venerdì, agosto 28, 2009

Un nuovo bollino

Sì, ho un nuovo bollino per la mia personale raccolta degli ospedali d'Italia. Ora che sembra essere tutto finito, dopo due giorni di quella che io chiamo la 'nostra solita follia', ancora non riesco a capacitarmi come sia possibile essere così 'sfigati'. Scusate il linguaggio ma non posso non definire in questo modo ciò che vi sto per raccontare.
Vi ricordate vero che i miei vecchi stavano trascorrendo una misera settimana di vacanza ad Andalo??? Ecco dicendo questo già vi ho messo sulla giusta via… mercoledì notte il papà non si è sentito bene, ha cominciato ad avere molto freddo, gli è salita la pressione alle stelle ed i battiti erano molto veloci, ma tutto questo io l'ho imparato solo giovedì mattina alle 7:30. Da questo momento la 'solita Gianchy' ha fatto una giravolta su se stessa e si è messa in modalità ciclone… ma andiamo con ordine.

Mamma mi ha beccato sulla porta di casa, proprio mentre uscivo per andare al lavoro e dico alla mamma che la richiamo al più presto. Arrivo al lavoro e la pulsantiera che apre la porta d'ingresso non da segni di vita. Entro comunque e vedo che l'armadio dei contatori è spalancato, cosa che non è un buon segno… ok, il temporale della sera prima aveva fatto qualche danno, ma mai potevo immaginare che non fosse possibile andare in internet ed io avevo bisogno comunque di ottenere il numero della guardia medica di Andalo o comunque di qualche medico che mi andasse a visitare il papà. Voi vi chiederete: 'Ma come non hai tutti i numeri di tutti i medici d'Italia???' Cavolo il libricino suddetto lo avevo dimenticato a casa… Senza stare a tediarvi, riesco a recuperare il numero della guardia medica che becco proprio per il rotolo della cuffia e che mi fa la grandissima cortesia di andare a vedere il papà anche se ormai il suo turno era finito. Lo visita e dice che sarebbe meglio andare al pronto soccorso a fare un elettrocardiogramma per escludere qualsiasi tipo di problema cardiaco. Invece di aspettare il mio arrivo opto di far arrivare il 118 in modo che possa iniziare i suoi esami all'ospedale mentre io imbocco l'autostrada per arrivare il prima possibile all'ospedale di Trento. Vi risparmio la fatica che ho fatto per arrivare all'ospedale, tipico di quando devi andare di punto in bianco in un posto che non conosci, e comunque l'importante è arrivarci… e ben presto imparo che vogliono ricoverare il papà nel reparto annesso al pronto soccorso che si chiama una cosa del tipo 'Osservazione breve'. Gli hanno riscotrato la riacutizzazione della bronchite con infezione annessa che gli ha provocato la febbre alta. La cosa positiva è che possiamo escludere qualsiasi problema al cuore… ma il ricovero ha dato il via alla seconda grande giravolta. Sgombero totale dell'appartamento ad Andalo, ritorno in ospedale con le cosine sufficienti per una notte e poi alle nove di sera siamo partiti alla volta di Carpi. Stamattina ore sette ero di nuovo in autostrada con la mamma, alle nove stavo discorrendo con il primario di pneumologia che aveva appena consegnato a mio padre tutti gli incartamenti per la dimissione con tanto di terapia antibiotica per combattere l'infezione. Alle 11:15 stavamo aprendo la porta di casa a Carpi ed io dopo 400 km senza fare colazione, con la tensione alle stelle ed una notte quasi insonne alle spalle non mi ricordavo nemmeno come mi chiamavo.

Prima che me lo chiediate ve lo dico io: 'Come mai sono tornata a casa ieri sera invece di rimanere ad Andalo nell'appartamento ed eventualmente venire a casa direttamente stamattina col papà?' Perché ho fatto un errore… ieri mattina, alla prima giravolta, non me la sono sentita di andare completamente sola ed ho chiesto a mio fratello di venire con me. Dato che 'l'orsacchiotto di peluche' (nuovo nomignolo che gli ho trovato ieri dopo il suo apporto sostanzioso agli eventi della giornata…) non si è sbilanciato in nessun modo, non mi sembrava giusto costringerlo a stare fuori casa una notte… la cosa buffa è che ad Affi, sulla via del ritorno l'orsacchiotto si è improvvisamente destato ed ha affermato che non gli era venuto in mente, ma che potevamo rimanere effettivamente nell'appartamento… un po' fuori tempo, ma si sa che gli orsacchiotti hanno i riflessi un po' lenti. Forse avrei dovuto impormi anche in questo caso, ma quando si tratta di fare qualcosa per me stessa, sono sempre la solita cretina, non riesco ad essere egoista nemmeno quando è giusto… uffa…

Beh… in definitiva le vacanze dei miei due vecchi sono finite così con un giorno e mezzo in un nuovo ospedale, il famigerato S. Chiara di Trento… dove ho scoperto che esistono guardiani al pronto soccorso tutti vestiti di nero, che tengono fuori tutti i parenti e sgombra l'entrata, dove ci sono tantissimi cunicoli dove l'unico modo per districarsi è seguire linee colorate che si trovano sul suolo, dove per parlare con i medici bisogna avere un santo in paradiso… Un nuovo bollino da appiccicare sulla mia scheda degli ospedali conosciuti, da cui ho preso il titolo di questo post.

Non posso nemmeno descrivervi quanto io sia dispiaciuta di tutto questo, di quanto io mi senta in colpa, dopo tutto quello che ho fatto per convincerli a cambiare aria… ecco il risultato, sono tornati a casa più stanchi ed affranti rispetto a quando sono partiti. Perché devo essere così 'sfigata' con questi due personaggi, perché per quanto faccia non riesco a farli stare bene??? Forse perché non è destino, forse perché sto combattendo contro i mulini a vento??? Sì, è probabile ma non posso evitarlo, non posso arrendermi, non posso pensare che non sia possibile passare qualche periodo di serenità… mah…

1 commento:

Riccio ha detto...

Tu fai del tuo meglio, ma gli imprevvisti possono capitare sia a casa che fuori... penso invece che per lo meno siano riusciti a godere di qualche bella giornata di svago. Hai fatto bene, non sentirti in colpa.