venerdì, marzo 06, 2015

Tempo per riflettere

Non che non lo faccia, anzi le persone che mi conoscono bene sostengono che dovrei farlo un po' meno, soprattutto quando utilizzo le mie notti insonni per farlo, ma dato che non è una cosa che scelgo di mia iniziativa, sento comunque la mancanza di tempo da passare sola con i miei pensieri, per riversarli a volte anche su questo blog, perchè no??? Oggi è l'ultimo giorno di malattia, da lunedì si ricomincia a pieno ritmo, questi giorni di reclusione forzata mi sono serviti per riposarmi e questo sì che è triste... non mi sembra una cosa seria dover stare male per riposarmi, dovrebbe essere una pratica insita nella vita di ogn'uno di noi, alternare lavoro e riposo per una vita uquilibrata!!! 
'Sì sì... convinta tu... ma dove cavolo vivi??? in che universo... spiegamelo...' 
Lo so, è questo quello che state pensando e lo penso pure io, sempre di corsa a fare non so bene neppure cosa ma continuamente col fiatone, come se mi corresse dietro qualcuno. Beh, pazienza, fino a quando non riuscirò a capire come si fa a ritagliarsi un po' di tempo, continuerò così, stupendomi dei miei brevissimi momenti di pace regalati da malattie improvvise... ma che tristezza!!!
Ieri sera, per la prima volta dopo più di una settimana sono uscita di casa per assistere ad uno spettacolo al Teatro di Carpi che avevamo in abbonamento e che mi sarebbe davvero dispiaciuto perdere. Ne ho parlato qui, se vi incuriosisce... comunque si tratta dello spettacolo 'Father and Son' con Claudio Bisio. Al di là del fatto che è stato molto divertente, mi ha fatto riflettere sui ragazzi di oggi. Ormai, nonostante non mi ritenga 'anziana' devo ammettere che mi sento molto lontana dal modo di pensare dei ragazzi di oggi, o meglio, diciamo che non riesco a capire a cosa pensano. Forse alla loro età anche io ero così enigmatica e i 'grandi' mi consideravano come un qualcosa di difficile interpretazione, ma a me sembra che le cose siano davvero cambiate. I rapporti tra le persone sono diversi, ci si parla sempre meno, ci si guarda di rado negli occhi, anche quando si ha di fronte la persona in carne ed ossa, non vi è mai capitato di pensare 'Ma cosa cavolo sta pensando questo di quello che gli sto dicendo?' Da qui nascono fraintendimenti, falsi sorrisi, buonismo gratuito che si rivela un calcio nel sedere alla prima occasione... insomma un sacco di problemi dovuti proprio a questa insana abitudine di non dire MAI quello che si pensa. Ed i ragazzi??? Cosa pensano di noi, della loro vita, dei loro sogni??? Se mi fermo ad osservarli sono veramente impenetrabili, nascosti a volte dietro una maschera di strafottenza, oppure silenziosamente timidi per non si sa quale motivo. Ma il mio compito non è quello di psicoanalizzarli, non ne sarei mai capace, mi spiace solo non riuscire a capirli, in fondo trovo che per quelli della mia età, che hanno figli adolescenti, trovare un mezzo di comunicazione sarebbe non solo importante, ma necessario. Nonostante tutti ci dicano che se non ci fossimo noi a mantenerli, loro non saprebbero come fare... e tutte le altre chiacchiere su presunti 'bamboccioni' generati da una mancanza di lavoro che è sotto gli occhi di tutti... un domani, saranno loro che dovranno sostenerci, e sarebbe bello che nel farlo ci fosse anche una reciproca comprensione.
Quello che io penso, e non voglio salire in cattedra con questa affermazione, è che i ragazzi di oggi hanno davvero una marea di possibilità, un oceano di informazioni quotidianamente a loro disposizione, supportati in ogni momento da una tecnologia che gli consente di avere accesso ad ogni informazioni in un batter d'occhi. Ma non è fantastico tutto questo??? Ripensando ai miei periodi scolastici, non so cosa avrei dato per avere internet a disposizione, altro che ripetizioni di latino o acquisto di costosi libri di testo per fare approfondimenti... Ma mi frulla in testa anche un'altra domanda: 'Non è che tutto questo bombardamento di informazioni sia in una qualche maniera... esagerato???' Cioè, mi spiego, la conoscenza non è mai una cosa negativa e su questo siamo tutti d'accordo, credo, ma essere continuamente bersagliati da notizie, sempre connessi con tutti e con nessuno contemporaneamente, avere sempre bisogno in un qualche modo di una conferma, rende le persone più forti o più insicure??? E se questo vale per me, che ormai dovrei essere una persona adulta, con delle convinzioni abbastanza assodate sul chi sono, cosa voglio, dove vado e compagnia bella... per un ragazzo che si interroga sul suo futuro, che studia guardando fuori dalla finestra senza vedere alcuna prospettiva, come possiamo dar loro una mano 'concreta', renderli consapevoli della fortuna che hanno nel vivere??? Ma saremmo poi in grado di farlo? ho i miei dubbi, ma forse faccio questi discorsi strambi perchè non ho figli e perschè ultimamente mi capita spesso di pensare ai sogni che coltivavo ad occhi aperti da ragazzina, e che saranno miei per sempre nonostante non saranno mai realizzati... 

Vabbè, la smetto, state tranquilli... questo post non è stato scritto sotto l'influenza delle medicine prese in questi giorni che potrebbero aver creato un mix micidiale... Purtroppo è tutta 'roba del mio sacco' e lo so che non c'è da vantarsene molto, ma cosa volete, se mi vedete a teatro o al cinema presa da quello che sto vedendo e non mi vedete ridere quando tutta la sala esplode in una risata liberatoria, non è perchè non lo ritanga divertente... semplicemente sono in 'frullamento'... troppo impegnata... sempre una questione di buffer overflow!

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