lunedì, febbraio 05, 2007

La casa sul lago del tempo

Kate (Sandra Bullock) e Alex (Keanu Reeves) vivono nella stessa casa ma non si sono mai visti. L’unica via che hanno per comunicare è la cassetta della lettere, che veicola la loro relazione epistolare. Tutto ciò sarebbe impossibile se non vivessero in spazi temporali differenti. Kate nel 2006, Alex nel 2004.Ispirato a un film coreano del 1998 (Il mare) l'opera di Alejandro Agresti è una commedia sentimentale al limite del metafisico, che analizza la ricerca dell’amore angelicato, conservandone l’aspetto terreno benché temporalmente non allineato. Per procedere alla visione non bisogna assolutamente verificare i rapporti causa-effetto fra passato e futuro (il presente non esiste), per non rischiare di perdere di vista il significato più profondo della storia. Allo spettatore viene chiesto, quindi, di non credere, per poter credere (in questo caso) a quell’amore che nella vita si presenta una volta sola in un tempo ben definito, e che si deve essere capaci di non lasciare andare. Il regista, che prosegue il discorso sugli "amori a distanza" iniziato in Tutto il bene del mondo (in quel caso la lontananza era spaziale), descrive la storia asservendosi ai due protagonisti e alla logica sentimentale hollywoodiana. Pur mantenendo una modalità espressiva epistolare, Agresti riempie però gli spazi con una logica patinata da videoclip che a volte finisce per infastidire. Le belle facce di Reeves e della Bullock, sufficientemente segnate per manifestare il disagio esistenziale dei protagonisti, guidano la storia, invece di conferirle valore, la livellano, la appiattiscono, facendo credere che l’amore esiste perché esiste S.Valentino. La casa sul lago del tempo è un’occasione persa, un’idea male intesa, che però vale la pena di vedere; soprattutto se si crede che un rimorso sia meglio di un rimpianto e che per giudicare si debba vivere. E, se si parla di cinema, osservare.

Ho scelto questa recensione, perché non volevo che tutto l'intervento su questo film fosse mieloso e sentimentale. Questo è uno dei miei 'filmini' (come li definisce Max), uno di quelli che guardo dall'inizio alla fine accoccolata sul divano, col cuscino stretto in grembo, sperando fino all'ultimo che la storia finisca bene e non mi faccia piangere. Non ne vediamo tanti di film di questo tipo (e voi direte per fortuna…) ma ogni tanto Max mi accontenta e ieri sera ci siamo sparati questo mattoncello super romantico, con due dei miei attori preferiti che si sono rincorsi, nel tempo, per tutta la durata del film… E' stato bellissimo, super romantico e mieloso da carie multiple… ma alla fine mi è rimasto il mio solito sorriso da ebete stampato in faccia, perché è bello ogni tanto sognare e poter sperare che esistano storie d'amore che sono più forti di ogni ostacolo…

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ho trovato anche io il film piuttosto carino (anche se il finale mi ha lasciato un attimo perplesso, perchè - secondo me - si verifica un paradosso temporale che non viene spiegato bene).
Comunque, se non ci si pongono troppe domande, e si gusta la storia, alla fine sono un paio di ore passate molto piacevolmente.

Andrea