giovedì, giugno 28, 2012

Come se fosse venerdì...

Se il venerdì non si lavora, il giovedì diventa automaticamente venerdì, ma un bel venerdì, di quelli intensi... perchè poi ti aspettano tre giorni in cui il tuo pc rimane spento, il progetto rimane fermo e tutto va un po' in vacanza. Mi sto crogiolando nella prospettiva di farmi una giornatina di mare domani, poi sono pure pronta a rinunciarvi in qualsiasi momento se succede qualcosa, ma spero veramente di riuscirci... mi voglio spapparazzare, stile balenottera, su un lettino e muovermi solo per fare una passeggiata o andare a mangiare qualcosa. Ho comprato il solare nuovo per 'l'uomo che segue l'ombra...' e stasera, mentre il suddetto insieme all'amico di sempre si guardano la partita preparerò il borsino mare... Le nostre giornate di mare sono di una noia mortale, di quelle che le persone normali ti guardano e pensano che bisogna proprio essere fuori per desiderare cose del genere, ma per fortuna non siamo tutti uguali e ci vogliono pure i pelandroni da ombrellone a questo mondo... che sennò sai che pizza se fosse pieno solo di tutti quei super belli che sudano come bestie giocando a beach volley o con i racchettoni sotto il sole delle 11:30??? Noooooo... noi ci sia alza presto, si arriva prestino al mare (traffico permettendo) si fa colazione nel nostro solito barettino e poi si va in spiaggia, dopo aver comprato un paio di giornali... ci si increma tutti come se dovessimo farci allo spiedo e poi... ciao sai... ci si becca più in là, qualche frase che vola tra il lettino a favore del sole (il mio) e quello in perenne ombra (quello del tato). Frasi del tipo... 'Ho un piede al sole, mi devo spostare...' oppure 'Andiamo a fare una passeggiata???' Cose così... il cell sempre a portata di mano che la mamma mica la si dimentica... ma un totale e completo 'fancazzismo'!!! (non credo che sia una parola proprio polite...) Poi, dato che si tratta di rieviera adriatica, nessuno mi toglie l'immancabile piadina a mezzogiorno ed una mangiatina di pesce per il tatone alla sera... che in questo periodo in cui siamo al totale ingrasso, il cibo è diventato ancora più importante. Questa è l'unica grande tristezza dell'andare al mare, il doversi spogliare in mezzo a tante persone, che il sole non si riesce a prendere vestite di tutto punto. Avevo tanti progetti per questa estate, di rimettermi in forma and so on... avevo pure iniziato qualche mese fa con le intenzioni migliori e poi ci ho dato a mucchio, ed ora è uno sgarro dietro l'altro, per tutto il giorno, con una congiura globale intorno a me che è quasi imbarazzante. Persino le colleghe di lavoro ci si mettono offrendomi gelati alle quattro del pomeriggio, poi io vado a casa, ceno e dopo... ne arriva un altro (di gelati...). Avete presente l'espressione 'sapersi controllare'? o quell'altra... com'è che si chiama??? 'Forza di volontà?' uhmmm... devo andare su Wikipedia per vedere cosa significa, mi devono essere partiti definitivamente i neuroni relativi a queste argomentazioni. Poi non parlatemi di pane e pizza... meno male che la pasta non c'è quasi mai, ma le prime due cose sono veramente deleterie... Boh... che ne so... non ho nessuna possibilità di mettermi a dieta nell'immediato futuro, non so nemmeno se riuscirò ad uscire da questo tunnel di voracità che mi ha preso e di certo le mie prossime vacanze a Livigno ne risentiranno un bel po'. Perchè??? Facile... mettete 80 kili su per un sentiero di alta montagna, senza allenamento se non passeggiate da pensionata in località amene di pianura padana terremotata... cosa pensate che succeda??? Dopo tre passi ho il cuore che pompa come se fosse una locomotiva, invece di respirare rantolo ed alla sera della prima gita non riesco nemmeno a fare gli scalini per andare in casa, dal male alle gambe che ho. Per non parlare dei giorni successivi, acido lattico anche nei talloni... 
Ne parlavo anche ieri sera con un'amica, ci sono persone che ammiro tantissimo, che riescono a fare sempre un sacco di cose, ma proprio uno squanterno... Hanno figli, un lavoro, vanno in palestra, hanno amiche con cui escono, si occupano della casa, dello stiro, del marito, del vicino di casa... ma come fanno??? ma dove trovano il tempo per fare tutte queste cose??? Io che ho solo il lavoro, un marito, una mamma leggermente in difficoltà ed una casa e mezzo... se mi concedo la passeggiata serale con tanto di vicina di casa e cagnolina adorabile sono al top della 'bravitù'... Sono io che sono lofia o c'è qualcosa che mi sfugge??? Non è che queste super donne hanno un segreto che io non conosco??? e se è così, non lo sanno che potrebbero diventare migliardarie vendendo tale segreto alle sfigate come la sottoscritta??? Alcune persone mi dicono che basta organizzarsi... boh, sarà pure vero ma le ore della giornata non sono infinite, ed anche se mi affretto a fare le cose, vedo che rimango sempre indietro, com'è sta storia???

martedì, giugno 26, 2012

Cercasi disperatamente...

... una parrucchiera che se la tiri meno!!!

Ecco, l'ho detto, devo assolutamente trovare una sostituta, dopo 15 anni di fedeltà incondizionata, devo darci a mucchio!!! Telefono stamattina per prendere un appuntamento, oggi è martedì, ok? 'Ciao, avrei bisogno di mettere a posto il taglio e fare messa in piega, ci sarebbe un posticino per giovedì della prossima settimana dopo le 17:30?' (non di QUESTA settimana!!!) 'Eh, no mi dispiace non c'è un buco' 'Allora questo giovedì sera?' 'Peggio ancora...' 'Venerdì di questa settimana a qualsiasi ora che sono a casa dal lavoro?' 'eh... no non c'è posto' 'Quindi dimmi tu quando hai tempo' 'Avrei tempo venerdì della prossima settimana verso le 18:00'
Alchè uno pensa... porca miseria hai beccato la parrucchiera della regina d'Inghilterra??? Così impegnata uno si aspetta di avere a che fare con uno stilista del capello super affermato ed invece dovreste vedere... un negozio di quelli vecchio stampo di campagna, con questo stanzone unico molto squallido che non gli daresti nemmeno due centesimi. Alla fine ho deciso di accettare l'appuntamento per venerdì, ma mi è venuto un nervoso marcio... è mai possibile che pago e mi devo anche adeguare a quando ha posto lei??? Immagino che se fossi una cliente di quelle che ci vanno tutte le settimane ci sarebbe stato un posticino anche per me... che poi, essere là per le 18:00 significa non venire a casa prima delle 21:00... e per un semplice taglio!!! Voglio una parrucchiera BRAVA, PUNTUALE, VELOCE e DISPONIBILE!!! Lo so che l'erbavoglio non cresce nel giardino di nessuno, però insomma... che palle... per quelle 4 volte che ci vado all'anno... forse è propri per questo... Comunque non ho ancora deciso se alla fine ci andrò, potrei anche dargli buca, così impara, che se tutto va bene il sabato successivo parto, e quel venerdì ha l'aria di poter diventare molto ma molto impegnato.
Che poi mi è capitato di passare da questa benedetta parrucchiera qualche sera, un po' di tempo fa, e non c'era mai un cane morto, vuoi vedere che vogliono andarci tutte quando decido di andarci io??? Lo so che le donne difficilmente rinunciano alla parrucchiera, ma in questi ultimi tempi, ho avuto a che fare con tante persone anziane che fino a l'anno scorso andavano a farsi fare la piega tutte le settimane e non ne ho trovato una che continui in questa sana abitudine. Tutte mi hanno detto che con la loro pensione non se lo possono più permettere, quindi si arrangiano, c'è chi si fa fare la messa in piega dalla figlia (anche se non è capace...) come fa mia madre, c'è chi si fa la tinta fai da te... ma tutte ci vanno il minimo sindacabile... quindi la domanda nasce spontanea: 'La mia parrucchiera è l'unica che ha accalappiato tutte le nonnine 'bene' della bassa???' Sto scherzando, ovviamente, però devo fare qualcosa ed avrei già trovato una degna sostituta ma ho paura... e se poi mi rovina il taglio e faccio schifo??? Ci devo pensare su... e magari prendere il coraggio a quattro mani... in fondo i capelli ricrescono anche a me... anche se molto più lentamente che alle persone normali...

Sono insofferente...

Sì, proprio non ne posso più... sono insofferente ed anche un po' stizzita, oltre che stanca morta come al solito. Ed è solo lunedì, ed anche questo mi fa incavolare, non si può essere già a livello di guardia dopo un giorno di lavoro. Tutto questo stress, tutto questo parlare di cassa integrazione, di terremoto, di europei... insomma il mondo è finito qui, questi sembrano essere gli unici argomenti trattabili ed io non ne posso più!!! Anelo un sano e totale silenzio, una vita fatta di ignoranza totale, dove non esiste il 'cucchiaio di Pirlo' ma non esiste nemmeno 'ma chissà che caldo che c'è nelle tendopoli'. Per non parlare di 'vedrai a settembre che ci mettono tutti in cassa'... Che palle... A parte la storia degli europei che non me ne può fregar di meno, sono molto sensibile agli altri due argomenti, ma sono stanca, anche se non ne ho il diritto, ho bisogno di riposo, di rilassarmi, di diminuire questo stato d'ansia perenne. Mi appoggio ad una delle tramezze dell'ufficio, questa vibra perchè chiudono una porta ed io sussulto come se fosse l'inizio di una scossa... poi guardo i monitor e quelli sono belli fermi e ricomincio a respirare. Ma si può vivere così? Oh... sì, eccome se si può, anzi diciamo che va grassa...

Questo è quello che avevo scritto ieri sera, poi sono stata distratta da altro ed è rimasto nelle bozze... oggi è un altro giorno, tutto da scoprire e da lavorare, pieno zeppo dei soliti impegni quotidiani. Ieri ero molto incavolata anche con me stessa perchè è un periodo che non ne combino una giusta, ogni azione ha bisogno di una 'spinta' in più, come quando si fanno le cose a metà. Il bello è che non è vero che le faccio a metà, la mia intenzione è quella di farle bene e basta... quindi il verdetto è solo uno 'Sono una sfasciata!!!'. Ieri a mezzogiorno avevo appuntamento alla CNA per il ritiro dei 730 mio e della mamma. Vado e parcheggio così, un po' come capita, non c'era un posto decente nemmeno a pagarlo... e mi avvio su per le scale che portano agli uffici. Quando arrivo dentro, c'è la ragazza che mi aspetta e mi dice di accomodarmi nella sedia che sta di fronte alla sua scrivania. Sì, sotto a quella montagna di carte ci deve essere per forza una scrivania, io un caos così non l'ho mai visto, nemmeno sulla scrivania della mia collega dell'amministrazione che 'cagno' di continuo per il suo disordine. Lei vede il mio sguardo perplesso e mi dice che sono messi da panico con la storia del terremoto, che molte filiali della bassa sono state chiuse e le colleghe sono state dislocate negli uffici ancora aperti con tutta la loro documentazione, quindi le scrivanie sono diventate dei porti di mare, dei punti di appoggio per incartamenti. Non oso immaginare il casino... con le dichiarazioni dei redditi che sembrano non essere state prorogate, tutti i documenti necessari per farle... mi pare di vedere il delirio. Vabbè, dopo la consegna delle due cartelline, e di altra documentazione inerente l'affitto dell'appartamento, mi fa firmare una serie di fogli appoggiandomi su una pila di cartelline multicolor alta 25 cm, poi prendo la roba ed esco... quando arrivo dalla mamma non mi manca la cartellina del suo 730???? :-( Subito ho pensato... 'Dai è impossibile, l'ho lasciata in macchina..' ehhhh, sì... mia nonna, l'ho proprio lasciata in quel caos. Così al pomeriggio ho ritelefonato e la ragazza mi ha detto che se n'era accorta e l'aveva già inserita nei documenti necessari per fare la dichiarazione del papà, che non è un 730, si chiama Unico e per il quale invece esiste una proroga. Ecco sono sfasciata così, non lo faccio apposta, ma è così, una tristezza mai vista, non riesco a fare niente al primo colpo, ci devo sempre spingere dietro... ufff...
Pazienza, andiamo pure avanti... alla scoperta dei danni che combinerò oggi...

venerdì, giugno 22, 2012

Si può???

No è che insomma... qui si schiatta dal caldo e per fortuna che i condizionatori vanno, poi ti vengono quelle malsane idee di andare a vedere che tempo fa a Livigno e cominci a guardare 'sbavando' le varie webcam... nooooooo, mica si può fare certe cose, dovrebbero fare un filtro: 'Sei terremotata stanca morta e con un caldo assurdo??? ti è vietato l'accesso al sito fino a data da destinarsi!!!' Ed invece no, invece ecco che spunta un campanile intatto (che già vedere edifici non lesionati è una cosa che ti fa battere il cuore...) ed un cielo di un azzurro intenso con tanto di piccole e soffici nuvolette bianche... Poi uno pensa... 'Vabbè c'è una bella giornata ma un freddo porco!!!!' Manco questo, le massime sono 21° che, fidatevi, si sta da DIOOOOOOOO... si gira con la maglietta maniche corte ed un pile leggero nello zainetto, scarpe Salomon e un paio di pantaloni leggeri elasticizzati Quechua. Allora tutta questa sofferenza va condivisa, eccovi la foto, così, se siete amanti della montagna, sbavate un pochino pure voi. :-D


Ma secondo voi, se di fianco al borsino denominato 'kit del piccolo terremotato' comincio a tirare fuori le cose che voglio portarmi a Livigno è troppo presto??? Il buon senso mi dice di sì, però potrei almeno infilare gli scarponcini da trekking in macchina, insomma, dare una parvenza di partenza... che dite? quando parto? se tutto va bene il 7 di luglio, ci mancano due settimane... bada come suona bene!!! solo altre due settimane di sofferenza e se 'teniamo a botta' ci togliamo un pochino da questa terra tremolante... Lo so che porta sfortuna parlarne in anticipo, però davvero, ho bisogno di trovare 'un pensiero felice' qualcosa da focalizzare in questi giorni così lunghi e faticosi... e soprattutto in queste notti quasi sempre insonni... che poi vorrei anche dire una cosa... si può denunciare la TIM che ti invia il messaggio di credito quasi terminato alle due di notte??? Porca miseria, a momenti mi viene un infarto stanotte... ho sempre il cell a meno di 20 cm dalla testa, ricevere un messaggio in piena notte è veramente pericoloso per le coronarie... (per inciso Max non ha sentito niente... ma dorme nello stesso letto??? a volte mi viene da pensare che vi giace solo il suo corpo mentre la sua anima gira per il mondo...)

A proposito, quest'anno cambiamo appartamento, il nostro solito non è utilizzabile perchè la padrona di casa sta rifacendo il tetto... poco male, conosco anche quello in cui saremo quest'anno, e se mi ricordo bene è bellissimo, leggermente più lontano dal centro (si parla di un centinaio di metri in più, una cavolata), e in una casa praticamente nuova...

... e mentre scrivo queste cose ecco che arriva una telefonata da mio fratello... un cicalino in sottofondo a me conosciuto, quello tipico della retro di un'ambulanza. 'Volevo solo avvisarti che non siamo andati via...' (aveva programmato un weekend al mare, così per rilassarsi un pochino, dato che martedì è stato dimesso suo suocero dall'ospedale...) 'Cosa è successo???' 'Siamo all'ospedale con I. (il suocero) da quando è stato dimesso non riprende conoscenza...' Uffa... poveretto, è da ottobre dell'anno scorso che sta sempre peggio, Parkinson allo stadio avanzato. Infermo a letto da mesi, con il terremoto si è molto agitato e lo avevano ricoverato in un ospedale leggermente fuori dalla zona più colpita, dove sembrava lo avessero stabilizzato per bene... 'Stai vicino alla mamma, perchè mi sa che ormai ci siamo...' Nessun problema ci sto vicina sì... sarà dispiaciuta un sacco pure lei, anche perchè I. ha cominciato a peggiorare proprio quando è venuto a mancare mio padre, ed è stata sempre una discesa, un andare sempre un pelino peggio... Non si sa cosa dire in queste situazioni, non c'è molto da dire... aspettiamo e vediamo... forza I., facciamo tutti il tifo per te!!!

giovedì, giugno 21, 2012

Una notte ogni tanto...

... dormo!!! Tipo 4/5 ore di seguito, che per me è un vero record... di solito succede quando proprio il mio fisico non ne può più e la stanchezza ha il sopravvento su tutto il resto. Stanotte è stata una di quelle, dopo aver aspettato la scossa della 'buonanotte' fino verso la mezza, ci abbiamo rinunciato e ci siamo coricati, con la consapevolezza che potevamo essere svegliati in qualsiasi momento. Poi, tutto è diventato nero, mi sono lasciata cullare dal rumore costante della modalità 'sleep' del condizionatore, il libro che avevo tra le mani mi è caduto sul naso ed ho spento la luce. Stamattina, quando è suonata la sveglia, ho avuto un attimo di incertezza... 'Cos'è questo suono fastidioso???'... poi l'ho riconosciuto e Max è sceso dal letto per spegnerla, accendendo come sempre la luce grande in camera; io davvero uno di questi giorni glielo faccio uno scherzo... smonto l'interruttore che sta dalla sua parte e scollego i fili... almeno deve arrivare alla porta per accenderla ed ho la possibilità che si sturli... ah no, dimenticavo, ora non più... ci sono sempre tre o quattro fesse nella tapparella della camera da letto, non riesco più a mettermi a letto con tutto chiuso, mi sale il panico.
In mattinate come queste, mentre cerco di svegliarmi i miei pensieri sono sempre gli stessi: posso fingermi malata e rimanere a casa stamattina? posso andare al lavoro un po' più tardi? poi mi dico che non mi sono ancora reimposessata del tutto della mia casa, che non ci sto tanto bene da sola, quindi lasciamo perdere, è meglio andare in ufficio, a soffrire insieme agli altri, io che un ufficio per fortuna ce l'ho... uffa uffa uffa... non si ha nemmeno più il diritto di sentirsi stanchi, di volere le ferie, che ve lo dico a fare, lo sapete pure voi!!! Beh, io ne avrei bisogno di queste benedette ferie, e per noi questa parola vuol dire solo una cosa: 'ANDARSENE LONTANO DA CASA'. Perchè adesso vi svelo un segreto... che poi è un segreto di pulcinella... Molti miei colleghi sono tornati lunedì scorso, la maggior parte incavolati neri perchè hanno fatto qualche settimana di cassa, altri innervositi dal fatto che sono stati lasciati in stand by giorni interi con la prospettiva di rientrare al lavoro nell'immediato futuro. Ma tutti quelli che ho visto, al di là di questo, si sono RIPOSATI, molti si sono allontanati da queste zone per andare in riviera, nemmeno tanto lontani, ma almeno le scossettine del 3.x non le hanno sentite e i nervi ne hanno goduto... Ecco, anche io sono stata a casa alcuni giorni, per la precisione dal 29 maggio al 06 giugno... e quando sono tornata, mi sentivo come se mi avessere asfaltato con una jeep della protezione civile!!! In quei giorni non solo non mi sono spostata da nessuna parte, ho passato tutto il tempo da mia madre, a suo completo servizio, 24 ore su 24, non c'è stato un attimo di tregua, il tutto condito con l'ansia, la paura, il tormento di non essere a casa... ed anche quella settimana passata in ufficio, trincerata in due stanze, non ha fatto altro che far salire la tensione. Quindi sì, ho bisogno di stare in ferie, ma lontano da qui, ed anche se so che sarò in pensiero per la mamma... penso che tra tutti noi lei sia quella che si sente più al sicuro, sempre guardata a vista da qualcuno, che sia un figlio o un vicino di casa...
Vabbè, allora aspettiamo... e vediamo... sognamo pure un pochetto... volete sapere cosa sogno ad occhi paerti in questo momento??? lo volete sapere??? Beh, mo ve lo dico... allora io sogno di potermi mettere d'accordo con l'azienda per cui lavoro per fare un mesetto in cui posso lavorare da casa, sul mio portatile... ma sì tipo tutto il mese di luglio... ho un argomento da terminare abbastanza impegnativo, so cosa devo fare, se ho dei dubbi posso sentire in chat o via email il mio capo progetto... non ho tanti altri problemi. Ecco con una situazione del genere, prendo su la mamma e me ne vado a Livigno un mese!!!! Sì, me ne vado al fresco e ve lo posso assicurare, vado a lavorare, ma in un ambiente meno stressante, mi ci vedo alla grande, con il mio zainetto con dentro il pc, al mattino andare in passeggiata con la mamma, fermarsi su un tavolino da picnic ed io mi metto al lavoro, lei legge un giornale e respira aria buona (quella è gratis per tutti). Poi vabbè... c'è una giornata piovosa??? chissenefrega, si sta in casa, lei guarda un po' di tv ed io lavoro e poi ci si veste bene e si esce anche se fa freschino... vedi te, come andrebbe con le sue stampelle al fresco, me la vedo... non sentirebbe nemmeno più i dolori all'altra anca... In tutto questo sogno porterei volentieri anche Max, ma per lui credo ci sarebbero maggiori problemi a lavorare da casa... Comunque è un bel sogno, no??? un sogno un po' così se volete, ma bello una cifra... Lo facevo anche da ragazzina quando studiavo, mi ci vedevo su quella stessa panchina a studiare Analisi I, ma non l'ho mai fatto, rimarrà una di quelle cose che non potrò mai fare... una delle tante... ma sognare, ragazzi, non costa niente, ogni tanto fa pure bene al cuore...

mercoledì, giugno 20, 2012

Senza titolo

Non è obbligatorio che tutti i post che scrivo abbiano un titolo, anche se di solito, quando inizio a scrivere so già di cosa voglio parlare ed un titolo nella maggior parte dei casi, posso trovarlo... ma oggi no, oggi non so dove andrò a parare... ho una tale confusione in testa, tanti pensieri... Lo so che non ci sta niente di strano; quando mai la Gianchy non frulla come una deficiente? Beh, sarà il caldo, sarà la stanchezza, saranno le nottate praticamente in bianco e poi sarà questo 'benedetto' terremoto, ma mi sembra di scoppiare. Ieri sera Max mi ha raccontato la situazione di una ragazza che lavorava con lui fino a qualche tempo fa e che ora sta con un suo collega. Me ne ha parlato perchè la sua situazione è un incubo che sarebbe potuto essere il mio: papà malato terminale di tumore al rene ricoverato a Modena, mamma che si è rotta una gamba ed ora è in trazione all'ospedale di Correggio. Lei, figlia unica non lavora più... passa le sue giornate correndo da un'ospedale all'altro, perchè, in questo momento così difficile, non ha potuto nemmeno trasferire uno dei due nella stessa struttura dell'altro. Come se non bastasse, i discorsi che Max ha sentito dal suo collega l'hanno fatto tornare indietro nel tempo, le stesse frasi che aveva sentito da me l'anno scorso... tipo 'Ha solo due mesi...' oppure 'E' la malattia che porta a questa spossatezza'... insomma una specie di deja vu. Beh, se tutti questi discorsi dovevano avere l'effetto di risollevarmi, non hanno purtroppo esordito il loro effetto, mi hanno solo messo una tristezza infinita e sono pure dispiaciuta per la situazione di questa ragazza, che essendo figlia unica, non ha nemmeno un fratello con cui accapigliarsi... Lo so che c'è sempre di peggio, quante volte ce lo siamo detti, quante volte l'ho pure scritto su queste pagine, ma sono giorni ormai che non faccio che pensare a questi ultimi 7 anni e facendo un piccolo bilancio le cose hanno iniziato ad andare maluccio e piano piano, quasi impercettibilmente, hanno sempre continuato ad andare peggio... Il trend sta continuando, non sembra volersi arrestare, poi le persone possono pensare quello che vogliono, ma questa è la mia situazione, oggettiva, senza tanti fronzoli o lamentele. Non posso dire... 'ci mancava solo il terremoto' come dice spesso mia madre, io penso semplicemente che sia un tassello in più, un'altra tacca verso il peggio. La malattia del papà, i problemi alle anche della mamma, il mio matrimonio così... per usare un eufemismo... 'parcheggiato'... il tempo che passa... tante tante cose perse... ed una vita talmente tanto piena di impegni e di cose da fare da non avere mai tempo per me stessa. Piano piano, se analizziamo le cose, sto perdendo tutto... piano piano, in modo silente, un pezzetto alla volta... invece di costruire qualcosa in questi 7 anni ho solo perso per strada delle cose, un po' come pollicino con le molliche. E la perdita continua... non è ancora finita, l'unica cosa che mi sento di non stare perdendo per il momento è la mia vita, ma solo perchè probabilmente ho ancora delle cose da fare, delle perdite da subire e sarebbe troppo bello, perdersi delle occasioni così... Eh, lo so, non sono discorsi da fare, ma che ci volete fare, sono arrivata fino a qua, ed ho solo paure a farmi copagnia, ho ancora tante cose da perdere e in queste settimane sono state messe in discussione anche le poche certezze che avevo. Se le cose non cambiano velocemente ed il cosiddetto trend di cui vi parlavo continua in questo verso, non so bene quanti altri mesi/anni mi aspettano di pena e paura ed anche se tutti mi dicono che sono una persona forte e ce la farò, sempre di più mi sto convincendo che le prossime mazzate potrebbero essere davvero le definitive. Di cosa ho paura? Di perdere la casa, di perdere il lavoro, di perdere l'amore della mia vita perchè gli diventa insopportabile la vita insieme a me, ho persino paura di ammalarmi, perchè so di non essere forte come tutti credono e non riuscirei ad affrontare una prova di questo tipo come ci si aspetterebbe e poi ho paura della solitudine, di rimanere sola... preferirei mille volte morire piuttosto di vivere completamente abbandonata. Un tempo, a pensarci ora sembrano passati secoli, pensavo fermamente che le paure si potessero 'combattere' con delle azioni, che se ci si impegnava si poteva ottenere qualsiasi cosa... ora non solo non ci credo più, penso piuttosto che tutti abbiamo una nostra strada assegnata, possiamo lottare quanto vogliamo per cambiare direzione, ma prima o poi la imbocchiamo di nuovo, a volte anche incosciamente. E poi viene il momento in cui è troppo tardi per cambiare, troppo tardi per qualsiasi cosa e resta solo la rassegnazione, quella corsa sul posto che non ti porta da nessuna parte.

Ieri S. mi ha passato il link a questo video, l'ho guardato più di una volta, vi si vedono luoghi che conosco, mi ha fatto emozionare, per non dire piangere, e ve lo riporto qui sotto, ma non per farvi rattristare... ha quell'effetto solo su di me, perchè in realtà è un grido di speranza, è un voler parlare della nostra terra, che pur tremante, ha sempre una forza innata inimmaginabile...


martedì, giugno 19, 2012

Normalità...

E' una parola che si sente spesso in questi giorni, anzi, si parla solo di questo, di come ricominciare la propria vita per riportarla agli standard di prima... E' un discorso strettamente collegato al terremoto, i due argomenti fanno parte dello stesso pacchetto e se gironzoli per qualche posto un po' affollato ed allunghi le orecchie senti che tutti, ma proprio tutti, parlano solo di questo. La normalità mi sta un po' stretta, lo avrete già capito, non mi sto crogiolando in questa situazione di attesa post-traumatica, ma mi sembra quanto meno azzardato parlare di normalità. Non è normale avere più di 14000 sfollati che non includono tutte le persone che non stanno utilizzando le risorse della protezione civile, ma si sono organizzate diversamente a proprie spese (e vi posso assicurare che sono un bel po'...), non è normale preoccuparsi di tutte le persone che si trovano nelle tende con questo caldo atroce e non è nemmeno normale avere sempre in tiro il 'sito delle scosse' e leggere ciò che vedi come se fosti un esperto sismologo, facendoti venire un sacco di cattivi pensieri. Di normale c'è che qualcuno di noi sta lavorando come sempre ha fatto, con la punta delle orecchie sempre tesa ad ascoltare i rumori che provengono dall'esterno. Ho imparato che esistono tantissimi rumori che assomigliano al boato di un terremoto, mi sono abituata ad ascoltare il 'toom' sordo di una scossa sperando che non sia solo l'inizio ma la parte peggiore di qualcosa che sta già passando, e sto capendo che son ben lontana dal riuscire a non pensare a questa cosa, anche se continuo a perfezionare la mia arte del 'far finta di niente'...
Di normale non ci sta proprio niente, ogni giorno scopri che manca qualcosa della tua quotidianità: uno spaccio chiuso, una banca trasferita, un negozio chiuso fino a data da destinarsi, 400 persone che non hanno più un posto dove andare a lavorare e fanno a turno nelle strutture ancora agibili...  Questa è l'Emilia piegata in due, con tutte le persone che anelano ad una normalità, che vorrebbero archiviare questa esperienza per ricominciare, ma non se ne parla di chiudere questa pratica, le scosse sono diminuite, ma non cessate, non so se lo faranno mai, ma ci basterebbe anche smettere di percepirle, potremmo convivere con un continuo ribollimento stile pentolone di fagioli se non ce ne si accorgesse, ma purtroppo non è così. Siamo tutti, chi più chi meno, stanchi morti, abbiamo bisogno di dormire, di riposarci e se le settimane scorse era la paura a tenerci con gli occhi sbarrati al soffitto, oa è il caldo. Insomma non siamo mai a posto, ma non del tutto colpa nostra.
Ieri sera c'era l'Italia che giocava una partita di questi 'benedetti' europei, che già normalmente non considero molto, ma quest'anno proprio non me ne può fregar di meno. Beh, Max è stato fuori con i suoi colleghi a vedere la partita ed io mi sono organizzata con U. per stare fuori di casa il più a lungo possibile. Saremo rientrate verso le 23:30, tempo mezz'ora e proprio quando stavo per abbioccarmi sento il basculante del mio garage aprirsi. Il tato rimonta in macchina per entrare e dopo qualche secondo sento 'tooom'. Penso: 'Vuoi vedere che ha preso male le misure e mi ha smiccato la macchina???' il secondo successivo il condominio ondeggia e lì penso 'Eh no... voglio che sia potente ma mica può far muovere l'intero stabile!!!' Si balla dolcemente qualche altro secondo poi finalmente tutto si ferma... scendo dal letto, apro la porta d'ingresso e mi piazzo lì in attesa che il tato salga, che come niente fosse prende pure l'ascensore... Nel frattempo esce una mia vicina di casa, in una mano un cuscino ed una coperta (sì sì perchè non si sa mai che ti prendi un colpo d'aria!!!) e nell'altra l'Ipad. Non ci si saluta nemmeno, ci si guarda in faccia e lei semplicemente esclama 'Non si può vivere così e si fionda giù per le scale...'. Quando il tato spunta dall'ascensore mi vede lì, sulla porta di casa nella mia trucidissima camicia da notte e mi dice 'Che succede???' Niente tatone, che vuoi che succeda, una scossa della buona notte, che si vada a far benedire pure lei...

lunedì, giugno 18, 2012

Buon compleanno papà...

Sì, oggi avrebbe compiuto 79 anni e per me è una giornata molto triste... Un'altra giornata di quelle 'Faccio finta che vada tutto bene' e soprattutto non dico niente a nessuno di questo. Nemmeno a mia madre che non so se consapevolmente o meno... è tutt'oggi e rompe le scatole in una maniera esagerata!!! Chissà se lo sta facendo anche per distrarsi da questo evento che non può nemmeno 'festeggiare' con una visita al cimitero, dato che è ancora chiuso a causa del terremoto... io di certo non ho intenzione di tirar fuori l'argomento, cerco solo di far terminare alla svelta questa bruttissima giornata...
Un anno fa, proprio esattamente il 18 era un sabato ed ero riuscita ad organizzare una serata a mangiare il pesce con tutta la famiglia. Me lo voglio ricordare così in questo momento, a capotavola, da un lato la mamma e dall'altro Max che per tutta sera gli ha pulito il pesce e lui se lo è magnato con una serenità ed un gusto che poi non gli ho più visto. Purtroppo mi vengono gli occhi lucidi, non ci sta niente da fare, anche se il ricordo è molto bello, sono in sofferenza, mi manca sempre molto, cerco di non pensarci ma tutte le volte che mi trovo in difficoltà vorrei che ci fosse, che mi consigliasse, che mi dicesse, nel bene e nel male, cosa pensa. In questo periodo così difficile, in cui la paura è stata la protagonista, so benissimo che poteva essere un problema dovermi occupare anche di lui, soprattutto da come si erano messe le cose negli ultimi tempi, ma nonostante questo sono convinta che mi avrebbe aiutato, almeno ci sarebbe stato, mi avrebbe consigliato... che ne so... non ci sta niente da fare, se una persona ti manca... ti manca. 
Invece eccomi qua, a scrivere una paginetta del mio diario, con le lacrime che spuntano ma che non cadranno su un foglio di carta come si faceva quando i diari erano 'reali'... rimane lì, impigliata tra le ciglia, consapevole ci cosa sarebbe potuto essere e di cosa ho perso... e soprattutto di cosa sarò ancora destinata a perdere se non me ne andrò prima degli altri. Speriamo... speriamo che possano passare ancora anni, speriamo che quella rompiscatole della mamma continui a torturarmi ancora per un bel po', con tutte le sue lagne e con le mie di rimando, perchè in fondo la vita è così, no??? Solo quando non ci siamo più non possiamo più lagnarci di niente...

Papà, Buon Compleanno, se è vero che ci sei e che vegli sui tuoi cari, passa di qua, c'è un bacio che ti aspetta... come tu probabilmente aspetti di rivederci tutti...

venerdì, giugno 15, 2012

Ricordi...

Nei giorni successivi a quel famigerato 29 la sottoscritta non riusciva a stare in nessuna casa, già lo sapete, voi che mi continuate a leggere... e noi due (io e il tatone) eravamo in pianta stabile da mamma. Si passava fuori tutto il giorno, la maggiorparte del quale in giro in macchina che è stata la cura migliore che ho trovato contro l'ansia (forse solo perchè non ero in macchina durante la scossa peggiore...) ed alla sera, quando le ombre calavano, veniva il momento più brutto. Una sera, non mi ricordo nemmeno più quale... non riuscivo proprio a mettermi nell'ottica di andare a coricarmi, di entrare nella casetta a piano terra della mamma... e tergiversavo in cortile, seduta su una sedia da giardino insieme a due dei miei affetti più cari: il tatone e la mamma. Entrambi avevano capito benissimo il mio stato d'animo e non mi dicevano niente, se ne stavano lì a chiacchierare come se non fosse mezzanotte passata, come se fosse la cosa più normale del mondo ed io lo so benissimo che lo facevano per me, che stavano morendo di sonno entrambi, ma non me lo hanno mai fatto pesare.
Comunque, nelle ore precedenti, anche se non ricordo per quale motivo... io e il tatone parlavamo che quella situazione di disastro forse poteva assomigliare alla guerra, con l'aggravante che quando il terremoto arriva non c'è modo di saperlo un poco in anticipo, non ci sono sirene che suonano per annunciare un bombardamento aereo. Così, quella sera, non so nemmeno perchè, chiesi alla mamma se si ricordava qualcosa di quell'epoca, anche se lei è del 36 e quindi era solo una bambina... Lei ci ha raccontato che si ricorda molto bene il periodo a ridosso della liberazione, le sirene che annunciavano un passaggio aereo imminente e loro bimbi che venivano tirati giù dal letto in piena notte per andarsi a riparare in un buco che il nonno aveva fatto un poco distante dalla casa, una specie di bunker 'casalino'. C'era un solo buco di accesso che il nonno copriva con delle assi di legno una volta che tutta la famiglia era al riparo e ci si stava delle ore lì dentro, in attesa che la situazione rientrasse nella normalità. Poi, durante il periodo della liberazione, erano i partigiani che passavano ad avvisare che arrivavano i tedeschi in ritirata o gli americani e in quel caso non usavano il 'bunker' ma un riparo nella stalla fatto di 'balle di fieno' dietro alle quali si nascondevano tutti. Mamma mi dice che il fieno fermava eventuali pallottole che venivano sparate a raffica all'interno di tutti gli ambienti, così alla ceca e non so se è una cosa vera oppure un suo ricordo di bimba un po' offuscato, fatto sta che si rintanavano dietro a questo rifugio e stavano zitti zitti senza far rumore per non svelare la loro presenza. A quei tempi il nonno si faceva aiutare da una famiglia di contadini e in queste occasioni anche loro venivano ospitati in questi rifugi, ma la mamma si ricorda di un evento in cui il capo famiglia si era rifiutato di nascondersi e se ne era stato placidamente seduto sulle scale che portavano al piano rialzato del fienile, convinto che al coperto non gli potesse succedere nulla. Sfortunatamente fu colpito, anche se solo di striscio da un proiettile e dopo andò piagnucolando dal nonno a implorarlo di accoglierlo nel rifugio... Come si ricorda molto bene quando la sua mamma accolse in casa un tedesco ferito gravemente ad un polpaccio, un ragazzo che avrà avuto sì e no 20 anni e che stava perdendo molto sangue. La nonna se ne occupò, lo ospitò una notte in casa medicandolo come meglio poteva e dandogli dei vestiti puliti del nonno, dopo di che, la mattina successiva, alle prime luci dell'alba il ragazzo lasciò la loro casa, ringraziandola tantissimo 'Grazie mamma...' le diceva, mia madre si ricorda che avrà ripetuto un milione di volte questa frase...

Storie così, di una vita che sembra lontana mille miglia da quella odierna, con paure che tutto sommato però sono sempre molto attuali. Ci vuole un attimo per piombare in un incubo, per sconvolgere per sempre la vita delle persone, non torneremo più ad essere quelli del pre-terremoto, come tutti quelli che hanno vissuto una guerra sanno cose che noi non possiamo nemmeno immaginare... Andremo avanti, ricominceremo a vivere senza stare sempre in questa apnea, questo me lo aspetto e ci credo... ma il ricordo rimarrà, la sensazione di impotenza che certe situazioni ti trasmettono non ci abbandonerà più. Spero tanto, che col tempo, possiamo tutti trarre qualche insegnamento di vita da questa esperienza, per il momento è troppo preso, per ora si parla solo di dove e quando colpirà la prossima 'grande rottura' e questo... non è vivere... è aspettare una scure che potrebbe cadere da un momento all'altro facendo finta di niente...

giovedì, giugno 14, 2012

Bentornata...

Ma io voglio dire... oggi è il 14 giugno, giusto??? Dal 29 maggio ne sono passati di giorni, vero??? Si è stati a casa alcuni giorni, ci si è imposti di lavorare in condizioni veramente particolari per altri... e poi, finalmente, si è deciso di tornare al secondo piano, alla propria scrivania, ai propri spazi ed alle 9:00 cosa succede??? Un 3.6 così... per gradire, con tutto che balla, col cuore che non si ferma come al solito, e con tutti i santi del paradiso che purtroppo vengono scomodati. Bentornata a casa... Gianchy!!! Ma vaff... ma ti sembra che non ho nemmeno fatto in tempo a controllare la posta che mi devo squassare??? E' colpa della ragazza che lavora qui sotto al bar, stamattina mentre prendevo un caffettino (che mi fa bene riempirmi di caffeina ansiosa come sono...) mi diceva che aveva deciso, voleva rientrare in casa venerdì sera. Così, per scherzare le ho detto 'Aspetta va... che stamattina torniamo su al secondo piano, se portiamo un po' sfortuna è capace di venire un'altra scossa...' Lei si è messa a ridere e mi ha detto 'Ma vah...' Chissà se prima mi ha pensata??? Speriamo di no, altrimenti la prossima volta mi mette del Gutalax nel capuccino...
Telefonata solita alla mamma e lei, simil piangente mi fa: 'Ne è venuta un'altra vero???' ed io 'Eh, sì mamma... cosa stavi facendo, dove sei?' 'Sono in cucina a fare colazione, ma adesso vado fuori e passo a prendere la zia, così stiamo un po' in giro...' 'Hai bisogno che venga lì?' 'No, no... (piagnucolando...) ora esco e me ne sto fuori...' Se solo fosse un po' meno traballante su quelle maledette stampelle... l'ansia che mi provoca la sua situazione calerebbe in modo esponenziale. Pazienza!!! Ci sta di peggio, andiamo avanti... devo risolvere un problema 'annoso' qui al lavoro... meno male che mi hanno dato questa opportunità, mai come in questo momento sto apprezzando il fatto di avere qualcosa da fare!!!

mercoledì, giugno 13, 2012

Si fa finta...

Ufff... sono una delle tante professioniste del settore, siamo veramente in tante/tanti che facciamo finta di niente e cerchiamo di andare avanti. Non è che ci sia molto altro da fare, vorrei vedere come faccio ad andare indietro, la vita continua, le scosse pure, la paura cala molto lentamente, per poi ripresentarsi all'improvviso quando meno te lo aspetti. Questa è la vita dei terremotati... anche di quelli 'poco seri' come la sottoscritta... di quelli che, scosse permettendo, riesce persino a  dormire qualche ora. Quello è merito del fisico umano... prima o poi cede, e si deve mollare per qualche ora, comanda lui e tu non ci puoi fare niente. Due notti fa, all'orario notturno preferito da questo terremoto di cacca (circa le 4 di mattina...) siamo stati di nuovo svegliati da un 4.3, che ha la sua bella dignità... niente a che vedere con il primo, ma insomma... sarebbe ora che si vergognasse. Chissà perchè non mi ha sorpreso più del tot, qualche ora prima, quando mi ero coricata, me lo sentivo che ci saremmo 'squassati' e l'ho pure detto a Max, quindi... quando è arrivata la scossa mi sono spaventata ma non più di tanto, ho semplicemente aspettato che si fermasse, ho visto che non si era mosso nulla e poi siamo scesi in cortile per un breve controllino... Poi vabbè, mica ci si addormenta subito... nemmeno Max ci è riuscito e fino alle 5 siamo rimasti sul divano a controllare in internet la situazione e a cercare in tv qualche telegiornale dell'ultima ora...
Ci sono però diversi modi di affrontare questa situazione ed io ne ho un esempio di ogni tipo... Dalle mie indagini ho riscontrato che più ci si avvicina alle zone maggiormente colpite, più si incontrano persone impaurite, incapaci di rientrare nella loro casa nonostante sia agibile, e con il terrore negli occhi ogni volta che si accorge che qualcosa traballa più del normale. Non ci sono differenze di sesso, la paura non è solo per le mammolette, è una cosa che colpisce alla ceca, che dipende molto dal carattere delle persone e forse, anche dal fatalismo con cui, in generale si affrontano le situazioni della vita. Quando invece ti allontani un attimo, spuntano tutta una serie di personaggi che tendono a considerare la prima categoria una razza di fifoni ingiustificati, che pensa che si stia esagerando, che non capisce come anche una scossettina del cavolo del 3.4 possa farti battere forte forte il cuore. Io sono molto contenta per loro, davvero, contenta ed anche invidiosa, ma non li capisco fino in fondo, trovo che non sia giusto giudicare così duramente le persone che hanno paura, soprattutto in questa circostanza. Tra l'altro, questa baldanzosità non aiuta, per niente, fa crescere solo un po' di rabbia in quelli che si trovano più in difficoltà, facendo nascere anche brutti pensieri del tipo 'Vorrei proprio vederlo/a a fare il furbo/a se avesse perso la casa!!!'. Lo so che non è giusto, ma siamo fatti così, nel bene o nel male, siamo tutti l'uno diverso dall'altro e reagiamo alle circostanze estreme della vita come meglio riusciamo e possiamo. Poi c'è anche un'altra categoria, quella della 'via di mezzo', che ha una paura fottuta ma si fa forza (ed a volte anche violenza...), che tenta di andare avanti come meglio può, di svolgere i compiti di tutti i giorni impegnandosi a non pensarci in ogni minuto secondo. Il lavoro aiuta molto in questa cosa, il dover occuparsi per forza delle solite cose... anche, e l'arrivare alla sera sempre come degli stracci da lavare per terra ha un chè di consolante, quasi come ci si fosse guadagnato il diritto ad un po' di riposo. Io me ne sto lì, in quella fascia di mezzo, con un piede nella fascia dei 'disperati' ma il resto del corpo rimane ancorata a Max che non mi permette di farmi prendere dal panico. Dormo in casa (dormo è un parolone... ma insomma sto nel mio lettone), vado al lavoro ancora in una situazione da terremotata di lusso, mi occupo della mamma come al solito ed alla sera, se riesco faccio lunghe passeggiate a piedi dopo cena, nonostante gli occhi mi si chiudano e non veda nemmeno dove metto i piedi dalla stanchezza.
Venerdì sera, ultima notte che abbiamo passato da mamma, abbiamo avuto la brillante idea di andare a fare due passi in centro a Carpi. Avevamo ricevuto un messaggio da uno dei negozi del centro che ci avvertiva che la mattina successiva molti negosi avrebbero riaperto, quindi, senza starci molto a pensare volevamo fare due passi in centro... Non l'avessimo mai fatto!!! Io credo che non mi scorderò l'impressione che mi ha fatto vedere il centro completamente abbandonato!!! Gli accessi erano interdetti alle macchine e ovunque erano presenti agenti di polizia impegnati a bloccare il transito... e questo ci sta, me lo aspettavo, ma non credevo che tutti i palazzi fossero deserti, tutti chiusi e non perchè inagibili, semplicemente disabitati. Passeggiavamo per queste vie deserte, non si sentiva un rumore che fosse uno, la nostra voce rimbombava, uno scenario da brivido, ingiustificato e inaspettato dato che per il momento Carpi non è una delle città maggiormente colpite dal terremoto. Ad un certo punto, mentre cercavamo di ritornare al punto dove avevamo lasciato la macchina, ci superano due vigili in bicicletta, ci guardano, ci salutano e noi ricambiamo il saluto... li vediamo allontanarsi, piano piano, senza fretta, in questi vialoni che di solito sono tutto un brulicare di persone, soprattutto nelle serate estive... ridateci il nostro tran tran quotidiano, restituiteci la fiducia di stare nelle nostre case, di ricominciare a lottare per il nostro futuro... ora ci sentiamo un po' tutti come se ci avessero ridotti su una carrozzina e davanti a noi ci fossero solo scale...

venerdì, giugno 08, 2012

Cellula di sicurezza

Venerdì... non è che ultimamente abbia molta importanza che giorno è... sono tutti uguali e tutti diversi, con l'ansia sempre molto alta, con un occhio sempre al 'sito delle scosse', con quel misto di 'anche oggi è andata...' e 'speriamo che stanotte non ci squassiamo'. Si rimpiangono quelle giornate noiose in cui si arrivava al venerdì sera stanchi morti con la prospettiva di dover fare le pulizie!!! Beh, questo è stato il mio terzo giorno di lavoro dalla scossa del 29. Siamo tornati a ranghi ridottissimi, in tutto siamo in 16, lo so per certo perchè tutte le mattine firmo un documento di presenza, una specie di appello. Siamo al primo piano della nostra palazzina, tutti assiepati in due stanze, con a disposizione un bagno, un distributore di bibite ed una macchina da caffè che è rimasta a secco (perchè anche la Dorando non ha più il deposito in zona ed ora le cose devono arrivare da Parma...). Tutto il resto è zona off-limits, con tanto di nastro rosso e bianco per indicare dove non andare... Nell'unica zona con controsoffitto (che è la cosa più pericolosa in caso di scossa...) è stata installata una 'cellula di sicurezza'. Mercoledì quando siamo entrati ci hanno spiegato che stare sotto questo robo è il punto più sicuro di tutta l'azienda, ed anche se all'inizio mi inquietava un pochino, ora mi sono quasi abituata. Solo che... sfasciata come sono, io credevo che fosse una cosa super seria, d'altronde la denominazione 'cellula di sicurezza' fa un certo effetto e solo il giorno dopo mi hanno rivelato che sono semplicemente due scaffalature prese dal magazzino... uhmmm... sarò ingenuotta nelle mie cose??? Beh, non è che poi le cose cambino tanto, mi hanno comunque detto che quei scaffali non si sa quanti quintali tengano, quindi continuamo a chiamarla con il suo nome super figo. Mercoledì mattina quando siamo arrivati, abbiamo recuperato 'velocemente' pc, monitor, tastiera e mouse dal nostro ufficio che si trova al secondo piano e qui regna davvero uno stato di abbandono da 'day after tomorrow'. Mette un po' soggezione lavorare in queste condizioni, soprattutto si balla di continuo ad ogni passaggio di camion, cosa che per inciso accadeva anche prima, ma che ora ci fa sussultare ogni volta!!! Eppure, faticosamente, con un orecchio sempre teso ad un possibile boato, con i nervi a fior di pelle che se ti cade l'agganciatrice si sentono delle imprecazioni fino in Tunisia... abiamo ricominciato... piano piano... senza troppa fiducia, ma facendo del nostro meglio. Sono stata brava in questi giorni, me lo dico da sola perchè non ero pronta a rientrare, perchè ho ancora una fottutissima paura, ma quando mi hanno detto che sarei dovuta venire, non ho pensato minimamente a dire di no, ho pensato che ce la dovevo fare, che non ero da sola e che, piano piano... ce l'avrei fatta. Sono orgogliosa di me, me lo dico da sola, anche se si tratta di niente in tutto, ma insomma... questa non è proprio una situazione 'normale'.
La cosa un po' ridicola ed inquietante allo stesso tempo è che dobbiamo rendere palese ogni nostro spostamento: se devi andare in bagno, se vai a prendere il caffè a pochi metri di distanza... e se hai bisogno di qualcosa che si trova al piano di sopra devi andarci accompagnata da uno dei capi. Gli estranei sono ammessi solo se accompagnati e sempre e solo nelle zone consentite.

Tutto il resto procede come al solito... il solito tran tran da terremotati... ma di quelli quasi tranquilli, non quelli da scossa di magnitudo 5, quelli che riescono più o meno a dirti anche di cosa si tratta, se una più vicina al 4 o al 3. Il mio cuore non si è per niente abituato, pompa da matti ogni volta che ne avverte una... soprattutto poi se questo succede di notte. La luce in una stanza della casa di mamma rimane accesa tutta notte, ed è la stessa stanza che ospitò qualche mese fà il mio papà, in quel paio di notti in cui rimase ancora con noi. Max non ne può più di stare lì dalla mamma, ed anche io ho bisogno di riappropriarmi della mia casa, di andare a vedere com'è la situazione... non so se è troppo presto, non so niente, so solo che mi mancano così tante cose, mi sento così 'in prestito' e soprattutto sono così stanca... L'ultima cosa non dipende da dove sto, ma dal fatto che dormo poco e male, e siamo in tanti ad essere in questo stato. Ma andiamo avanti... gironzolare per le vie del quartiere di mia madre mi da un certo sollievo, siamo ancora in tanti ad aver paura, tanti che vivono fuori casa e non perchè la casa abbia delle lesioni, solo per il fatto di non sentirsela di andare in casa. Io con la mamma sono stata 'costretta' a rientrare in casa quasi subito, troppo problematico farla dormire in macchina nelle sue condizioni, ma so solo io quello che mi è costato. Ragazzi, credevo di impazzire le prime notti... mi veniva da piangere di continuo ed ho passato ore ed ore con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto della camera tra le ombre di quella luce flebile che arrivava fin lì. L'unica consolazione è che sia Max che la mamma sono riusciti sempre a dormire qualche ora... una preoccupazione in meno per quello che mi riguarda.
Ah... da vera terremotata sapete cosa mi manca tantissimo??? La possibilità di starmene nel mio bagno con TRANQUILLITA'!!! Faccio la doccia alla velocità della luce, per non parlare del resto... che palle... terremoto di merda!!!

martedì, giugno 05, 2012

Terremotata...

Sono passati 15 giorni ormai dalla prima grande scossa e la paura non tende a calare, anzi è aumentata esponenzialmente dopo le scosse di martedì scorso. Forse, dentro di noi, pensavamo di essere a posto con la prima scossa e che 'dovevano' esserci solo scosse di assestamento... purtroppo i terremoti sono imprevedibili e già più di una volta in questi ultimi giorni ci è stato dimostrato che non si possono prevedere e non si possono fare nemmeno supposizioni. Quello che mi pare chiaro è che i sismologi non ci stanno capendo una 'fava' ed ogn'uno ha le proprie teorie, come se fosse una partita di calcio. Che in questo momento non si tratti di scosse di assestamento ma di uno sciame che si sta spostando in giro per l'Emilia squassandoci un po' qui ed un pò la... questo è assodato, ma più di questo non si riesce a capire. Si sente di tutto e di più in questi giorni, anche quando la terra trema in modo non percepibile ci sembra di ballare e siamo tutti, chi più, chi meno, terrorizzati. Martedì scorso è stata la giornata più brutta della mia vita! Prima la scossa delle 9 che mi ha colto in ufficio spaventandomi a morte... ho dei ricordi molto confusi dei minuti successivi, ho preso la borsa e sono scesa per le scale, con le gambe che tremavano ed io che mi concentravo per non cadere. Una volta nel piazzale ho cercato di chiamare la mamma e mi sono resa conto che i telefoni erano tutti in tilt e da lì non mi sono più fermata in una tarantella formata da corri corri dalla mamma e tentativi vani di contattare Max. Quando finalmente, ore dopo, siamo riusciti a contattare tutta la famiglia, compresa una cognata uscita dal capannone della Menu di Medolla appena in tempo... eravamo tutti in cortile dalla mamma a stemperare la tensione e la paura, insieme a tutti i vicini quando quella dell'una mi ha dato il colpo di grazia. Ho coperto la mamma con il mio corpo e lei, fortunatamente ha chiuso gli occhi, ma io no, io vedevo ondeggiare le automobili a pochi passi, il palazzo di fronte sembrava voler cadere da un momento all'altro e non finiva... MAI... Non ce lo aspettavamo, non così forte e a così breve distanza da quello della mattina, i nervi sono saltati a tutti, ma proprio a tutti e la paura si è insinuata definitivamente nelle nostre vite. All'inizio, al di là della paura, sui visi dei vicni tutti in strada, si leggeva l'incredulità, come se non capissimo cosa stava accedendo e nelle ore successive, quasi tutte le persone che conosco sono 'fuggite'... chi per qualche giorno, chi solo per poche ore, ma è diventato impellente, necessario muoversi, non rimanere fermi in quel posto. Io sono stata una di quelle, me ne vergogno ma non ho avuto alternative, anche se alla radio dicevano di evitare il più possibile di mettersi in macchina, ogni piccola scossa sembrava qualcosa direttamente collegato al cuore. Ho preso la mamma e Max e mi sono messa alla guida... lentamente, senza andare di fretta, e mi sono allontanata da casa, arrivando a Serramazzoni, luogo di villeggiatura collinare sempre in provincia di Modena. Eravamo così scossi che anche sentire qualcuno che ci dicesse che aveva sentito le scosse ma non così forte era già un sollievo... Poi però è venuto il momento di rientrare e la sottoscritta ha ceduto le armi: panico... panico profondo inspiegabile il non volere a nessuna condizione tornare a casa... Max che mi diceva 'Fai quello che vuoi...' ed io non sapevo cosa fare, volevo solo non tornare a casa, non chiudermi in una casa, che fosse la mia o quella della mamma poco importava. Il posto che fino al giorno prima consideravo come un nido, un rifugio tutto mio... ecco che si trasformava in una specie di prigione, in una cosa che può crollarti in testa da un momento all'altro portandoti via la vita sotto un cumulo di macerie. Che fare??? Sono decisioni importanti, difficili, soprattutto quando un nodo di puro terrore ti chiude la gola e soprattutto quando sei responsabile anche della vita di tua madre, quando pensi seriamente di estirpare una persona dalla sua casa, dalla casa che ha costruito con le sue mani, per portarla lontano, al sicuro... Sono stata ad un niente dal decidere di andare ad Andalo... non chiedetemi perchè proprio lì, è nata così l'idea, un posto lontano ma non troppo, boh... e comunque nel frattempo siamo approdati davanti a casa nostra che non vedevamo dal mattino... La casa era ancora lì, dall'esterno non sembrava successo nulla e dentro tiene a botta, qualche crepetta qua e là come ce ne sono ovunque ormai, ma niente di preoccupante, eppure il mio povero cuoricino ha iniziato una nuova tarantella mentre saliva le scale ed ho ammucchiato in fretta e furia un pò di cose con un solo pensiero: volevo andarmene di lì il più in fretta possibile. Stessa scena dalla mamma... siamo entrati ammucchiando qualcosa con le gambe che tremavano ad ogni passo e poi abbiamo deciso di prendere una stanza in un albergo a Reggio Emilia. Lo so che  non mi sono spostata tanto, ma bastava per non sentirle proprio tutte, per non averci praticamente in culo sopra e badate bene... per ora sopra non ce l'ho avuto mai il culo... ci sono una ventina di km che ci separano dall'epicentro, ma a me sono sembrati 20 cm. E da lì è iniziato il calvario di tanti, siamo in tanti che non riusciamo a dormire, tanti che non riescono a stare nelle proprie case e preferiscono dormire in macchina o in tenda, tanti che si aggirano con facce sconsolate e preoccupate per le vie... Avrei tante cose da raccontarvi di quei primi giorni vissuti a casa dalla mamma, con brevissime visite a casa per vedere se era tutto ok... ma questo non è il momento giusto, forse più avanti lo farò, quando e se le cose si metteranno calme. Perchè poi sabato e domenica sono state giornate abbastanza tranquille, le scosse erano diminuite di intensità e di numero, la gente, anche se non lo diceva apertamente stava incominciando a pensare che forse ce l'avevamo fatta, che forse le cose si stavano normalizzando... fino a quando domenica sera si è ripresentato, con un altro epicentro, non forte come il primo ma comunque molto forte. Ed ora siamo di nuovo punto a capo, anzi no, peggio, ora siamo 'certi' che ci saranno altre scosse forti, bisogna vedere solo quando e con che intensità. Le case che per il momento hanno retto non si sa fino a quando reggeranno... una merda di situazione insomma!!! Come se tutto questo non bastasse ci si mette anche la preoccupazione del lavoro... io non ho ancora ricominciato, i colleghi pensano che l'azienda si stia approfittando della situazione per lasciarci a casa dato che c'è crisi... io, dalla mia profonda ignoranza, ho guardato negli occhi il capo, mi posso sbagliare, anzi sicuramente mi sbaglio, ma non penso di aver interpretato male la paura che ho visto nei suoi occhi... penso che ci sia della preoccupazione, per l'incertezza della situazione, il non voler rischiare la propria incolumità e quella dei dipendenti, il voler attendere che le cose diventino un po' più chiare. Sono un'ingenua??? Boh, può essere, può pure essere che ho talmente tanta paura che quando ieri sono salita col capo a prendere delle cose che ho lasciato in ufficio martedì scorso, ho rivissuto quegli attimi di terrore ed ho pensato che non volevo morire sul luogo di lavoro...