martedì, aprile 10, 2007

La 'Carogna' di turno...

Mi riferisco sempre al film visto ieri in DVD 'Notte prima degli esami' dove il povero Giorgio Faletti ha avuto l'ingrato compito di interpretare la parte di un amatissimo professore di italiano che gli studenti soprannominavano amorevolmente 'la carogna'. Credo che tutti abbiamo avuto la nostra 'carogna' di turno, un professore temuto ed odiato che ci ha fatto pensare almeno una volta al giorno che potesse essere un buon motivo per cambiare indirizzo di studi…

Il mio era il professore di francese, tale M. Antonio, un ometto bassino, con tendenze omosessuali di una cattiveria inaudita, con una spiccata tendenza alla tortura. Già allora aveva radi capelli bianchi che teneva 'stile riportino' nel tentativo di ricoprire un po' la pelata, portava quelle giacchette a scacchi con dolcevita scure e gli spessi occhiali da vista coprivano solo in parte i suoi occhi super strabici. Così non si capiva mai chi guardasse e le rare volte che non ti chiamava per nome (cognome, non ho mai sentito uscire il mio nome dalle sue labbre strette e tirate…) era panico generale perché non si capiva mai con chi ce l'avesse.

E' stato il mio insegnante di francese per il biennio, un paio di anni in cui era concentrato lo studio di tutta la grammatica ed i suoi compiti in classe sono ancora tra i miei incubi ricorrenti. Studiavo, studiavo… come una forsennata, il compito era sempre lunghissimo e difficile e se arrivavo ai 3/4 mi ritenevo fortunata… Poi iniziava la dolorosa attesa, per correggere i compiti ci metteva sempre più di un mese… In quei due anni, NON HO MAI VISTO UNA SUFFICIENZA PIENA!!! Ero abbonata al 5 1/2 o dal 5 al 6 (uno dei voti più insulsi nella storia scolastica...) Quando arrivava finalmente tra le mie mani il compito, dovevo fare un bel respirone per girare il foglio e guardare il voto, perché tutto il compito era completamente ROSSO, le mie scritte erano ricoperte dalle sue annotazioni, correzioni e citazioni… Ecco svelato il perché ci mettesse così tanto tempo a correggerli… Pensate che ad un certo punto i miei, stanchi di vedermi tribolare così tanto per ottenere risultati così mediocri, mi hanno trovato persino una prof di ripetizione che lo EMULAVA!!!! L'ho sopportata per un mesetto e poi ci ho dato a mucchio… scriveva come lui, mi correggeva gli esercizi ricoprendomi il quaderno di scritte rosse, insomma uno non lo sopportavo, figuriamoci due!!!

Per non parlare poi delle interrogazioni… Di solito interrogava due persone che dovevano prendersi le seggioline e porle ai lati della cattedra e la tortura non durava mai meno di due ore… due ore interminabili in cui ti faceva le domande più assurde possibili, uscendo inevitabilmente dal contesto su cui avrebbe dovuto vertere l'interrogazione… Mi ricordo ancora di una interrogazione che verteva sulla procedura utilizzata per la preparazione dello champagne. A parte che l'argomento, a mio avviso, poteva essere sviscerato in 10 minuti, ed a parte che non me ne poteva fregar di meno… io ed un altro malcapitato siamo rimasti in tortura un paio di orette belle e buone…

Il furbacchione inoltre amava avere le prime due ore del lunedì che invariabilmente utilizzava per il compito in classe, in modo da essere sicuro di poterci rovinare un sacco di weekend… Mi ricorderò sempre, che durante un colloquio con i genitori al termine della seconda liceo, davanti alla sottoscritta, quando ormai si avvicinava il momento di decidere se fare l'indirizzo scientifico o quello linguistico, LUI disse rivolto a mia madre 'Se decide di fare il linguistico, io la rimanderò a settembre ogni anno!!!'. Ma fantastico, un motivo in più per scegliere l'indirizzo scientifico, oltre al fatto che non averlo più come professore era già un regalo inaspettato…

Quindi dopo il biennio ho tirato un sospiro di sollievo ed ho smesso all'istante di salutarlo, per i corridoi lo evitavo di proposito ed anche quando mi capitava di incontrarlo per il centro, se potevo, cambiavo strada!!! Fino all'anno scorso ha recensito gli spettacoli della stagione teatrale… pappardelle interminabili in cui si parlava dello spettacolo per un massimo di 5 righe, mentre tutto il resto riguardava la storia completa dell'autore da cui era tratto lo spettacolo. Fortunatamente non abbiamo mai visto uno spettacolo sulla 'Recherche du temp perdu'… per UN MESE siamo stati sopra quel benedetto biscottino immerso nel te che faceva riaffiorare i ricordi nella mente del protagonista… UN MESE… vi rendete conto!!!! Non mangerò mai una lingua di gatto nemmeno sotto tortura!!!

1 commento:

andrea ha detto...

io la mia "bestia nera" l'ho incontrata all'università...
Un vigile urbano (!) che faceva l'assistente di ragioneria e che aveva scritto un libro incomprensbile (anche come italiano...)sulla pubblica amministrazione, pieno di elenchi che voleva a memoria...