lunedì, giugno 08, 2009

Non ho parole...

Il lunedì si sa è uno dei giorni più pesanti ed insopportabili di tutta la settimana, sempre… puoi fare quello che vuoi nel weekend è sempre così. Poi alle otto del mattino arrivi nel parcheggio della tua azienda ed il cell inizia a suonare. Già ti sale in batticuore, il tato è mezzo km più avanti a te, che sia successo qualcosa??? Ho i due trapelli che non vedo dalla sera precedente, che stiano poco bene??? Insomma, non avrò figli ma delle ansie riesco a crearmene più io in un nano secondo di una madre con quattro figli. Prendo il cell e vedo che mi chiamano i due trapelli, prendo un respiro e rispondo. La voce di mia madre è inequivocabile, c'è qualcosa che non va. Il papà è stato poco bene stanotte, ha avuto dei forti dolori al torace, scapola… etc… cosa facciamo??? Rintraccia subito il medico di famiglia e se non se la sente di andarci da solo vengo a prenderlo. Per fortuna sembra che la cosa sia rientrata nei limiti della normalità, la mattinata non è passata molto bene, come potete immaginare, ma il responso del dottore non è stato catastrofico come sono riuscita a figurarmi in quelle poche ore. Il dottore dice che si tratta di un dolore costale dovuto ad un vecchio reumatismo e gli ha dato delle pastiglie che può assumere insieme a tutte le altre medidicine. Il dolore già stamattina non era forte come stanotte, ma si è spaventato poveretto, mi ha detto che non riusciva nemmeno a mettersi seduto sul letto dal dolore. Io non so cosa dire, non so nemmeno cosa pensare, sono sempre così in tensione per lui, non è una cosa normale, non posso essere diventata così pessimista, non posso stringere forte forte i denti tutte le volte che succede qualcosa come se fosse una cosa irrimediabile. All'inizio non reagivo mica così, all'inizio mi davo sempre una speranza, mi autocostringevo a pensare positivo, ora, invece non faccio che vedere tutto nero, mi faccio piccola piccola nel mio guscio fatto di buio e preoccupazione e chiudo le porte per proteggermi dal mondo esterno. Non va bene, non va per niente bene… sono destinata probabilmente a vedere molte giornate di questo tipo, anzi, fossero tutte così potrei metterci una firma, con quello che ho vissuto negli ultimi 4 anni ci sono state giornate ben peggiori… eppure non ci riesco, non ce la faccio, mi sento come se avessi una cicatrice che ogni volta che succede qualcosa si riapre troppo facilmente e comincia a sanguinare.
Tempo fa pensavo che dopo un po' ci si facesse il callo, che l'esperienza rendesse più forti, più pronti nell'affrontare le cose ed invece io mi sento molto più debole, più inerme, come se il sapere tante cose invece di arricchirmi mi avesse tolto qualcosa. Sono arrivata alla conclusione che l'ignoranza su certi argomenti è una specie di salvavita, se non le sai le cose, non ti possono terrorizzare, se non tocchi la sofferenza con le tue mani, puoi esserne consapevole ma non averne il polso. Vorrei riuscire a fare tesoro di queste giornate, capire veramente quanto sia deleterio stare così male prima del tempo, ma sebbene me ne renda perfettamente conto temo di sapere che la prossima volta reagirò nello stesso identico modo.

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