lunedì, luglio 26, 2010

Pensieri seri...

Ho scritto appositamente seri, perché non sono del mio solito umore nero che più nero non si può, non sono nemmeno contenta, diciamo che sono 'neutra', una specie di situazione di stallo in attesa di capire se mi devo sentire molto triste per il bicchiere mezzo vuoto, o molto contenta per quello mezzo pieno. Però la giornata mi ha fatto venire alla mene un discorso che facevo qualche anno fa con un'amica, che ha perso prematuramente la mamma con uno dei mali che io chiamo 'del secolo'. Non mi piace molto usare il termine 'tumore' come pure 'chemioterapia' e non vi so spiegare il perché di questa cosa, ma comunque di questo si tratta alla fine, ed i miei 4 lettori lo sanno bene, non c'è bisogno di ricordarlo di continuo…
Comunque, dicevamo… che parlavo con questa mia amica che mi diceva che purtroppo se ne sa ancora veramente molto poco, che sono malattie che variano moltissimo da persona a persona e nonstante tutte le ricerche non si è ancora arrivati ad una cura che dia sempre ed invariabilmente risultati positivi, diciamo che ci sono talmente tanti fattori in ballo che ogni esperienza è diversa dalle altre. Ho sempre condiviso questo punto di vista, ritengo da sempre che viviamo comunque in un'epoca fortunata, dove almeno si può provare a curare queste malattie e che, in alcuni casi, si riesce anche a vincere. E' chiaro che si vorrebbe arrivare alla vittoria assoluta, a poter annoverare queste malattie tra quelle che si 'curano', e chissà, forse un giorno ci arriveremo, forse io non vedrò quel giorno, ma la speranza che i nostri figli la vedano c'è e ci sarà sempre. Vi chiederete da cosa scaturiscono questi pensieri e dato che non c'è niente da nascondere ve lo dico subito… dopo un primo periodo di chemio, il papà ha rifatto gli esami che hanno rilevato un arresto della malattia nel senso che non ci sono nuove formazioni, ma purtroppo qualche nodulino si è ingrossato. A dire del medico che lo segue, non si tratta di un risultato disastroso, in quanto il farmaco ha comunque fatto qualcosa di positivo nell'arrestare la formazione di masse nuove, ma ci ha indirizzato verso una modifica della terapia nella 'speranza' che il nuovo farmaco possa non solo tenere a bada la situazione ma arrestarne definitivamente l'andamento. Ecco perché parlavo di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto… perché effettivamente mi sembra che la situazione sia tale… ma questo la dice anche lunga sul fatto che si va molto a tentativi, a statistiche… 'Questo farmaco ha dato questi risultati… etc'. Per carità, ci sta, ci sta tutto, non sono rimasta delusa, non mi aspettavo certo un miracolo, forse anzi mi aspettavo anche un risultato peggiore, un po' perché sono di un pessimismo cronico innato ed un po' perché il periodo della speranza di una guarigione se ne è andato qualche tempo fa e non potrà tornare…
Vi starete chiedendo come la vive mio padre… diciamo che, nonostante le sue debolezze, la sua stanchezza completamente giustificata, i suoi momenti di nervosismo capibili e tutta la situazione in generale, mi sta davvero 'aiutando'… io gli ho fatto una promessa qualche mese fa, gli promisi che non l'avrei mai lasciato solo, che avrei affrontato anche questa battaglia al suo fianco e lui, da parte sua, sta appiccicato al mio di fianchi, cosa che mi fa sentire molto orgogliosa e fortunata. Qualcuno mi ha detto che un po' di merito ce l'ho pure io se lui si comporta così, ma io non vi nascondo, che so benissimo che è solo merito suo, che solo l'amore che prova per le persone che gli stanno intorno gli da la forza di continuare a combattere e quindi è solo merito suo!!! Questa nuova notizia deve ancora essere metabolizzata, io ho messo talmente tanto l'accento sul bicchiere mezzo pieno che spero di aver un po' intorpidito le acque, di essere stata almeno un pochino convincente, e chissà, magari ce l'ho pure fatta, è una cosa che scoprirò solo nei prossimi giorni…
Tra qualche anno mi sa che ricorderò questo periodo come un periodo molto particolare, un periodo nel quale ho conosciuto ancora più profondamente mio padre, un periodo che mi ha regalato momenti molto brutti insieme a qualche momento molto bello, in cui io e lui, da soli, ci siamo ritagliati qualche ora di chiacchiere… cosa che non sempre accade tra un genitore ed un figlio, soprattutto quando i figli diventano adulti. Sebbene io abbia sempre avuto un buon rapporto com mio padre, nonostante il suo carattere non semplice, che io ho ereditato in tutto e per tutto, solo ora riesco a volte a godermelo, è sempre stato troppo preso dal lavoro, dalla sua smania di creare un futuro per i suoi figli e questo forse ha danneggiato il rapporto che ha con mio fratello… Io, invece, forse proprio solo per carattere ne ho risentito meno, e l'unica cosa di cui godo in questo periodo sono le nostre chiacchiere, il suo rivangare vecchi ricordi, alcuni sentiti già mille volte ed altri inediti. Nelle nostre mattinate fatte di attese, nei nostri caffè freddi presi al bar dell'ospedale che lui scherzosamente chiama 'spiaggia' perché ci sediamo sotto un ombrellone da spiaggia intorno ad un tavolino di plastica giallo che fa davvero barettino da spiaggia… ci raccontiamo cose della nostra vita, molte delle quali insignificanti, altre importanti e ci ascoltiamo, l'un l'altro, mai sazi del nostro raccontarci, perché non c'è nessun giudizio da dare, nessun consiglio non richiesto da elargire, siamo solo noi due, con i nostri ricordi, la nostra vita insieme e quella che ci siamo costruiti nel corso degli anni e tutto ciò è un grande regalo!!!
Ecco perché, in questi ultimi giorni sto pensando seriamente di andarmene con loro qualche giorno in montagna, sfruttando una settimana in cui Max è costretto a lavorare ed in cui io invece potrei starmene a casa… Lo vorrei fare principalmente per lui, per fargli cambiare aria senza che però si senta in apprensione perché da solo in un posto lontano da casa… ma lo farei anche per me, per godermelo ancora un pochino, per godermeli entrambi, e per far capire alcune cose anche a mia madre, con cui parlo davvero molto poco e sento che ha bisogno di chiarirsi, di capire il dolore che le attanaglia il cuore di continuo, e che sebbene io capisca più di qualsiasi altra persona al mondo, deve cercare di allentare la presa, per lei ma anche per il papà… Noi tre, di nuovo insieme, senza pensare a niente per qualche giorno, potrebbe essere un toccasana… oppure no, non lo so… diciamo che io mi faccio delle idee, poi non è detto che sia così la storia, è solo una mia supposizione. Vedremo… ci penseremo, omai non è che ci sia tanto tempo per pensarci… ma ci penseremo… dovrei anche convincerli e anche questo non è un problema da poco!!! :-P

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