martedì, giugno 05, 2012

Terremotata...

Sono passati 15 giorni ormai dalla prima grande scossa e la paura non tende a calare, anzi è aumentata esponenzialmente dopo le scosse di martedì scorso. Forse, dentro di noi, pensavamo di essere a posto con la prima scossa e che 'dovevano' esserci solo scosse di assestamento... purtroppo i terremoti sono imprevedibili e già più di una volta in questi ultimi giorni ci è stato dimostrato che non si possono prevedere e non si possono fare nemmeno supposizioni. Quello che mi pare chiaro è che i sismologi non ci stanno capendo una 'fava' ed ogn'uno ha le proprie teorie, come se fosse una partita di calcio. Che in questo momento non si tratti di scosse di assestamento ma di uno sciame che si sta spostando in giro per l'Emilia squassandoci un po' qui ed un pò la... questo è assodato, ma più di questo non si riesce a capire. Si sente di tutto e di più in questi giorni, anche quando la terra trema in modo non percepibile ci sembra di ballare e siamo tutti, chi più, chi meno, terrorizzati. Martedì scorso è stata la giornata più brutta della mia vita! Prima la scossa delle 9 che mi ha colto in ufficio spaventandomi a morte... ho dei ricordi molto confusi dei minuti successivi, ho preso la borsa e sono scesa per le scale, con le gambe che tremavano ed io che mi concentravo per non cadere. Una volta nel piazzale ho cercato di chiamare la mamma e mi sono resa conto che i telefoni erano tutti in tilt e da lì non mi sono più fermata in una tarantella formata da corri corri dalla mamma e tentativi vani di contattare Max. Quando finalmente, ore dopo, siamo riusciti a contattare tutta la famiglia, compresa una cognata uscita dal capannone della Menu di Medolla appena in tempo... eravamo tutti in cortile dalla mamma a stemperare la tensione e la paura, insieme a tutti i vicini quando quella dell'una mi ha dato il colpo di grazia. Ho coperto la mamma con il mio corpo e lei, fortunatamente ha chiuso gli occhi, ma io no, io vedevo ondeggiare le automobili a pochi passi, il palazzo di fronte sembrava voler cadere da un momento all'altro e non finiva... MAI... Non ce lo aspettavamo, non così forte e a così breve distanza da quello della mattina, i nervi sono saltati a tutti, ma proprio a tutti e la paura si è insinuata definitivamente nelle nostre vite. All'inizio, al di là della paura, sui visi dei vicni tutti in strada, si leggeva l'incredulità, come se non capissimo cosa stava accedendo e nelle ore successive, quasi tutte le persone che conosco sono 'fuggite'... chi per qualche giorno, chi solo per poche ore, ma è diventato impellente, necessario muoversi, non rimanere fermi in quel posto. Io sono stata una di quelle, me ne vergogno ma non ho avuto alternative, anche se alla radio dicevano di evitare il più possibile di mettersi in macchina, ogni piccola scossa sembrava qualcosa direttamente collegato al cuore. Ho preso la mamma e Max e mi sono messa alla guida... lentamente, senza andare di fretta, e mi sono allontanata da casa, arrivando a Serramazzoni, luogo di villeggiatura collinare sempre in provincia di Modena. Eravamo così scossi che anche sentire qualcuno che ci dicesse che aveva sentito le scosse ma non così forte era già un sollievo... Poi però è venuto il momento di rientrare e la sottoscritta ha ceduto le armi: panico... panico profondo inspiegabile il non volere a nessuna condizione tornare a casa... Max che mi diceva 'Fai quello che vuoi...' ed io non sapevo cosa fare, volevo solo non tornare a casa, non chiudermi in una casa, che fosse la mia o quella della mamma poco importava. Il posto che fino al giorno prima consideravo come un nido, un rifugio tutto mio... ecco che si trasformava in una specie di prigione, in una cosa che può crollarti in testa da un momento all'altro portandoti via la vita sotto un cumulo di macerie. Che fare??? Sono decisioni importanti, difficili, soprattutto quando un nodo di puro terrore ti chiude la gola e soprattutto quando sei responsabile anche della vita di tua madre, quando pensi seriamente di estirpare una persona dalla sua casa, dalla casa che ha costruito con le sue mani, per portarla lontano, al sicuro... Sono stata ad un niente dal decidere di andare ad Andalo... non chiedetemi perchè proprio lì, è nata così l'idea, un posto lontano ma non troppo, boh... e comunque nel frattempo siamo approdati davanti a casa nostra che non vedevamo dal mattino... La casa era ancora lì, dall'esterno non sembrava successo nulla e dentro tiene a botta, qualche crepetta qua e là come ce ne sono ovunque ormai, ma niente di preoccupante, eppure il mio povero cuoricino ha iniziato una nuova tarantella mentre saliva le scale ed ho ammucchiato in fretta e furia un pò di cose con un solo pensiero: volevo andarmene di lì il più in fretta possibile. Stessa scena dalla mamma... siamo entrati ammucchiando qualcosa con le gambe che tremavano ad ogni passo e poi abbiamo deciso di prendere una stanza in un albergo a Reggio Emilia. Lo so che  non mi sono spostata tanto, ma bastava per non sentirle proprio tutte, per non averci praticamente in culo sopra e badate bene... per ora sopra non ce l'ho avuto mai il culo... ci sono una ventina di km che ci separano dall'epicentro, ma a me sono sembrati 20 cm. E da lì è iniziato il calvario di tanti, siamo in tanti che non riusciamo a dormire, tanti che non riescono a stare nelle proprie case e preferiscono dormire in macchina o in tenda, tanti che si aggirano con facce sconsolate e preoccupate per le vie... Avrei tante cose da raccontarvi di quei primi giorni vissuti a casa dalla mamma, con brevissime visite a casa per vedere se era tutto ok... ma questo non è il momento giusto, forse più avanti lo farò, quando e se le cose si metteranno calme. Perchè poi sabato e domenica sono state giornate abbastanza tranquille, le scosse erano diminuite di intensità e di numero, la gente, anche se non lo diceva apertamente stava incominciando a pensare che forse ce l'avevamo fatta, che forse le cose si stavano normalizzando... fino a quando domenica sera si è ripresentato, con un altro epicentro, non forte come il primo ma comunque molto forte. Ed ora siamo di nuovo punto a capo, anzi no, peggio, ora siamo 'certi' che ci saranno altre scosse forti, bisogna vedere solo quando e con che intensità. Le case che per il momento hanno retto non si sa fino a quando reggeranno... una merda di situazione insomma!!! Come se tutto questo non bastasse ci si mette anche la preoccupazione del lavoro... io non ho ancora ricominciato, i colleghi pensano che l'azienda si stia approfittando della situazione per lasciarci a casa dato che c'è crisi... io, dalla mia profonda ignoranza, ho guardato negli occhi il capo, mi posso sbagliare, anzi sicuramente mi sbaglio, ma non penso di aver interpretato male la paura che ho visto nei suoi occhi... penso che ci sia della preoccupazione, per l'incertezza della situazione, il non voler rischiare la propria incolumità e quella dei dipendenti, il voler attendere che le cose diventino un po' più chiare. Sono un'ingenua??? Boh, può essere, può pure essere che ho talmente tanta paura che quando ieri sono salita col capo a prendere delle cose che ho lasciato in ufficio martedì scorso, ho rivissuto quegli attimi di terrore ed ho pensato che non volevo morire sul luogo di lavoro...

1 commento:

Angela ha detto...

Via siamo vicini e se lo ritenete opportuno, la mia offerta è sempre valida: venite qualche giorno a Polcenigo, anche con tua mamma.
Non ci sono problemi. Ci organizziamo.
Non che il friuli non sia una terra ballerina, ma in questo momento è abbastanza ferma...
Devo dire che quando ti ho sentito al telefono alla sera ho veramente percepito la tua paura. Cerca solo di razionalizzare e di restare calma, vedrai che col tempo le cose si aggiusteranno.
Io mi ricordo il terremoto del settembre 1976 in Friuli e la sensazione è veramente forte...
un bacione grosso grosso
Angela
Vi voglio bene