lunedì, febbraio 26, 2007

Marco Pantani

Poche ore fa ho sentito per radio questa canzone e mi sono commossa… Max mi ha detto che era la sigla della fiction, ma per me è stata la prima volta che la sentivo ed ho ascoltato le parole… Non so cosa aggiungere, la tragica fine di questo campione, di questo uomo, mi colpì moltissimo all'epoca ed ancora oggi quando mi capita di ripensarci, mi sale la rabbia… sì, rabbia perché viviamo in un mondo dove purtroppo cose di questo tipo accadono ogni giorno, dove non si riesce ad evitare che qualcuno di arrenda!!!

E mi alzo sui pedali

Io sono un campione questo lo so
è solo questione di punti di vista
in questo posto dove io sto mi chiamano Marco
Marco il ciclista
ma è che alle volte si perde la strada
perchè prima o poi ci son brutti momenti
non so neppure se ero un pirata
strappavo la vita col cuore e coi denti
E se ho sbagliato non me ne son reso conto ho preso le cose fin troppo sul serio
e ho preso anche il fatto di aver ogni tanto
esagerato per sentirmi più vero
E ora mi alzo sui pedali come quando ero bambino
dopo un pò prendevo il volo dal cancello del giardino
e mio nonno mi aspettava senza dire una parola
perchè io e la bicicletta siamo una cosa sola
mi rialzo sui pedali ricomincio la fatica
poi abbraccio i miei gregari passo incima alla salita
perchè quelli come noi hanno voglia di sognare
io dal passo del Pordoi chiudo gli occhi e vedo il mare
e vedo te e aspetto te adesso mi sembra tutto distante
la maglia rosa e quegli anni felici
il giro d'Italia e poi il tour de France
ed anche gli amici che non erano amici
poi di quel giorno ricordo soltanto
una stanza d'albergo ed un letto disfatto
e sono sicuro d'avere anche pianto
io sono sparito in quell'attimo esatto
e ora mi alzo sui pedali all'inzio dello strappo
mentre un pugno di avversari si è piantato in mezzo al gruppo
perchè in fondo una salita è una cosa anche normale
assomiglia un pò alla vita devi sempre un pò lottare
mi rialzo sui pedali con il sole sulla faccia
e mi tiro su gli occhiali al traguardo della tappa
quando scendo dal sedile sento la malinconia un elefante magrolino
che scriveva poesie
solo per te solo per te
Io sono un campione questo lo so
come tutti aspetto il domani
in questo posto dove io sto chiedete di Marco
Marco Pantani

[Stadio]

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Pantani era un grande ciclista
ma anche un grande stupido
si proprio stupido! lui e soprattutto le persone intorno a lui, soprattutto la sua famiglia.
perchè lui da persona debole che era, nonostante in bicicletta diventasse un leone, si è fatto fagocitare da un mondo di merda come quello del successo prima e della cocaina dopo. la sua famiglia perchè io dico: cavolo non lo vedi tuo figlio come si sta sputtanando la vita??? e lo lasci così? mio padre mi avrebbe preso a calci in culo per tutta la nove colli...
con questo non dico che non ho rispetto per la persona. quai mai... ma ci sono cose che non capisco proprio...
ciao
silvia

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo nel giudicare il pantani uomo, perchè non possiamo sapere proprio niente del pantani uomo.
Abbiamo goduto il campione, e forse anche abbiamo divorato con avidità la sua caduta.
Lasciamolo almeno riposare in pace, ora.

Andrea

PS: anche un mio amico ha scritto una canzone per lui. Non per fare pubblicità, ma qui puoi sentirne un pezzo, se ti va: http://www.folcofanclub.it/

Anonimo ha detto...

ciao andrea
non ci conosciamo. ma solo per avere come amici comunic gianchy e max un pò è come se ci conoscessimo no? il mio giudizio su pantani non voleva essere critico. la mia è più rabbia e incomprensione su come una persona che aveva tutto (sembrava...) si sia rovinata, ma soprattutto le persone intorno a lui abbiamo lasciato che le sue debolezze prendessero il sopravvento, abbiano permesso che un mondo mediatico e un mondo sportivo marcio lo rovinassero. la mia è più rabbia. io vengo da una famiglia di ciclisti: quando c'è il tour (d'italia di francia quello che preferisci) si smette anche di lavorare pur di vedere le tappe... Pantani era un idolo e lo è tutt'ora per noi. ma che rabbia però! la mia totale incomprensione nel non reagire di fronte alle ingiustizie, alle cattiverie, a un destino contrario mi porta ad arrabbiarmi... a chiedere perchè? e a dare affettuosamente dello stupido ad una persona che purtroppo non c'è più... come darei dello stupido al mio più caro amico se si rovinasse la vita...
non so se mi sono fatta capire..
ciao!
buona giornata
silvia

Anonimo ha detto...

Ciao Silvia.
Ho capito il tuo punto di vista (l'avevo intuito anche ieri, e mi dispiace se la risposta è sembrata eccessivamente critica).
Quel che volevo intendere è che la depressione (e io ho l'impressione che pantani ne sia caduto vittima) è un male talmente grosso che può sciupare anche più di quel che aveva il pirata. Per questo mi sento, non di giustificarlo, ma almeno di capirlo.
Inoltre la mia risposta non era esclusivamente al tuo commento, che si capiva che era dettato molto da una rabbia dovuta a amore per questo grande atleta (sbaglio?): solo che in quel momento mi sono venuti in mente tanti che su quella morte han speculato (so che non è il tuo caso, è stata una involontaria associazione di idee), e ho risposto forse in maniera un po' brusca. Nel caso, ti chiedo scusa.
Andrea