lunedì, novembre 08, 2010

Sfogarsi...

Avrei bisogno di urlare, di rompere qualcosa, di scaraventare a terra tutto quello che mi passa per le mani ed invece me ne sto buona buonina, seduta alla mia scrivania, quando ormai questo lunedì di lavoro è quasi terminato. E poi? Poi il mio elettroencefalogramma diventa completamente piatto, mi sembra quasi di sentire uno dei miei pochi neuroni che dice con disperazione sempre crescente 'C'è nessuno???' Ma gli altri sono troppo impegnati in pensieri che non hanno né capo né coda, balzando dalle spese pazze che ho fatto ieri al Villaggio di Babbo Natale, al fatto che quest'anno sono sicura che sarà un Natale bruttissimo, che forse mi toglierà una volta per tutte la voglia di festeggiarlo. Mi aspetto solo brutte notizie, mi aspetto che succeda qualcosa di brutto, bruttissimo, che le analisi del papà siano irrimedibilmente brutte e senza via d'iscita, insomma una specie di consacrazione di ciò che già so e che aspetto solo che qualcuno me lo dica ancor di più a chiare lettere. Mi dispiace, sarò egoista anche in questa occasione, ma mi dispiace così tanto privarmi anche del Natale, mi sembra quasi un'ingiustizia, mi sembrerebbe quasi di aver diritto almeno ad un momento tutto mio in cui dedicarmi a qualcosa che mi piace davvero. Se anche non ne ho nessun diritto, non posso farne a meno e ieri la mia testolina frullava progetti legati all'albero di Natale ed al presepe, anche se è appena passato Hallowen ed è davvero troppo presto per pensare a certe cose. Sabato sera, ho scritto due righe sul mio portatile e poi non le ho pubblicate, lo sapevo che alla fine non l'avrei fatto, mi detesto così tanto quando i pensieri ricadono sempre lì, quando mi accorgo che pensando alla mia vita non riesco a vedere quasi nient'altro che una camera di ospedale con mio padre che, pallido pallido, cerca di riposare… Mi faccio tristezza da sola, sono penosa ed anche tanto tanto rompiballe… Cavolo, guardati intorno, quante cose ci sono che si possono fare, quante cose si possono pensare in una giornata… c'è proprio bisogno di andare sempre a parare lì??? Ed ecco che la rabbia sale di nuovo, una rabbia incontenibile, verso il mondo intero, verso me stessa, verso tutto ciò che ha fatto sì che io diventassi quella che sono, quella insulsa Gianchy che i colleghi manco considerano, che se ne sta in un angolo e lascia che la vita trascorra… che i giorni, i mesi e gli anni passino… come se tutto questo non gli appartenesse. Guardandomi dall'esterno non mi do una lira, pensa cosa possono pensare gli altri, e tutto sommato non me ne importa un fico secco, perché se me ne importasse davvero farei qualcosa per cambiare questa vita!!!! Non ci avete capito niente??? State per chiamare la neuro??? Ecco, sì fatelo va che mi fate pure un piacere…

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