giovedì, febbraio 21, 2013

Le cose peggiorano...

... di giorno in giorno!!! e non in maniera lenta e impercettibile, no, a badilate, non so se rende l'idea!!! Cacca 'in tutte parti' (come dice un collega dalla cultura sopraffina) che non so nemmeno da dove incominciare, e nemmeno se vale la pena cominciare. Diciamo che se dovessi dare un voto a come mi sento... uhm... direi a cavallo di -10. Essendo ancora giovedì, c'è ancora ampio margine di peggioramento, anche se una giornata di cacca come quella di ieri potrebbe avvicinarsi all'oscar in modo abbastanza allarmante. Ma ho imparato a mie spese che non c'è mai fine al peggio, e me ne sto qui buona buonina ad aspettare gli eventi. 
Tanti tanti tanti anni fa, c'era una ragazza poco più che ventenne che iniziava il suo primo lavoro con un entusiasmo ed una caparbietà tipica della razza di suo padre; chissà perchè, o meglio forse desumendo la cosa dai racconti di suo padre, pensava che il luogo di lavoro potesse essere un luogo, sì di sofferenza, ma anche di aggregazione, una specie di 'seconda famiglia' dove instaurare rapporti normali, dove poter avere anche 'amicizie'. Nel corso degli anni la suddetta ragazza ha rivisto molto questo concetto, credo che sia normale, come era pure normale pensarla così inizialmente e devo dire che alcuni amici se li è pure fatti, ha persino trovato marito tra i cosiddetti 'colleghi' ma ben presto si è accorta che tali rapporti possono esistere solo se non viene reputata una 'minaccia'. 
Smettendo di scrivere in terza persona che mi innervosisce... vi posso assicurare che non ho mai avuto aspirazioni di far carriera, ho la sindrome della 'brava ragazza', questo sì, di quella che vuole a tutti i costi che le persone pensino a me come ad una persona che si impegna nel proprio lavoro, ma non posso e non voglio essere una minaccia per nessuno. Quindi, se ne deduce, che non mi si deve trattare male, che voglio essere rispettata e trattata bene, perchè altrimenti cosa succede??? 1. scoppio in malo modo e mando a quel paese il mondo intero, aggredendo tutti come se fossi un toro di fronte ad un enorme telo rosso e... 2. mi chiudo come un riccio che non saluto più nessuno, per il resto della mia vita... del tipo che rispondo solo se interrogata e, se riesco, anche in questo caso, se posso, faccio la gnorri e non vi dico più una minchia di niente. Sono permalosa???? Noooooo, è un'impressione la vostra, non sono permalosa, sono solo una che di suo ha le palle piene e basta davvero un nulla per andare in escandescenze. Ieri ho definitivamente chiuso ogni tipo di rapporto extra-lavorativo con i miei cari colleghi. Quando chiedo una mano, non c'è dubbio che me la diano, ma poi fanno i fenomeni davanti al capo quando facciamo la riunione giornaliera???? Eh, tesorini della mamma che pisciata fuori gigantesca, ma talmente tanto grande che si allaga tutto l'ufficio.
In fondo a chi devo dare conto del mio operato? al mio responsabile, giusto? bene, allora facciamo che io mi rapporto essenzialmente solo con lui e se poi... sono costretta, cerco di portare avanti i rapporti di lavoro con gli altri, ma solo nei limiti lavorativi, dando informazioni solo se necessario. 
E' finita l'epoca della cretina sempre disponibile, quella che non danneggia MAI un collega, nemmeno se la linciano... è finita quell'epoca, se deve essere una giungla, giungla sia e se qualcuno incontra una bestia feroce si spera sia in grado di affrontarla.... e da solo... e che questa regola valga per tutti, ma proprio tutti!

Oggi vi aggiungo la foto di un quadro come spesso faccio ultimamente, non so se questa nuova abitudine vi piace, ma a me rilassa tanto, e potete solo immaginare quanto ne abbia bisogno... Comunque si tratta di un quadro di un certo Segantini, quando ho letto il nome ho avuto un sussulto. Du anni fa, in estate, in Svizzera io e il tatone abbiamo fatto una passeggiata per raggiungere 'capanna Segantini', luogo nel quale un famoso artista ha vissuto per molti anni nella più completa solitudine, in mezzo ad un panorama mozzafiato. Uhhhh... come mi piacerebbe essere anche io lassù, anche ora, in questo momento, con metri e metri di neve, il camino acceso, beni di consumo sufficienti alla sopravvivenza e qualche buon libro... non mi servirebbe niente altro!!!
Valutate voi i panorami: quello dipinto da Segantini e quello immortalato dalla sottoscritta. Le mie montagne... quanto mi mancano!!!

Giovanni Segantini, Primavera sulle Alpi, (1897)

Vista da Capanna Segantini (2011)

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