mercoledì, aprile 29, 2009

Accettazione...

Stamattina S.mi ha passato un link di un blog in cui una ragazza aveva scritto un bellissimo post in cui elencava una serie di cose che vorrebbe riuscire ad accettare… Molto interessante, molto a fagiolo in questo periodo, diciamo che mi ci vorrebbe anche a me un auto-esame del genere. Invece di fare la solita 'bilancina' che non riesce a non pensare 'questo non è giusto' a volte sarebbe davvero utile identificare i mulini a vento e concedersi anche il beneficio di non riuscire ad avere tutto quello che si desidera. Ci riesco bene con le cose materiali, con quelle che non contano davvero tanto, ma con altre mi impunto stile mulo e non riesco a darmi pace… Non sono pronta per questo tipo di esame, la lista sarebbe davvero troppo lunga, e molte delle cose che 'dovrei' accettare, sono cose contro cui sono ancora disposta a combattere pur sapendo che non ho molte possibilità. Adesso non sto più parlando della questione di mio padre, diciamo che c'è anche quella, ma mi devo prendere una pausa da questi pensieri e quindi questo ragionamento ha una valenza più ampia, riguarda un po' tutta la mia vita, il mio modo di ricadere sempre negli stessi errori, la mia incapacità di capire che le cose non cambieranno mai. Per fare un esempio, potrei parlare del lavoro, di come le cose si ripetono all'infinito, di come mi ponga sempre nello stesso modo di fronte ai problemi, di come non riesca proprio ad imparare il corretto modo di comportarmi. Mi ci sono impegnata costantemente in tutti questi anni di lavoro, dopo i primi 2/3 in cui credevo ancora che i sacrifici sarebbero stati premiati, ho combattutto questa mia indole autodistruttiva, questo mio strafare, questo mio voler sempre essere d'aiuto agli altri con la speranza vana di essere contraccambiata. La realtà la conosciamo tutti benissimo, la realtà è che il mondo del lavoro è una giungla, più o meno vivibile, più o meno piacevole, dove le persone trascorrono la maggior parte della loro vita (se gli va bene, perché ora c'è anche caso che non riesci a trovarlo sto' benedetto lavoro!!!) e quindi bisogna trovare un compromesso che faccia passare tutto questo tempo in modo, non dico soddisfacente, ma almeno non doloroso. Rimango comunque convinta che il carattere delle persone difficilmente è modificabile, ci si comporta in un determinato modo perché si è così, nel bene e nel male. Puoi impegnarti per smussare gli angoli, puoi contare anche fino a tremila prima di parlare, ma poi il tuo vero io, prima o poi è destinato a venire fuori, anche se sei il miglior attore del mondo. Arrivata a quarant'anni credo di aver capito come girano le cose, so anche come 'dovrei' comportarmi, quali cose sono da fare e quali no, ma c'è una bella differenze tra il conoscere la teoria e metterla in pratica. Sbaglio e poi ti dico 'lo so'… che non è molto consolante ma è l'unica cosa che riesco a fare. Forse dentro di me penso ancora che le cose non è detto che non possano cambiare ed è proprio qui che rientro in quello che ho scritto prima, nel fatto che non posso scrivere la benedetta lista, perché nel profondo sono ancora convinta che le cose possano cambiare…

Vabbè, ho iniziato a scrivere questo post con un'idea in testa, ma ora non mi sembra che abbia più molto senso e quindi forse è meglio lasciar pedere, è come quando uno si fa una domanda e si auto-risponde… poi è inutitle continuare a pensarci, conviene voltare pagina…

Tra le tante cose che dovrei correggere c'è l'utilizzo esagerato dei tre puntini… quante volte li uso!!! Quando la mia testa fa una pausa, io non metto una virgola, ma quei benedetti tre puntini, ma si può essere così, poi mi son sempre lamentata che nei temi i prof non arrivassero mai a darmi più del 7 ( e dire che a quei tempi i puntini mica li mettevo!!!). E nemmeno andavo fuori tema come nei miei post, in cui spesso e volentieri salto di palo in frasca talmente tanto che rileggendolo, non ha né capo né coda. Normale, no??? Un diario è un accozzaglia di pensieri, più o meno uniti tra loro che persone, più o meno logorroiche, scribacchiano con tanto di matite colorate, ritagli di giornale appiccicati e tutte quelle cose che la mia generazione da ragazzina faceva così volentieri. Poi, a dire il vero, io non ho mai avuto molta fantasia, quindi i miei diari, più che essere tutti colorati ed appicicaticci, sono sempre stati pieni zeppi di pensieri, scrivevo tanto anche allora, più o meno come ora, di cose diverse, di sogni e di speranze differenti ma il mio diario era l'unico che aveva la pazienza di ascoltarmi e di non addormentarsi. E voi??? Voi che fine avete fatto??? Ci siete ancora??? Battete un colpo se ci siete… vorrei davvero contarvi, secondo me ultimamente mi avete un po' abbandonato… ;-)

2 commenti:

Erica ha detto...

Macche' abbandonato, che dici!
Io ti seguo sempre!
ciao
Erica

Angela ha detto...

Eccomi!Presente!
Angela