lunedì, marzo 11, 2013

Briciole...

Lascio qualche briciola di informazione su quello che sta succedendo. Mi sono resa conto che sono entrata in modalità di silenzio stampa e magari qualcuno si sta chiedendo che cosa sia successo, o meglio, se è successo qualcosa di grave che mi costringe lontano dal blog. Tranquilli, un po' acciaccata e tremendamente stanca ma ci sono, diciamo solo che non ho proprio tempo per scrivere, perchè al lavoro mi sento iper-oppressa ed a casa, il poco tempo che vi passo, lo dedico al tentativo di dormire, o comunque me ne sto sdraiata o stravaccata da qualche parte con le energie stile pupazzetto che non usa le Duracel. Allora vabbè, facciamo un riassuntino? Mercoledì scorso alle 7 di mattina l'allegra combriccola era in reparto con mamma sulla carrozzina spinta dalla sottoscritta e deambulatore caricato del borsone spinto dal tatone (ah, avevo anche un zainetto in spalla, ma quello non conta nella fantozzata generica..). Arrivo all'ospedale, diluviava ed io mi sono fatta tutti i miei viaggi: mi metto sotto la tettoia davanti all'entrata per andare al CUP o agli ambulatori e poi, grazie alla mia immensa e smisurata conoscenza dei corridoi che formano quell'ospedale, arrivo in reparto. Scarichiamo tutto, faccio la rampa spingendo la mamma in salita che è una goduria e la porta scorrevole non si apre!!! Mannaccia la miseriaccia ladra, da quando i prelievi non vengono fatti più lì quelle maledette porte aprono più tardi. Bene, metto nelle mani della mamma un ombrello e la spingo all'ingresso della nuova palazzina dove ci sono i prelievi, incavolata come una iena, col tempo, con la sfiga e con il sonno della levataccia appena fatta. Entro e ci sono già i primi nonnini in fila per il prelievo, corde ovunque per fare in modo che se ne stessero nell'atrio, ma io dovevo passare oltre. Con quello sguardo della serie, se mi dite qualcosa prima vi mando a quel paese e poi vi mangio la faccia, sposto nastri e paletti e passo con la mia carovana al seguito... Mi sento osservata ma nessuno osa dirmi niente, ci devono solo provare...  Arrivo su in reparto e ci mettono in una saletta d'attesa, la caposala ci avverte che dobbiamo aspettare il letto. Nel frattempo, ogni tanto qualche infermiera passava e tentava di fare un prelievo alla mamma senza riuscirci ed il letto non compariva. Bene, mamma a digiuno senza aver preso le medicine che poi le hanno somministrato a stomaco vuoto ed il letto arrivato verso le 11:00 prelievo eseguito da un'infermiera baciata dalla fortuna alle 12:10.
Il resto del mercoledì è passato in preparazione all'intervento, e non vi annoierò con i dettagli, comunque è stata una giornata pesante e la procedura è completamente diversa dall'anno scorso, anche se il reparto è sempre lo stesso ed anche molti degli infermieri sono i medesimi. Poi giovedì verso le 10:30 mamma è entrata in sala operatoria ed è tornata su verso le 14:00. Non mi abituerò mai a queste lunghe attese, anche se avevo il mio Kindle, la Settimana Sudoku ed un fratello che andava e veniva in preda ad una colite da stress che non auguro al mio peggior nemico. Povero... erano solo due i momenti in cui voleva essere presente e se li è persi entrambi: quando mamma è scesa in sala e quando è tornata... Vabbè, una volta sistemata in camera, la mamma era molto presente a se stessa, meno stordita dell'anno scorso (ah, dimenticavo... sono contornata da soggetti che non si ricordano niente dell'operazione dello scorso anno... ci sta una sclerosi in famiglia e non parlo solo della mamma che magari è pure capibile!). In stanza io le sto intorno come un'ape intorno al fiore, parliamo, si lamenta della sua artrite alle mani e mio fratello seduto su una sedia legge un giornale e partecipa alle nostre chiacchiere. Sono lì che le faccio qualche massaggio alla mano dolorante e quella cosa fa? All'improvviso spalanca gli occhi e li butta in un angolo, io la chiamo e lei non risponde e in tre secondi netti ho suonato il campanello e sono arrivata in corridoio a cercare aiuto. I 20 minuti successivi sono stati tra i più brutti della mia vita, abbracciata stretta a mio fratello con le lacrime che mi scendevano copiose ed un andirivieni folle di persone nella e dalla stanza della mamma. Infermieri, dottori, anestesisti, il macchinino per l'elettrocardiogramma, e poi non so cosa ancora... ed io che non riuscivo a darmi pace, tremavo come una foglia e mi dicevo 'E' finita, ho perso anche lei, le è venuto un ictus...' Quando finalmente esce il dottore, mi guarda sorridendo e ci dice di non preoccuparci, che è stata una 'sincope da morfina', ma che adesso sta bene... Ma che cavolo è una sincope da morfina??? Poi l'infermiera che ho beccato per prima lungo il corridoio mi spiega che ha avuto un brusco abbassamento della pressione ma nessuno mi ha detto cosa poteva succedere se non me ne fossi accorta subito, ed io non lo voglio sapere. Quando sono rientrata la mamma mi ha guardato un po' stordita e mi fa 'Tata cosa è successo???' ed io 'Non farlo mai più!!! mi hai fatto morire!!!' Per fortuna lei non si è accorta di nulla, quando ha ripreso conoscenza si è vista intorno un sacco di persone ed ha chiesto cos'era successo e loro gli hanno risposto: 'Te lo spiega tua figlia!' quei maledetti, ihihih... fanno presto loro...
E adesso... si procede, piano piano, ci vuole molta pazienza, mamma ci sta dando qualche problema di collaborazione, spero capisca presto che più fa la vittima, peggio è, e se si ricordasse qualcosa dell'anno scorso capirebbe che in generale le cose, per il momento non stanno andando malaccio... non è certo una passeggiata, anche se si ha l'impressione che siano interventi di routine la realtà è che si tratta pur sempre di un'operazione di 'alta macelleria' e ci vuole del tempo, bisogna stringere i denti ed andare avanti... Se riesco vi terrò informati!!! Speriamo solo che non mi faccia altri scherzi, ecchecavolo siamo in quaresima, carnevale è finito da quel bel po'.

Ivan Aivazovsky 'Vista del Mare al chiaro di luna' 1878

3 commenti:

Angela ha detto...

Vedrai che ora è tutta in discesa..un abbraccio angela

Erica ha detto...

Cavoli che bruttissima esperienza! Almeno in quel momento non eri da sola...
Come dice Angela ora sarà tutto in discesa!

Kylie ha detto...

Anche a mia nonna venne un collasso per la morfina. Che spavento. Tieni duro.

Bacio