martedì, gennaio 25, 2011

Ansia...

E' come un'onda che piano piano sale e manco te ne accorgi perché si avvicina piano piano senza far rumore, fino a quando non è troppo tardi per fermarla e ti ha sommerso completamente. Si vede dal di fuori? Non lo so, di solito faccio di tutto per nasconderla, ma magari ho delle reazioni più impulsive, magari le occhiaie che di solito non possiedo tradiscono le notti insonni, non ne sono sicura, confido nel fatto che intorno a me non ci sono persone a cui interessa veramente come sto. Ho anche un alibi, la tosse malefica che non mi lascia in pace, posso sempre dire che è colpa sua, ma tra di noi possiamo anche calare un attimo la maschera, giusto??? Guardo il cellulare che giace silenzioso sull'alzatina del mio monitor, vorrei non squillasse mai, vorrei non ricevere la telefonata che sto aspettando, è passato il periodo in cui non vedevo l'ora di ricevere risposte, ora vorrei non doverle ricevere. Ho fissato alcuni appuntamenti per la mamma, la situazione delle sue anche non è più sostenibile, e già cerco di immaginarmi come fare per gestire un'eventuale operazione, mesi e mesi di rieducazione da far fare ad una persona che non fa che piangersi addosso, con al fianco uno che ogni tanto cade e fatica a rialzarsi. Ci vorrebbe una badante? Come faccio a gestire anche questa cosa? Come faccio a non darci a mucchio con tutto? Come faccio… non lo so, loro mi parlano di tantissime cose che devono essere fatte ed io mi accorgo che mi rinchiudo in un assoluto mutismo, vorrei solo scappare via, lontanissimo, non voglio sapere più niente di niente, ma dato che non lo posso fare me ne sto lì in silenzio, sperando che qualcosa succeda, che qualcuno prenda delle decisioni al posto mio, ma questo qualcuno non c'è, o meglio, ci sarebbe se io impartissi ordini, ma non ho voglia di fare nemmeno quello. Poi penso alla MIA vita, a quanto sono imbecille, a quanto me la racconto ogni giorno, e non mi capacito di essere arrivata a questo punto, dove tutto e dico tutto è così faticoso che l'unico pensiero che ho alla sera quando mi corico è rivolto a quel senso di angoscia opprimente tipica di chi non vorrebbe dover affrontare il girono seguente. Riempio i buchi della mia vita con cose insignificanti, che spero mi diano sollievo, ma purtroppo non ci riescono, perché sono gioie amare, sono ore d'aria che non mi soddisfano. Eppure rimango aggrappata a queste facezie, ci rimango avvinghiata perché temo di perderle come le tante cose che ho perso piano piano in questi anni. Quindi mi carico ancora di più di ansia… mi sono buttata a capofitto in una progetto di lavoro che probabilmente mi sarebbe stato appioppato in ogni caso, ma che in questo modo mi carica ancora di più di ansia… Se non riesco a rispettare i tempi di consegna? Se non riesco a fare una cosa fatta bene??? Se se se… ed intanto la testa mi duole e mi sento sempre meno all'altezza di tutto.
Dopo questo sfogo, di una inutilità proverbiale, mi rimetto al lavoro… ci sono tante cose da fare. Devo concentrarmi, devo tentare di spezzettare le giornate in compartimenti stagni, non ci riesco, ma ci devo provare… ed intanto il cellulare non si è moddo di un millimetro...

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