martedì, giugno 19, 2012

Normalità...

E' una parola che si sente spesso in questi giorni, anzi, si parla solo di questo, di come ricominciare la propria vita per riportarla agli standard di prima... E' un discorso strettamente collegato al terremoto, i due argomenti fanno parte dello stesso pacchetto e se gironzoli per qualche posto un po' affollato ed allunghi le orecchie senti che tutti, ma proprio tutti, parlano solo di questo. La normalità mi sta un po' stretta, lo avrete già capito, non mi sto crogiolando in questa situazione di attesa post-traumatica, ma mi sembra quanto meno azzardato parlare di normalità. Non è normale avere più di 14000 sfollati che non includono tutte le persone che non stanno utilizzando le risorse della protezione civile, ma si sono organizzate diversamente a proprie spese (e vi posso assicurare che sono un bel po'...), non è normale preoccuparsi di tutte le persone che si trovano nelle tende con questo caldo atroce e non è nemmeno normale avere sempre in tiro il 'sito delle scosse' e leggere ciò che vedi come se fosti un esperto sismologo, facendoti venire un sacco di cattivi pensieri. Di normale c'è che qualcuno di noi sta lavorando come sempre ha fatto, con la punta delle orecchie sempre tesa ad ascoltare i rumori che provengono dall'esterno. Ho imparato che esistono tantissimi rumori che assomigliano al boato di un terremoto, mi sono abituata ad ascoltare il 'toom' sordo di una scossa sperando che non sia solo l'inizio ma la parte peggiore di qualcosa che sta già passando, e sto capendo che son ben lontana dal riuscire a non pensare a questa cosa, anche se continuo a perfezionare la mia arte del 'far finta di niente'...
Di normale non ci sta proprio niente, ogni giorno scopri che manca qualcosa della tua quotidianità: uno spaccio chiuso, una banca trasferita, un negozio chiuso fino a data da destinarsi, 400 persone che non hanno più un posto dove andare a lavorare e fanno a turno nelle strutture ancora agibili...  Questa è l'Emilia piegata in due, con tutte le persone che anelano ad una normalità, che vorrebbero archiviare questa esperienza per ricominciare, ma non se ne parla di chiudere questa pratica, le scosse sono diminuite, ma non cessate, non so se lo faranno mai, ma ci basterebbe anche smettere di percepirle, potremmo convivere con un continuo ribollimento stile pentolone di fagioli se non ce ne si accorgesse, ma purtroppo non è così. Siamo tutti, chi più chi meno, stanchi morti, abbiamo bisogno di dormire, di riposarci e se le settimane scorse era la paura a tenerci con gli occhi sbarrati al soffitto, oa è il caldo. Insomma non siamo mai a posto, ma non del tutto colpa nostra.
Ieri sera c'era l'Italia che giocava una partita di questi 'benedetti' europei, che già normalmente non considero molto, ma quest'anno proprio non me ne può fregar di meno. Beh, Max è stato fuori con i suoi colleghi a vedere la partita ed io mi sono organizzata con U. per stare fuori di casa il più a lungo possibile. Saremo rientrate verso le 23:30, tempo mezz'ora e proprio quando stavo per abbioccarmi sento il basculante del mio garage aprirsi. Il tato rimonta in macchina per entrare e dopo qualche secondo sento 'tooom'. Penso: 'Vuoi vedere che ha preso male le misure e mi ha smiccato la macchina???' il secondo successivo il condominio ondeggia e lì penso 'Eh no... voglio che sia potente ma mica può far muovere l'intero stabile!!!' Si balla dolcemente qualche altro secondo poi finalmente tutto si ferma... scendo dal letto, apro la porta d'ingresso e mi piazzo lì in attesa che il tato salga, che come niente fosse prende pure l'ascensore... Nel frattempo esce una mia vicina di casa, in una mano un cuscino ed una coperta (sì sì perchè non si sa mai che ti prendi un colpo d'aria!!!) e nell'altra l'Ipad. Non ci si saluta nemmeno, ci si guarda in faccia e lei semplicemente esclama 'Non si può vivere così e si fionda giù per le scale...'. Quando il tato spunta dall'ascensore mi vede lì, sulla porta di casa nella mia trucidissima camicia da notte e mi dice 'Che succede???' Niente tatone, che vuoi che succeda, una scossa della buona notte, che si vada a far benedire pure lei...

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