martedì, febbraio 25, 2014

Quelli che...

Foto presa da internet per farvi capire il gioco dell'elastico
Quando ti metti a chiacchierare con qualcuno che non ha 'mai' sentito parlare dei giochi che tu facevi da bimba con le amichette in cortile, ti rendi conto di quanto effettivamente sei vecchia!!! Posso anche concedermi ore intere sul divano a navigare su internet passando da un fashion-blog all'altro come una vera e propria adolescente, o incantarmi davanti ad una manicure molto sofisticata, ma l'età anagrafica c'è, e magari non mi fa nemmeno onore innamorarmi di un capo visto su una rivista sfogliata distrattamente mentre mamma fa fisio a tal punto dal ricercarla la volta dopo e strappare la pagina sperando che nessuno mi veda...
Forse effettivamente sarebbe ora di crescere, sicuramente il non aver figli non mi ha fatto diventare 'per forza' grande e non parlo di responsabilità e tutto il 'cucuzzaro' che da anni ormai mi appartiene, parlo solo di quelle passioni che, nonostante l'età, mi fanno brillare ancora gli occhi. Sul blog non ve ne parlo tantissimo, perchè sotto sotto me ne vergogno un po', ma riflettendoci a mente fredda non ci sta niente di male... In fondo gli uomini si portano dietro i loro 'amori' per tutta la vita, come ad esempio la passione per qualche o tutti gli sport e mica gli viene detto nulla... Sentono eventualmente il brontolio della moglie che vorrebbe fare qualcosa la domenica pomeriggio, ma del resto non vengono mai additati come infantili, quindi ho deciso che nemmeno io lo sono, con il mio essere fan di Clio, il mio sentirmi in paradiso quando entro in un qualsiasi negozio Kiko, ed il mio generico 'sbavare' di fronte ad una bella borsa!!!
Però ci sono rimasta male, si chiacchierava con una persona notevolmente più giovane di me anagraficamente, si parlava di come siano cambiate le abitudini dei ragazzini di oggi, soprattutto nel periodo estivo. I genitori non hanno più tanto tempo di tenere dietro ai figli, quindi si avvalgono dei centri estivi che sono dei posti meravigliosi per i ragazzi, dove si divertono e fanno tantissime cose, ma il nostro scorrazzare liberi per i cortili dei condomini, giocando a tennis in strada, mi da più l'idea di qualcosa che probabilmente è meno creativo, ma anche meno guidato. Non fraintendetemi, se avessi un figlio ce lo porterei pure io in un cengtro estivo, non c'è più da fidarsi a lasciare i bimbi a giocare da soli in cortile... purgtroppo!!! I miei che lavoravano a casa, nel laboratorio ricavato dal garage, per ore ed ore non mi cercavano nemmeno, magari ogni tanto mi vedevano passare a tutta birra con le amichette appresso, prese in uno dei tanti giochi che ci inventavamo, ma il peggio che poteva succedere è che ci sbucciassimo un ginocchio, o che prendessimo una pallonata in faccia, cose di cui non è mai morto nessuno... Ora, le paure dei genitori sono altre, e le capisco benissimo, si sentono tante di quelle brutte storie...
Comunque, tornando nel seminario... ecco che durante queste chiacchiere, me ne vengo fuori con le interminabili ore passate a giocare 'all'elastico' e questo giovincello mi guarda con gli occhi sbarrati e mi chiede: 'A cosa???' All'elastico, noooooo... chi non lo conosce!!! :-( Adesso non venite fuori anche voi che non sapete cos'è, per favore no, ma tanto per non sbagliare ve lo spiego, così ... 'pour parler' (anzi no... 'pour ecrire')...
Si prende un pezzo di elastico molto lungo, resistente ma non per forza altissimo, tanto per intenderci quello 'da mutande di una volta' (e se non l'avete mai visto... vuol dire che avete una mamma troppo moderna). I due estremi si annodano in modo che non si possano mai più disunire e poi si inizia. Due persone infilano i piedi nell'elastico che posizionano a livello delle caviglie (tanto per cominciare) e si allontanano tra loro di un paio di metri o poco più in modo che l'elastico sia in tensione ma non troppo. Il terzo giocatore inizia a saltare i due elastici tesi, facendo una serie di figure particolari, che implicano anche il pestare prima un elestico e poi l'altro, poi ricordo diverse figure tra cui quella della 'caramella', insomma c'erano tutta una serie di cose che si dovevano fare e che andavano rifatte posizionando l'elastico sempre più in alto (polpaccio, ginocchio, etc...) fino a quando il giocatore sbagliava e si passava a quello successivo. Vinceva chi riusciva a fare gli esercizi senza sbagliare con gli elastici posizionati pià in alto...
Negli anni '70 e inizio '80 le bimbette della mia zona giocavano a questi gioci, insieme a quelli classici del 'salto della corda', la 'settimana'(chiamata anche 'campana'), il fantastico nascondino', 'palla avvelenata', 'un due tre per le vie di Roma' (chiamato anche 'un due tre stella'), 'strega comanda color'... intervallati dalle lunghe sessioni di gioco nel parco vicino, dove il 'castello', diventava la nostra casa, con le bimbette bravissime a fare le capriole (non io!!!), oppure la scimmia (lì me la cavavo nonostante il peso non proprio piuma... già allora!).
E voi che mi leggete... fate parte di quelli che... quando parlate con le persone più giovani della vostra infanzia vi guardano come degli extra-terrestri???

1 commento:

Erica ha detto...

A un due tre stella ci giocavano l'anno scorso i bambini del condominio urlandolo a squarciagola a tutte le ore... mi han fatto venire una testa come un pallone a forza di sentirlo!