martedì, marzo 15, 2011

Serata sul divano

Stasera, invece di dedicarmi al mio passatempo preferito di questi ultimi tempi, che si tratta della catalogazione dei libri che sono riusciti ad annidarsi in questa casa... ho deciso di scrivere due righe sul mio blog, perchè al lavoro, in questi primi giorni di questa settimana fortunatamente corta, la mia mente già fatica a rimanere concentrata, pensa se riesco a ritagliarmi un po' di tempo per scrivere qualcosa che abbia senso. Comunque si diceva che questa è una settimana molto particolare, non mi capiterà di festeggiare un altro anniversario importante della nostra unione, o meglio, forse potrei arrivare ai 175 anni, Maya permettendo, ma sicuramente non arriverò ai 200 anni. Così festeggiamo i nostri primi 150 anni, con una festa d'eccezione il 17 Marzo che io ho colto al balzo per trasformarlo in un mega ponte. Non andiamo da nessuna parte, ma passeremo una giornata in compagnia di amici ed il fatto di rimanere lontano dal lavoro per qualche giorno è già una consolazione non da poco. Devo smetterla di ripetere che sono stanca, ormai ho sorpassato questo stadio da quel bel po', ora mi trovo in una condizione a cui devo ancora dare un nome, ma che assomiglia molto alla disperazione, al fatto di alzarsi alla mattina con il cuore pesante, con la consapevolezza di dover affrontare una nuova giornata senza averne per niente voglia. Tutto quello che faccio, lo faccio come un dovere, come qualcosa che 'devo' fare, ed in questo non c'è niente di strano, la cosa davvero snervante è che non ho uno scopo a cui aspirare, una piccola meta da raggiungere dove c'è qualcosa che mi rende veramente serena. Aspiro sì al weekend ma solo come piccolo break dalla quotidianità soffocante del lavoro di questo periodo, ma poi mi accorgo che non c'è tanta differenza perchè dovrei davvero fare tante cose a casa ma non ne ho voglia e faccio solo il minimo indispensabile sentendomi inevitabilmente in colpa. Sì, infatti passo metà del tempo sentendomi triste e l'altra metà sentendomi in colpa; in colpa perchè non riesco a dimagrire, perchè ho sempre fame ed anche se cerco di mangiare pochissimo non riesco a calare, in colpa perchè non ho ancora pulito i vetri della sala da pranzo, in colpa perchè vorrei ridipingere il tavolo di legno che ho sul balcone, in colpa perchè ogni cosa che faccio mi sento come se stessi scalando l'everest. Sono tutte cose molto stupide, non c'è niente di veramente importante in tutto questo, ma sono le cose che mi passano per la testa e che utilizzo per non focalizzarmi sempre sulla cosa che mi sta devastando la vita e che, a dispetto di tutto, non è giusto che lo faccia. Nel frattempo quindi, ho comprato il farmaco che servirà per le infiltrazioni alla mamma e mi è venuto quasi un infarto. Tre fiale di acido ialuronico sono costate circa 160 Euro e non sono mutuabili ed ancora non so quanto costerà l'iniezione in sè... per una che prende la pensione minima, mi sono detta che per fortuna che è a dieta, perchè con dei costi del genere c'è veramente poco da stare allegri. L'unica cosa che mi posso augurare è che conti qualcosa, lo spero sinceramente, anche se in realtà tutti sappiamo che ci sarebbe solo una soluzione... che si operasse, ma anche il dottore da cui l'ho partata la settimana scorsa, ci ha detto che entrambe le anche sono messe male ed entrambe andrebbero operate. Ma adesso proviamo con questa cosa... magari riusciamo a recuperare un po' di tempo, che in questo momento è l'unica cosa che vorrei, del tempo, mi sento come se intorno a me ci fosse la data di scadenza, ed è una cosa con cui non si può convivere con tanta serenità, o meglio io odio sapere quello che so, e se potessi tornare indietro so benissimo che farei ancora quella maledetta domanda, ma vorrei tanto, davvero tanto non essere fatta così e poter vivere nell'incertezza senza sapere sempre tutto quello che succede intorno. In fondo è da stupidi, domani mattina potrei essere investita da un tir mentre vado al lavoro e tutto questo affannarsi e disperarsi a cosa sarebbe servito: mio padre sarebbe ancora al mondo, mia madre farebbe ancora fatica a camminare ed io sarei morta dopo aver passato gli ultimi 6 anni a combattere come una scema contro una cosa che non aveva nessuna intenzione di darmela vinta... mai lo ha pensato, mi ha solo illusa per qualche periodo, per poi farmi una pernacchia e dirmi che non c'era niente da fare. Ma sabato mattina andremo a prendere il vino in cantina e, dopo qualche giorno, verrà imbottigliato, un'altra azione volta ad affrontare un intero anno insieme ed io so... so una cosa di cui ancora non sono pronta a scrivere, ma che ormai i miei 4 lettori hanno capito benissimo a cosa mi riferisco.

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