lunedì, marzo 12, 2007

Medium - fine seconda serie

Interpretata da Patricia Arquette (Al di là della vita, Stigmate, Strade perdute), che per questo ruolo ha ricevuto l'Emmy Award, Medium è stato sicuramente uno dei casi televisivi del 2005 negli Stati Uniti.
Programmata nel prime time, la serie Tv è riuscita a contenere gli ascolti di un hit come CSI: Miami, risultando la serie di maggiore ascolto della NBC per l'intera settimana e totalizzando il maggior numero di spettatori per il network nella fascia compresa tra i 18 e i 49 anni. La seconda stagione di Medium negli Stati Uniti è stata ancora una volta un successo per la NBC, tanto da far mettere in cantiere alla Paramount Television anche la terza stagione, partita a metà novembre.
Creata da Glenn Gordon Caron, autore e produttore nel 1985 di Moonlighting la serie che mise in luce il talento di Bruce Willis e Cybill Shepherd, e basata su una storia vera, quella di Allison DuBois, Medium racconta le vicende di una praticante avvocatessa, madre di tre bambine, che scopre di avere poteri paranormali (sogna eventi accaduti o che stanno per accadere, parla con i morti) e vive il dilemma se sia giusto o no utilizzarli nel suo lavoro.
La serie segue, episodio dopo episodio, la vita della Dubois alle prese con la sua capacità di far convivere la professione con la famiglia, combinando felicemente elementi drammatici e realistici con momenti di alta tensione.
La critica è stata generosissima con Medium, definendolo un prodotto raro, ben fatto, intelligente, di classe; il cast, di ottimo livello, vede la Arquette affiancata da Jake Weber nel ruolo del marito Joe, e le sorprendenti Sofia Vassilieva e Maria Lark nel ruolo di Ariel e Bridget, le figlie di Allison; Miguel Sandoval, invece, è l'incisivo Procuratore Distrettuale Manuel Devalos, mentre Arliss Howard, che figura nel primo episodio, ritorna nella seconda serie nei panni di uno scettico ranger del Texas che ben presto si convince delle doti di Allison.


Le ultime due puntate di questa seconda serie non hanno lasciato i fans con il fiato sospeso come spesso accade ultimamente, anzi oserei dire che è finita bene. Anche se devo dire che qualche dubbio mi era venuto, soprattutto nel vedere la penultima puntata 'L'angelo della morte', nel quale i sogni di Allison riguardavano la propria morte… Questo telefilm in passato non è stato trattato con le manine delle festa dalla RAI. Interrotto più volte, non ho mai capito perché lo bistrattassero in questo modo. Allison forse non è una 'femme fatale' ma è proprio questo suo essere 'normale' che rende il telefilm piacevole ed anche tutte le eventuali stranezze di cui è colmo, non pesano troppo sulla trama… Adoro la bimba paffutella che interpreta il ruolo di Bridget: fa delle faccette buffe che sono stupende…

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