venerdì, marzo 15, 2013

Si procede...

La carovana ieri pomeriggio si è trasferita a Villa dei Tigli, clinica convenzionata specializzata in riabilitazione che si trova nei pressi di Modena. Il gruppo era formato dalla sottoscritta che è arrivata abbastanza presto in ospedale per preparare tutte le cose di mamma e vestirla ('na faticaccia... ho sudato sette camice, un po' per tutte le cose che c'erano da fare ma soprattutto per vestire la mamma cercando di non farle male...), il fratellone che è arrivato direttamente dal lavoro quasi alle due e, ovviamente la 'malata'. Io e mamma, proprio come l'anno scorso in ambulanza (a proposito un pilota donna meraviglioso!!!) e l'uomo di casa dietro in macchina con la maggiorparte dei bagagli. Tutto il pomeriggio è passato nelle varie 'pratiche di ingresso', visita della mamma da parte della dottoressa della clinica e tutte le altre faccenduole correlate. Molte infermiere si ricordavano di lei, io li ho riconosciuti quasi tutti, persino il suo vecchio fisioterapista. Questa volta verrà seguita da una ragazza, ma io so per certo che faranno un bel lavoro... Siamo solo all'inizio di questa nuova fase, staremo a vedere come procede, nel frattempo passo le mie giornate divisa tra la clinica ed il lavoro, percependo un'ostilità nei miei confronti nel secondo luogo nominato che non solo non riesco a comprendere, mi irrita all'ennesima potenza e faccio davvero molta fatica a far finta di niente... Davvero non so perchè abbiano questo atteggiamento, non mi sembra di star facendo niente di così sbagliato, anche se mi rendo conto che questo mio 'strafare' a lungo andare può essere un po' irritante. Cosa c'è di male nel tentare di conservare il più possibile i permessi e le ferie e sbattersi per non usarli??? Direi nulla, poi è chiaro che sono stanca morta e forse non rendo al 150%, diciamo che in questa situazione ci si può accontentare di un 90%, ci sarà tempo per recuperare... o no?  
La sveglia alle 6 e il trotterellare di continuo fino alle 23:00, mi stanno un po' devastando, soprattutto se poi le ore che passo a letto non mi sono di giovamento perchè non riesco a dormire come si dovrebbe... Passo dei momenti di crisi con tanto di sbadigliamento cronico, che se mi lasciassero in pace potrei davvero appoggiarmi da qualche parte e dormire... 
Negli ospedali si sa che si passa molto tempo in corridoio, davanti alla porta chiusa della stanza del proprio ammalato e qui scattano le chiacchiere che la buona educazione mi obbliga ad ascoltare ma che proprio non sopporto. Sempre e dico sempre... trovo qualcuno desideroso di raccontarmi l'intera storia clinica del proprio caro, convinto di avere tra le mani la peggiore delle situazioni ed io reagisco sempre nelle stesso modo, ascoltando ed annuendo in silenzio. Sì, avete capito bene, in silenzio, io questa smania di voler vincere chissà che premio per la maggior sfiga dimostrata non solo non la capisco, non ci tengo nemmeno. Però ogni tanto gli interlocutori si interrompono nel loro racconto e fanno domande dirette, perchè sono anche molto curiori di sapere la tua storia ed io, educatamente, rispondo solo lo stretto necessario. Ecco che se tu dici che ti fa male un dito, quello ti risponde che la sua intera mano è quasi da buttare... e via così, per dimostrarti che quello che hai tu non è niente a confronto delle loro tragedie. Ma chi glielo ha chiesto??? No, fatemi capire, ma mi deve proprio interessare la partecipazione a questa gara??? Io vorrei proprio non essere un concorrente, vorrei non aver avuto nessuna esperienza ma poi non posso fare a meno di ascoltare quello che mi viene raccontato e quando se ne saltano fuori con stupidate del tipo che nel tal ospedale fanno i prelievi dopo aver elargito la colazione.... ecco lì mi sento un po' presa in giro... no perchè, c'è limite a tutto, ma le stupidate stanno davvero in pochi posti!!! Riesco a tacere??? Secondo voi??? Boh, certe volte penso che mi dicano delle cavolate per verificare se sono connessa, e non vi dico che tentazione grande sia quella effettivamente di scollegarsi da certi discorsi.

Cezanne, Alberi di castagno e fattoria a Jas de Bouffan (1885)

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