giovedì, maggio 21, 2009

Le città che cambiano…

Non sono mai stata una molto attenta ai cambiamenti che si manifestano di continuo nella città dove vivo, ed ora che poi abito in un paese che non può essere definito cittadina perché è veramente troppo piccolo, mi accorgo solo se stanno costruendo qualcosa di nuovo dalla presenza di gru che sovrastano i palazzi…

Rimango comunque una 'carpigiana' (=abitante di Carpi) anche se forse non ci tornerò mai più ad abitare e quando parlo di cittadina parlo di quella, perché comunque ci bazzico giornalmente, e rimane il mio punto di riferimento per negozi e quant'altro. Ieri era il patrono di Carpi, patrono che ho festeggiato fino al termine del liceo e che poi non ho più avuto l'onore di farlo… Quando ero piccola era una giornata che di solito si dedicava alle giostre, nel pomeriggio trovavo qualcuno che mi ci accompagnava, ma questa è un'altra storia, una storia che ho già raccontato…

Anche se lavoro a pochi km da Carpi, in ditta si festeggia il 24 giugno ed una signora che da sempre abita sotto il comune di Soliera ieri mi ha raccontato che quando era piccola lei, il patrono si festeggiava la prima domenica d'agosto (poi non si sa bene per quale motivo il patrono è cambiato… misteri che non conosco!!!). Comunque, lasciando perdere le solite divagazioni, ieri dopo il lavoro avevo una commissione con i miei e poi avevamo pensato di fare quattro passi in centro a Carpi per 'la notte bianca' organizzata proprio in onore del patrono.
La commissione sopra-citata consisteva nel portare la mamma da una sarta che conosciamo da sempre, che anni fa aveva un negozio in centro a Carpi molto conosciuto e che ora continua a 'strappolare' per i suoi vecchi clienti nonostante l'età ed i vari problemi di salute. Abita in una mega-villona nelle campagne solieresi con quattro cani, un pezzo di casa data in affitto e un sacco di terra coltivabile, anche quella in affitto… Ieri sera ci ha tenuto là in compagnia per un'oretta, si sente molto sola, le è morto il marito da poco ed ha solo un figlio che non vive lì con lei e che ha fatto scelte di vita che lei non condivide. Credo che sia quasi impossibile non deludere i propri genitori, è abbastanza normale che abbiano delle aspettative su di noi, probabilmente, se fossi madre, anche io farei sogni sul futuro di mio figlio, vorrei che avesse la vita migliore possibile, insomma il meglio del meglio…
Mi viene un po' di magone quando vedo persone che stanno così male, non ci posso fare nulla… ha un fracasso di soldi questa signora, possedimenti un po' sparsi per la provincia di Modena, ma questo è un esempio lampante di quanto sia vero che i soldi non fanno la felicità.

Quando siamo venuti via, la signora si è raccomandata di andarla a trovare presto… ci andremo, a me è sempre stata simaptica…

Una volta a casa dei miei abbiamo approfittato del punto di appoggio per mangiarci una pizza in compagnia e poi la sottoscritta ha avuto la brillante idea di andare in piazza a piedi. Casa dei miei non è lontanissima, ma io proprio non avevo le scarpe adatte e quando siamo tornati avevo i piedi in fiamme… Comunque andando verso il centro siamo passati per una zona che da anni non frequentavo… oltre al fatto che è nato un parco giochi con tanto di giostrine che giuro non ho mai visto… sono passata di fronte ad una casa che quando ero piccola si chiamava 'la Cappuccina' (o comunque così la chiamavano i miei genitori). E' una vecchia casa colonica che ora è stata completamente ristrutturata e non so bene cosa ci sia dentro, mi sembrava tempo fa di aver capito che ci fossero degli uffici comunali. Comunque, quando ero alle elementari, lì vi viveva una maestra che faceva scuola dove andavo io ma in un'altra sezione e che, a pagamento, si prestava per i doposcuola. I miei, sempre poco impegnati ( :-S ), mi portavano alcuni pomeriggi della settimana da lei e qui facevo i compiti e mi esercitavo. Ho dei ricordi abbastanza particolari di quei tempi… Mi ricordo che si entrava per un portone molto grande di legno massiccio, in un atrio ampio e sempre semibuio, sul quale si affacciavano diverse stanze. Io ero molto curiosa di vedere le altre, ma ho sempre solo visto quella dove la maestrina (il suo nome è Virgina) teneva il doposcuola. In questa stanza, la luce entrava da una finestra abbastanza grande che possedeva le inferriate, c'era un tavolone molto grande di legno massiccio scuro e sedie dello stesso tipo. Non ero l'unica, ma mi ricordo solo un'altra ragazzina, molto più grande di me… e quel profumo, quell'odore di legno massiccio misto a carta antica, quel profumo di 'biblioteca' di una volta, piena zeppa di libri antichi… Non mi chiedete se mi piaceva andarci, non me lo ricordo e comunque non credo di essermi mai posta questo problema, ero troppo piccola e quello che i miei dicevano di fare, io lo facevo punto e basta. Tra l'altro solo ora mi ricordo che questa cosa non è durata per tutte le elementari, credo di avere bazzicato il doposcuola solo in prima ed in seconda, quando avevo una maestra che non insegnava quasi nulla ed i miei erano molto preoccupati. Poi con l'avvento del maestro Michelini le cose si sono messe a posto da sole e mi ricordo solo che qualche anno dopo, quando la maestra non viveva già più lì, sono andata a trovarla in un'altra bellissima casa che condivideva con il fratello (entrambi non si erano mai sposati) e mi ricordo benissimo il suo studio, una delle cose più belle che io abbia mai visto, il sogno di tutte le persone che vorrebbero possedere uno studio. Sempre arredato con mobili di legno massiccio, in questo studio c'era un camino funzionante, la scrivania antica bellissima con tanto di calamaio che la maestrina ancora utilizzava, porta documenti in pelle verde e per terra un bellissimo tappeto stile pelle di mucca bianco e nero. Non so se sia ancora viva, lo dovrei chiedere ai miei, probabilemente loro sanno che fine ha fatto, so che il fratello è deceduto in seguito ad una malattia, ma di lei non so più nulla. Non aveva un carattere semplice, era molto severa, forse per questo era considerata così brava, anche se poi una delle mie amichette la ebbe come maestra e sentivo sempre sua madre che si lamentava, dicendo che era troppo antica. Io non ho mai capito di cosa si lamentasse, io vedevo solo che la mia amichetta a volte veniva a casa con dei piccoli regalini, coccarde rosa con scritto sopra il numero 1, vinto in seguito ad una ricerca che era stata premiata dalla maestra stessa. Avrei voluto anche io partecipare a quelle gare, quella delle tabelline l'avrei potuta vincere, mia madre, quella fissata, per un certo periodo, me le faceva ripetere tutte le sere… con una costanza ed una determinazione che ora mi chiedo dove trovasse.

L'ultimo ricordo che ho dei tempi del doposcuola, forse quello più brutto è che ad un certo punto mi aveva appioppato un soprannome, li ho sempre odiati i soprannomi, non li ho mai compatiti e quello non era per niente lusinghiero. Come 'sparare sulla croce rossa' faceva riferimento al mio essere un po' cicciottella… bella forza, mica tutti possono essere magri stellati come lei. Mi ricordo che io facevo buon viso a cattivo gioco, sperando che piano piano se la dimenticasse e così è stato, ma quella famosa ragazzina non se lo dimenticava mai, e con la cattiveria che contraddistingue i ragazzi non mancava mai di ricordarmelo. Come avete visto, mi sono guardata bene da riportare il nomignolo, ve lo potete scordare, perché so benissimo che poi lo utilizzereste solo per il fatto che sapete che sono molto permalosa…

Ecco, tutto questo mi è passato davanti gli occhi mentre sono passata di fronte alla Cappuccina… e poi mi si chiede come mai la mia testa frulli sempre ed incessantemente… fate un po' voi!!!

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