martedì, giugno 14, 2011

A volte...

… dopo il silenzio arrivano le parole, dopo giornate intere passate a pensare se chiudere questo blog definitivamente, dopo ore di strana solitudine anche quando si è in mezzo alla gente… ci si rende conto che non tutto può e deve essere scritto, ma che ci sono cose che le persone forse possono capire anche senza che vengano dette chiaramente. Il fatto che questo non sia un periodo particolarmente felice della mia vita, credo sia chiaro ormai a tutti i miei lettori, i pochi che mi sono rimasti, quelli dello 'zoccolo duro' immaginano anche il perché dei miei silenzi prolungati, anche se forse spesso preferirebbero leggere qualcosa piuttosto del nulla… Sono io che mi faccio troppi problemi, che temo sempre di importunarvi con le mie lamentele e faccio passare le giornate senza scrivere nulla, perché i pensieri che ho in testa sono troppo brutti e cupi. Poi vabbè qualcuno si lamenta che non scrivo niente, altri mi avranno abbandonato silenziosamente e non si ricordano nemmeno che esisto e, al contrario di alcuni blog che leggo, quasi nessuno mi lascia commenti, ma non credo che ci sia molto da commentare…
Nel frattempo comunque, la vita va avanti, le giornate si susseguono le une alle altre, l'estate forse è finalmente alle porte dopo una brusca interruzione durata quasi 15 giorni e tutti intorno a me parlano di vacanze, di relax, di divertimento… Si scelgono i costumi da bagno, si fanno compere in previsione… si guardano hotel, si leggono recensioni, si fanno mille sogni ad occhi aperti, ed io sono lì, spettatrice di tutto questo, con un po' di bava che mi cola dall'angolo della bocca, con una necessità di vera vacanza che non riesco nemmeno a descriverla. Ma per quest'anno non se ne parla, ho l'impressione che non se ne parlerà mai più, ma non perché non andrò mai più in ferie, no, magari, con un po' di fortuna, il 24 di questo mese riuscirò a farmi la mia settimanina livignasca, ma essere in vacanza fisicamente, non significa necessariamente esserci anche con la testa ed è di questo che purtroppo io ho bisogno. Sapete quel termine che si usa spesso denominato 'staccare la spina'???? Ecco, io necessito di questo e fintanto che non capirò come si può fare nonostante la mia situazione ed il mio carattere, rimarrò sempre in questo limbo fatto di stanchezza atroce e di bava che cola al sol sentire parlare di vacanze…

La settimana scorsa mio suocero è stato in ospedale per una serie di esami che, fortunatamente, non hanno portato a nessun risultato preoccupante e sono molto contenta di questo, non so come affronterei la presenza di altri problemi. Purtroppo loro non sembrano di questo avviso, sembrano quasi delusi da questa cosa ed io ci ho pensato tanto, probabilmente troppo e nonostante questo non riesco veramente a capire perché non si riesca a godere della propria condizione di buona salute. Ma se ci si pensa bene, effettivamente, siamo un po' tutti uguali, tutti quanti abbiamo i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni ed è normale che una cosa per me banale possa sembrare molto importante per altri e viceversa, ma cosa volete che vi dica… non so cosa darei perché i miei due vecchi fossero nella situazione degli altri due. Sicuramente gliela farei passare la voglia di lamentarsi di rane fritte, con la mia solita delicatezza da scaricatore di porto non glielo permetterei, già li sgrido poveretti quando si buttano giù a ragion veduta, figurati se avessi a mano due persone sane che si fanno delle pare per nulla… Invece me ne sto qui, a organizzare il compleanno di mio padre, contenta di poterlo fare perché temevo di non arrivarci nemmeno, contenta persino del fatto che si alzi ancora dal letto, che riesca ancora a fare qualcosina senza l'aiuta degli altri… insomma si impara ad accontentarsi delle miserie, perché bisogna essere sinceri, sono veramente delle miserie…
Oggi la mamma mi ha detto 'Sai che cosa mi ha detto il papà ieri… mi ha detto che va a finire che gli tocca di non morire più!!!' Ha fatto una battuta, quell'uomo è veramente sorprendente, nella sua lucidità, nel fatto che ci vuole così tanto bene che continua a reggerci il gioco nonostante io sia certissima che sa cosa sta succedendo. Ed io, mai e poi mai, avrei detto di essere capace di scherzare su queste cose rispondendo a mia madre: 'Adesso poi… ci montiamo la testa da queste parti, mica è stato clonato come il nostro caro B.?' Sabato il papà compirà la bellezza di 78 anni, 6 anni e 3 mesi da quando abbiamo incominciato a capire che c'era qualcosa che non andava… I 6 anni più lunghi della mia vita, e vorrei essere ancora qui, l'anno prossimo a parlare del settimo, anche se cerco di non pensarci, per evitare le lacrime che sono sempre lì. Sabato sera si mangia pesce, porto i miei vecchietti in un ristorante alla buona ma dove si mangia un ottimo pesce e vorrei davvero regalare ai miei due vecchietti una bella serata. Lo so che un po' faccio pena a parlarvi di queste cose, che forse suona anche un po' ridicolo, ma che ci volete fare, è dura, durissima, ogni giorno che passa sempre di più, ogni giorno che passa, vorrei avere le ali e volare lontano, dove le lacrime non possono essere viste da nessuno, dove le mie lacrime non possono fare male a nessuno e quindi posso versarle tutte, ma proprio tutte, fino a quando non ne ho proprio più. I figli devono sopravvivere ai genitori, lo so, lo so, è giusto che sia così, e se tutto va come deve andare sarà così, i figli devono vivere la loro vita, devono staccarsi dal nido, devono abbandonarlo ed i genitori devono essere capaci di affrontare la vita da soli, così come hanno iniziato la loro vita. Ma i miei genitori hanno iniziato la loro vita con i figli, la loro famiglia è composta dai loro figli, hanno sempre custodito il loro nido con molta gelosia e in una maniera molto chiusa e hanno accolto solo le persone legate ai loro figli e il loro amatissimo nipote. La loro vita è tutta lì, troppo selettiva e proprio per questo è così difficile abbandonarli al loro destino, è una cosa che mi spezza il cuore, come mi fa male vederlo in questo momento, così debole, così fragile, lui che è sempre stato una forza della natura. Ed io? Io faccio finta di niente, me ne torno al lavoro con il mio magone, alla sera mi corico nel mio letto pensando alle sue braccia violacee, a quanto mi è sembrato insicuro mentre scendeva quegli scalini e nonostante questo mi sforzo, mi sforzo di dirmi che le cose potrebbero andare molto peggio, che non siamo messi poi così male… ma accidenti a me, non ci riesco, non ci riesco proprio e voglio volare via, voglio ritrovarmi in cima ad una delle mie montagne, voglio poter piangere senza che nessuno mi dica nulla, perché ho bisogno di sfogarmi, consapevole che la cosa non conta nulla, che tutto ritornerebbe come prima un'attimo dopo aver pianto tutte le lacrime del mondo…

Ma sforziamoci di parlare di qualcosa di allegro, rilassante e divertente… Stasera vado a fare qualche piccola spesuccia in previsione della mia vacanza livignasca che come accennato, dovrebbe iniziare il 24 di questo mese per terminare verso la fine della settimana successiva. Ho intenzione di fiondarmi nella corsia adibita al trekking del Decathlon e regalarci un paio di calzettoni nuovi e poi mi girerò intorno, metti che ci sia qualcosa di sfizioso, vuoi proprio che non mi faccia un regalino??? E' chiaro che guarderò anche qualcosa per Max, non mi crederete così egoista… poi la serata prevede anche una capatina a fare la spesa con una cenetta al volo non so ancora dove… Comprare abbigliamento da trekking ho constatato essere molto positivo per l'umore, mi fa sentire un poco vicino a Livigno, mi ricorda cose che amo, se mi concentro per bene, riesco quasi quasi a sentire l'odore sulla pelle che lascia quell'aria frizzantina… Ho detto quasi quasi… :-D vabbè che sono matta, ma mica andata del tutto… Incrociate le dita, fatelo anche per voi stessi, fate in modo che la sottoscritta riesca a ricaricare un po' le pile, che possa tornarsene a casa, alla sua vera e indiscussa casa… ne va della sua salute mentale ed anche un po' della vostra, costretti come siete sempre a leggere questi piagnistei!!!!