidarmi ancora una volta delle persone sbagliate, quella ingenuità che purtroppo fa parte del mio carattere e che non perderò mai... Quindi per il 2017 non mi aspetto niente, o meglio niente di positivo... se va bene le cose andranno come ora, altrimenti peggioreranno. 

martedì, novembre 29, 2016

Tutto cambia...

Come sapete il periodo di Natale è quello che preferisco in assoluto di tutto l'anno; il mese di dicembre è da sempre molto impegnativo, per il lavoro, per i preparativi e solitamente spendo gli ultimi 'sciattini' di forze mentali per pensare a tutte le cose che devo fare... Ma è anche un periodo in cui i pensieri si accavallano, i ricordi pure e le mancanze si sentono sempre di più, perchè col passare del tempo, invece di dimenticare, mi ritrovo a rivivere con la mente tutti i Natali felici della mia infanzia e non solo. Così ogni cosa, anche la più stupida, rischia di colpirmi, di riaprire qualche vecchia ferita o semplicemente mi emoziona fino alle lacrime.
Le persone che mi conoscono, mi considerano una persona fin troppo forte, con un carattere molto più somigliante a quello di un uomo, piuttosto a quello di una 'gentile donzella'... ma sanno anche che è tutta una facciata, che in realtà tante cose mi feriscono, vedo significati anche nelle cose innocue e ci sto male... col tempo ho capito che non posso farci niente, devo solo convivere con questa cosa.
Così ieri sera, ero a caccia delle prime cose natalizie e mi sono recata nella mia cartoleria preferita: quando sono arrivata davanti alle vetrine, le ho viste sbarrate con un cartello bello grande che riportava il messaggio del suo trasferimento.
Per un attimo sono rimasta immobile, davanti alle saracinesche chiuse, un groppo in gola, un mare di ricordi, una nostalgia dei tempi andati... insomma mi sono sentita morire! Poi lo so che non ha senso, anzi è una bella notizia, perchè non hanno chiuso, si sono solo trasferiti in un posto più grande, più vicino al centro, ma per me non è la stessa cosa. Quella è stata la mia cartoleria di riferimento, se avevo qualcosa da fare di particolare, il signore che ancora oggi lo gestisce insieme alla figlia, trovava sempre una soluzione, al liceo ci compravo le cose per il disegno tecnico, all'università rilegavo le fotocopie in bellissimi libricini, quando mi sono sposata ho comprato i fogli di pergamena per le bomboniere... insommma veramente una marea di piccoli ed insignificanti ricordi che mi legano a quelle quattro mura, a quegli addobbi natalizi che sembravano far scoppiare il negozio, dalla quantità di cose che venivano allestite.
Comunque ieri sera mi sono recata nel nuovo negozio ed è bellissimo, molto spazioso e ricco come sempre di tutte quelle belle cose che mi sono sempre piaciute... capisco la scelta fatta, con la mente la posso anche condividere, con il cuore... no! Ma è un problema mio, odio vedere cambiare così velocemente le cose intorno a me, il passare del tempo inesorabile mi rende troppo consapevole di tutto il tempo che ho perso e continuo a perdere. Succede quando i cambiamenti avvengono nella via dove abita mamma e dove sono cresciuta... Quest'anno sono venute a meno diverse persone che conoscevo da una vita, che mi hanno vista nascere, mentre altre sono ancora vive ma non fanno più parte della nostra quotidianità (che forse è peggio che essere morti...).
Alcune case sono state modificate, altre sono state completamente rifatte, l'appartamento della vecchietta a piano terra è stato occupato dalla nipote il giorno dopo in cui lei è diventata ospite di una casa per anziani, e la sua camera da letto è sparita in un batter d'occhi. Tutto troppo veloce, troppo indolore, come una spugna che pulisce un piano pieno di briciole... Un attimo prima c'era questo ed ora non c'è più... è un prezzo molto caro da pagare a questa modernità, o forse no, ma lo vedo negli occhi della mia mamma che queste cose non fanno dispiacere solo a me.

Vorrei davvero essere capace di guardare sempre avanti, non è bello vivere così tanto di ricordi, ma sono un tesoro che mi tengo dentro, in un posticino dove ogni tanto mi rifugio, soprattutto in questo periodo, in cui le luci che illuminano le nebbiose serate padane, hanno un valore ancora maggiore ed io vorrei tanto poter parlare ancora una volta con il mio papà, vorrei fargli conoscere Felix, magari assoliglia un po' a quel gattone che condivideva il suo letto di bimbo, con la nonna che faceva finta di non saperlo... Mi è mancato tanto quando i ladri hanno devastato la mia casa... lui sarebbe venuto subito, mi sarebbe stato accanto, ingombrante ma rassicurante come sempre, mi avrebbe detto che non era successo niente, che tutto si sarebbe rimesso a posto e che questa sensazione di insicurezza e violenza sarebbe passata. Per non parlare delle sgridate che mi sarei presa quando Felix si è ferito ed io mi sono sentita in colpa come se gli avessi fatto del male con le mie mani: 'Ma non sarai mica stupida!!! I cuccioli sono cuccioli, curiosi e scapestrati... non ci puoi fare niente, devi solo curarlo se si fa male e basta!' Così mi avrebbe detto... ne sono sicura...
Per ultimo ma non ultimo, mi è mancato tantissimo il suo consiglio nella gestione dell'ultima disavventura lavorativa, chissà come avrebbe gestito lui questa situazione... Se ci penso mi viene da sorridere, quando era giovane, il suo mondo del lavoro era sicuramente meno diplomatico, ma molto più schietto, e mi viene in mente solo un modo in cui avrebbe gestito una situazione del genere da giovane... ihihihih... mi sarebbe piaciuto esserci!!! Lui le avrebbe sicuramente catalogate come 'stupidate' di una persona che non ha voglia di lavorare e l'avrebbe agevolata senza farla 'passare per il via'!!! Ma noi che siamo più evoluti, più moderni, dobbiamo dare il beneficio del dubbio a tutti anche a quelli che visibilmente non ne avrebbero diritto...

E' stato un anno difficile, impegnativo, una montagna russa continua, piena zeppa di cose nuove e di conferme di quelle vecchie. Mi sento un po' più vecchia ed un po' più stanca... e mi sorprendo a dare consigli ai miei colleghi su cose belle da fare per l'ultimo dell'anno, come se ormai io non potessi più farle ed in un certo senso è così... fortunatamente certe cose le ho fatte quando ho potuto e me la sono sentita... e non me ne pento, di niente... vorrei solo avere altre occasioni, vivere un po'più intensamente questo tempo che mi scivola tra le dita... prima che tutto cambi, ancora ed ancora...

lunedì, novembre 14, 2016

Rassegnazione

Il nostro Felix 💓💓💓
Capita che si allenti la presa, che si pensi sinceramente di essere in un periodo 'tranquillo', per tanti motivi, uno di questi è che si pensa erroneamente di meritarselo. A me capita... non spesso ma ogni tanto capita... e mi metto a pensare a cose stupide, senza importanza, così come passatempo, come ad esempio come fare gli addobbi natalizi con il piccolo demonietto che gironzola per casa. Non ci trovo niente di sbagliato, niente di malvagio, credo che vivere sempre di tristezze, di dispiaceri non sia veramente vivere, anche se capisco che i brutti periodi fanno parte della vita di tutti.
In questi momenti stranamente sereni non bisognerebbe mai prendere decisioni, perchè si rischia davvero di mettersi nei guai, ma anche questo fa parte della vita. E' capitato l'anno scorso quando ho prenotato per tempo un bellissimo viaggio in Tailandia a cui ho rinunciato per motivi familiari e quest'anno ci sono ricaduta adottando un bellissimo gattino. E' una vera e propria gioia, ma a quale costo? E' arrivato a fine agosto ed in questi pochi mesi prima si è fatto male e poi la settimana scorsa ha davvero rischiato la vita. Martedì mi sono venuti i ladri in casa... anche solo a pensarci ancora ora faccio fatica a crederci. Io sono rientrata alle 18:15, ho aperto la porta e la prima cosa che ho visto è stato un vaso per terra. Non mi sono allarmata subito, ho pensato che il gattino lo avesse rovescito giocando, ma dopo aver fatto un passo dentro, mi sono accorta che la finestra della cucina era aperta e i cassetti alti aperti. La finestra aperta mi ha messo nel panico più profondo, il nostro gattino non è abituato ad andare in balcone ed ho iniziato a chiamarlo, ma lui non ha risposto...
Poi ho avuto paura, paura che fossero ancora in casa ed ho richiuso la porta per poi scendere una rampa di scale ed andare a disturbare un mio vicino. Non potevo aspettare, dovevo capire che fine aveva fatto il gatto ed avevo troppa paura ad entrare da sola.
Fortunamente Felix non si è fatto nulla, probabilmente si è solo spaventato e nascosto, ma io ho odiato profondamente questi deficienti, che si permettono di entrare nelle case altrui, mettere tutto sottosopra, per rubarti una vita di ricordi, e farti sentire 'violentata'.
Ma la vita deve andare avanti, almeno così dicono, bisogna continuare ad uscire di casa alla mattina, per ritornarvi alla sera, fare tutto come se niente fosse e non importa a nessuno se, arrivando a casa per prima, avresti solo voglia di scappare invece di aprire quella porta. Non è questione di non sentirsi sicuri, o almeno non solo questo, è un mix di cose, sensazioni che avevo già provato anche per il terremoto che mi privano di quel sentimento di nido che ho sempre provato.
Per la cronaca abito al secondo piano, e sempre per la cronaca abbiamo ricoperto le canne del gas con delle canaline munite di spuncioni per cercare di evitare che si arrampicassero... tutte cazzate!!! (scusate il termine scurrile)
Poi potete persino pensare che me la sono cercata, lasciando la tapparella alzata di 20 cm per far vedere un po' di luce al gattino, e sicuramente avete ragione, ma la realtà è che non ci sta per niente, non è mai giusto che altre persone vengano a rubare a casa tua, in nessuna condizione è perdonabile il furto, io la penso così e niente mi può far cambiare idea.
Ora metteremo le tanto odiate inferriate, sistemi di allarmi interni e tutto il resto... che palle, che brutto non sentirsi sicuri in casa propria e poi per cosa? per qualche collana che ha più un valore affettivo che economico? Maledetti... andate a lavorare come tutti e non mi venite a raccontare che non riuscite a trovare un lavoro, ditela tutta... è molto più comodo andare a devastare le case altrui!!! 

venerdì, settembre 30, 2016

Delusione

L'arte di buttarsi tutto dietro alle spalle...
Questa doveva essere la prima settimana di 'ossigeno' dopo un lungo periodo di stress, ma si è rivelata come una tra le più brutte della mia vita, lavorativamente parlando...
Le persone spesso ti deludono, fa parte della vita, e prima lo si capisce, prima si riesce a convivere meglio con queste cose, ma ci sono persone che proprio sono 'zuccone', proprio non ne vogliono sapere di capire questa cosa.
Sebbene mi ritenga davvero una persona non semplice da capire, penso anche che il mio caratteraccio mi renda abbastanza trasparente, cosa che ho sempre creduto essere uno dei miei pochi pregi. Ebbene ragazzi, no, ve lo devo proprio dire, magari nella vita privata questo non è vero, ma sul posto di lavoro è 'necessario' mettersi una bella maschera. Ci si alza alla mattina, si fa la doccia, si pensa a come vestirsi... ecco, quando si entra in ufficio bisogna mettere una maschera e non per recitare una parte, o meglio non solo per quello, più che altro come 'protezione'.
Sei troppo disponibile, troppo umile, troppo generosa? No, non va bene, bisogna 'fingere' di esserlo, mostrare di esserlo senza emozioni, senza empatia verso nessuno. Pensi che i tuoi colleghi siano una seconda famiglia? Sbagliato un'altra volta... devono pensare di esserlo, ma quando timbri il badge di uscita devi lasciarti quel mondo alle spalle. Poi se alcuni di essi sono tuoi amici, lo devono essere fuori da quell'ambiente, assolutamente al di fuori!
Fare buon viso a cattivo gioco e se ti prendono per i fondelli devi pure fare finta di non accorgertene. E' dura, molto dura, soprattutto per una persona che è abituata a dire sempre quello che pensa e che si accorge quasi subito se da parte di qualcuno c'è malignità.
Dopo più di 15 anni scrivere queste cose è doloroso, molto doloroso, sentirsi traditi, delusi non è mai una bella sensazione ed alla fine ti lascia così spossata, stanca e demoralizzata che non hai nemmeno voglia di chiarire, ti sembra proprio che non ci sia niente da chiarire, niente più da dire, perchè troppe parole sono state dette e l'unica che vorresti sentire è 'scusa'.

lunedì, settembre 26, 2016

Lievito madre...

Chi ha inventato il lunedì??? Altro che premio oscar, lo riempirei di mazzate in giornate come oggi... Non che sia particolarmente brutto, diciamo che sembra anche tranquillo, ma proprio non riesco a farmi passare il sonno e ne approfitto per raccontarvi il weekend appena trascorso...
Il mio weekend comincia venerdì sera con uno dei nostri corsi di cucina; come vi ricorderete io e Max ci siamo affezionati a corsi di cucina tenuti da una nutrizionista e questa è stata la volta della 'Panificazione con lievito madre'.
Ho già avuto una brevissima storia con il lievito madre, che mi è durato meno di 15 giorni, quindi non ho tante speranze che questo vada meglio anche se, questa volta ho le idee moltoo più chiare e si sa... sapere come funzionano certe cose certamente aiuta.
Come al solito la nostra prof è stata davvero molto esauriente, ci ha riempito di nozioni a dismisura, creando anche un po' di confusione nella nostra testa, ma chissà... vedremo nelle prossime settimane come vanno le cose.
Così ora abbiamo due essere viventi da nutrire: Felix e il lievito madre (termine tecnico utilizzato è 'rinfrescare').
Durante il corso ne abbiamo rinfrescato un pezzetto di quello della prof e ce lo siamo portati a casa, ed abbiamo anche fatto il primo impasto per i panini che vi mostro in foto. Il risultato è stato bellissimo e buonissimo, dopo di che ieri abbiamo fatto anche la pizza, che non è venuta male ma ci dobbiamo lavorare ancora un po'.
La verità comunque è che è impegnativo, e non solo perchè deve essere rinfrescato al massimo ogni 5 giorni (se lo si tieni in frigo), ma più che altro per i tempi lunghi di lievitazione degli impasti. Insomma, tanto per intenderci, per i panini la lievitazione prevista è di 8 ore fuori frigo, oppure 8 ore in frigo e 4 fuori frigo.
Parlando con mia madre mi ha racconatato tante cose della sua infanzia; essendo cresciuta in campagna (lei è del '36) si ricorda che la nonna impastava il pane alla sera e lo lasciava lievitare tutta notte per poi cuocerlo il mattino successivo. E lei usava il lievito madre, non c'erano alternative e lo lasciava a riposo in dispensa che allora consisteva in un stanzino seminterrato provvisto di una minuscola finestrella quasi sempre chiusa. Io quello stanziono me lo ricordo, a casa del nonno, quando ormai la nonna non c'era più da anni e veniva utilizzato solo per tenere i salami appesi. Sono cose che mi intrigano molto, se avessi una casa in campagna e tempo (soprattutto quello...) mi piacerebbe unire le tecniche di un tempo con i mezzi moderni. Adoro fare marmellate, cucinare dolci per la colazione, insomma tutte quelle cose che fanno molto 'razdora' senza averne nè le capacità, nè il tempo.
Dato che utimamente non ho scritto tanto sul blog non vi ho nemmeno parlato del tunnel delle marmellate in cui sono scivolata questa estate, complice un'altro corso di cucina dal nome che è tutto un programma: 'L'estate in barattolo'. Oltre alle nozioni base per fare tutte le marmellate che si desiderano utilizzando la frutta di stagione (io ho fatto quelle di albicocche, pesce, prugne e la mamma quella di fichi...) ci ha dato una ricetta buonissimissima per una composta di cipolle di tropea all'aceto balsamico (una cosa davvero spettacolare che se mangiata con il formaggio diventa anche pericolosa, perchè non ci si ferma più...).
Quindi riassumendo... se in futuro riuscirò a fare anche qualche pagnotta con il lievito madre, prossimamente su questo canale si potrebbero vedere bellissime colazioni a base di pane, burro e marmellata...

venerdì, settembre 23, 2016

THE END

Un'altra settimana sta per finire... sono settimane lunghissime, un po' perchè alla notte dormo sempre molto poco, un po' perchè comunque le giornate sono sempre troppo piene. Oggi è l'ultimo giorno di quella persona che in questi ultimi mesi mi ha fatto stare molto male, e non posso nascondere che provo una certa soddisfazione pensando che lunedì non dovrò più vedere il suo viso... Avrà imparato qualcosa da tutta questa storia? assolutamente no... ne sono sicura, e ne sono la conferma le poche parole che ha detto riguardo al nuovo presunto lavoro che ha trovato. Non che sia stata interrogata al riguardo... diciamo che da quando abbiamo saputo della sua 'dipartita' solo una persona le ha chiesto qualcosa, mentre la seconda e ultima occasione in cui ne ha parlato, è stato approfittando di una affermazione di un altro collega del tipo 'Sarà difficile che tu riesca a trovare un altro gruppo di fuori di testa nel nuovo posto...'. Si è notato benissimo che non vedeva l'ora che qualcuno le rivolgesse la parola per pavoneggiarsi, veramente una cosa di una stupidità abissale. Non ho ancora deciso come la saluterò, la bile che ancora mi circola in corpo è tale che sarei propensa ad una delle mie proverbiali stoccate, ma in fondo forse non si merita nemmeno questo, forse è meglio salutarla come se niente fosse e chiudere definitivamente questa parentesi triste della mia vita lavorativa... Chissà quante altre storie brutte mi aspettano prima della pensione, l'unica speranza è di riuscire a sopravvivere a queste, magari un po' acciaccati come in questo caso, ma comunque essere ancora qui per raccontarlo. La cosa strana è che di queste storie se ne sentono davvero tante ed ho sempre pensato che la responsabilità non fosse solo da una parte, e nei rapporti umani in generale ci vuole impegno da parte di tutti per far andare bene le cose... Ho analizzato tante volte nella mia testa quello che è successo in questo caso, e non capisco, davvero non capisco... so solo che ad un certo punto, la persona in questione ha preso tutta una serie di decisioni (per me incomprensibili), che mi hanno obbligato a prendere a mia volta alcune decisioni ed essendo molto più grande, la cosa che non capirò mai, è come poteva persino pensare di spuntarla.
Non sentirò mai più parlare di lei, di una cosa però sono sicura, che difficilmente, se non cambierà almeno un po' atteggiamento, riuscirà a trovarsi bene in qualche posto di lavoro... e saranno tutti affari dei suoi nuovi colleghi.
Con questo scrivo la parola END a questa storia, non vedrete più una riga su questo argomento... andiamo avanti, sempre avanti... verso il futuro!!!

martedì, settembre 13, 2016

Estate 2016

Qualche scatto dalla Sardegna
L'estate sta finendo... un anno se ne va...
Solo gli anziani come la sottoscritta stanno pensando a quella canzone degli anni '80, cantata dai Righeira. Non so come mai stamani mi è venuta in mente, forse perchè siamo a metà settembre, fa ancora caldo, ma le giornate si sono sensibilmente accorciate, segno importate del fatto che l'autunno è alle porte. Ed io mi ritrovo di nuovo qui a scrivere, è colpa vostra, di chi è passato di qui a leggere quello che ho scritto qualche giorno fa, cosa veramente inaspettata, non pensavo proprio che qualcuno continuasse a passare di qua.
Nell'ultimo sfogo non c'è stato tempo/voglia di raccontarvi come è andata la mia estate, anche se alcuni di voi (probabilmente tutti quelli che mi leggono), sanno già tutto!
Quest'anno è andata molto bene, rispetto al disastro dell'anno passato ci siamo goduti la nostra settimana super-iper rilassante a Livigno e ben 15 giorni in Sardegna con una coppia di amici.
La prima settimana montanara è arrivata come una vera boccata d'aria fresca, dopo un periodo abbastanza stressante, soprattutto lavorativo, ma a casa c'era chi mi remava contro e mentre camminavo per i monti, nei rari momenti in cui ero connessa, mi arrivavano messaggi poco confortanti di tutte le cavolate che una certa persona stava facendo. Così al mio ritorno ho dovuto affrontare una settimana che è sembrata un anno, in cui sono successe talmente tante cose spiacevoli che quando ci penso, ancora oggi non mi sembra possibile, dopo di che sono tornata in ferie per altre tre settimane. Come potete immaginare non sono riuscita a godermi le vacanze come mi meritavo, un pensiero fisso mi disturbava ed anche parlarne non è servito a molto. Al mio ritorno ho trovato una situazione incomprensibile dal mio punto di vista, e mi sono posta nel solo modo possibile: totale indifferenza nei confronti di questa persona, che se mi chiedete come è vestita non ve lo so dire da tanto che la guardo. Non solo comunque non la considero, mi disinteresso totalmente anche di quello che sta facendo, dato che è stata affidata ad un'altra persona senza nemmeno avvertirmi. Va bene così, deve andare bene così, diciamo che si poteva fare meglio e non da parte mia questa volta, ma la vita è così, me lo devo mettere in testa... non è che le cose vanno come si desidera solo perchè ti impegni come una deficiente per farle andare in un certo modo... le cose vanno come vanno, punto e basta!!!
...e dalla Corsica
Tornando invece alle vacanze, la Sardegna è sempre meravigliosa, purtroppo in agosto poco vivibile, soprattutto in un anno come questo in cui tanti hanno deciso di passare le vacanze in Italia. Rispetto a 4 anni fa, in cui siamo stati per una settimana sempre dai nostri amici, quest'anno le spiagge più famose non avevano niente da invidiare alla nostra costa Romagnola. Gli ombrelloni vicini vicini, le urla e gli schiamazzi di villeggianti che per forza devono fare casino quando sono in vacanza.
Per non farci mancare niente quest'anno abbiamo passato anche 4 giorni in Corsica: io non c'ero mai stata e devo dire che ci sono posti meravigliosi che meritano davvero di essere visti ma... se devo essere sincera... la Sardegna ha una marcia in più, fosse solo per i Sardi, che non hanno niente a che fare con i Corsi. Purtroppo in diverse occasioni ho avuto l'impressione che i turisti italiani non siamo ben accetti e non capisco molto il motivo... in fondo sono ad uno sputo dalle nostre coste e credo vivano principalmente con i nostri soldi, quindi... boh... Poi, non voglio fare di tutta un'erba un fascio, abbiamo incontrato anche persone simpatiche e cortesi, ma non mi è rimasta la voglia di tornarci.
Propio per la vicinanza ero convinta che parlassero tutti un po' d'italiano, ed alla fine non ho capito se veramente non lo parlano e si 'rifiutano' di farlo. Io, essendo modestamente madre lingua francese :-), non ho avuto tanti problemi, ma anche questo non è un aspetto che mi abbia reso del tutto felice.
Comunque... lo ribadisco, semmai non vi ricordaste cosa ho detto quattro anni fa... non andate ai Caraibi, spendete meno e incentivate la nostra economia, la nostra Sardegna ha un mare che non ha proprio niente da invidiare e... siamo sempre in Italia... si mangia da Dio!!!

martedì, settembre 06, 2016

Felix :-)
Non riesco nemmeno a dare un titolo a questo post, dopo tanti mesi di silenzio, questo blog è come se fosse morto, ed un po' è così... Sono successe tante cose, forse pure troppe, mi sono fatta prendere dagli eventi ed anche quando avevo voglia di scrivere, non sapevo bene 'cosa' scrivere...
Il 2016 fino ad ora è stato davvero una specie di OttoVolante, sono sempre in salita e poi in picchiata, e comincio ad accusare davvero il colpo di tutto questo su e giù. 
Mi sono molto impegnata in ambito lavorativo, ho perseguito una specie di rinascita lavorativa che non so se mai arriverà. Ho avuto delle soddisfazioni ma anche delle belle batoste, l'impressione di essere finalmente capita e poi la consapevolezza di essermi illusa, standomene nel mio angolino in cui, in malo modo, sono stata ricacciata. Forse perchè non sono più una ragazzina, forse perchè so fin troppo bene di non aver realizzato niente di rilevante nella mia vita, ultimamente ho messo in discussione tante cose, ho pensato come cambiare rotta, mi sono guardata intorno per cercare ispirazione, ma alla fine non ho trovato niente di buono. La realtà è che non so come vorrei essere, o forse dovrei essere 'troppe cose' ed il risultato è che non ne sono neppure una. Ho riempito la testa delle persone che mi stanno intorno con i miei stupidi problemi, ho esagerato a tal punto che ora ho persino paura a pronunciare certi nomi, e questo mi fa sentire molto sola e molto incapace.
Così le giornate si susseguono le une alle altre come delle singole battaglie, non mi rilasso mai, sono sempre sul chi va là, sono ingrassata, sono invecchiata, sono sfinita e nonostante tutto vado avanti, corro di qua e di là come la maggiorparte delle persone e quando mi fermo non riesco a fermarmi veramente, la testa continua a frullare, a creare panorami disastrosi, a prospettare le peggio cose.
Se qualcuno sta leggendo queste righe e non mi frequenta assiduamente, non capisce cosa sia successo di così 'importante' da farmi scrivere certe cose e vorrei tranquillizzare tutti... non è successo niente di particolare, per fortuna quelli che sono rimasti ci sono ancora tutti, qualcuno più ammaccato, qualcuno più coglione, ma è la vita, no??? Di nuovo c'è che alla fine dell'anno scorso sono arrivate quattro persone nuove, che ho tenuto sotto la mia ala da chioccia per i primi sei mesi, sforzo che mi ha fruttato un premio aziendale molto gradito, per poi scoprire che una di queste persone non era quello che ci si aspettava, e con la sua immensa 'ignoranza' ha distrutto tutto. Ora comunque me ne rimangono tre, continuo a lavorare come una cretina, a dare udienza a tutti. Ma sono state spese parole, parole importanti dopo di che chi di dovere ha fatto finta di niente, ed io me ne sono tornata nell'angolino di cui vi parlavo prima. Anche se so benissimo che devo essere superiore, queste cose continuano a farmi male e me ne faranno per sempre, mi faccio sempre troppi esami di coscienza per poter sopportare in silenzio certe cose, o forse si tratta solo ed unicamente della totale mancanza di menefreghismo (un pizzico serve nella vita, dovrei ricordarmelo sempre!!!).
Poi è arrivato Felix, un raggio di sole, un micetto di quattro mesi meraviglioso: tutto nero con grandi orecchie, con una vitalità favolosa ed un miagolio strozzato che ti viene voglia di mangiarlo!!! Da pochi giorni con noi, gli voglio già un bene dell'anima, ma non sono stata all'altezza e si è fatto già male, tutta colpa della mia ignoranza e di non aver saputo preparare l'ambiente in modo adatto ad accoglierlo. Così ora ha il collare elisabettiano per proteggere una ferita alla mandibola, ha già fatto una paio di giretti dal veterinario e si aggira per casa come se camminasse sulle uova (che se non mi sentissi in colpa sarebbe pure un po' ridicolo!!!). Spero solo che guarisca alla svelta, ma è un'altra sconfitta, un'altro tentativo di inserire qualcosa di nuovo nella mia vita che è andato a ramengo... 
Il risultato è che mi viene da piangere... vorrei davvero solo rintanarmi in quel mio angoletto senza che nessuno mi venga più a cercare, tanto a cosa servo... in questo momento mi sembra di essere più danno che utile...

martedì, aprile 05, 2016

Aprile... appuntamenti vari ed eventuali...

E' diventato un appuntamento fisso quello della Play, ed anche se alla fine è un po' impegnativo, lo trovo anche sempre molto appagante. Perchè? semplicemente perchè mi pare di fare qualcosa di normale, di seguire una passione, anche se non mia... insomma, qualcosa di diverso dai miei soliti doveri. Da un certo punto di vista questa cosa non mi fa bene, mi da una illusione momentanea, come quando riesco a farmi la mia settimana detox in montagna. Però, se uno si rende conto immediamtamente di come stanno le cose, forse non è del tutto negativo, forse lo si vive pure meglio. Poi, sebbene io non sia una persona invidiosa, un po' di invidia la si prova sempre, vedere 'gli altri' che si occupano di cose diverse dal lavoro/famiglia, sembra una cosa così normale. Ti viene voglia di fare progetti, di pensare alle vacanze, di ricominciare la dieta, di fare passeggiate, tante piccole cose per se stessi. Parti alla mattina bella carica, lavori tutto il giorno e poi alla sera, quando è ora di occuparsi un po' di se stessi, l'unica coccola che ti senti di fare è sbatterti sul divano a guardare la tv, tanto meglio con un gattaccio che ti fa le fusa... e solo dopo aver divorato tutto quello che hai trovato sulla tavola!!!
A parte questo, ci si mette anche il detto 'aprile dolce dormire'... che mai come quest'anno mi si confà... l'unico problema è che durante la notte riesco a riposare qualche ora solo tramite il rimedio di turno, mentre di giorno rischio lo slogamento della mascella a forza di sbadigli. Sarà anche colpa delle cose 'interessanti' che faccio al lavoro, della valorizzazione del mio operato che giornalmente mi riempie di 'orgoglio' (leggi questa frase in tono sarcastico...), ma riesco ad arrivare a sera solo assumento i seguenti liquidi: un caffè nel caffelatte della colazioni, un caffè macchiato dopo una mezz'ora dal mio arrivo in ufficio, un ginseng alle dieci ed una coca cola zero nel primo pomeriggio. Poi ci si stupisce che non riesca a dormire bene... beh, è un serpente che si morde la coda, ma in questo momento va così, poi chissà le cose potrebbero pure migliorare (la vedo difficile...). 
Comunque il weekend, oltre a portare una stanchezza infinita che riuscirò a smaltire nel giro di un paio di settimane, mi ha fatto venire voglia di sognare le vacanze... e di questo devo ringraziare i nostri amici, che ci hanno fatto un invito 'imbarazzante' per questa estate nella loro casa in Sardegna. A parte che è un posto meraviglioso, che mi piacerebbe viverci in un posto così, anche d'inverno me ne starei bella bardata su quel meraviglioso terrazzo a guardare il golfo (che lo sapete che adoro il mare d'inverno...), il mare della Sardegna non ha niente da invidiare ai Caraibi, l'ho potuto sperimentare di persona quando abbiamo passato quella bellissima settimana con E. 
Ma al di là del fatto che si faccia oppure no, è l'idea che mi ha fatto bene, il parlarne, il sapere che c'è una possibilità, qualcosa a cui tendere, non so nemmeno io come spiegarmi, è una cosa del tutto psicologica. Poi lo so da me che non c'era bisogno di un invito, si poteva fare a prescindere, pensare alle cose non costa niente e si può fare in qualsiasi momento, ma a volte ci vuole una spinta, un incentivo ed ecco che arriva un'amica che passa ore a guardare traghetti, e poi ti parla di progetti, di cose da vedere e tu ti domandi perchè lei ci ha pensato e tu no, perchè lei non spreca il suo tempo a pensare alla propria stanchezza mentre tu lo fai... insomma ti senti veramente una 'cogliona', poco furba e nemmeno tanto degna di avere degli amici così 'avanti'.
Viene persino voglia di ricominciare a scrivere sul blog, di avere una prospettiva diversa sull'importanza delle cose, di prendersela meno, insomma di fare tutte quelle cose che di solito il proprio caratteraccio ti porta a fare. Ci riuscirò??? bella domanda e la risposta ovvia è... sì, fino alla prossima batosta, che conoscendo l'andazzo arriverà sempre troppo presto...

sabato, marzo 12, 2016

Aggiornamento marzolino...

Eccomi qua, sabato pomeriggio, ho passato tutta la mattinata a bonificare la nostra casa, sembrava un cantiere, come spesso accade ultimamente. Ho spesso la sensazione di passare da un periodo molto impegnato ad uno che lo è ancora di più... proiettandomi verso qualcosa che ancora non conosco, nella speranza di potermi riposare. E' tutto un gran casino, e non solo nel senso negativo del termine, semplicemente un gran casino... Mamma, lavoro, la mia vita... boh, ultimamente non ci capisco niente!!! Ma se voglio che chi legge queste righe ci capisca qualcosa, converrebbe andare con ordine...
Parliamo di mamma... non c'è pace per quella donna, non riesco a dare stabilità alla sua salute e utlimamente ci ho quasi rinunciato; non nel senso che non faccio il possibile, ma mi sto convincendo sempre di più che per quanto io faccia, non c'è possibilità che ci riesca. La situazione attuale la vede sempre dolorante, l'unica spalla 'sana' è fuori uso, i tendini si sono tutti rotti e non a causa di una caduta, semplicemente a forza di sforzare il braccio con l'utilizzo della stampella, la situazione è precipitata. Così avrebbe bisogno di camminare per le anche, ma riesce a farlo solo con il deambulatore, il cui utilizzo si riperquote sulle spalle che le dolorano di continuo e dopo infiltrazioni, e diversi cambi di terapie per il dolore, non siamo riusciti ancora a trovare qualcosa che conti davvero... Ma potrebbe andare peggio... ma anche molto meglio... Non vuole più nessun aiuto esterno ed io, faccio finta di aiutarla, perchè semplicemente non ce la faccio, e vivo con i miei eterni sensi di colpa, che ormai sono una constante compagnia...
Vogliamo parlare del lavoro??? Mah, che dire... Ho passato un paio di mesi a formare quattro persone, ad occuparmi della loro gestione, dando loro cose da fare e aiutandoli al mio meglio. Ora due di questi quattro sono tornati a casa, dovranno lavorare a Benevento, nella nostra sede che abbiamo lì, ed io cerco semplicemente di non farli sentire abbandonati, non riuscendoci molto bene. Nel frattempo questa situazione non viene vista molto bene dai miei colleghi, che mi giudicano succube della sindrome della 'maestrina', pensano, anche se non hanno il coraggio di dirmelo che faccio tutto questo per mettermi in mostra ed ottenere il tanto ambito premio che ci verrà dato dal nuovo 'strumento di incentivazione' che si sono inventati in azienda per metterci gli uni contro gli altri... Ci sono giorni in cui questa storia non mi da per niente noia, poi all'improvviso arriva alle mie orecchie una battutina, vedo un'espressione divertita sul volto di qualcuno se mi vedono in difficoltà e qualcuno sta aspettando al varco che faccia qualche errore, per poter dire che non sono poi così brava come credo di essere... Tutto questo non fa che imbestialirmi, perchè chi mi conosce bene sa che, non solo non ho mai penato di essere 'brava', ho sempre solo molto lottato per ottenere quello che ho, e non credo nemmeno che mi sia mai stato regalato nulla...
Pazienza, cerco di andare dritto per la mia strada, a saperla qual'è... giornalmente faccio quello che posso, un sacco di ore straordinarie, una enorme ruota da criceto, ed io lì che giro a vuoto... o forse no!!! Però devo essere sincera, ci sono giorni in cui riesco ad essere anche momentaneamente contenta, quando riesco ad ottenere qualcosa di buono, anche se non per me, ma per i miei colleghi, mi pare una piccola vittoria, ma subito dopo mi rendo conto che non conosco dove sto andando, cosa sto facendo, e mi deprimo...
Terzo ed ultimo aspetto è la mia vita: anche qui faccio fatica ad analizzarla con indulgenza, troppo poco tempo, troppa stanchezza e tutte le volte che ci penso, mi si forma un nodo in gola... Più che vivere, sopravvivo e corro... continuamente... perfino quando è ora di andare a dormire ci vado di fretta, perchè non c'è mai tempo di fare nulla!!!

A contorno di tutto questo... un gattaccio che ormai passa tantissimo tempo sui nostri divani, anche di notte e che si fa fare un mare di coccole, una delle poche cose che sembrano donarmi un pizzico di serenità...

sabato, febbraio 06, 2016

Storia di un gatto condominiale...

Oggi voglio raccontarvi una storia, incompiuta per la verità, ma che in questo momento forse è l'unica cosa carina di cui riesco a scrivere, presa come sono da mille pensieri negativi, preoccupazioni ed altre cose a contorno...
Il tutto ha inizio l'estate scorsa, fine luglio: un gattone nero, vecchia conoscenza del quartiere, denominato Black, staziona spesso sul marciapiede dietro il nostro condominio. Staziona è un eufemismo, praticamente sta disteso senza muovere un muscolo ed è irriconoscibile, magro, pelo ispido, giorno dopo giorno sempre più malridotto fino a quando... una sera al rientro dal lavoro, dopo una delle mie tante giornate infernali, decido di portargli giù una ciotolina di acqua e latte, non avendo assolutamente nulla in casa per alimentare un gatto. Lui accetta volentieri, ma dopo alcune leccate, si rimette disteso, privo di forze. A me e a Max sembra chiaro che i suoi vecchi padroni non se ne stanno più occupando, ma non sappiamo chi siano, tutt'ora non lo sappiamo, e l'unica cosa che ci viene in mente è di comprare croccantini e lasciare un po' di cibo di fianco al nostro garage, con la sicurezza che tali attenzioni non saranno accettate di buon grado dai nostri cari condomini. Ma i giorni passano, il micione pian piano comincia a riprendersi e si rivela quel gattone super coccoloso che in realtà è. In un mesetto il gattaccio riprende peso, anzi inizia il suo progressivo incicciolamento, perchè non solo i condomini non hanno brontolato, ma lo abbiamo tutti in un qualche modo... adottato. C'è chi ha messo a disposizione una sedia vecchia con il sedile di paglia, dove lui ama passare ore crogiolandosi al sole invernale, chi incarica la propria badante di riempire una delle sue ciotoline con una scatoletta di cibo per gatti e poi ci siamo noi, che gli abbiamo fatto una cuccia nella sala condominiale, con tanto di cuscini e panni, che col passare del tempo e l'avvicinarsi dell'inverno si sono fatti più caldi e morbidi.
Io non ho mai avuto animali, nè gatti nè cani, possiedo solo Natalina, una tartaruga d'acqua, che giace silenziosa in un grande acquario in cucina, quindi non posso certo pensare di essere un'esperta nel comprendere un gattaccio... ma una cosa posso dirla con certezza, si tratta di un gatto strano, non si comporta come lo stereotipo del solito gatto. Interessato al cibo??? Certo che sì, per un gatto che è quasi morto di fame, ci mancherebbe altro, ma le coccole... quelle hanno la precedenza, struscirsi contro le gambe, prendere coccole per delle mezz'ore buone, sembra non avere rivali. Adora infilarsi nei garage, è un attimo chiuderlo dentro e trovarlo la mattina successiva che ti guarda con aria di sufficienza e con tutta la calma del mondo esce dal garage sculettando, come a dire... 'Ma ti pare che mi dovevi chiudere nel garage per tutta la notte?' Senza parlare poi del fatto che non fa pipì nei locali chiusi, nemmeno quando rimane chiuso da qualche parte, ed anche questo è un po' strano.
La sera di Hallowen, volendolo proteggere lo abbiamo chiuso nel nostro garage, ed abbiamo faticato, perchè insomma è un gatto molto intelligente e indipendente, quindi vuoledecidere lui dove stare e dove andare. Dovevate vedere com'era offeso quando alcune ore dopo siamo andati a riprenderlo per riportare la sua cassettina, nonchè le ciotoline del cibo nella sala condominiale. 
A proposito del suo nuovo domicilio, quando le giornate si sono accoricate, gli ho preso una lucina di cortesia, mi pareva brutto che ci fosse sempre così buio e dopo qualche settimana, me l'hanno rubata, perchè non era fotovoltaica e probabilmente 'consumava' troppo. Ora gliene ho presa una nuova, questa volta di tipo intelligente, sono in attesa che qualche psicopatico decida che il gattaccio non ne ha bisogno e me la freghi...
Per capodanno abbiamo avuto un momento molto brutto, convinta che quest'anno molti avessero desistico dal fare i soliti fuochi che assomigliano a delle bombe, non lo avevo chiuso dentro e quando sono andata a vedere come stava perchè nel codominio di fianco stavano 'bombardando', lui è fuggito spaventatissimo e per u nulla non mi è finito sotto le ruote dell'unica macchina che stava passando in quel momento.
Sì, ebbene sì, mi sono affezionata a quel gattaccio ciccione e coccolone...non è mio, ma in qualche modo è mio... eccome se è mio, anzi nostro, perchè non voglio nemmeno dirvi come si comporta Max col gattaccio...
Il 2016 infine ha portato un'altra novità... nelle serate particolarmente fredde e durante il weekend, abbiamo un ospite: un bellissimo gattaccio mezzo cecato con zampetta posteriore dolorante viene ad accocolarsi sul divano, su una copertina che ha già imparato essere solo sua e adora passare ore a ronfare e farsi coccolare... dopo di che, quando gli va, ti fa capire che deve uscire e lo accompagnamo nella sua nuova casa, dove lui rimane, oppure decide di farsi un  giretto, dove non so e forse non mi deve neppure importare.
Forse la cosa che importa è che lui possa fare quello ch vuole, ma che abbia qualcuno che tiene a lui, e per questo ci siamo noi, no???
Ecco qua, questa è la storia incompiuta del gattone condominale di nome 'Black'... ora che fa parte della nostra vita, vi terrò aggiornati...

... TO BE CONTINUED ...



domenica, gennaio 17, 2016

Novità...

Vorrei conoscere chi ha detto che le novità sono sempre positive... le novità sono 'solo' novità e la loro natura può essere di qualsiasi tipo, come in questo caso. Verso la metà di dicembre sono arrivati 4 ragazzi nuovi nel mio gruppo di lavoro, avete capito bene... 4!!! In un periodo dove non si riesce a trovare nemmeno uno spillo di lavoro, la mia azienda investe 'yuppie', siamo tutti molto contenti ed orgogliosi, è un ottimo segnale! Se avete sentito un pizzico di sarcasmo, vi state sbagliando, diciamo solo che non sapendo cosa ci sta dietro a questa mossa, noi della vecchia guardia ci facciamo un sacco di domande, e non possiamo non pensare che ci sia la volontà di 'svecchiare' un gruppo che si occupa da troppo tempo di un argomento. Comunque facciamo buon viso a cattivo gioco e questi giovani, con l'anno nuovo stanno davvero cominciando ad entrare nei nostri files, nei nostri concetti e guarda caso, chi si occupa di fare un'accurata spiegazione è la sottoscritta. I miei quattro lettori sanno che amo spiegare le cose, non solo non faccio parte di quelli che vogliono mantenere segrete le proprie conoscenze, ma ho la sindrome della 'maestrina', quindi ce la metto tutta quando devo spiegare le cose, ma... c'è un ma... essere insegnante implica avere studenti, ma gli studenti della nuova generazione non so se mi piacciono poi così tanto. Sono quasi 14 anni che lavoro in quel posto, ho fatto tantissime cose, ho messo il cuore e la mente in tante sfide, io sono il mio codice, anche se questa argomentazione non è condivisa dal mio capo progetto. Ora avere a che fare con persone la cui unica preoccupazione sembra essere quella di giudicare in modo negativo quello che è stato fatto, pensare solo a come rifare tutto, le mie spiegazioni diventano solo un'occasione per criticare come sono state fatte le cose. Dopo una settimana di questa tortura sono già a posto, ho già voglia di abbandonarli, che si arrangino con la loro sapienza e la loro saccenza, se sono così bravi, saranno in grado di rifare tutto anche senza il nostro aiuto, io nel frattempo continuo ad occuparmi di quello che fornisce lo stipendio a più di 60 persone, compresi loro!!! Logicamente non posso farlo, chiaramente essendo l'ultima ruota del carro devo solo sottostare a quanto mi viene detto di fare, ma ciò mi sta snervando e tutto l'impegno che ci sto mettendo mi fa sentire solo... stupida!
In più lavoro in una azienda che è talmente prospera che ha concluso in questi giorni un'importante operazione di acquisizione di una ditta tedesca nostra concorrente. Siamo tutti tanto felici e orgogliosi ma è davvero un'operazione di grandi dimensioni, e solo il tempo potrà dire se non ci saranno ripercussioni. Per il momento facciamo finta che sia solo una cosa positiva, che porterà solo benefici, poi, quando si cominceranno eventualmente a sentire voci strane, come ad esempio quanto poco si spende a spostare la produzione in Bosnia, poi ne riparleremo...
Insomma come state intuendo l'anno nuovo è partito con tante novità, ed io non sono per niente felice, ma questa non è una novità, anche se non lo posso dire, la verità è che mi sono dimenticata come ci si sente nei momenti di 'totale' felicità...

mercoledì, gennaio 06, 2016

Anno nuovo...

... Vita nuova??? Magari... Non sapete quanto mi piacerebbe poterlo scrivere ma la realtà è che non cambierà nulla, anzi è già iniziato all'insegna delle cose che hanno contraddistinto tutto il 2015. Proprio per questo motivo, durante le vacanze di Natale ormai concluse, non ho pensato quasi per niente a questo nuovo anno, non ho fatto i soliti sogni ad occhi aperti che dovrebbero essere fatti e nemmeno i fioretti che dovrebbero dare la giusta carica per affrontare il lunghissimo mese di gennaio.
Come al solito cercherò di fare del mio meglio, se è possibile meglio dell'anno appena trascorso, ma nutro seri dubbi, temo di non riuscirci, avrei davvero bisogno di una mano, di qualcuno che mi indicasse cosa è giusto fare e cosa no... Ma non non vedo nessuno nelle vicinanze che voglia accollarsi un compito così difficile. Cercherò più che altro di trovare nuove motivazioni per andare avanti, per fare le cose che devo fare e questo lo posso fare solo io, da sola, non me lo può dire nessuno. Vi chiederete perché vi sto scrivendo queste poche ed inutili righe dopo tanto silenzio ed una vera motivazione non c'è... C'è soltanto la voglia di riprendere le vecchie abitudini e fa queste c'è anche quella di scribacchiare sul blog, di mettere nero su bianco qualcosa delle mie giornate banalmente caotiche, che forse qualcuno leggerà o forse no... A questo punto non ha molta importanza, mai come in questo momento questo posto ha riacquistato il suo significato originario, quello di diario di una donna che è invecchiata tra questi post, che ha cercato di alleviare i suoi brutti pensieri, a volte sdrammatizzando, a volte sognando, ma che raramente ci è riuscita perché sono sempre stata in attesa di tempi migliori ed ancora li aspetto, anche se sembra che ci sia solo una lunga e costante discesa e già rimanere ad un medesimo livello sarebbe un lusso. Staremo a vedere come si svolgerà questo 2016 nel frattempo auguro ai miei favolosi quattro lettori un anno che vi regali solo cose desiderate, che non vi prospetti nessuna brutta sorpresa... A me una cosa del genere andrebbe già più che bene!!!