giovedì, settembre 27, 2012

Si trema ancora???

Beh, se c'è una cosa che quest'anno ho imparato, è che non si può mai essere sicuri di niente, tantomeno di vivere in una situazione 'tranquilla' ed il terremoto che ci ha colpito ci deve far riflettere su tutto quello che abbiamo pensato fino a questo momento, sulle cose che pensavamo essere prioritarie per la nostra vita. Anche se forse è un po' troppo filosofico come pensiero, l'unica cosa di cui ci dovremmo occupare è la salute, tutto il resto, che solitamente ci riempie la vita, è una cosa passeggera, che oggi c'è ma domani potrebbe non esserci. Questi strani discorsi vengono dal fatto che stamattina, appena giunta in ufficio, un collega mi ha detto che stanotte ci sono state scosse nel Sannio, dalle parti di Benevento. Abbiamo colleghi le cui origini sono da quelle parti ed anche una nostra succursale si trova in quella zona... per stemperare la tensione mi è venuto in mente che fossero invidiosi del nostro terremoto, e per sentirsi un po' più 'emiliani' abbiano 'richiesto' uno squassottino... Comunque per il momento sembra non ci siano stati danni, meglio così e speriamo che sia stato solo un caso isolato, una tremarella passeggera, che dei problemi in Italia ne abbiamo già abbastanza senza continuare ad avere disastri da tutte le parti. 
Dopo 4 mesi dal nostro terremoto si cominciano a fare le prime valutazione dei danni economici, chi ci vive in mezzo non ha sicuramente bisogno di sentire alla radio la percentuale di ditte che hanno chiuso, oppure che accordi sindacali non sono stati rispettati e le multinazionali si tirano indietro dopo aver promesso un reinvestimento in zona, per andarsene da qualche altra parte. Solo gli ingenui potevano credere che non ci sarebbero state conseguenze, noi che ci viviamo in mezzo ne eravamo certi, non ci siamo stupiti per niente. Però tutto questo è molto triste, comprensibile ma triste, è vero che siamo diventati una zona a rischio, ma voi mi sapete dire con certezza assoluta che una cosa del genere non può accadere in qualche altra zona d'Italia o del mondo??? Poi, diciamoci la verità, se non è un terremoto, potrebbe essere un'alluvione, oppure uno tsunami, per non parlare di una tromba d'aria, quindi si tratta solo di fortuna, non abbiamo nessun controllo sugli eventi naturali... Figuriamoci non riusciamo ad evitare disastri come quello dell'11 settembre di 11 anni fa, pensa te se riusciamo a determinare una 'zona sicura' dove costruire un'azienda...
Parlando con i miei amici sardi, hanno avuto la sensazione che gli emiliani non si siano pianti addosso per quanto accaduto, ma che si siano rimessi al lavoro immediatamente, o meglio, che abbiano fatto di tutto per farlo, e dal mio misero punto di vista questo è vero... In quei pochi giorni in cui sono stata a casa forzatamente dal lavoro per consentire all'azienda di fare tutti i controlli del caso, oltre ad avere una fifa blu, pensavo solo a tornare al lavoro, a riappropriarmi della 'normalità', ed anche se non è stato per niente facile rinchiudermi in 4 mura, mentre la terra ancora tremava con costanza e caparbietà... era una cosa che 'volevo' fare, perchè era giusto farlo, perchè la vita deve andare avanti, ed ho sempre guardato con molto apprezzamento alle aziende che in pochi giorni avevano allestito tendoni dove riprendere a lavorare in attesa di tutti gli accertamenti del caso. Ora mi fa molta tristezza vedere che tante ditte hanno 'dovuto' chiudere, che questo fatto per loro è stato il colpo di grazia, perchè già le cose non andavano bene a causa della crisi... ma mi fa più rabbia vedere le biomedicali voler fuggire dal territorio, dopo che per una vita intera hanno fatto soldi a palate grazie al nostro lavoro. Mi sento come se ci avessero sfruttato, un po' come spremere un limone, quando non c'è più succo si butta via, no??? Perchè spendere soldi per ricostruire qualcosa in questa zona, si fa prima a comprare un altro capannone in una zona diversa... Beh, io auguro tutto il peggio a questi 'grandi' che vogliono mettere in atto questo piano, auguro loro di non riuscire a trovare la stessa professionalità che hanno avuto qui, perchè trasferirsi significa che molte famiglie rimangono senza stipendio, ma loro rimangano senza dipendenti che fino a ieri hanno fatto l'interesse dell'azienda. E' vero che siamo tutti sostituibili, che nessuno è indispensabile e tutto il resto... ci mancherebbe... ma siamo anche un 'investimento', quando le aziende ci hanno assunto hanno investito su di noi, hanno creduto in noi ed in molti casi, noi abbiamo ricambiato con il nostro lavoro, con i nostri sforzi, creandoci un'esperienza sul campo e questa, tutto sommato, non si compra al mercato, la si ottiene solo col tempo. Quindi buttiamo via tutto così??? ricominciamo da capo senza tenere conto dell'esperienza acquisita??? oh, beh, sarà una cosa intelligente, lo sarà... Per non parlare di tutte le aziende che cercano di superare questo momento di crisi semplicemente abbattendo i costi. Per l'amor di Dio, è giusto, giustissimo lo facciamo anche noi nelle nostre case... si eliminano le spese superflue, si fa un piano di risparmio, tutte cose logiche e sensate, ma bisogna stare attenti a non indebolire la situazione alla base, cercare di mantenere vivo il 'cuore' per essere pronti a fare un 'salto' alla prima occasione che si presenta. 
Questo è quello che penso, ma la mia visione è quella 'semplicistica' di una dipendente che è stata sempre tale, che non ha mai vissuto la dituazione dall'altra parte. Però è anche la visione di una che non ha mai considerato il lavoro come un puro mezzo per ottenere soldi, ha sempre creduto nel fatto che andare al lavoro tutte le mattine, impegnarsi in quello che si fa e soprattutto 'metterci del tuo' è non solo un dovere, ma anche un diritto!!! 

1 commento:

Kylie ha detto...

Anche il Veneto non è mai stato classificato a rischio, ma chi lo può affermare con sicurezza? Meglio non pensarci o non si vive più.

Buon sabato cara.