lunedì, settembre 29, 2014

Weekend mangereccio ma non solo...


 Un altro weekend alle spalle, un'altra settimana da affrontare giorno dopo giorno sperando che dietro qualche angolo si nasconda qualche bella sorpresa. Il sabato è volato partecipando ad un evento organizzato da Asterion (casa editrice di giochi da tavolo) che si è tenuto a Verona (se vi interessa saperne un po' di più ho scritto qualcosa qui). Dopo diverse ore di gioco siamo usciti e ci siamo immersi nella baraonda della Fiera del Riso, a cui cerchiamo di partecipare tutti gli anni, sia per gustare qualche buon risotto che per fare scorta del tanto amato 'vialone nano'. Ho parlato di baraonda perchè era veramente un caos, c'è sempre tanta gente, ma a me è sembrato che questa volta ce ne fosse più del solito. Ne ho approfittato per scattare qualche foto da mandare alle ragazze del viaggio in USA, perchè ci sarebbe in programma un incontro per sabato prossimo, proprio lì alla fiera e volevo far vedere loro cosa le aspettava. Ma... come mi aspettavo, perchè un po'me lo aspettavo, ho scoperto che ci sono dei problemi per sabato prossimo, almeno un paio di persone hanno già detto che hanno dei problemi, nonostante sia una cosa fissata da più di un mese. Non ne sono molto sorpresa, è la vita che è fatta così, ci sono sempre un sacco di imprevisti e difficilmente si riesce a tener fede agli appuntamenti, soprattutto quando essi non sono reputati 'imperdibili'. Staremo a vedere, non è detto che non si riesca a fare qualcosa di parziale... oppure... magari organizzare qualcosa un'altra volta...
Comunque la serata di sabato si è conclusa con una bella 'inrisottata' dei sottoscritti e ce ne siamo tornati a casa satolli e con tre nuovi giochi (dovevano essere quattro... ma so che presto vedrò spuntare un'altra scatola, con una faccia verde inquietante sopra!!!).
E domenica??? Beh, ci siamo riposati ma solo dopo aver fatto uno dei nostri esperimenti culinari. La settimana scorsa abbiamo partecipato al primo corso di cucina della nuova stagione: 'Gnocchi & nocchi' ed eravamo troppo curiosi di provare quelli di zucca. Vi lascio la foto che sicuramente non da l'iea della loro bontà, perchè sì, me la tiro a bestia, erano più che buoni, buonissimi!!! Dato che non sono per niente facili da fare, la soddisfazione che ho provato nell'assaggiarli e nel scoprire che erano perfetti è stata enorme. Comunque quel 'composto' è maledetto, non so proprio come si possa ottenere un panetto omogeneo che assomigli a della pasta, ma ho trovato il modo lo stesso, facendomi aiutare dalla farina stesa sulla spianatoia. Poi, una volta goduto il pasto, mi sono girata ed ho visto 'la morte nera'... la cucina era un vero e proprio casino da bonificare :-D.
Per digerire, al termine delle partite, una bella passeggiata nelle nostre campagne non ce l'ha tolta nessuno, approfittando così di queste belle giornate di sole, che sebbene sembrino una beffa rispetto all'estate che abbiamo avuto, non possono che farmi piacere, anzi... speriamo continui così!

lunedì, settembre 22, 2014

Questa volta è dura...

...molto dura!!! Mi piacerebbe essere una di quelle persone che vivono le proprie giornate con gioia ed aspettativa, come se fossero delle scommesse da vincere quotidianamente, mentre quello che provo in realtà è una malinconica rassegnazione. Non è un brutto periodo per me, anzi oggettivamente è uno di quelli più tranquilli da tanto tanto tempo e quest'anno ho fatto un sacco di belle cose, ho visto tanti bei posti, non mi sono molto riposata ma mi sento molto più ricca. Eppure in questo momento mi sento molto triste, soffro di una tremenda nostalgia per quei bellissimi luoghi di cui vi ho parlato fino a ieri e non passa giorno in cui non pensi che vorrei davvero starmene là... Anche in ufficio, quando parte il salvaschermo e compaiono le foto mi imbambolo a guardarle e mi metto a pensare: 'Oggi dove andiamo? Facciamo un salto al Pier39 da Bubba Gump a mangiare qualche gamberetto guardando la baia? O ci mettiamo seduti su una panchina al Sunrise/Sunset del Bryce in attesa che il sole giochi con quelle stranissime ed affascinanti rocce? Potremmo fare un salto a Las Vegas per pranzare al buffet del Bellagio, che ne dici? No, dai mi è venuta l'idea vincente, è il giorno giusto per fare il nostro fantomatico volo in elicottero sul Grand Canyon!!!'
Poi muovo impercettibilmente il mouse e tutto svanisce, ci sono solo io con i miei due monitor pieni di codice e la mia scrivania stracolma di cataloghi di lavoro. In un angolo la mia agenda è aperta, tutta punteggiata da appuntamenti e gli angoli della bocca si spostano un po' più verso il basso. Non credo proprio che mi verranno le rughe d'espressione per il troppo sorridere... almeno qualcosa di positivo c'è!!!
Ci sono dei viaggi che oggettivamente ti entrano nel cuore e nella testa e vi rimangono, le immagini tornano e ritornano senza pietà, ti senti gli occhi umidi come quando per la prima volta ti sei affacciata su alcuni panorami. Dite che mi impressiono facilmente? può essere, molte delle foto che ho scattato personalmente le si trovano spesso in rete, sicuramente più belle delle mie, ma io ero là e non mi sto vantando è solo per dire che i miei occhi si sono posati su quei panorami, sulla loro profondità e la brezza ha baciato il mio viso... cose semplici ma chi lo avrebbe mai detto??? Ci sono troppe cose da vedere in questo mondo, troppo poco tempo e denaro per farlo e nel frattempo cosa facciamo??? Combattiamo contro i nostri personali mulini a vento...


domenica, settembre 21, 2014

Magnalonga di Rubbiara

Quasi tutti sanno cos'è una Magnalonga, per me è la prima, e spero non sia l'ultima. Complice un collega che è nell'organizzazione di questa e che è capace di bombordare le persone in maniera devastante... ne ho parlato con Max e lui, inaspettatamente ha acconsentito. Le nostre campagne non sono particolarmente affascinanti, o meglio, per noi che ci viviamo non hanno grandi attrattive, ma oggi, mentre camminavo tra i 'carradoni' a fianco dei vigneti che si stanno velocemente svuotando, pensavo che tutto sommato non è così brutto... forse solo un pelo monotono. 
A parte questo abbiamo pure beccato una giornata di sole e con temperature gradevoli; solo ieri sembrava di essere in pieno autunno, cielo grigio ed umidità alle stelle. 
Ma parliamo di questa Magnalonga: siamo nella patria del Lambrusco e se c'è una regione d'Italia in cui si 'adora' il maiale in tutte le sue parti, questa è l'Emilia Romagna. Quindi in 8 km ci siamo mangiati le seguenti pietanze: gnocco fritto con mortadella, grana con balsamico/pere, pasta e fagioli, gramigna con sasiccia, sorbetto al limone, piadina con salsiccia, tigelle col pesto, belsone con uva bianca, caffè e liquori vari. Tutte le tappe ben inaffiate con acua, succhi di frutta e immancabile vino.
Ora che sto scrivendo il rsoconto, appollaiata sul divano nel tentativo di digerire il tutto, posso dire che siamo speciali anche in un'altra cosa (questo fa proprio parte del nostro DNA...): abbiamo sempre paura che le persone a cui diamo da mangiare se ne vadano con la fame e finiamo con l'esagerare, è inevitabile! Ed è stato così anche in questo caso: si potevano fare gli stessi km eliminando almeno un paio di tappe mangerecce, ma è proprio voler trovare un difetto dove non ce n'è nessuno.
Dato che so che cose di questo genere vengono organizzate in diverse parti d'Italia, mi piacerebbe farne altre, ad esempio in montagna, forse risultano più impegnative, ma credo siano altrettanto piacevoli. Un bel modo per passare una domenica diversa dalle altre.

sabato, settembre 20, 2014

Back in the USA - Parte 6: Route66 e Los Angeles

20 Agosto 2014

Quasi come se ci avesse fatto chissà quale regalo, rimaniamo qualche altra oretta nel Gran Canyon andando a visitare un altro lato non visto il giorno precedente. La luce del mattino è troppo luminosa, stende quasi una patina sul canyon, ma se questi sono i difetti che si possono trovare… ce ne fossero di patine!!! Salutato il Grand Canyon abbiamo percorso un pezzo della famosa Route66 e ci siamo fermati a Seligman, un paesino piazzato sulla famosa strada in cui tutto è stato mantenuto come negli anni ’50. 
Che brutte cose ragazzi!!! Non finivo più di guardarmi intorno, abbiamo comprato anche un sacco di souvenir, veramente un bel posto e quando è stato il momento di ripartire, mi piangeva il cuore… Rientrati in Nevada ci siamo fermati a Laughlin, un posto oserei dire… dimenticato da Dio, sembra di essere a Las Vegas 40 anni fa, di una tristezza… e come al solito noi siamo arrivati troppo presto. 
Mentre gli altri si sono andati a rilassarsi in piscina, noi abbiamo fatto un giro all’outlet e siamo riusciti a fare dei danni: vuoi non prendere qualche jeans Levis o un paio di Converse??? Beh, insomma costano meno della metà che in Italia, a me sembra il minimo, lascia perdere che le valige ormai si rifiutano di chiudersi… :-D Almeno in hotel c’è un Bubba Gump ed il gruppo occupa il ristorante fino alla sua chiusura (è una cosa insopportabile che tutto chiuda così presto… tranne che nelle grandi città non si trova nulla dopo le 22:00). 

21 Agosto 2014 

Tutto il giorno in viaggio verso Los Angeles, dove arriviamo nel pomeriggio. Esther ci porta a fare un giretto per Beverly Hills e Rodeo Drive senza farci scendere e le informazioni che ci fornisce sono così scarse che è proprio come non esserci stati. Faciamo invece una sosta a Hollywood Bld, ma di vedere la scritta non se ne parla, noi poveri ingenui pensavamo che ci portasse da qualche parte dove potevamo almeno fotografarla… Quando arriviamo in hotel ci rendiamo conto che siamo veramente ‘in culo al mondo’, vicino all’aeroporto, lontanissimo dalle zone più frequentate, ma io e Max non ci arrendiamo e ci attiviamo subito per prendere la metro, nonostante il parere contrario della nostra assistente. 
Ma di stare lì in quel posto davvero triste non se ne parle e tre ragazze ci seguono, anche loro desiderose di vivere Los Angeles ‘by night’. 1h 40 min di metro per arrivare in Hollywood Bld ma ne è valsa la pena, rispetto al pomeriggio è molto più animato, un sacco di artisti di strada si esibiscono, purtroppo la scritta è spenta!!! Non ci credete??? Beh, credeteci, siamo andati nel posto dove si trovano anche i telescopi ed era tutto buio!!! Però la serata è stata piacevole, faticosa perché essere così lontano con l’albergo è snervante, ma molto bella…


22 Agosto 2014

I due ragazzini del gruppo, io e Max, si regalano l’intera giornata agli Universal Studios. Abbiamo prenotato i biglietti da casa e mi sono davvero divertita un mondo. Gli altri sono stati a Santa Monica e Venice Beach, hanno fatto passeggiate lungo la costa e qualcuno ha azzardato perfino un bagno. 
Questa è una scelta, noi avevamo già deciso perché amiamo questi parchi divertimento e perché, quasi 17 anni fa, durangte il nostro viaggio di nozze siamo stati ad Orlando agli Universal e ci tenevamo a vedere anche questi. Le attrazioni più belle??? 
Quelle 4D le adoro: Cattivissimo Me (Despicable me), Shreak e Trasformers, ma sono molto belli anche gli spettacoli, come Waterworld, quello sugli effetti speciali e gli immancabili Blues Brothers. Non dimentichiamo nemmeno Jurassic Park che Max ha voluto fare per primo perché temeva la coda e che ci ha regalato una seconda doccia mattutina! :-D Alle 17:00 veramente a malincuore siamo usciti, avevamo appuntamento con Esther che ci doveva venire a prendere per poi raggiungere il resto del gruppo a Santa Monica e cenare tutti insieme per l’ultima cena e momento in cui salutare la nostra ‘autista’ (perché questo è stato per noi…). 
Purtroppo però lei non c’era e dopo averle scritto un sms ho scoperto che era imbottigliata nel traffico e prima delle 17:40 nonn è arrivata… acc… se ci avesse avvertito, ci stava forse un’altra attrazione!!! :-S Comunque una volta ricongiunti con il resto del gruppo siamo rimasti in zona per la cena e purtroppo Esther ha deciso di portarci in un ristorante italiano. Qual è la regola base di un turista italiano??? Mai andare a mangiare italiano all’estero se non costretti!!! Infatti questa cosa ci ha rovinato l’ultima cena, l’ultima nostra possibilità di mangiare carne e patatine, non glielo perdoneremo mai!!! La favolosa ‘carbonare all’acqua’ che ho ‘tentato’ di mangiare è una prelibetezza che rimarrà per sempre nel mio cuore… 

23 Agosto 2014 

Ultima colazione da Starbucks (quanto vorrei averne uno a portata di colazione…) e poi via, si ritorna a casa, con un sacco di ricordi, nuove amicizie, immagini impresse nel cuore e nella mente, una voglia incredibile di tornare… 

Il gruppo 

Ve li presento: Esther, Manu, Moira, Katia, Chiara, Cristina, MaryT, Giulia, Daniele, Carolina, Antonella e Mirko. 

Esther: Guida/Autista di origine olandese che ha vinto la green card con la lotteria (miiii che culo!!!). Non è mestiere suo avere a che fare con i turisti, e l’accoppiata guida e autista non le si confanno. Simpatia questa sconosciuta: voto 3!!! 

Manu: Assistente italiana di trento. Non aveva nessun potere contrattuale con Esther ma dove ha potuto ci ha aiutato. Sindrome della chioccia, molto protettiva è sempre stata col gruppo e si è rivelata molto simpatica: Voto 9. 

 Moira: Unica ‘vecchietta’ come noi, della mia stessa età anche lei ha un caratterino niente male. Amante anche lei delle cose giuste, prende fuoco con niente, ma è molto leale e sincera… ci piace!!! 

Katia: La adoro, è sempre solare, con la battuta pronta, lingua biforcuta come quella di un serpente, giovane ma grande. 

Chiara: Non ho approfondito la conoscenza con questa ragazza, non posso dire nulla...

Cristina: Chiamatemi ‘chiacchierina’. Ti imbambola con le sue chiacchiere ma è di animo molto buono, indipendente ma ama stare in compagnia, vuole essere nel gruppo ma non al centro dell’attenzione. E’ un peccato farla piangere, non se lo merita. 

MaryT: La mascotte!!! Ingenua alla follia, con i suoi faccini strani è un peccato non vederla spesso, una delle sue espressioni ti risolve la giornata. Ti viene voglia di proteggerla ma non ne ha bisogno…

Giulia: Silenziosa e riservata! Tipica ragazza che Max ama prendere in mezzo, perché sono proprio quelle che se ne stanno buone e chiete che riescono ad essere più effervescenti.

Daniele: E’ un ragazzo!!! Adora divertirsi, fare anche qualche cavolata, esuberante ma non invadente, forse con le ragazze un po’ troppo riservato... Simpatico!!! 

Carolina: Simpatica e solare, ma anche molto riservata.

Antonella e Mirko: Sbagliati!!! Perché scegliere un viaggio di gruppo se detestate la confusione e stare in gruppo???

Il tour operator: ViaggioGiovani 
Lo consioglierei??? Il rapporto qualità prezzo è molto alto, ma ho un dubbio amletico che riguarda la figura di guida/autista. Queste due cose unite temo non siano il top, quindi penso che i problemi che abbiamo trovato con Esther li potremmo trovare anche in altri viaggi, con altri personaggi… da valutare!!!

venerdì, settembre 19, 2014

Back in the USA - Parte 5: Da Lake Powell fino al Grand Canyon passando per la Monument Valley

18 Agosto 2014

Alla proposta (tra l’altro unica…) della guida di portarci a vedere l’alba al Bryce… non ci siamo fatti pregare e in 9 su 12 abbiamo partecipato a questa iniziativa, lasciando di stucco Esther che pensava proprio di non vedere nessuno all’appuntamento… Il sole è sorto ed ha iniziato ad illuminare le punte più alte del canyon per poi scendere, mah… che meraviglia, sarei rimasta lì fino a mezzogiorno, ma ‘a long long day’ ci aspettava, quindi siamo tornati in hotel, colazione veloce e poi via… verso la Monument Valley. Avevamo appuntamento con un navajo che ci avrebbe portato in jeep all’interno della vallata verso le 5 del pomeriggio. Il programma prevedeva la visita della vallata in jeep e poi la cena con spettacolo sempre all’interno della riserva. Ma prima ci abbiamo infilato una paio di soste inattese… Il Lake Powell è un lago artificiale, contornato da rocce le cui forme strane rendono questo luogo imperdibile, un mix tra natura e opera dell’uomo che ti fa restare a bocca aperta. 
Il Horse Shoe Blend invece credo che sia unico nel suo genere, un ‘gomito’ che il fiume Colorado ha costruito naturalmente. Quando si parcheggia, non si vede nulla e non ci si rende conto di quanta strada si deve percorrere per raggiungere il ciglio di questo ‘preludio’ di Gran Canyon. Io vi consiglio di portarvi dietro l’acqua, immancabile compagna di viaggio (ricordate… ‘Keep drinking’!!!), noi… a cui non era stato detto nulla ci siamo avventurati come se dovessimo camminare 5 minuti, rischiando la vita al ritorno. Ma era un bel modo di morire… ne valeva la pena ;-), mettiamo anche questo panorama tra i più belli (io vi avevo avvisato che il resoconto di questo viaggio sarebbe stato un po’ noioso, ho visto troppe cose che mi sono piaciute…).
All’arrivo alla Monument Valley nuvole minacciose si stavano avvicinando, ma la situazione era ancora tranquilla… tempo però di incontrare John ed ecco che le nuvole ci stavano raggiungendo e durante il viaggio molto ‘rock’n roll’ siamo stati raggiunti da pioggia e soprattutto da una tempesta di sabbia. Il risultato è un panorama davvero impressionante, foto stupende e noi ci siamo divertiti un sacco, per niente infastiditi da tutto questo. John, la nostra guida navajo è stata simpaticissima e molto disponibile, più di una volta abbiamo pensato di fare uno scambio e lasciare Esther nella riserva, ma una ‘slavata’ così non può piacere agli indiani, ce l’avrebbero restituita immediatamente. 
La cena è stata molto superiore alle nostre aspettative, ci hanno servito una specie di piadina con sopra fagioli, carne e verdura che io ho apprezzato molto. Dopo cena ci è stato offerto un piccolo spettacolino con tanto di ‘indiano’ vestito con un costume tradizionale che ha ballato per noi. Siamo rientrati in hotel verso le 22:30 ed anche il ritorno in jeep al buio è stato molto emozionante.

19 Agosto 2014

Gran Canyon… Nei giorni precedenti ci eravamo dati molto da fare per prenotare il volo in elicottero sul Grand Canyon, con la compagnia Papillon che fa prezzi vantaggiosi rispetto a quella proposta da Esther. Dato che volevamo risparmiare, la nostra guida ci ha detto chiaro e tondo che non riusciva a prenotarci il volo con la Papillon, quindi ci siamo arrangiati e questa esperienza era per me molto importante, una delle cose che volevo assolutamente fare in occasione di questo viaggio. 
Man mano che ci avviciniamo la stagione peggiora ed inizia anche a piovere e quando arriviamo a Desert View ci rendiamo conto che le nuvole sono così basse da non riuscire a vedere quasi nulla. Quando ci siamo affacciati ai primi punti ‘panoramici’ ci venivano i ‘lacrimoni’, non era possibile che non si vedesse nulla, mentre Esther era contenta come una pasqua e non faceva altro che ripetere che era molto suggestivo e particolare. Sono convinta che per una persona che ha visto già parecchie volte questo panorama sia bello vederlo in altre spoglie, ma mettetevi nei nostri panni, a noi veniva da piangere. Comunque non ci siamo abbattuti e cominciamo a passeggiare sul ciglio del Grand Canyon; col passare delle ore le nuvole cominciano a muoversi velocemente, e si incomincia a intravedere la magnificenza dello spettacolo che propone questo canyon profondo 1500 m. 
Purtroppo però anche se le condizioni meteo migliorano a vista d’occhio, il volo in elicottero viene annullato ed una lacrimuccia cade alla sottoscritta, un’occasione persa che non mi si presenterà mai più… Ho cercato di consolarmi con la restante giornata splendida che ci è stata regalata, ma un pizzico di rimpianto mi rimarrà sempre, anche dovuto al fatto che forse, se avessimo avuto una guida un pelo più simpatica, forse ci avrebbe potuto dire che potevamo provare a prenotare per la mattinata successiva… Della cena non dico niente, abbiamo scelto un ristorante un po’ troppo caro, e le mie amate costolette alla salsa barbecue erano troppo cariche.

giovedì, settembre 18, 2014

Back in the USA - Parte 4: Zion e Bryce

16 Agosto 2014


Altro parco, altro gioiello: Zion. Non è un parco grandissimo ma le sue formazioni rocciose ed i suoi colori sono insostituibili. Abbiamo percorso ad anello l’Emerald Pool, attraverso il Lower, il Middle e l’Upper Pool.

La caratteristica di questo percorso sono le tonalità di colore che ci si propongono, col passare delle ore il cambiamento è continuo e spettacolare. Non ancora contenti ci siamo fatti una parte del Riverside Walk, fino al punto in cui ci si dovrebbe immergere nell’acqua. Se desiderate continuare la passeggiata vi consiglio di munirvi di scarpette da acqua che vi sarete portati da casa o avrete noleggiato nel paese che si trova a ridosso del parco.

A dire il vero era una cosa che mi ispirava fino ad un certo punto, camminare nell’acqua fino al polpaccio, senza riuscire a vedere il fondo, significa anche essere a rischio di distorsioni, il fondale non è sabbioso, è tutto fatto di pietre. Però alcune persone del gruppo ne hanno fatto un pezzo e ci hanno detto che la vallata in cui scorre il fiume è carina… per cui a voi la scelta! Abbiamo pernottato a Springdale e cenato in un locale a fianco dell’hotel, finalmente all’aperto e senza aria condizionata, una goduria…

17 Agosto 2014

Nel viaggio verso il Bryce Canyon abbiamo fatto alcune soste per ammirare il panorama, che cambia molto velocemente, ponendoci di fronte a scenari così diversi tra loro da non sembrare nemmeno lo stesso paese; se a volte si ha l’impressione di essere sulle nostre alpi, dietro una curva ecco che spunta un monte liscio liscio e smussato, per non parlare del ‘rosso’ del Red Canyon.
Qui ci siamo fermati più a lungo salendo sul pendio per immergerci nel rosso delle pietre. Il pendio è un po’ ripido e come al solito il problema non è la salita, ma la discesa, ma i nostri eroi sono sopravvissuti, ho persino pensato che la nostra guida Esther fosse rimasta dispiaciuta di non essere riuscita a disfarsi di nessuno dei suoi turisti… Poi siamo giunti a quella che io definisco la ‘perla’ di questo viaggio, il Bryce!
Dico questo perché di tutti i luoghi bellissimi che abbiamo visitato questo forse è quello che ‘non mi aspettavo’, a cui non ero preparata e quindi, nella sua bellezza e particolaritgà mi ha colpito maggiormente. Anche per questo parco esiste una navetta che porta nei vari punti panoramici e noi siamo arrivati fino al Bryce Point dopo aver fatto una passeggiata ad anello che scendeva nel canyon per poi risalire.
Non di può avere un’idea di cosa sia vedere le cose da due punti così diversi, è un’emozione indescrivibile, solo vivendole certe cose regalano le giuste sensazioni, anche le mille foto fatte non rendono giustizia a quello che hanno visto gli occhi. Abbiamo pernottato all’interno del parco, vicino al motel c’è una riproduzione di un vecchio villaggio western nel quale hanno ricavato diverse attività commerciali e, udite udite… qui ho pescato un buonissimo gelato.

mercoledì, settembre 17, 2014

Back in the USA - Parte 3: sopravvissuti alla Death Valley per approdare a Las Vegas


14 Agosto 2014

Partenza per Las Vegas, ma prima di arrivare in questa scintillante città, abbiamo visto la Death Valley. Forse è stata la giornata più impegnativa del viaggio, il caldo soffocante della Death Valley ha messo a dura prova il nostro fisico. A parere mio comunque, merita, un panorama così particolare non lo si vede ovunque, e quando siamo giunti nel punto più basso, Bad Water, fa impressione vedere dove si trova il livello del mare… 

Per non parlare di Zabriskie Point, con i suoi avvallamenti particolari, sarei rimasta a rimirarli per ore, nonostante il caldo atroce che ci faceva bruciare la gola. Ormai un po’ cotti, ci siamo appisolati nel tragitto verso Las Vegas e quando siamo arrivati sulla Strip il sole era ancora alto, e la maestosità degli hotel che ci hanno accolto ci ha donato una immediata sferzata di energia. Si sa, essendo nel deserto a Las Vegas fa un caldo ‘terrificante’, ma di sera non lo si sente nemmeno, quando il sole lascia il posto alle luci scintillanti sembra di entrare in un mondo magico e tutto diventa molto più ‘vivo’.
Abbiamo alloggiato allo Stratosphere, che si trova nella parte finale della Strip, per andare nella zona centrale abbiamo fatto i biglietti dell’outobus di durata giornaliera, in modo da poterli usare anche il giorno successivo. Abbiamo cenato all’OutBack, dove ho mangiato la carne migliore di tutta la vacanza, e poi ci siamo incamminati verso il Bellagio, arrivando un po’ troppo tardi per lo spettacolo delle fontane. 
Ma niente paura abbiamo a disposizione un’altra giornata e soprattutto un’altra serata, e mentre alcuni hanno tentato la fortuna ai casinò, altri hanno continuato a girovagare per gli alberghi. Non ve li descriverò tutti, ma ce ne sono alcuni che a parer mio sono imperdibili ed il primo, degno di tale appellativo, è il Venice. Immergetevi in una vera e propria Venezia, con i suoi canali, le gondole ed i ponti… il tutto sotto un cielo completamente sereno ed un fresco idilliaco. 

15 Agosto 2014

Ferragosto a Las Vegas!!! Ma in una città così è sempre festa… anche se di giorno sembra assonnata e c’è molto meno traffico in giro. Cosa si fa quindi di giorno??? C’è chi va all’Outlet a fare shopping, chi se ne sta in piscina a prendere un po’ di tintarella, chi continua a giocare imperterrito e chi… come i sottoscritti… si fa una scorpacciata di tutti gli hotel della Strip, dentro e fuori da ogn’uno di essi per assaporare la grandiosità degli architetti che li hanno realizzati. Gli imperdibili secondo me sono: 
  • Il Bellagio: Già la Hall con quei bellissimi mazzi di fiori sul lunghissimo bancone della reception e il soffitto tempestato di vetri di Murano è uno spettacolo, ma la cosa imperdibile è la serra vera e propria piena zeppa di fiori freschi. 
  • Il Caesar: Se al Venice siete a Venezia, una puntatina a Roma non la volete fare??? Le fontane di Piazza Navona sono a vostra disposizione. 
  • Il New York: fuori ti accoglie la statua della libertà e dentro tutti i locali si chiamano come i vari quartieri di questa favolosa città. 
  • Il Paris: La Tour… la Tour… anche questa sarà sempre presente nelle vostre foto di Las Vegas e dentro vi troverete in un ambiente molto parigino, con tanto di ‘signorine’ abbigliate in modo succinto e ballerine che solo a Pigalle potete incontrare. 

Poi vi dirò… sono tutti belli e con il caldo che fa, viene naturale, entrare per rinfrescarsi un po’, ma state attenti all’escursione termica!!! Mentre gironzolate vi viene fame??? No, problem… molti hotel fanno i buffet e con poco mangiate davvero tutto quello che vi pare, noi abbiamo provato quello del Montecarlo… a voi la scelta! 
Alla sera poi, siamo usciti tutti insieme e prima di consumare la nostra meritata cena all’Harley Davidson, ci siamo fiondati allo spettacolo delle fontane del Bellagio: ogni 15 minuti cambia musica e le fontane ‘danzano’ al suo ritmo. Il primo spettacolo che abbiamo visto è stato sulle note di ‘Io partirò’ di Bocelli… e mi sono venuti i lacrimoni!!! Andare a las Vegas e non vedere questo spettacolo e come andare al Gran Canyon e non sorvolarlo in elicottero!!! :(

giovedì, settembre 11, 2014

Back in the USA - Parte 2: San Francisco e Yosemite

Premessa 

Fare un diario di un viaggio di questo tipo non dico sia impossibile, ma è estremamente difficile, perchè non lo si può ridurre ad una lista di cose viste/fatte e nemmeno mettere insieme un’accozzaglia di emozioni cominciando a ripetere gli stessi aggettivi per un miliardo di volte (del tipo… bellissimo, emozionante, maestoso, fantastico, meraviglioso, etc…). Non so bene dove mi porterà la stesura di questo diario, parto da poche righe scribacchiate sulla mia ‘moleskina’ da viaggio, che ormai comincia a perdere i pezzi, ma anche così, tutta scoccettata, mi è ancora molto cara… 

10 Agosto 2014 

Era dal 2007 che non affrontavamo un viaggio oltre ocenano, dall’avventura chiamata ‘Messico’ che al solo nominarla mi fa battere il cuore. I viaggi così lunghi fanno parte essi stessi della vacanza, con tutto quello che ne consegue, le lunghe code ai controlli, i timori di aver innavertitamente lasciato qualcosa nel bagaglio a mano che andava messo in valigia e l’aspettativa di incontrare le persone con cui si condividerà questa esperienza. Un primo approccio c’era già stato, un approccio che non avevo vissuto con grande entusiasmo, anzi, all’inizio devo ammettere di avere avuto seri dubbi sulla scelta fatta…  L’incontro era previsto a Milano, all’aeroporto di Linate con nove persone (Manu l'assistente inclusa), mentre altri due ci avrebbero raggiunto il giorno successivo. Il gruppo era formato da 10 donne e 3 uomini, di cui due accoppiati con le relative mogli e due amici di vecchia data. Potete immaginare la preoccupazione di Max… avere a che fare con così tante ‘galline’… il pollaio gli sembrava già stretto con una sola!!! La mattina del 10, alle 5:30 ci ritroviamo tutte al punto prestabilito presso i desk della British, presentazioni di rito e non ricordarsi un nome nemmeno a pagarlo. Del viaggio non racconto nulla, sono noiosi i viaggi in aereo, anche se si è ballato un po’ troppo per i miei gusti, ma a parte questo ho guardato un paio di film, ho provato a dormire senza successo e l’unica cosa che posso aggiungere è che a Londra sono davvero dei grandi ‘spaccam…’. Le due ore che avevamo per prendere la coincidenza per San Francisco, sono passati quasi completamente ai controlli, cosa assurda dato che eravamo semplicemente in transito… Quando siamo arrivati a San Francisco era ancora pomeriggio, e dopo aver ritirato i bagagli, abbiamo raggiunto la nostra guida/autista: Esther. Siamo arrivati in hotel (Adante Hotel) verso le 17:30 e noi due abbiamo optato per un riposino per poi ritrovarsi col gruppo per cena. L’hotel, nonostante sia una vera catapecchia, era sufficientemente pulito e silenzioso, ma soprattuo collocato in una bella posizione, abbastanza vicino a union Square. La prima cena americana non poteva che essere a base di sandwich e patatine fritte, al Loris Diner, che impareremo a conoscere molto bene nel corso del nostro viaggio. 

11 Agosto 2014


La mattinata è stata spesa in giro con Esther che ci ha portato prima davanti al City Hall, poi in Alamo Square, nel quartiere Hippie e presso il Golden Gate. Mi fermo un attimo, perché ecco che tutti abbiamo visto nella nostra vita un sacco di foto del Golden Gate, tantissimi screen saver rappresentano questo ponte e tu, ad un certo punto te lo trovi davanti e dici… ma che meraviglia!!! È veramente una cartolina e parte il primo vero attacco di ‘scatto compulsivo’. E’ un po’ come la Tour a Parigi, non la smetteresti mai di fotografare anche se non si tratta altro che di un ammasso di ferro, questa volta dipinto di un bel rosso aranciato. Ne abbiamo fatto anche un bel pezzo a piedi, e vi dirò… io lo avrei fatto tutto, continuando a fotografarne pezzi e rimirando il panorama… Ah, dimenticavo, a San Francisco spesso c’è la nebbia e fa freddo… quel giorno abbiamo goduto di un sole bellissimo! Il tour guidato è terminato al Pier39, molto famoso per questo branco di foche spiaggiate che sembrano lì apposta per farsi fotografare, ma è anche un posto molto gioioso, colorato, vivace, dove staresti delle giornate intere. Lì abbiamo lasciato il gruppo che aveva la crociera prenotata per le tre e siamo andati a pranzare da Bubba Gump, in uno splendido locale direttamente sulla baia che già il panorama meritava la sosta. Cosa mangi da Bubba Gump??? Gamberi, of course… e che altro??? Poi nel pomeriggio Lombard Street, la sinuosa via che abbiamo rimirato in tutta la sua lunghezza arrivando nel suo punto più alto e scendendo i gradini che vi stanno a fianco. Ecco, girare San Francisco a piedi non è proprio così simpatico, tutte quelle immagini che si vedono nei telefilm, di strade che vanno su e giù sono totalmente veritiere ed è proprio per questo motivo che sono stati inventati i Cable Car. Queste piccole carrozzelle stile tram derivano proprio dall’esigenza di automatizzare un trasporto che era faticoso anche per gli animali ed ora è vissuta come un’attrazione imperdibile di San Francisco. 
Che voi prendiate questo mezzo di giorno o di sera non importa, preparatevi a fare un po’ di fila ma ne vale la pena. Dato che noi avevamo la crociera prenotata per le 18:15, ci è stato giusto giusto un gelatino al Applesbee’s e poi via imbarcati su uno dei barconi della Red And White Fleet per una crociera di circa un’ora intorno al famoso penitenziario di Alcatraz che non siamo riusciti a visitare perché non c’era più posto. Mi è piaciuta davvero tanto, un’audioguida in italiano ci ha spiegato un po’ di storia della città ed abbiamo scattato quel centinaio di foto che ci stanno… (vi giuro che in un viaggio di questo tipo è quasi impossibile non essere preda della sindrome del giappo fotografo! :-D ) 
Per cena io e Max ci siamo fermati nella zona del porto, da Alioto’s abbiamo assaggiato la zuppa di granchio ed il granchio arrostito), dopo di che abbiamo preso il Cable Car per concludere in bellezza la nostra giornata a San Francisco. Lo abbiamo preso al capolinea che si trova nei pressi del porto per arrivare all’altro capolinea in Union Square. A piedi abbiamo raggiunto la porta di China Town rimanendo interdetti quando abbiamo visto il quartiere completamente deserto: chissà perché noi ci aspettavamo tutto un brulicare di negozi e ristoranti aperti, mentre invece sembrava di stare in una delle nostre città la sera di ferragosto di qualche decennio fa. 

12 Agosto 2014


Partenza da San Francisco per il parco di Yosemite. Dopo alcune ore di viaggio siamo arrivati a Mariposa. Qui ci siamo fermati per il pranzo in un tipico locale western con tanto di bancone dove ci siamo messi a sedere e ci hanno servito. Come al solito abbiamo mangiato i piatti tipici americani con tanto di patatine fritte e coca-cola al seguito. Alla mattina prima di partire abbiamo conosciuto gli ultimi due partecipanti al viaggio che ancora non ci avevano raggiunto. Trattasi di Antonella e Mirko, due soggetti che fin da subito hanno fatto capire la loro antipatia nei confronti del gruppo. Anche se non eravamo ancora tanto affiatati, perché ci conoscevamo solo da un giorno, si capiva già benissimo che eravamo un gruppo di persone abbastanza chiacchierone e rumorose. D'altra parte i due nuovi arrivati sono di origini meridionali e ancora adesso mi chiedo come mai non si siano amalgamati. Ma di questo magari vi parlerò più avanti quando vi descriverò i partecipanti al viaggio. Dopo pranzo continuiamo il nostro viaggio andando nella zona denominata Mariposa Groove, dove passeggiando tra le sequoie giganti abbiamo goduto di un panorama non comune. Pernottamento e cena in un paesino con un nome impronunciabile: Oakhurst. Siamo andati a cena in uno dei pochi locali aperti del paese a conduzione familiare: e' stata l'unica cena che abbiamo consumato tutti insieme, forse i due nuovi ancora avevano la speranza di avere che fare con delle persone normali e quindi si sono aggregati, ma è stata la prima e l'ultima volta. Di questo viaggio posso dire tante cose, ma il nostro rapporto con gli americani è stato ottimo! Nonostante ci muovessimo sempre tutti insieme e facessimo molto baccano tutti gli americani che abbiamo incontrato sono stati sempre molto gentili. La proprietaria del locale in cui abbiamo cenato è un esempio di questa gentilezza, era veramente deliziosa e si è mangiato pure bene, sempre tipico cibo americano. Chi conosce bene me e Max sa che abbiamo un'abitudine da vecchi: nel dopocena ci piace fare una passeggiata (anche quando siamo a casa nella nostra Sorbara siamo tra i pochi che girovaghiamo tutta estate come dei matti). Nel raggiungere l'hotel avevo adocchiato un piccolo cimitero addossato ad una chiesetta bianca ed ho pensato che poteva essere molto suggestivo di sera, al buio tutto illuminato così dopocena ci siamo incamminati alla ricerca di questo fantomatico cimitero. In questa affascinante ricerca si sono aggregati anche Daniele e Carolina, due ragazzi di Roma, ma dopo un po' ci siamo accorti di aver sbagliato direzione e abbiamo raggiunto la fine del paese senza riuscire a vedere il nostro cimitero. Da qui è nata la tradizione di andare a caccia di cimiteri nel dopocena e nel corso delle sere successive sempre più adepti hanno voluto partecipare a questa iniziativa!!! 

13 Agosto 2014

Buona parte della mattinata ed un pezzetto del primo pomeriggio sono stati dedicati alla visita del parco di Yosemite. C'è stata data tutta la documentazione riguardante il parco con tanto di lista dei sentieri percorribili descritti in modo particolareggiato per capirne difficoltà e durata. Noi abbiamo scelto un paio di percorsi lunghi ma non faticosi. Prima di tutto siamo andati al Mirror Lake. Il parco è visitabile tramite navette che si fermano in determinati punti da cui partono i sentieri. In particolare il mirror lake parte dalla fermata numero sei della navetta. Tutti i percorsi sono ben segnati e quelli semplici sono completamente asfaltati percorribili anche con carrozzine o biciclette. Inoltre ci sono tantissimi servizi pubblici e cestini per la spazzatura. Non credo che sia per questo motivo che i parchi sono bellissimi e pulitissimi; credo piuttosto che si tratti di una cultura diversa, di un modo di essere e di vivere la natura che noi italiani dovremmo davvero imparare. Il momento giusto per visitare il parco di Yosemite è la primavera, lo dicono tutte le guide e noi lo abbiamo sperimentato di persona. Il Mirror Lake come anche le cascate che siamo andati a vedere successivamente sono quasi secchi ad agosto, anzi le cascate lo sono del tutto mentre del lago ne rimane giusto una traccia. Il resto del gruppo per vedere una cascata che sia degna di questo nome ha intrapreso un percorso molto più faticoso, ma non so se ne vale tanto la pena. Ho amato molto girovagare per il parco, è veramente molto rilassante. Ed anche le cascate denominate Lower Yosemite Fall, anche se secche regalano un colpo d'occhio splendido. Lasciando poi il parco, attraverso il Tioga Pass, siamo arrivati al Monolake, Uno dei tanti gioielli che ci ha offerto questo viaggio. Un lago contornato da delle formazioni calcaree che lo rendono molto ‘lunare’ e spettacolare. Pernottamento a Bishop con cena al Danny e piccola passeggiata serale.