mercoledì, ottobre 23, 2013

Sbalzi di umore...

... o meglio, ha vinto quello cattivo, nonostante i miei disumani sforzi per non soccombere. Sono settimane ormai che è lì in agguato, ed io a respingerlo, a svicolare come una anguilla tutte le volte che lo vedevo avicinarsi troppo... Beh, alla fine, come era inevitabile, mi ha preso!
E' uno di quei momenti in cui non riesco proprio a trovare la forza per combattere, sono stanca, mi sento molto sola e vabbè, ho voglia di piangere, un bel po' di lacrime, che poi lo so, se lo facessi potrebbe essere l'inizio della ripresa. Invece me ne sto con la mia faccia appesa, ascolto gli strani segnali che il mio fisico mi sta dando, mi ripeto come un disco rotto che non devo preoccuparmi, che anche questa volta la vita andrà avanti, con me o senza di me... e mi viene voglia di piangere. Forse ho semplicemente una tempesta ormonale in atto, forse mi manca semplicemente da morire il mio papà, forse non posso/voglio tediare quel pover'uomo che mi ha sposato con queste lagne, forse ogni tanto mi dovrei davvero fermare, ma davvero davvero, non far finta!
Cosa succederebbe se lo facessi? Credo praticamente niente... sono io che me la meno pensando che la mamma abbia bisogno di me; sì, ok, ne ha bisogno, ma si sa che se non ci fossi io, ci sarebbe qualcun'altro o se la caverebbe pure da sola, è un po' darsi delle arie pensare di essere utili/necessari a qualcuno. La consapevolezza di invecchiare, di vedere porte che si chiudono tutti i giorni, di non avere più la possibilità di fare quello che mi pare, è un po' come iniziare piano piano a morire, morire dentro intendo ed il ripetersi che non è vero e che posso ancora fare quasi tutto quello che voglio è una bugia che non mi consola più. Non si tratta solo di avere rimpianti, con quelli ci convivo da tanto di quel tempo che ormai sono diventati miei amici, è più che altro la 'solitudine' quello che mi ammazza. Forse non è la parola appropriata, perchè non si tratta dell'essere 'soli' in senso fisico, è una questione mentale, è la sofferenza regalata dai cattivi pensieri che non mi abbandonano mai e che respingo di continuo in un angolo facendo finta che non ci siano. Lo faccio di notte mentre non riesco a dormire, lo faccio di giorno mentre guardo un pezzo di codice incomprensibile, lo faccio mentre ascolto mia madre che si lamenta per la centesima volta sempre delle stesse cose, lo faccio anche mentre sono in macchina o sotto la doccia o sulla ciclette o davanti alla tv...
Ho tante cose per le quali dovrei essere felice, ma più ci penso più mi viene da piangere, non è normale ma è così, cosa ci posso fare? Tante persone sono sole davvero, non hanno una famiglia su cui contare, non riescono ad organizzare una bella serata come quella che ho passato io sabato sera per festeggiare il compleanno, non hanno una mamma da cui andare dopo il lavoro per fare una montagna di gnocchi di patate... sono tutte cose importanti e bellissime, ma passo dei momenti in cui tutte queste cose non mi bastano, mi sento 'usata' e so, perchè lo so, che quando non sarò più in grado di 'dare', mi lasceranno in un angolino, si dimenticheranno di me, come si fa di un bel maglione, usato tanto ma finito in fondo alla pila dei maglioni... Magari alla fine della stagione vedono quel maglione e si domandano come mai non l'hanno indossato nemmeno una volta, ma il dispiacere se ne va in fretta, convinti come si è che ci sarà sempre tempo...

P.S. Mi scuso con gli eventuali lettori che non mi conoscono se non tramite il mio blog, ogni tanto i miei pensieri/sentimenti traboccano ed inondano queste pagine, abbiate pazienza, passerà... prima o poi!

3 commenti:

giglio ha detto...

certo che passerà! sono momenti amari, li passiamo un pò tutti.
ti abbraccio
Anna

Kylie ha detto...

Non ti abbattere così. Che la forza sia con te!

nonno enio ha detto...

bisogna reagire ala vita che passa combattendone la monotonia quotidiana, ripetendosi che si è importanti, perchè l'autostima ci aiuta ad andare avanti. Non lasciarsi sopraffare da pensieri negativi perchè sono l'anticamera dell'esaurimento.Sò cosa provi e io l'ho superato, pensa che "mazzata" io che a 68 anni, causa una operazione al cuore che ha cambiato la mia vita,dirigente in un laboratori di una importante industria farmaceutica, che andava a lavorare con la febbre o con una gamba ingessata, sentendosi importante,messo in un angoletto perchè dovevo fa esami frequenti e ti accorgi che se te ne vai ti danno anche dei soldi. Ti accorgi che la medaglia di "legno" è tutta tua e che nel giro di una settimana ti hanno bell'è sostituito con due ragazzetti appena laureati.... se non reagisci finisci al manicomio.