venerdì, novembre 21, 2008

Mah...

Dunque, adesso lo so che sicuramente avrete il vostro bel da dire su quello che sto per scrivere, ma proprio non posso farne a meno…

Allora ieri pomeriggio c'è stato il funerale di cui vi avevo accennato. E' stata una gornata difficile per me, molto difficile, ci ho messo tutto il mio impegno per cercare di concentrarmi su qualcosa di diverso da quello che la mia mente continuava a frullare, anche perché sarebbe risultato quantomeno inopportuno piangere a fontana al funerale di una persona che nemmeno conoscevo. Poi, io mi posso anche trovare tutte le scusanti del mondo, ma la realtà è una sola: bisogna tentare con tutte le proprie forze di non farsi compatire più del dovuto. Ho avuto qualche momento di crisi, in chiesa mi sono mantenuta molto molto vicina alla porta di uscita che ho strategicamente imboccato quando una delle figlie coraggiosamente ha preso la parola per dare l'ultimo saluto al papà. Ma ho ascoltato le parole del prete, le ho ascoltate attentamente, e mi sono resa conto, ancora una volta di quanto io proprio non riesca a condividere certe visioni. Pur credendo in Dio, perché ci credo davvero… non riesco a capire come si possa chiedere alle persone di essere 'pronte' in qualsiasi momento a perdere una persona cara. Si chiede di vivere sempre con la consapevolezza che la nostra vita è una cosa passeggera che può finire in un qualsiasi momento e, dato che è così, non prendersela più di tanto quando questo accade alle persone a cui vogliamo bene. Boh, che volete che vi dica… questa a me pare un'emerita cavolata. L'amore che si prova nei confronti di una persona è un sentimento che viene condiviso giornalmente, fatto di tutte quelle piccole cose che si fanno quotidianamente per queste persone e le si fanno pensando ad un futuro, si fanno progetti, anche a breve termine, ma non si può certo stare lì a pensare che oggi una persona c'è e domani potrebbe non esserci, altrimenti a cosa serve??? Mi rendo conto che è un sentimento TOTALMENTE egoistico, ma sinceramente non me ne frega niente, rivendico il mio diritto di pensare alle persone che mi stanno intorno come a persone che domani, quando riaprirò gli occhi saranno ancora lì… e mi pare pure di avere diritto di piangere se stanno male e di avere il terrore di perderle. Le persone che si amano arricchiscono la nostra vita, anche solo per l'amore che gli doni, al di là del fatto che queste siano in grado di ricambiare questo sentimento, ed è una cosa meravigliosa, una cosa che ci distingue da tutti gli esseri viventi che non possiedono questi sentimenti.

Mi dispiace, non potrò mai essere 'pronta' e non credo neppure di volerlo essere, perché significa arrendersi, dare per scontato che le persone che mi stanno intorno sono destinate a scomparire. Mi sento in pace con me stessa se dovessi abbandonare IO questo mondo, ma appunto perché mi sento di aver fatto tutto quello che potevo… mi 'merito' qualcosa… di godere degli sguardi, delle parole delle persone a cui voglio bene.

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