giovedì, aprile 02, 2009

Napoletani per tre giorni... (parte II)

Domenica 29 Marzo
Ci siamo alzati con il cielo bello grigino, un poco minaccioso, ma non piove ed è già una bella notizia. Dopo colazione, ci siamo affacciati sul marciapiede dell'hotel, che dà su uno strada trafficatissima, dove una marea di automobili strombazzano anche alla domenica mattina alle 8:30 (che in realtà sono le 7:30 dato che ci si è messo anche il cambio d'ora).Ma dove vanno i napoletani alle 8:30 della domenica matt
ina??? Ed alle 14:00 della domenica pomeriggio??? E' un mistero che rimarrà insoluto, vi basti sapere che a Napoli sembra non esserci differenza tra il giorno e la notte, le giornate sono veramente di 24 ore, e vengono vissute tutte nello stesso modo. Ma torniamo a noi… ancora in piazza Garibaldi (che per due giorni abbiamo attraversato a zig zag rischiando la vita ad ogni piè sospinto quando in realtà ci sono delle strisce pedonali che, sebbene non siano tenute nella giusta considerazione, danno una mano sostanziale nel muoversi tra i vari cantieri aperti per la realizzazione della nuova linea della metropolitana). Aprendo una brevissima parentesi, se capitate a Napoli in questo periodo non fate caso al numero esorbitante di cantieri aperti per questi lavori per la metropolitana… in ogni piazza c'è un buco, quindi c'è veramente da portare pazienza… e poi ci si stupisce del fatto che sia una città così caotica, vorrei vedere qualsiasi città d'Italia trapanata come un gruviera!!! Chiusa parentesi… In piazza Garibaldi abbiamo preso il bus R2 e siamo scesi presso il teatro San Carlo. Purtroppo non c'è stato modo di vederlo internamente, deve essere veramente uno spettacolo e comunque abbiamo saputo che stanno organizzando delle visite guidate, chissà… forse la prossima volta. Di fronte al teatro c'è la galleria Umberto I,che tanto per cambiare presenta la cupola centrale totalmente impalcanata. Non c'era anima viva nella galleria, qualche senza tetto che ci siamo guardati bene dal disturbare ed un timido ambulante che ci ha fatto vedere i suo corni portafortuna in terracotta, che a suo dire sono opera della moglie. Alla fine lo abbiamo comprato anche noi, abbiamo acquistato quello intrecciato che ci ha detto essere il simbolo della nostra unione e fino a quando staremo insieme ci proteggerà da tutte le cattiverie. Non è che io ci creda molto in queste cose, ma il corno è molto caratteristico e comprarlo era un obbligo quasi morale! A due passi dalla galleria c'è una delle meraviglie di Napoli: piazza Plebiscito con la Basilica di San Fracesco di Paola e l'entrata al Palazzo Reale. Ma prima di occuparci di questo, faccio un passo indietro perché sempre nelle vicinanze ci sta anche il Maschio Angioino, che non abbiamo visitato all'interno.Ci sta un caffettino a questo punto e dove se non al caffè Gambrinus??? Lasciamo perdere il caffè che non ha niente a che fare col nostro, vogliamo parlare di quel banco incredibile di paste??? (secondo voi io mi sono pesata al mio ritorno da Napoli???) Dopo aver visitato la basilica, ci siamo dedicati al palazzo Reale, che vi consiglio di non lasciarvi sfuggire. Un vero e proprio gioliello, tenuto stupendamente e così ricco di cose da vedere che vi aggirerete per le stanze bellissime per più di un'ora senza stancarvi mai.Abbiamo proseguito la nostra visita andando verso il lungo mare, sfidando il fastidioso vento di scirocco fino ad arrivare al Castel dell'Ovo, il cui ingresso è gratuito e, trovandosi direttamente sul mare, fornisce un punto di vista molto particolare e affascinante. Metteteci anche il mare mosso ed il panorama è veramente bello. Sempre percorrendo il lungo mare siamo risaliti a piazza della Vittoria e dopo un veloce panino ci siamo regalati un'altra squisitezza napoletana: il caffè alla nocciola al caffè del Professore (non ho mai bevuto una cosa così buona!!!)Percorrendo Via Toledo, abbiamo percorso un pezzetto dei quartieri spagnoli che abbiamo abbandonato abbastanza velocemente e non per il motivo che pensate voi… Anche se sappiamo benissimo che è un quartiere da evitare soprattutto di sera, girnzolare di giorno non è pericoloso, ma non mi sono sentita ben accetta, come se mi stessi impicciando di cose che non mi riguardavano. Non posso dire di aver viaggiato molto, ma nemmeno pochissimo ed una cosa che mi ha dato sempre fastidio dei turisti in generale è quando, senza volere, mancano di rispetto, o per ignoranza o per non curanza. Per me è sempre stato bello ed arricchente vedere realtà nuove, completamente estranee, ma non voglio assolutamente che le persone del posto si sentano in qualche modo come scimmie in uno zoo. Quando ci si arriva con una comitiva, far sì che questo non accada è davvero molto difficile e quello che faccio di solito è starmene zitta, vicino alla guida ad ascoltare quello che dice ed a guardare come si comporta, che spesso è il modo giusto per non offendere nessuno. Ecco, gli sguardi delle persone che abbiamo incrociato nei quartieri spagnoli mi dicevano appunto questo, come se fossi entrata in casa loro senza chiedere il permesso. Dopo questa breve deviazione ci siamo recati in piazza Dante, via Chiaia, piazza Bellini e la famosa 'Spaccanapoli'. Si tratta di una serie di vie una consecutiva all'altra che taglaino con una via abbastanza piccola e lunghissima un buon pezzo di Napoli. Poi siamo arrivati in Piazza del Gesù Nuovo ed abbiamo visitato il chiostro del monastero di Santa Chiara che mi ha affascinato con le sue numerose colonne a mosaico (che mi hanno ricordato tanto tanto Siviglia). A nostre spese abbiamo appreso che alla domenica pomeriggio moltissime chiese sono chiuse e quindi anche in piazza San Domenico non siamo riusciti a visitare la basilica. Passando per Largo Corpo di Napoli dove si trova la statua del Nilo Giacente, siamo giunti nella via dei presepi e di San Gregorio Armeno, dove ancora una volta ci siamo fatti sorprendere dallo squallore delle botteghe tutte chiuse. Ancora la chiesa di San Paolo Maggiore chiusa e poi finalmnente il duomo con la famosissima cappella di San Gennaro che non si può non vedere e che per fortuna era aperta. Da qui siamo rientrati in hotel a piedi e per la cena abbiamo ripreso il bus R2 per cenare in prossimità del lungo mare ed abbiamo scelto un ristorantino che si chiama Marino, magari non rinomato ma che ci ha offerto cose tipiche senza spellarci come polli. Dopo cena giusto altri due passi fino alla fontana della Immacotella. Siamo tornati in hotel sempre col R2.

Lunedì 30 Marzo
La mattina è stata dedicata alla visione di tutte le chiese che durante il pomeriggio del giorno precedente avevamo trovato chiuse. Avendo già fatto il percorso, siamo andati spediti e siamo riusciti a dedicarci alla via dei presepi come solo una maniaca del Natale come me può fare. Ho mangiato letteralmente con gli occhi tutte le botteghe di quegli artigiani bravissimi, acquistando qualcosina senza dissanguarmi. Mentre gironzolavamo ci siamo fermati in un negozietto per farci fare un paio di panini per il viaggio di ritorno e il negoziante, un tipo davvero simpatico alla fine ci ha venduto una buona parte delle cose culinarie che avevamo deciso di portare a casa. Il pranzo invece lo abbiamo passato a base di pizza (tanto per cambiare…) da Brandi, che è una delle pizzerie più antiche di Napoli, ma che purtroppo è diventata anche molto turistica e quindi cara. Il treno di ritorno è partito puntualmente alle 15:15 e alle 21:30 abbiamo aperto la porta della nostra casina.

Che dire… tante cose ho già scritto e da tutto questo si è capito che ho trovato Napoli una città che, come sospettavo, meritava davvero di essere vista, perché è piena di contraddizioni, perché è ricca di storia, perché è un pezzo d'Italia, la mia Italia, che nonostante tutti i difetti io non rinnegherò mai, anche se ammetto che tante volte ho pensato che me ne andrei volentieri in capo al mondo. Ma sono cose che diciamo o pensiamo tutti, la realtà è un'altra… la realtà è che tutti noi amiamo il posto dove siamo nati, lo vedo anche negli occhi di coloro che hanno dovuto abbandonare il posto dove sono cresciuti e mi dicono che non tornaranno mai. Sì, probabilmente non ci torneranno, ma non credo proprio che non gli manchi. Sono sempre più convinta che ho viaggiato troppo fuori Italia, tanti posti mi mancano ancora e chissà, un giorno potrei pure ritornare a Napoli, in questa breve 'toccata e fuga' tante cose non sono state viste e meriterebbero di essere viste.

THE END

1 commento:

Angela ha detto...

Wow...mi è sembrato di essere lì con voi!
Un bacione
Angela
P.s.Nei vostri programmi c'è anche una visita dalle nostre parti? (non il weekend del 2 giugno perchè non ci siamo!...però vi aspettiamo)