venerdì, luglio 25, 2014

CASA...DOLCE CASA...

Non fraintendetemi, non sto male a casa mia, anzi... sto bene, mi piace pure, a parte qualche inquilino a cui vorrei 'dar fuoco', non vedo l'ora di tornare a casa alla sera e, se riesco, spapparazzarmi sul divano! Però c'è un però, c'è sempre un però, da sempre, da quando ho memoria, io possiedo un'altra casa, un posto dove sto 'realmente' bene, dove mi sento davvero a mio agio, nonostante tutti i cambiamenti che ha subito in questi 40 anni passati di frequentazione. Quelli che mi conoscono sanno che mi riferisco a Livigno, da quando ne ho memoria, quel posto ha rappresentato sempre la pace, la serenità, la tranquillità di una vita che normalmente non ha niente di tutto questo. Quando dico queste cose a qualcuno vengo spesso aggredita 'Bella forza, sei in ferie... ti ci vorrei vedere a vivere tutto l'anno in un posto dove per otto mesi devi fare i conti con la neve... un posto lontano dagli ospedali, dai teatri e da tutti quei confort a cui sei abituata!!!'. Io ci ho riflettuto, attentamente, e sono ancora dell'idea che se mi dessero l'opportunità di lavorare a Livigno, e non avessi la mamma di cui occuparmi (cosa risolvibile portandomela dietro...), non so se ci penserei molto...
Comunque anche quest'anno sono riuscita a tornare a casa, mi sono goduta una settimana bella fresca, la stagione non è stata delle migliori, ma in fin dei conti non è andata malaccio, abbiamo visto anche la neve, che di luglio è sempre una bella cosa... Ormai sta diventando una prassi consolidata, il tato vuole trascorrere il suo compleanno a Livigno, ed io non me lo faccio ripetere due volte, perchè di solito coincide anche con una delle due settimane di ferie del capo. Quando torni a casa di solito ti occupi sempre delle tue cose di 'routine', il brutto è che ormai noi ne abbiamo aggiunte troppe ed il tempo non è più sufficiente per fare tutto; vogliamo fare tante passeggiate, fare un giretto in Svizzera (con una capatina a St. Moritz se ci si riesce...), il giro in bici per la vallata è quasi d'obbligo e poi abbiamo i nostri posticini dove pranzare/cenare, perchè la polenta taragna con funghi/formaggio/salmì di cervo non può mancare. Quest'anno ci siamo proprio detti prima di partire... 'Quest'anno spendiamo poco, in previsione delle prossime vacanze dobbiamo fare i bravi!!!' (ok... lo so che facciamo schifo, lasciatemi stare che quest'anno gira così e me la sto godendo...) Ma secondo voi, se fuori piove ed è umanamente impossibile passeggiare, due poveri 'cristi' in ferie, in pieno periodo di saldi cosa deve fare??? Obiettivo quindi fallito miseramente ed a parte regalini che ci siamo fatti che ci possono pure stare, vi comunico che abbiamo acquistato un set di piatti colorati da 6 ed una valigia... cose tipicamente 'montanare' no???
Beh, ma adesso basta, vi racconto brevemente cosa abbiamo combinato, oltre ad aver speso 'a destra e a manca'...
A Livigno abbiamo fatto alcune passeggiate molto tranquille: quella di allenamento in Val Federia per andare a gustare il buonissimo cibo al rifugio, quella dalla parte opposta della vallata che conduce fino al passo della Forcola (l'ultimo tratto è stato davvero impegnativo, vi giace un pezzetto di uno dei miei polmoni, lo raccolgo l'anno prossimo...quando passerò in macchina questa volta!!!) e poi la classicissima passeggiata intorno al lago direzione ristoro Val Alpisella. La passeggiata più impegnativa ma anche quella che ci ha donato il panorama più mozzafiato (ed anche la pioggia più insistente!) è stata quella che abbiamo fatto in Svizzera, partendo dall'arrivo della funiculare del Muragl che si trova subito dopo Pontresina. Da lassù tre anni fa eravamo andati alla capanna Segantini, quest'anno siamo andati a trovare un laghetto alpino meraviglioso! Che pace lassù ragazzi, meraviglioso!!! Non per niente un bel gruppo di stambecchi ha fatto capolino e raramente ce li si trova così vicini, animali veramente stupendi, di un'eleganza impagabile... Se anche non volete camminare, quella funiculare vale davvero la pena, si gode un panorama da lassù che raramente lo si può vedere con così poco sforzo, un'occhiata alla vallata ed ecco spuntare il lago di St. Moritz e tutti gli altri laghetti che si trovano subito dopo... vedrete dalle foto...
Un'altra giornata l'abbiamo trascorsa prima in Val Viola, nei pressi di Arnoga, frazione di Bormio, con acqua e neve che non ci ha consentito di fare il picnic all'aperto e ci ha 'costretto' all'enesimo menu a base di polenta... e poi quella quarantina di tornanti per arrivare al passo dello Stelvio, dove lì si che fioccava con convinzione. Che ci volete fare, magari leggendo queste righe, voi amanti del mare e del caldo state rabbrividendo, io dentro al bar a bere una cioccolata 'imbevibile', guardavo fuori dalla finestra con quel sorriso ebete che solo Heidi può capire, con quella gioia nel cuore tipico di chi pensa ad alta voce 'come sono belle le mie montagne, guarda che roba...'.
Per Arnoga devo fare un appunto... la vallata è molto lunga e vi consiglio di non lasciare la macchina nel primo parcheggio che si trova a ridosso della statale, il percorso, sebbene non difficile, diventa molto lungo. Purtroppo gli altri parcheggi che ci sono lungo la stradina asfaltata, da quest'anno sono a pagamento e quello più 'dentro' alla vallata costa ben 6 Euro. Se posso dire la mia, non mi pare giusto mettere questi parcheggi a pagamento, se si pensa che ci sia troppo traffico, vieta il transito e non se ne parla più... Comunque noi abbiamo pagato i 6 Euro, sia perchè la passeggiata fino al rifugio è già abbastanza lunga, sia perchè le condizioni meteo non erano delle migliori...
Concludendo il mini racconto della mia settimana a casa, vi parlo dell'emozione più grande che mi ha regalato, una cosa inaspettata che mi è capitata in Val Federia. Nel 2012, a pochi mesi dal terremoto sono tornata a Livigno per la prima volta dalla scomparsa del papà ed ho lasciato una sua foto incastrata nel retro della croce che si trova quasi al rifugio, di fronte ad un minuscolo rifugio dove di solito lascio un messaggio su una agenda appositamente lasciata. L'anno scorso, come mi aspettavo non ho ritrovato la foto, il mio voleva essere un gesto simbolico, per 'riportare' il papà in un luogo che ha tanto amato e che mi ha fatto conoscere ed amare, e non mi aspettavo certo che una foto potesse restistere alle intemperie ed alla montagna di neve che di solito riscopre quella vallata. Ebbene quest'anno, all'interno del rifugio, appoggiata sul vano della minuscola finestrella ho ritrovato la sua foto, di fianco ad un cero ormai esaurito... quando l'ho vista mi sono emozionata tantissimo, ed anche se non scoprirò mai chi è stato, ringrazio con tutto il cuore la persona che ha avuto un pensiero così bello...

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