venerdì, giugno 08, 2012

Cellula di sicurezza

Venerdì... non è che ultimamente abbia molta importanza che giorno è... sono tutti uguali e tutti diversi, con l'ansia sempre molto alta, con un occhio sempre al 'sito delle scosse', con quel misto di 'anche oggi è andata...' e 'speriamo che stanotte non ci squassiamo'. Si rimpiangono quelle giornate noiose in cui si arrivava al venerdì sera stanchi morti con la prospettiva di dover fare le pulizie!!! Beh, questo è stato il mio terzo giorno di lavoro dalla scossa del 29. Siamo tornati a ranghi ridottissimi, in tutto siamo in 16, lo so per certo perchè tutte le mattine firmo un documento di presenza, una specie di appello. Siamo al primo piano della nostra palazzina, tutti assiepati in due stanze, con a disposizione un bagno, un distributore di bibite ed una macchina da caffè che è rimasta a secco (perchè anche la Dorando non ha più il deposito in zona ed ora le cose devono arrivare da Parma...). Tutto il resto è zona off-limits, con tanto di nastro rosso e bianco per indicare dove non andare... Nell'unica zona con controsoffitto (che è la cosa più pericolosa in caso di scossa...) è stata installata una 'cellula di sicurezza'. Mercoledì quando siamo entrati ci hanno spiegato che stare sotto questo robo è il punto più sicuro di tutta l'azienda, ed anche se all'inizio mi inquietava un pochino, ora mi sono quasi abituata. Solo che... sfasciata come sono, io credevo che fosse una cosa super seria, d'altronde la denominazione 'cellula di sicurezza' fa un certo effetto e solo il giorno dopo mi hanno rivelato che sono semplicemente due scaffalature prese dal magazzino... uhmmm... sarò ingenuotta nelle mie cose??? Beh, non è che poi le cose cambino tanto, mi hanno comunque detto che quei scaffali non si sa quanti quintali tengano, quindi continuamo a chiamarla con il suo nome super figo. Mercoledì mattina quando siamo arrivati, abbiamo recuperato 'velocemente' pc, monitor, tastiera e mouse dal nostro ufficio che si trova al secondo piano e qui regna davvero uno stato di abbandono da 'day after tomorrow'. Mette un po' soggezione lavorare in queste condizioni, soprattutto si balla di continuo ad ogni passaggio di camion, cosa che per inciso accadeva anche prima, ma che ora ci fa sussultare ogni volta!!! Eppure, faticosamente, con un orecchio sempre teso ad un possibile boato, con i nervi a fior di pelle che se ti cade l'agganciatrice si sentono delle imprecazioni fino in Tunisia... abiamo ricominciato... piano piano... senza troppa fiducia, ma facendo del nostro meglio. Sono stata brava in questi giorni, me lo dico da sola perchè non ero pronta a rientrare, perchè ho ancora una fottutissima paura, ma quando mi hanno detto che sarei dovuta venire, non ho pensato minimamente a dire di no, ho pensato che ce la dovevo fare, che non ero da sola e che, piano piano... ce l'avrei fatta. Sono orgogliosa di me, me lo dico da sola, anche se si tratta di niente in tutto, ma insomma... questa non è proprio una situazione 'normale'.
La cosa un po' ridicola ed inquietante allo stesso tempo è che dobbiamo rendere palese ogni nostro spostamento: se devi andare in bagno, se vai a prendere il caffè a pochi metri di distanza... e se hai bisogno di qualcosa che si trova al piano di sopra devi andarci accompagnata da uno dei capi. Gli estranei sono ammessi solo se accompagnati e sempre e solo nelle zone consentite.

Tutto il resto procede come al solito... il solito tran tran da terremotati... ma di quelli quasi tranquilli, non quelli da scossa di magnitudo 5, quelli che riescono più o meno a dirti anche di cosa si tratta, se una più vicina al 4 o al 3. Il mio cuore non si è per niente abituato, pompa da matti ogni volta che ne avverte una... soprattutto poi se questo succede di notte. La luce in una stanza della casa di mamma rimane accesa tutta notte, ed è la stessa stanza che ospitò qualche mese fà il mio papà, in quel paio di notti in cui rimase ancora con noi. Max non ne può più di stare lì dalla mamma, ed anche io ho bisogno di riappropriarmi della mia casa, di andare a vedere com'è la situazione... non so se è troppo presto, non so niente, so solo che mi mancano così tante cose, mi sento così 'in prestito' e soprattutto sono così stanca... L'ultima cosa non dipende da dove sto, ma dal fatto che dormo poco e male, e siamo in tanti ad essere in questo stato. Ma andiamo avanti... gironzolare per le vie del quartiere di mia madre mi da un certo sollievo, siamo ancora in tanti ad aver paura, tanti che vivono fuori casa e non perchè la casa abbia delle lesioni, solo per il fatto di non sentirsela di andare in casa. Io con la mamma sono stata 'costretta' a rientrare in casa quasi subito, troppo problematico farla dormire in macchina nelle sue condizioni, ma so solo io quello che mi è costato. Ragazzi, credevo di impazzire le prime notti... mi veniva da piangere di continuo ed ho passato ore ed ore con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto della camera tra le ombre di quella luce flebile che arrivava fin lì. L'unica consolazione è che sia Max che la mamma sono riusciti sempre a dormire qualche ora... una preoccupazione in meno per quello che mi riguarda.
Ah... da vera terremotata sapete cosa mi manca tantissimo??? La possibilità di starmene nel mio bagno con TRANQUILLITA'!!! Faccio la doccia alla velocità della luce, per non parlare del resto... che palle... terremoto di merda!!!

1 commento:

Kylie ha detto...

Mi dispiace molto, spero che le cose si sistemino presto.

Un abbraccio e buon inizio di settimana!