martedì, aprile 27, 2010

Stanchezza...

Diciamo che è la primavera, oppure anche la stagione, la cappa che c'è oggi mi ha letteralmente STESO!!! Sono di uno stanco che se mi metto in un angolo, appoggiata al muro, potrei farmi pure un pisolino. L'idea che stasera mi aspetta pure la palestra è devastante, mi sembra di dover andare ai lavori forzati, vorrei solo andarmene a casa e stendermi sul mio lettone, anche se probabilmente non riuscirei a dormire molto…
Oggi, nella pausa pranzo ho portato il papà ad una ennesima visita, una di quelle che mi fanno stare male, in cui non ci sono belle notizie, in cui si cerca di dare le brutte notizie nel modo giusto e per fortuna ho incontrato una dottoressa che lo sa fare. Io come al solito sono al corrente di tutto, di tutto e di più perché so già come andrà a finire, mentre mio padre viene informato piano piano delle cose, pur non nascondendogli nulla. E' il modo giusto, è inutile mettergli di fronte tutto il malloppo in una volta sola, avrà tempo e modo di capire come si svolgeranno le cose anche senza dirglielo brutalmente. Ed io??? Beh io non c'entro nulla, come dice la dottoressa io 'devo fare la figlia' e a detta sua, della dottoressa, è già sufficiente. Sfoglio l'agenda e scrivo i vari appuntamenti, e mi sento ancora più stanca. Ho mangiato la mia insalatina, mi è pure piaciuta e vorrei essere a km di distanza, non so nemmeno io dove, ma certamente il più lontano possibile da tutto. In questo momento non riesco a pensare a niente di positivo, non riesco a trovare un 'pensiero felice', riesco solo a sentire la stanchezza, come se fosse un dolore che mi attanaglia il cuore e si espande a tutto il corpo. Vivere giorno dopo giorno riempiendo il tempo che mi è stato concesso su questa terra con una moltitudine di cose insignificanti nel tentativo di non pensare a quello che veramente mi sta a cuore mi sta divorando dentro, piano piano, un pezzetto alla volta e me ne sto qui a fare finta di niente, perché purtroppo non c'è niente che io possa fare. Ho pregato e sperato che mio padre potesse essere uno di quei pochi 'miracolati' a cui la malattia decide alla fine di dare tregua, ma non è il suo destino, non sembra che debba essere così e me ne sono fatta una ragione. Ma è una ragione dolorosa, fatta di spine, non credevo che si potesse soffrire in silenzio così tanto, che si dovesse fingere con le persone che si amano per non far trapelare tutta la frustrazione che si prova quando si ha a che fare con queste malattie. Ogni volta mi dico che non riuscirò a tenere a botta ancora per molto, eppure sono ancora qui, sono qui a scrivere sulla mia agenda e prendere nota delle cose che si devono fare a cercare di pensare anche ad altre cose, insomma sono qui che boccheggio nella mia vita, vedendo che purtroppo mi sto tirando appresso anche persone che non c'entrano nulla. Forse non ero destinata a farmi una famiglia, forse aver 'costretto' Max in questo mio limbo è stato un vero e proprio errore, eppure io me lo tengo ben stretto, non lo mollo, è la mia unica ancora di salvezza, la mia piccola isola felice, dove andarmi a rintanare alla sera, dove riporre qualche pensiero che non abbia niente a che fare con tutto il resto.

E gli amici dove li mettiamo? Gli amici sono una vera e propria benedizione, quelli vicini, quelli lontani, quelli che si vedono spesso e quelli che non si vedono mai… non importa… ci sono e saperne l'esistenza è un vero toccasana. Ogni tanto poi, avere pure la possibilità di passare un po' di tempo con loro mi riempie di linfa vitale, mi ricarica e non so bene spiegare il perché, è così e basta… Il weekend appena trascorso ne è una testimonianza tangibile, ho passato un paio di giorni veramente spensierati, che mi hanno riportato alla bellissima settimana che abbiamo passato in compagnia di Paola e Sandro. Questo weekend avevamo a casa i nostri amici di Milano e nonostante il tempo non molto clemente di Sabato, io e Max ci siamo improvvisati 'ciceroni della domenica'. Poca roba, eh… purtroppo i miei buoni propositi riguardanti il preparare un po' di documentazione sulle nostre zone è andata ancora una volta a ramengo… però quanto è stato bello perdersi in chiacchiere, raccontarsi l'un l'altro le nostre cose di tutti i giorni, gironzolare per i nostri centri storici, che per noi sono così 'normali' e provare a calarsi nei loro panni, vederli con gli occhi di chi li vede per la prima volta… Spero che si possa fare al più presto qualcosa insieme, c'è una mezza idea in giro, ma non ne parlo, per scaramanzia preferisco non scrivere nulla, chissà che non sia la volta buona che riusciamo ad organizzarci…

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