mercoledì, giugno 13, 2012

Si fa finta...

Ufff... sono una delle tante professioniste del settore, siamo veramente in tante/tanti che facciamo finta di niente e cerchiamo di andare avanti. Non è che ci sia molto altro da fare, vorrei vedere come faccio ad andare indietro, la vita continua, le scosse pure, la paura cala molto lentamente, per poi ripresentarsi all'improvviso quando meno te lo aspetti. Questa è la vita dei terremotati... anche di quelli 'poco seri' come la sottoscritta... di quelli che, scosse permettendo, riesce persino a  dormire qualche ora. Quello è merito del fisico umano... prima o poi cede, e si deve mollare per qualche ora, comanda lui e tu non ci puoi fare niente. Due notti fa, all'orario notturno preferito da questo terremoto di cacca (circa le 4 di mattina...) siamo stati di nuovo svegliati da un 4.3, che ha la sua bella dignità... niente a che vedere con il primo, ma insomma... sarebbe ora che si vergognasse. Chissà perchè non mi ha sorpreso più del tot, qualche ora prima, quando mi ero coricata, me lo sentivo che ci saremmo 'squassati' e l'ho pure detto a Max, quindi... quando è arrivata la scossa mi sono spaventata ma non più di tanto, ho semplicemente aspettato che si fermasse, ho visto che non si era mosso nulla e poi siamo scesi in cortile per un breve controllino... Poi vabbè, mica ci si addormenta subito... nemmeno Max ci è riuscito e fino alle 5 siamo rimasti sul divano a controllare in internet la situazione e a cercare in tv qualche telegiornale dell'ultima ora...
Ci sono però diversi modi di affrontare questa situazione ed io ne ho un esempio di ogni tipo... Dalle mie indagini ho riscontrato che più ci si avvicina alle zone maggiormente colpite, più si incontrano persone impaurite, incapaci di rientrare nella loro casa nonostante sia agibile, e con il terrore negli occhi ogni volta che si accorge che qualcosa traballa più del normale. Non ci sono differenze di sesso, la paura non è solo per le mammolette, è una cosa che colpisce alla ceca, che dipende molto dal carattere delle persone e forse, anche dal fatalismo con cui, in generale si affrontano le situazioni della vita. Quando invece ti allontani un attimo, spuntano tutta una serie di personaggi che tendono a considerare la prima categoria una razza di fifoni ingiustificati, che pensa che si stia esagerando, che non capisce come anche una scossettina del cavolo del 3.4 possa farti battere forte forte il cuore. Io sono molto contenta per loro, davvero, contenta ed anche invidiosa, ma non li capisco fino in fondo, trovo che non sia giusto giudicare così duramente le persone che hanno paura, soprattutto in questa circostanza. Tra l'altro, questa baldanzosità non aiuta, per niente, fa crescere solo un po' di rabbia in quelli che si trovano più in difficoltà, facendo nascere anche brutti pensieri del tipo 'Vorrei proprio vederlo/a a fare il furbo/a se avesse perso la casa!!!'. Lo so che non è giusto, ma siamo fatti così, nel bene o nel male, siamo tutti l'uno diverso dall'altro e reagiamo alle circostanze estreme della vita come meglio riusciamo e possiamo. Poi c'è anche un'altra categoria, quella della 'via di mezzo', che ha una paura fottuta ma si fa forza (ed a volte anche violenza...), che tenta di andare avanti come meglio può, di svolgere i compiti di tutti i giorni impegnandosi a non pensarci in ogni minuto secondo. Il lavoro aiuta molto in questa cosa, il dover occuparsi per forza delle solite cose... anche, e l'arrivare alla sera sempre come degli stracci da lavare per terra ha un chè di consolante, quasi come ci si fosse guadagnato il diritto ad un po' di riposo. Io me ne sto lì, in quella fascia di mezzo, con un piede nella fascia dei 'disperati' ma il resto del corpo rimane ancorata a Max che non mi permette di farmi prendere dal panico. Dormo in casa (dormo è un parolone... ma insomma sto nel mio lettone), vado al lavoro ancora in una situazione da terremotata di lusso, mi occupo della mamma come al solito ed alla sera, se riesco faccio lunghe passeggiate a piedi dopo cena, nonostante gli occhi mi si chiudano e non veda nemmeno dove metto i piedi dalla stanchezza.
Venerdì sera, ultima notte che abbiamo passato da mamma, abbiamo avuto la brillante idea di andare a fare due passi in centro a Carpi. Avevamo ricevuto un messaggio da uno dei negozi del centro che ci avvertiva che la mattina successiva molti negosi avrebbero riaperto, quindi, senza starci molto a pensare volevamo fare due passi in centro... Non l'avessimo mai fatto!!! Io credo che non mi scorderò l'impressione che mi ha fatto vedere il centro completamente abbandonato!!! Gli accessi erano interdetti alle macchine e ovunque erano presenti agenti di polizia impegnati a bloccare il transito... e questo ci sta, me lo aspettavo, ma non credevo che tutti i palazzi fossero deserti, tutti chiusi e non perchè inagibili, semplicemente disabitati. Passeggiavamo per queste vie deserte, non si sentiva un rumore che fosse uno, la nostra voce rimbombava, uno scenario da brivido, ingiustificato e inaspettato dato che per il momento Carpi non è una delle città maggiormente colpite dal terremoto. Ad un certo punto, mentre cercavamo di ritornare al punto dove avevamo lasciato la macchina, ci superano due vigili in bicicletta, ci guardano, ci salutano e noi ricambiamo il saluto... li vediamo allontanarsi, piano piano, senza fretta, in questi vialoni che di solito sono tutto un brulicare di persone, soprattutto nelle serate estive... ridateci il nostro tran tran quotidiano, restituiteci la fiducia di stare nelle nostre case, di ricominciare a lottare per il nostro futuro... ora ci sentiamo un po' tutti come se ci avessero ridotti su una carrozzina e davanti a noi ci fossero solo scale...

3 commenti:

Sara... ha detto...

Ciao!
Io non so cosa voglia dire il terremoto, a parte un evento leggero da ragazza non ho mai provato questa paura.
Nessuno si può permettere di giudicare e chi lo fa è solo un superficiale. La paura è irrazionale e per tanto nn si riesce a fare nulla. Ridare la fiducia e la speranza in questa epoca è difficile, tutti hanno tutto e il pensiero di perderlo diventa devastante. Per questo io ho scelto di non avere nulla, l'attaccamento alle cose è deleteria.
Poi arriva la paura di morire, di "rimanere sotto" e questa è davvero difficile vincerla. L'ideale per superare il momento sarebbe riuscire a vivere un giorno alla volta, ma per qualcuno anche questo è un ostacolo insormontabile...
Ti auguro ogni bene possibile!
Un abbraccio!

Kylie ha detto...

Guarda ho paura anch'io che sono a centinaia di km da quelle zone. Mi sembra di sentire terremoti in continuazione!

Un abbraccio forte

Erica ha detto...

Io sono nell'epicentro ma dormo in casa dai primi di giugno al secondo piano e ci sto pure tutto il giorno per lavoro. La casa è agibile non abbiamo paura e quindi ci siamo ripresi la nostra vita normale.la scossa dell'altra notte l'abbiamo sentita.. Io mi son girata dall'altra parte e ho ripreso a dormire dopo un doveroso ma vaff... Le scosse continueranno a lungo, non ho intenzione di dargliela vinta finché si può!