martedì, aprile 07, 2009

I miei 4 lettori che forse nel frattempo sono pure diminuiti… o così mi pare… sanno che il mio blog non tratta quasi mai discorsi seri ed impegnati, e questo non significa che è divertente o scanzanoto, diciamo che essendo un diario rispecchia la mia vita, fatta di tante piccole grandi cose e, per scelta, cerco di starmene lontana da argomenti impegnativi, un po' perché non mi sento all'altezza, un po' perché non mi sembra che sia in linea con quello che voglio dire tenendo questo blog…

Quindi da me oggi probabilmente vi aspettate di sapere come mi vanno le cose, cosa sto combinando, come mai, dopo quella sbrodolata su Napoli, non ho più scritto nulla… Di cose di questo tipo ne avrei molte da raccontarvi, ho trascorso un weekend ricco di cose fatte, nonostante il tempo, nonostante tutto, ma parlare di questo oggi non ha senso… Ho un pensiero fisso che non mi abbandona, che mi frulla in testa anche quando cerco di concentrarmi in quello che faccio, anche se non ne parlo, se cerco di fare finta di nulla. Sto parlando del terremoto in Abruzzo, con tutto quello che sta succedendo e tutto quello che già è successo. Non riesco davvero a non pensare a tutte quelle persone che sono rimaste sotto le macerie della propria casa, una casa che probabilmente si sono guadaganati con sacrifici non indifferenti e nella quale si sentivano protetti ed al sicuro. E' una cosa troppo dolorosa, un'ingiustizia così profonda, così senza senso, che farsene una ragione per me diventa davvero molto difficile. Mi viene da pensare a quanto siamo piccoli ed insignificanti nel nostro dibatterci quotidiano alla continua ricerca di qualcosa di meglio, di qualcosa che per noi in quel momento è importante e poi, in pochi attimi tutto perde significato, non ci sei più, oppure non ci sono più i tuoi cari, oppure ti ritrovi di fronte ad un rudere che una volta era la tua casa e che, ti ha reso il grande favore di non crollarti in testa.

Poi ci sono quelli che abitano lontano ma che hanno lasciato un pezzo di cuore in quei luoghi, che sono venuti a conoscenza del fatto alla mattina ascoltando il tg, che ieri non sono riusciti a contattare i propri cari e si disperano, vorrebbero correre da loro ma gli viene sconsigliato. Insomma, anche mettersi nei panni di queste persone è un dolore immenso… io che non riesco a stare lontana dai miei anche solo se li sento un po' giù… e non ditemi che sono io che sono strana…

Vabbè detto tutto ciò non è che le cose cambino o che io abbia, come dire, dato un contributo importante, però avevo bisogno di sfogarmi, di dire che mi dispiace così tanto che mi viene il magone tutte le volte che ci penso.

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