lunedì, febbraio 28, 2011

Quasi anniversario...

Oggi… in mezzo a tutti i mille pensieri che affollano la mia mente e di cui non vi voglio parlare, per il semplice fatto che non sono ancora pronta per farlo… mi sono resa conto che il prossimo 4 marzo è anche il mio nono anniversario in questo posto di lavoro. Sì, avete capito bene sono già passati nove anni, ho battuto di quasi sei mesi il mio storico impiego e manco me ne ero accorta. Non sembra che sia passato così tanto tempo, non ho ammucchiato quella marea di ricordi che invece tengo gelosamente custoditi riguardo al mio impiego storico… Sono rimasta scottata, l'ingenuità che mi caratterizzava in quei tempi ora non c'è più, il mio offrirmi incondizionatamente al lavoro è solo un ricordo lontano, troppe volte soffocato da tutte le problematiche che si sono avvicendate negli ultimi anni. Tutto questo fa parte dell'evoluzione normale di una situazione lavorativa, le prospettive cambiano inevitabilmente ed anche se l'impegno è sempre quello, le priorità cambiano per forza maggiore. Allora… mi faccio gli auguri da sola: BUON LABOR-ANNIVERSARIO GIANCHY!!! Speriamo che non porti sfortuna farsi gli auguri con qualche giorno di anticipo!!!!

giovedì, febbraio 17, 2011

Piccolo sfogo...

Oggi pomeriggio avrei davvero la necessità di prendere a sberle qualcuno… non importa nemmeno chi, arrivati a questo punto, ho i nervi a fior di pelle e quando sto così mi ci vorrebbe davvero un'isola deserta, anche solo per evitare di fare dei danni… Già il periodo è quello che è, già sono qui in fibrillazione perché ancora non so come è andato quel benedetto esame del papà e martedì, giorno in cui andremo alla visita, si sta avvicinando a grandi passi, lasciandomi sempre meno tempo per digerire l'ennesima mazzata… tutte le volte che mi alzo dalla scrivania mi prendo dietro il cellulare che sta diventando quasi un capo d'abbigliamento… insomma sono tesa e preoccupata come sempre, con la solita aggravante di dover 'tentare' di rimanere concentrata sul lavoro. Poi… ci si mette anche mia madre, che mi fa venire dei nervosi delle volte che non so cosa le farei… Insomma la questione è che, volente o nolente ha le anche che non la tengono più su, ha trascinato e sta ancora trascinando questa situazione da ormai troppi anni e ora sta in piedi solo perché fa delle punture e come ben sapete, non è una cosa che si possa fare per sempre… La settimana scorsa ha rifatto i raggi e prossimamente andremo da un fisiatra, ma io credo che non ci siano molte alternative… se più di tre anni fa era da operare ma si è rimandato perché era troppo pesante, ora non penso che le cose siano cambiate tanto, anzi direi che dei due le cose sono peggiorate. Oggi sono arrivati gli esiti, non ci capisco nulla ma si parla di problemi su entrambe le anche, più accentuati su quella di destra… Lei, candidamente dice 'Non sembrano essere andati tanto bene i raggi…' Io sto calma e le dico che non dovrebbe essere una sorpresa dato che sta in piedi a forza di punturoni… Domani pomeriggio il medico di famiglia viene a casa a visitare mio padre ed io gli ho lasciato un messaggio per farmi dare un nominativo per prenotare una visita a pagamento, che se aspetto la mutua passa un altro mese e mezzo… Lei ha voluto sapere da ME, cosa si potrebbe fare ed io le ho detto che non lo so, ma che forse è venuto il momento di intervenire… Lei si è messa a piangere ed io, mi dispiace, ma non la sopporto, poi se ne è uscita 'Piuttosto che tornare sotto i ferri, voglio morire!!!' Non ci ho più visto e mi è uscita una frase sibillina, le ho detto: 'Mettiti in fila cara, che ce ne sono qui delle persone che vorrebbero morire, muori poi quando è ora!!!!' Lo so che sembro di una cattiveria immane, ma porca miseria, hai in casa una persona che ne ha passate di cotte e di crude, che ne dovrà passare ancora non so quante, se non ti vuoi operare, nel caso che ti dicano che è l'unica soluzione, non farlo, ma non vedo cosa ci sia da piangere, io non costringo nessuno, o almeno, io voglio avere a che fare con persone che riescano a ragionare, non con una che è capace solo di mettersi a piangere e quando ha fatto quello è a posto… Poi ci si mette anche mio padre, che vede che ha bisogno di lei e quindi non vuole assolutamente che si operi… e mi sta bene, non facciamolo, ma perché dobbiamo disperarci sempre per ogni cosa, perché in quella casa tutto deve essere sempre una tragedia??? Come faccio io a gestire una situazione in cui sembra che tutto il mondo crolli addosso a loro, quando ci sono persone inferme in un letto, quando ci sono persone in fin di vita che capiscono tutto ma non riescono più a muovere un dito… Ma si sa, che ogn'uno vede solo la propria situazione, probabilmente è veramente impossibile avere una visione oggettiva. Però se mi permettete un piccolo sfogo, sono proprio STANCA, con la S maiuscola, il detto 'aiutati che Dio t'aiuta' da queste parti non esiste proprio… Mio padre adesso ha nella testa il fatto che deve impiantare una seconda cucina in garage, perché la mamma non è più capace di fare le scale per andare in granaio dove per tutta la vita aveva una cucina alla buona dove poteva fare tutta la puzza ed il casino che voleva. Va bene, facciamo questa cosa, ho coinvolto mio fratello per i lavori da manovale, quelli che non sono capace di fare io, mentre mi sono tenuta il compito dell'acquisto degli elettrodomestici e di tutto quello che serve… Però anche per questa cosa c'è fretta, si deve fare 'per ieri', e se da una parte ho capito benissimo da dove deriva tutta questa fretta, dall'altro proprio mi stressa, perché ogni mezzogiorno è un lamentarsi, perché 'tuo fratello non fa questo, non fa quello…' e che stress… porta pazeinza un attimo, fai in modo da durarci se le cose non vengono fatte come le hai sempre fatte tu, di corsa strenmandosi come se il domani non ci fosse. Se il domani non ci sarà, amen, ci penseranno quelli che restano, perché non possiamo fare le cose con un attimo di calma???

giovedì, febbraio 03, 2011

Telefonate notturne...

Lo ammetto qualche brutto pensiero a volte mi viene, la voglia di alzare le mani su qualcuno fa parte un po' del mio DNA, anche se poi, il mio essere donna mi ha sempre fermato, ma… se riuscissi a beccare la persona che questa settimana, già per la seconda volta mi telefona in piena notte per poi mettere giù quando scatta la segreteria, potrei davvero appioppargli un paio di sberloni… La prima volta è successa lunedì notte… verso le due e potete immaginare che spavento mi sono presa… fossi in una situazione tranquilla magari me ne importerebbe meno, ma la prima cosa che ho pensato è che stesse male mio padre e quando non sono riuscita a rispondere mi sono arrovellata per un bel po' pensando se dovevo chiamare casa oppure no. Stanotte invece mi ha semplicemente svegliato, ed innervosito ma non vorrei proprio che diventasse un'abitudine, altrimenti mi sa che l'unica alternativa che mi rimane è quella di staccare il telefono.

Beh, diciamo che è solo un tassello che aumenta la mia stanchezza cronica e le occhiaie sempre più profonde che hanno fatto capolino ultimemente sul mio viso. Ma giorno dopo giorno sto andando avanti, ho solo due momenti molto critici: alzarmi alla mattina e subito dopo pranzo quando faccio ritorno in ufficio. Il secondo non è certo dovuto ad una digestione lenta e difficile, perché mai come questa settimana sto facendo super a modo, vedremo lunedì prossimo se anche la mia bilancia penserà che sono stata molto brava…