venerdì, gennaio 20, 2012

Novità...

Già il fatto che sia venerdì da un certo punto di vista rincuora... non che i weekend siano molto rilassanti ultimamente, ma già non doversi alzare quando fuori è tutto buio, freddo e nebbioso è un bell'andare. Poi stamattina, arrivo in ufficio, vado a rabboccare la bottiglietta d'acqua dal boccione e squilla il cellulare che non avevo ancora messo in silenzioso. Subito, inevitabilmente, ho pensato fosse successo qualcosa a mamma, ma quando vedo un numero che non riconosco, rispondo credendo che fosse mio fratello dal lavoro...
Era la segretaria dell'ortopedia che mi telefonava per darmi l'appuntamento per tutte le visite/analisi che la mamma deve fare in vista dell'operazione all'anca. Erano giorni che pensavo di chiamarla per sapere come eravamo messi, le condizioni della mamma stanno diventando davvero critiche, e questa telefonata è arrivata proprio nel momento giusto. L'unica cosa è che, come al solito si viene avvertiti sempre con un 'larghissimo' anticipo... devo portare la mamma LUNEDI !!! Sono già abituata a queste cose, ormai anche il mio responsabile sa che nella mia vita le cose girano così, ma nonostante questo ci rimango un pochino male ogni volta, mi viene da pensare che se hai un familiare che sta male di cui ti vuoi occupare, bisogna fare i salti mortali per tenersi il lavoro ed essere anche molto fortunati a trovarne uno che ti consenta questa libertà...
Vabbè... ora devo prepararmi psicologicamente a supportare emotivamente la mamma ed un pochino anche il fratello, che stamattina, quando gli ho dato la notizia, l'ho sentito abbastanza provato, ed è comprensibile, perchè ha una situazione sua personale abbastanza difficile e forse sperava che le cose con la mamma slittassero un po' più avanti. Io invece mi sono subito un po' agitata, sono preoccupata e spaventata dall'operazione e da tutto il resto, ma così non si può andare avanti, e prima facciamo questa cosa, prima abbiamo la possibilità di rimettere in piedi questa donna. Mah, speriamo bene... qualcosa ogni tanto dovrà andare pure per il verso giusto, non credete???

giovedì, gennaio 19, 2012

Chi ben comincia...

... com'era il detto??? Chi ben comincia è a metà dell'opera??? Allora siamo a cavallo, ma come direbbe mia madre, di un asino!!! Sì, ok, alcuni di voi lo sanno già e ad altri non importa sicuramente una emerita... ma martedì sera sono riuscita ad andare in palestra!!! Wow... anzi no, doppio wow, nemmeno avessi scalato l'everest. Beh, ridete pure, anzi no, prendetemi in giro a buco, ma non è mica una cosa così banale... Perchè??? Beh il lunedì le premesse non erano buonissime. Al mattino sono uscita dal lavoro alle 11:30 per andare a prendere la mamma per un appuntamento in banca. Mentre facciamo la nostra 'giusta' panca dico alla mamma 'Mamma devo assolutamente ricominciare ad andare in palestra, non posso passare tutti i weekend con un mal di testa spacca massi...' e lei 'Sì sì devi proprio andarci' ed io 'Pensavo di andarci domani sera e sarebbe bene ci andassi almeno un paio di volte alla settimana...' Alcuni secondi e dico secondi di silezio e poi mamma dice 'Ascolta, non stasera che devi recuperare il tempo che stai perdendo qui con me, ma domani sera, passi a farmi un po' di spesa?' Se fossimo in un fumetto io, in quel momento, avrei avuto la nuvoletta con un paio di punti interrogativi ed esclamativi dentro ed un ghigno con tanto di lacrimuccia che spunta da un ochietto sbarrato.
In quale momento di quella conversazione ci siamo perse??? Comunque io non mi do per vinta e le chiedo di cosa ha bisogno, senza far trasparire niente, che diciamocelo pure... una che si comporta così sembra abbia una figlia degenere che non le fa mai la spesa, ed è vero, non solo la figlia si occupa della spesa di questa povera donna abbandonata, ma anche il figlio, il nipote ed il genero!!! Secondo me siamo troppi, è questo il problema!!! Vabbè salta fuori che le servono le fette biscottate, che ne usa due e dico due al mattino per fare colazione ed è rimasta senza... accorgersene un attimo prima no??? Ok, le rotelline del cervellino girano vorticosamente mentre mi domando quando la svampita di turno riuscirà a trovare tutti i nostri incartamenti che staranno comodamente adagiati sulla scrivania di una collega e mi domando se faccio in tempo a fare un salto in un supermercato vicino a casa della mamma per prendere queste benedette fette biscottate. 'Mi scusi sa, ma la pratica l'ha seguita una mia collega e dovevo capire a che punto eravamo' 'Ma si figuri, non c'è problema, posso anche rimanere qui fino a stasera, tanto c'è caldo qui dentro...' A parte le battute la tipa è stata pure sufficientemente gentile, quindi non lamentiamoci sempre del brodo grasso e quando sono uscita, dopo aver caricato la mamma, ho messo in atto il mio piano diabolico, acquistando tre pacchi di fette biscottate, che vedrai che fino a Pasqua siamo a posto.
Arrivate a casa, però, vado a riporre il bottino nella dispensa e cosa ti vedo??? Un pacchetto nuovo di pacca di fette biscottate... arrrggg... 'Mammaaaaa... ne hai un pacco nuovo dentro alla vetrina...' 'Ah sì??? e dire che ci ho guardato e non lo avevo visto' :-| Vabbè siamo a quota 4, così ci traghettiamo verso l'estate mi sa... Ah, dimenticavo, se passate da queste parti e vi servono delle fette biscottate, ve le fornisco io a buon prezzo! ;-)
Ecco che con tutte queste brillanti manovre mi sono guadagnata la serata di martedì in palestra!!! Sono una grande, quasi un'eroina di questi tempi, manco avessi salvato 10 persone dalla Concordia...
Standomene sulla ciclette a pedalare stile scampagnata estiva e chiacchierando con un'amica che per fortuna non è una fissata della palestra, mi sembrava quasi di essere in paradiso. Va beh, nei giorni successivi un po' meno, ancora oggi il mio lato B è abbastanza dolente, ma quella è un'altra storia, deve essere proprio difettoso, mi fa sempre un male dell'altro mondo, sono una ciclista nata... e morta!!!
Non è che abbia fatto chissà cosa, in tutto avrò fatto una quarantina di minuti di 'allenamento' (passatemi questo termine che fa molto 'figo' ma che non mi si addice per niente...) e poi via a fare la doccia ed a casa dove mi aspettava il tatone che ha tentato di convincermi a non andare in palestra perchè lui non poteva... ma non ce l'ha fatta, perchè quando una ha un volontà di ferro, niente la può fermare!
Stasera... lo dico piano piano, zitta zitta, buona buonina... ci tornerei??? posso??? una scappatina, niente di che, che ho anche teatro quindi non è che ci posso stare chissà quanto... un po' di tapis... magari la mia macchina infernale... insomma niente di che... posso??? Eh, lo so che non devo chiederlo a voi, facciamo che per il momento 'posso' poi si vedrà andare a sera, ok?
Vi state chiedendo cosa significa il titolo? Beh, ho iniziato con la palestra, anzi ri-iniziato, quindi non sono già a metà dell'opera??? Uhmmm... quando mai avrò il coraggio o la sfacciataggine di rimontare su quell'oggetto che giace inutilizzato in bagno da qualche mese, poi vi dirò a che punto sono dell'opera... :-S

venerdì, gennaio 13, 2012

Una festa... all'improvviso!!!

L'altro giorno per caso, si parlava in ufficio di 'Befanone', per stare in tema con la festa appena passata che, a detta loro, mi ha vista protagonista indiscussa!!! Ricercando in internet abbiamo scoperto che, soprattutto sul ferrarese esiste una festa tutta al maschile che viene festeggiata il 18 gennaio, il giorno dopo Sant'Antonio abate. Ed ecco che è riaffiorata un'altra storia che avevo relegato in uno dei miei cassettini della memoria, un racconto che deriva, questa volta, dalla mamma...

Sant'Antonio in campagna dove vivevano i miei era un Santo tenuto in grande considerazione. Come protettore degli animali, era oblligatorio rendergli omaggio. Ci si alzava molto presto il mattino del 17 gennaio, ancora prima del solito, per mettere a posto la stalla in modo che splendesse. Doveva essere pulitissima, le mucche tutte accudite e nella nicchia dove sempre risiedeva la statuetta rappresentante Sant'Antonio, si accendeva un lumino che doveva rimanere acceso per tutto il giorno. Nel frattempo che gli uomini di casa si occupavano della stalla, le donne preparavano l'acqua calda per far fare loro un bel bagno caldo e dopo essersi lavati e profumati ci si recava a messa. Tutta la famiglia andava a messa, chi a piedi, chi con il calesse (stiamo parlando del 1946 o giù di lì...) e la funzione era incentrata sulla benedizione degli animali e delle stalle in generale. Tornati a casa la festa vera e propria iniziava, non si faceva più nulla per tutta la giornata se non godersi un bel pranzo ed una meritata pennichella... Era proprio vietato lavorare in quel giorno, e mamma si ricorda quelle giornate della sua infanzia come una grande festa, quasi più grande del Natale, con la sua nonna che arrivava col calesse a portare qualche dono ai bimbi. Portava sempre caramelle al miele fatte in casa e frutta essiccata al sole durante l'estate che confezionava in sacchetti profumatissimi.

Per quelli curiosi vi riporto alcune informazioni che ho trovato su internet a proposito di San'Antonio... che non è solo il protettore degli animali, diciamo che è 'anche' questo.

Sant'Antonio tuttavia è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò, da non confondere con l'omonimo santo), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio. (da Wikipedia)

giovedì, gennaio 12, 2012

Ma riuscirò a tornare in palestra???

Ecco io lo so che non devo chiederlo a voi... basta preparare la borsa il giorno prima, metterla nel baule della macchina ed il gioco è fatto!!! Direte voi, che ci vuole? Ahhhh niente, la borsa la posso pure preparare, ma se poi so già che la sera dopo devo fare mille cose è inutile lasciare un borsone in macchina per giornate intere, che quando mi metto le scarpe da ginnastica sembra di avere due ghiaccioli ai piedi...
Questa settimana è andata così, tutte le mattine a dirmi 'domani sera cascasse il mondo vado in palestra' e poi prima di mezzogiorno ho già riempito la sera successiva, e ribadisco successiva, con cose da fare. Mi posso anche raccontare la storiellina che questa settimana era una settimana particolare, che devo disfare gli addobbi natalizi, che avevo dei giri da fare per la mamma... ma tutto sommato sono tutte scuse, diciamo pure che arrivo a sera così spompa che non ho più voglia di fare niente, nemmeno la fantomatica borsa per la palestra. A proposito, voglio farmi un regalino, voglio una borsa nuova per la palestra, piccola, che adesso ho un borsone che sembra debba fare un trasloco, nell'armadietto ci sta solo in piedi e le cose che ci sono dentro vanno tutte a mucchio che quando poi cerco qualcosa comincio a 'vogare' al suo interno stile 'cellulare che suona in una borsa tipicamente femminile'.
In certe cose faccio come i bimbi; mi illudo che cambiare qualcosa nella routine mi faccia venire la voglia di fare una determinata cosa, ed ecco che la borsa nuova mi dovrebbe portare tutti i giorni in palestra. Non vi sembra un discorso alla Becky? (per chi non lo sapesse Becky è la protagonista dei romanzi Kinselliani affetta da una grave malattia per lo shopping...)
Comunque è vero che questa settimana è stata molto piena:
- lunedì: CNA per documenti papà + estetista con trattamento viso regalatomi dalle mie care colleghe (che meraviglia... sono uscita che mi sembrava di essere stata in una vera SPA!!!)
- martedì: disfatto albero e mini presepe dalla mamma e riposto il tutto nel sottotetto
- mercoledì: commissione per la mamma in centro + consegna merce acquistata + inizio disfacimento addobbi natalizi a casa (albero e decorazioni in giro per la casa...)
- giovedì (cioè oggi): devo finire di disfare il presepe così poi mi mancano solo le decorazioni all'esterno, comprese quelle condominiali... che slittano al weekend
- domani sera: pulizie??? ehhh sarebbe cosa buona e giusta... perchè poi sabato mattina sono dalla mamma e sabato sera ho già un impegno per una cena dai suoceri... insomma, uffa, ecchecavolo, ma lo sapete che ogni tanto vorrei tanto poter dire... 'Stasera non ho niente da fare, arrivo a casa, mi butto sul divano e mi leggo qualche pagina...' UTOPIA??? MANCANZA DI ORGANIZZAZIONE???

Poi però questa settimana ci sono stati anche degli strascichi lasciati dal weekend scorso molto piacevoli... perchè è sempre bello aggiungere nuove passioni nella vita, peccato che bisogna pure lavorare e questa occupazione porta via tanto tempo!!! Scherzo ovviamente...
Comunque, dato che A. è appassionato di giochi da tavolo, e dato che alla sottoscritta piacciono tanto ma non abbiamo mai avuto nessuno con cui giocare... ecco che sabato, gironzolando per Bologna, siamo entrati in un negozio dove ne avevano tanti ed ho 'risvegliato il can che dorme', nel senso che ho buttato lì una frase del tipo 'Beh, potremmo comprarci anche noi qualche gioco da tavolo, non ne abbiamo nemmeno uno...' E' pericoloso dire certe cose, lo dovrei sapere, ma tantè che ieri è arrivato un pacco contenente due giochi: Ticket to ride Europa (con espansione 1912) e Ristorante Italia. Allora il primo è una semplice variante ad un gioco che ci hanno fatto conoscere i ragazzi e che ci è piaciuto molto perchè ha poche regole semplici ed è molto veloce e dinamico. Il secondo invece è un parto tutto del tatone, gira che ti rigira ha trovato un gioco che parla di cucina, insomma, ormai lo abbiamo capito che l'argomento lo interessa molto, o no??? Ora lo so che ci vuole tempo per studiare le regole e giochicchiare per rendersi conto di come sono, e con i presupposti citati sopra non si sa bene quando questo sarà possibile, ma pazienza, mettiamo anche questo acquisto tra quelli compulsivi e poi chissà, mai dire mai nella vita...

lunedì, gennaio 09, 2012

Illusioni...

Ci sono momenti in cui quasi riesco a pensare e a sentirmi inserita in una vita normale non fatta solo di doveri e di cose da fare, persone da accudire e tristezze da vivere, ma anche di piccoli progetti di vita normale, che forse dovrebbero riempire la vita di due persone che per il momento hanno una salute accettabile, un lavoro, una casa e non hanno figli. Ho notato che queste bellissime sensazioni mi vengono regalate solo dai nostri amici Milanesi, quando sono in loro compagnia, non dico che mi dimentico di tutto quello che mi circonda, ma riesco a 'godere' dei loro progetti, delle loro piccole cose di tutti i giorni e sono invidiosa della loro continua ed inarrestabile voglia di fare. Il mio sentirmi sempre così stanca e sfiduciata mi toglie il 90% delle forze, tutti i piccoli buoni propositi che faccio giornalmente quando mi alzo al mattino, dopo un paio d'ore perdono di validità e l'unica cosa che di solito riesco a pensare è la quantità industriale di cose che devo fare, sempre di corsa, tutte incastrate, senza trarne nessun tipo di piacere. Credo che non sia tanto normale tutto questo, credo che tutto sommato stia a me prendere le cose in modo diverso, trarre piacere dalle piccole cose che faccio, insomma la solita vecchia storia del bicchiere mezzo pieno.
La verità è che mi sento sempre e costantemente in difetto, sempre 'sbagliata', solo difetti e nessun pregio, sempre presa dal tentativo di fare la cosa giusta e con la sensazione di non riuscirvi mai. Mi sembra di comportarmi male in ogni occasione: se sto zitta perchè sto zitta, se parlo perchè dico cose sbagliate, se non faccio niente perchè non faccio niente e se faccio cose le sbaglio... Quando i ragazzi ieri ci hanno lasciati soli nella nostra casa, ho avuto come la sensazione di essere stata abbandonata, ho iniziato a scatenare French in giro per casa, a fare lavatrici e riordinare cose, ma mi sentivo triste, un po' come quando si ritorna dalle vacanze e si sa che bisogna tornare alla vita normale con tutti i suoi doveri. Ho sprecato mezzo pomeriggio nel letto, dove dopo aver fatto un breve pisolino mi sono imposta almeno di leggere per finire un libro che da troppo tempo latitava sul mio comodino. Poi, siamo pure usciti per un pizzino ed un cinema, quindi non si può proprio dire che non abbiamo fatto niente, ma la sensazione è quella, che ne so, devo avere proprio qualcosa di sbagliato.
Invece, sabato, gironzolando per una Bologna super affollata a causa dei saldi, mi sono divertita molto, mi sembrava di essere davvero in ferie. Aggirarsi guardando vetrine, districarsi nelle folle, entrare in qualche negozio a scuriosare senza comprare quasi niente che altrimenti verrebbe voglia di comprare tutto... ecco, queste piccole cavolate, mi fanno sentire viva, normale... e guardando la mia vita di tutti i giorni mi sento incredibilmente stupida!!! Spreco troppo tempo e troppe energie a pensare negativo, ad essere costantemente pessimista, come se servisse a qualcosa, tanto quando le tegole ti arrivano addosso le prendi comunque, non è che se hai un atteggiamento dimesso sei più pronto a riceverle, semplicemente non ti sei goduto niente e soffri per quello che succede, doppia fregatura. Ma ormai, sono così inserita in questa dinamica perversa che mi sentro colpevole a bestia quando mi regalo giornate come queste, mi sembra di fare qualcosa di male, dite voi, si può???

giovedì, gennaio 05, 2012

Una nonna... quasi mamma

Quando mio padre era ancora un bimbetto di una decina d'anni, i suoi genitori hanno deciso di dividersi, così come si faceva una volta in campagna, senza mettere in mezzo avvocati o altro, semplicemente il nonno ad un certo punto mandò via di casa nonna con tanto di prole. Mio padre ha una sorella di qualche anno più grande di lui, la cocca della mamma, mentre questo maschietto selvatico non era visto di buon occhio dalla nonna, come diceva sempre lui, era solo un intralcio. Al momento di questa separazione, mio padre sperava tanto di poter restare con il papà, ma anche questo non l'ha voluto, sia perchè era troppo piccolo per servirsene, sia perchè la sua nuova donna non amava l'idea di occuparsi di un figlio non suo.
Quindi la nonna con prole si è trasferita dai suoi genitori, i ricordi più belli del papà sono legati alla sua nonna, che gli ha fatto da mamma, da amica e, in età adulta è stata l'unica che gli ha sempre dato buoni consigli.
Da piccolo in campagna non esisteva nè Babbo Natale, nè la Befana, c'era solo Santa Lucia, che come ben sapete cade il 13 Dicembre. Mio padre mi raccontava spesso che la nonna metteva sempre una scodella di latte appena munto ed un piattino con qualche biscotto davanti alla porta di ingresso, insieme ad un po' di fieno per l'asinello con cui viaggia Santa Lucia. Una notte mio padre si ricorda distintamente di aver sentito un campanello, di essersi svegliato e di aver pensato che era arrivata Santa Lucia con il suo asinello al cui collare erano legati dei campanelli, ma la nonna si era tanto raccomandata di non scendere dal letto, altrimenti Santa Lucia non gli avrebbe portato le caramelle... Lui, zitto zitto, è stato per tanto tempo in ascolto, abbracciato alla sua vecchia gatta, che nonostante le raccomandazionio della nonna, dormiva nel suo letto con il muso appoggiato sul cuscino di fianco al viso del papà... ma non sentì nessun altro rumore ed al mattino quando si svegliò, vide che davanti alla porta della sua camera c'era un sacchettino di caramelle e lungo le scale che scendevano a piano terra c'era della paglia, come se il somarello avesse sporcato mentre saliva. Manco a dirlo il bicchiere era vuoto e nel piattino c'erano solo delle briciole. Lui, tutto eccitato è corso dalla nonna, le ha detto che aveva sentito il somarello, e lei sorrideva facendo finta di niente, mentre la sorella e la mamma poco sopportavano tutta questa messa in scena. Ma poi, si trattava di questo? Chissà... con gli occhi di un bambino le piccole ed insignificanti cose sono quelle che risultano più magiche...
Grazie bisnonna, purtroppo non ti ho conosciuta, ma dovevi essere davvero una grande donna!!!

mercoledì, gennaio 04, 2012

Storie di famiglia...

Quando si diventa anziani si tende a raccontare sempre le stesse storie ed oggi mi è venuto in mente che non avendo più il papà a rinfrescarle ogni tanto, potrei forse rischiare di dimenticarle. Sono arrivata a pensare a questa cosa per colpa di Max, per una cosa che mi ha detto ieri sera, riguardo ad un argomento che non c'entra niente con questo. Eh, lo so, sono un po' tortuosa nelle mie cose, sempre stata... portate pazienza!!! Inspomma, ieri sera si parlava, tanto per cambiare, di successione e dei mille giri che sto facendo per tutte queste fole, per non parlare di tutte le cose che cerco di spiegare a mia madre, che fa finta di capirle e poi corre da mio fratello a cercare conforto e spiegazioni. Povera, mi vede troppo simile a mio padre, sa benissimo che se avesse a che fare con lui, le darebbe dell'imbambita 'tre volte su due', quindi ha paura che anche io reagisca nello stesso modo. A me da invece più fastidio che faccia finta di aver capito le cose... sono disposta anche a farle dei disegnini se può servire, purtroppo lo so che lei non è veloce come lo era il papà e so anche che si è sempre disinteressata di tante cose, perchè comunque c'era il papà che se ne occupava. Comunque, quello che succede in questo periodo è che mi fa le stesse identiche domande periodicamente, domande che mi costringono a lunghe spiegazioni e Max, a questo proposito, mi ha consigliato di mettere giù una specie di FAQ, con tutte le domande più gettonate. Ho sorriso a questa idea, ma non è poi una così grande cavolata. Con la memoria che mi ritrovo, quando tra alcuni anni mamma mi farà ancora delle domande sui diversi documenti presentati in questa o quella circostanza, difficilmente riuscirò a ricordarmi tutti i particolari come faccio ora che la situazione è ancora fresca...
Beh, da qua è nata la riflessione che le storie che raccontava il papà dovrebbero essere piano piano 'immortalate' in un qualche modo e non so nemmeno se il mio blog è il luogo ideale, ma dato che è il mio diario, forse non è nemmeno il luogo più sbagliato.

La storia che vi voglio raccontare oggi si intitola:

LA PISTOLA DEL TEDESCO

Mio padre è del 1933, il periodo della liberazione è un periodo che ricorda molto bene, vissuto con gli occhi di un bambinetto che vedeva gli avvenimenti come una bella avventura. Non ha vissuto la paura dei bombardamenti e, vivendo in campagna, non ha mai sofferto la fame. Ma il passaggio degli americani per le campagne dove abitava e soprattutto il camuffarsi dei tedeschi che abbandonavano silenziosamente e in tutta fretta luoghi che credevano potessero essere una nuova patria aono situazioni che rammenta benissimo. Appunto durante la fuga di uno di questi tedeschi, ecco che mio padre, allora dodicenne, trovò una pistola, con tanto di cartucce e se ne appropriò, come se avesse trovato un tesoro. La teneva per lo più nascosta, ma si sa che certi segreti sono proprio di Pulcinella ed i suoi vicini di casa avevano saputo che, ogni tanto, gironzolava armato, così, per darsi delle arie, senza nessuna intenzione veramente cattiva...
Mi ricordo benissimo come si chiamava il vicino di casa a cui mio padre era molto affezionato e che considerava quasi come il padre che non aveva, ma per rispetto non riporto il suo nome, anche se ormai è morto da quel pezzo... Questo signore conosceva molto bene mio padre, sapeva benissimo con chi aveva a che fare, e soprattutto che carattere 'poco comodo' esso aveva. Preoccupato di questo, un giorno si avvicina con non chalance a mio padre, il rigonfiamento della tasca la dice lunga sulla presenza dell'arma e in un batter d'occhi gli sfila la pistola dalla tasca e la getta in un pozzo poco lontano. Mio padre rimane di sasso, gli chiede il perchè ha fatto una cosa del genere e lui gli risponde semplicemente che vuole evitare che si metta nei guai...
A mio padre sono rimaste solo le pallottole di quella pistola, ma soprattutto gli è rimasto il ricordo di questa persona che non solo lo accoglieva in casa sua come un figlio, ma ha fatto anche cose che un padre dovrebbe sempre fare per un figlio, guardare avanti, verso il suo futuro e leggervi gli eventi prima che questi accadano, senza aspettare che sia troppo tardi...

Un po' di invidia...

Ehhhh... che ce posso fare... un poco di invidia in fondo in fondo c'è... Immaginarlo spapparazzato sul divano, davanti alla tele, con un libro in mano o in giro per internet, un poco di invidia mi fa pure venire. Mi riferisco a Max, che si sta godendo questo suo ultimo giorno da convalescente post influenza, quei meritatissimi giorni che tutti i malati hanno diritto ad avere dopo aver passato alcuni giorni di febbre anche altina. Uhmmm... e i miei giorni da divano dove sono andati a finire??? eppure mi ero anche impegnata questa volta e mi è venuta una febbre discreta!!! 38,5 per me è quasi un record, non mi ricordo nemmeno quando è stata l'ultima volta... eppure, niente, passata la febbre il mamone ha preso il sopravvento, ma di stare un po' dul divano in una forma pseudo discreta e riposarmi non se ne è parlato. Possibile che quando ci sia qualcosa da godere io non ci capiti proprio mai???
Vabbè, portiamo pure pazienza, andiamo avanti col carretto, cerchiamo di far girare l'economia andando al lavoro sempre e comunque, per sentirsi dire poi che l'azienda fa determinati tagli per colpa del software che nella seconda metà dell'anno scorso non ha venduto come nella prima. Quelli che affermano queste cose fanno assistenza alle macchine e non si rendono conto che, comunque, il loro stipendio esce sempre dalla stessa fonte e che se la ditta va male, va male tutta, non ci sono delle grandi colpe da dare. I tagli ci saranno in tutti gli ambiti, basti anche vedere che se le persone si licenziano, non vengono rimpiazzate, a me sembra un segnale molto forte. Poi, avrei pure altre cose da dire a queste persone... vogliamo parlare del 2010, in cui gli addetti alle macchine non avevano un cavolo da fare, ma sono tutti rimasti ai loro posti grazie agli introiti derivanti dal software??? Mica siamo andati là a dirgli che erano un peso morto per l'azienda. Ehhhh, solita vecchia storia... troppe volte l'ho già sentita, è una solfa che ormai non si può più sentire. Fare software da sempre è considerato un lavoro che fin che da ricavi, va bene, ma quando ci sono periodi di crisi, viene invariabilmente additato come un buco nero in cui si disperdono finanze inutilmente. Ciò che non si vede ad occhio nudo, ciò che non produce qualcosa di concreto è difficilmente valutabile, quindi alla fine della storia i programmatori sono dei 'cioccapiatti' che rubano lo stipendio ed in linea di massima fanno poco e niente. Combattere contro questa mentalità è sempre stato impossibile, soprattutto in un ambito metalmeccanico, e se qualcuno pensa che nel 2012 questo modo di pensare dovrebbe essere superato, si sbaglia di grosso. Pazienza, mettiamoci il paraocchi, facciamo finta di non vedere gli sguardi incazzosi che ci vengono rivolti ed andiamo avanti con il nostro lavoro, è l'unica cosa che possiamo fare...

lunedì, gennaio 02, 2012

Nuovo anno...

Vi starete chiedendo come mai non vi ho nemmeno fatto un piccolo augurio di Buon Natale e di Buon Anno... o forse, al contrario, non ve ne può fregar de meno... ma le abitudini sono dure a morire e forse vi è sembrato un po' strano non avere nessun scritto da questa parte di mondo.
Beh, un po' ve lo immaginate che sono state festività un po' sottotono, un po' tristi, un po' così insomma... ma facciamo finta che vi abbia fatto gli auguri, almeno potete credere al fatto che comunque ci ho pensato a farveli, e di questo ne potete stare certi. Aspettavo con un misto di ansia e di frenesia l'avvento della scorsa settimana, 4 giorni di ferie che avevo intenzione di riempire per bene con tante cose ma anche con tanto riposo... ebbene, come al solito ho avuto poco di entrambe le cose.
Per cercare di dare una parvenza di normalità a questo Natale, io e Max ci siamo davvero molto impegnati a tenere indaffarata la mamma con i soliti preparativi culinari, con il risultato che siamo arrivati alla sera della vigilia arcistufi... ma avevamo preparato tutto anche per Natale. Il momento più difficile è stato quello della preghiera prima di mettersi a tavola, tradizione di casa che mi ricordo da sempre ma che quest'anno si è rivelata abbastanza pesante. Mamma ha iniziato ma si è interrotta a merà, io ho finito la preghiera, ma quando è stato il momento dei ringraziamenti e degli auguri per il nuovo anno, la mamma ha detto l'unica frase, che pensandoci a posteriori, poteva essere detta... 'Quest'anno... siamo a posto così!!!' Sì, non ci sono tante parole da dire, e mamma è ancora molto arrabbiata per quello che è successo, piano piano forse le passerà un pochino, ci vuole tempo, tanto tempo...
Poi vabbè, è passato Natale, è passato Santo Stefano, il martedì è stato abbastanza teanquillo e poi basta... finito, caput... ho cominciato a tossire tutta notte, poi febbre, poi si è ammalato pure Max... ed il capodanno sbattuti sul divano, con tanto di copertina sulle ginocchia.
Oggi io ho ripreso a lavorare, la febbre non c'è più ma la tosse persiste e me la terrò per un bel po' mi sa... Max invece ha ancora un po' di febbre quindi se ne è rimasto a casa... chissà, se nei prossimi giorni non starà troppo male, forse, almeno lui, riuscirà un po' a riposarsi...
Venerdì c'è stato anche il matrimonio del fratello di Max. Fortunatamente non eravamo i testimoni, siamo andati solo per la cerimonia e poi dritti a casa a letto... nemmeno al pranzo siamo riusciti a presenziare...
Ma la cosa davvero che mi scoccia è che avevo davvero sperato di ricaricare un po' le batterie in questi giorni ed invece ho iniziato l'anno nuovo proprio come ho terminato quello vecchio, spompa come al solito. Poi, lasciamo perdere che le brutte notizie non finiscono mai, porca miseria, ma non è questo il momento per parlarne, chi ha da capire capisce a cosa mi riferisco, e mi vengono solo una marea di imprecazioni a pensarci, che mica stanno bene subito, così, all'inizio dell'anno.

2012!!! La fine del mondo??? Ma de che??? Va bene essere creduloni, ma non esageriamo dai... se questo mondo ha da finire, finirà, ma succederà senza una data prestabilita, non ci posso credere che ci sia una specie di data di scadenza... e poi hanno già detto che si sono sbagliati, che la fine sarà più avanti, o che c'è già stata ma non ce ne siamo accorti, che si tratta di una rinascita all'interno della vita stessa e non della fine di quella esistente... insomma, pensate quello che vi pare, fate qualsiasi tipo di congettura, vanno bene tutte, tanto io non credo a nessuna di queste... Dal mio punto di vista vorrei ruscire a pensare un po' più positivo per questo nuovo anno, faccio un po' fatica a farlo, dato le prospettive, ma ce la metterò tutta... troppe cose ci sono ancora in ballo, non ci sono certamente momenti di relax in questo anno nuovo, ci sono situazioni irrisolte, alcune molto pesanti ed altre molto meno... Ma la voglia di vedere un po' di luce in fondo ad un tunnell lunghissimo, c'è!!!

Per oggi la smetto qui, ma voglio augurare ai miei 4 lettori e con tutto il cuore, un Buon 2012, modellatevi addosso questo augurio, ogn'uno di voi sono sicura ha delle cose che si augura e che spera... ecco, facciamo che qualcuna di esse venga esaudita entro questo nuovo anno e poi ne riparleremo...