martedì, marzo 29, 2011

Profumi antichi...

I miei genitori abitano in un quartiere, le cui case e condomini sono praticamente stati costruiti tutti nel medesimo periodo… parlo degli anni 60 e molte case indipendenti ospitano vecchietti dell'età dei miei, nella maggior parte dei casi messi un pochino meglio come salute, ma l'età e quella…
Ieri sera, mentre me ne tornavo a piedi dai miei, dopo aver fatto lezione al mio studente che abita tre vie più in là, ho sentito diversi profumi. Come dice sempre Max io ho il 'naso mongolo', troppo sensibile, sento gli odori lontano un miglio, sia quelli buoni che quelli cattivi, ma vi giuro che mi si sono inumiditi gli occhi, così spontaneamente, senza una ragione specifica, proprio come a volte mi capita a 3000 mt di altezza di fronte ad un panorama mozzafiato. C'era profumo della mia infanzia, del soffritto che faceva la mamma, della carne ai ferri che, chissà per quale ragione, si fa sì sulla bistecchiera ma con un filo d'olio di oliva sotto, un profumo dopo l'altro, profumi antichi che difficilmente sento dalle mie parti perché i quartieri nuovi ospitano persone con tradizioni culinarie miste, che vanno a creare un mix di fragranze non cattivo ma certamente diverso.
D'un tratto la mamma mi chiama in casa, in quelle serate calde d'estate, mentre stò ancora giocando con le amichette in cortile sfruttando tutta la luce di giornate interminabili. Mi chiama e mi dice… 'Vai a lavarti le mani ed apparecchia che tra 5 minuti si mangia'. Un saluto frettoloso alle amiche, ed entrando in casa sento sfrigolare qualcosa sul fornello della cucina, annuso e cerco di indovinare se si tratta di una braciola che mi piace tanto, e so che ci sarà pure la pasta, con il sugo che la mamma ha preparato a mezzogiorno… Apparecchio, il papà sta sistemando gli ultimi pacchi sulla macchina, domani mattina andrà in ditta a consegnare la roba stirata, ha una sigaretta tra le labbra, riesce sempre a fare tutto con quella, anche quando il fumo gli annebbia la vista e lo scansa con una mano… Non vedo mio fratello, deve essere da qualche parte, forse sta leggendo un libro, non è molto che ha smesso di dare una mano ai miei in stireria, ed ecco che sbuca fresco e profumato di doccia, e siamo già tutti pronti per andare a tavola. C'è il tg per tv, ma lo guarda solo il papà, la mamma da sempre volota la schiena al televisore ed a me non importa nulla, già spero che nel dopo cena le amichette si rifacciano vive e poi chiedo alla mamma se stasera facciamo in tempo ad andare a fare una 'dondolata'. Lei mi dice, come sempre, adesso ci guardiamo, ma so che se riesco a starmene alzata fino a tardi forse c'è una speranza.
Le nostre cene, quei profumi, la nostra famiglia, il nostro mondo, non si tratta di nostalgia, si tratta di ricordare, di non dimenticare, di sapere da dove si viene, cosa c'è stato nel nostro passato, in un passato che troppo spesso sembra così lontano da non sembrare nemmeno essere stato vissuto.

1 commento:

Riccio ha detto...

Un racconto bellissimo, mi hai fatto ricordare le mie serate estive alla casa al mare, quando mia mamma una ne pensava e mille ne faceva, le peperonate o melanzane al funghetto che adoravo, e le tante fettine allora saporitissime (non come ora) ... io però ammetto di essere una nostalgica, ho sempre adorato ricordare e fare esercizio di memoria, infatti ho ricordi dell'età dei 3 anni... ovviamente bellissimi per la loro semplicità!