martedì, gennaio 23, 2007

5 cose di me...

Raccolgo l'invito di Pecorella Smarrita, ma non è facile trovare 5 cose che ancora i miei lettori non sappiano di me… Forse perché nel mio blog parlo molto di me, essendo più che altro un diario… comunque ci provo e se ripeto qualcosa che sapete già… pazienza...

1. Grafomane… da sempre
Il mio primo diario segreto era piccolino e rosa con una bimba in copertina ed un piccolo luchetto che riuscivo ad aprire anche senza la chiavetta; mi è stato regalato in quarto o quinta elementare, ma solo alle medie ho cominciato a scrivervi qualcosa. Le mie prime pagine iniziano con Caro Diario, qualcosa di non molto originale e nemmeno le pagine non sono piene di ghirigori come quelli che ci si aspetta da una cinna. Poi, in seconda media ho letto il Diario di Anna Frank e da lì mi è venuta l'idea di rivolgere anch'io i miei pensieri ad un'amichetta immaginaria e per molti anni, la mia interlocutrice si chiamava Kitty (non chiedetemi perché, non ho memoria del momento in cui ho deciso questo nome…). Da quel momento in poi ho sfornato numerosi diari, zeppi di pensieri, sogni e soprattutto visioni, fino a quando ho iniziato l'università… o forse fino a quando non ho incontrato il mio primo ragazzo… Da lì in poi, il tempo per Kitty non c'è più stato e solo ora, con questo blog ho ripreso regolarmente la mia vecchia, cara abitudine.

2. Una insegnate mancata
In quinta elementare avevo deciso che da grande volevo fare la maestra, poi alle medie, complice un bravissimo insegnate di matematica, ho aggiustato il tiro ed ho capito che volevo insegnare Matematica. Ho inseguito questo sogno fino all'età di 21-22 anni, scegliendo una scuola che mi portasse su questa strada, senza però chiudermi completamente altre opportunità (da qui la scelta discutibile del liceo scientifico sperimentale…). Finito il liceo ho iniziato immediatamente a dare ripetizioni, di matematica ai ragazzi delle superiori, ma non disdeganvo anche seguire nei compiti di tutti i giorni i bimbi più piccoli. Ho insegnato a leggere ad un paio di pesti, una delle quali, ha trascorso con me un'intera estate a leggere 'La storia infinita'. Quando me ne stavo con i miei ragazzi ero a posto, quelli che non seguivano le mie indicazioni avevano una vita breve con me, perché non ammettevo che si perdesse tempo, ma nella maggior parte dei casi ho incontrato ragazzi motivati che avevano bisogno solo di una piccola spinta, qualche consiglio spiccio ed un po' di fiducia… Quando mi resi conto che il mio sogno non si sarebbe realizzato, ho un po' sofferto, ho avuto l'impressione che mi mancasse la terra sotto i piedi, e per molti anni ho ricercato questo tipo di 'rapporto', cercando di far capire alle persone che mi circondavano che mi faceva piacere fare corsi, insegnare quel poco che sapevo agli altri… Ora anche questa ultima traccia è svanita… rimpianti??? No, però nel cuore, mi resta la convinzione, che avrei potuto essere una buona insegnante… forse non molto amata, ma sicuramente GIUSTA!!!

3. Le mie unghie
Chi più, chi meno, quelli che mi conoscono sanno che porto le unghie abbastanza lunghe, quasi sempre laccate con smalti coprenti. Forse, tra le persone che leggono questo blog, Silvia è quella che mi ha vista con le unghie più lunghe… Ma non è stata sempre così, anzi… Fino all'età di 17 anni, mi sono sempre 'divorata' le unghie, riducendo i miei manotti cicciottelli dei veri obrobri… Da piccola riuscivo a mangiarmi le unghie persino con l'apparecchio per i denti, ero una vera e propria professionista. Poi, in quarta liceo è successa una cosa che rimarrà per sempre impressa nella mia memoria, una cosa di una stupidità immane… Allora, immaginatevi una classe di Liceo Scientifico a Carpi (cittadina di fighetti per eccellenza), al secondo anno di sperimentazione, a numero chiuso, a cui accedevano solo quelli che uscivano con 'ottimo' dalle medie… Nella mia classe c'era la 'crem' di Carpi, figli di imprenditori nel settore della maglieria, figli di avvocati famosi, insomma, più che una classe sembrava una sfilata di moda… Poi c'era il gruppetto dei 'normali', quelli che venivano col motorino del fratello, e non venivano accompagnati col fuoristrada della mamma, che come al solito eravamo considerati portatori di peste bubbonica. La cosa non mi ha mai dato da fare (solo all'esame finale mi ha fatto arrabbiare vedere certi voti…), ma dicevamo, in quarta mi si avvicina una di queste fighette (non riporto il nome solo perché non vale la pena di essere nominata), bionda con capelli lunghissimi e lucenti, fisico da ballerina di danza classica e vestita da cima a fondo con capi firmati… e mi fa 'Guarda che le tue mani fanno schifo… devi smetterla di mangiarti le unghie!!!'. Io sono rimasta basita, non mi aveva mai rivolto la parola e la prima cosa che mi dice è una cosa così, ma chi si credeva di essere… Da quel momento in poi, ho cominciato pian piano a non mangiarmi più le unghie di un dito e poi di un altro e così via, fino a raggiungere tutte e 10 le dita… Si direbbe che dovrei ringraziarla… ma come si fa a ringraziere una str… così???

4. La voglia di imparare...
Quando si è piccoli, ogni giorno è una scoperta, si va a scuola e si imparano cose nuove senza rendersi conto di quanto questo ci arricchisca, di quanto sia importante, poi però con gli anni, sembra che le cose che si apprendono non siano poi così importanti, o meglio, siano inutili… I miei periodi di maggiore apatia corrispondono appunto a questi periodi, nei quali non riesco ad entusiasmarmi nei confronti di niente… I periodi invece più belli sono quelli delle scoperte, quando riesco a rendermi conto che sto crescendo, che sto imparando qualcosa di nuovo. L'esperienza più forte di questo tipo l'ho avuta all'Ecap, quando per la prima volta ho cominciato ad usare un computer, quando utilizzando Lotus 123, ho costruito il mio primo foglio di calcolo… Ogni giorno imparavo qualcosa di nuovo, ogni giorno vedevo aprirsi davanti a me una miriade di possibilità, un mondo sconosciuto che inerme aspettava solo che lo aggredissi… Gasata, spaventata, confusa e felice… ecco come mi fanno sentire le nuove scoperte, un mix di sensazioni che ti fanno vivere come sospesa e la fatica non esiste…

5. IO, lo sport e l'allergia...
Vi siete mai chiesti come mai la sottoscritta sia così indisposta nei riguardi dell'attività fisica in genere??? Forse è una cosa genetica, ma credo che lo sport sia una cosa da coltivare fin da piccoli ed è difficile che ci si possa appassionare da adulti. Si tratta di disciplina, di uno stile di vita che fin da piccola io non ho potuto seguire… Una volta scoperto che soffrivo di allergia alle graminacee, sono stata sottoposta a svariati anni di vaccini dolorosi (e forse in parte anche inutili!). A causa di questi vaccin, non potei partecipare al corso di nuoto in quinta elementare, e nemmeno giocare a pallavolo alle medie e tante, troppe ore di ginnastica sono state saltate… Per non parlare poi del fatto che per troppo tempo mi è stato detto che dovevo fare attenzione a non prendere botte nelle braccia dove mi venivano fatte le iniezioni e quindi me ne stavo buona buona… Se mai avrò un figlio… anche se probabilmente sarà allergico… vorrei che potesse comunque vivere una vita sportiva diversa dalla mia, soprattutto per la sua salute fisico-mentale…

2 commenti:

Pecorella Smarrita ha detto...

Grazie per aver risposto così in fretta!
A presto PecorellaSmarrita :O)

Pecorella Smarrita ha detto...

Più ti leggo e più ti apprezzo. Logorroica no, gran chicchierona sì!
Con affetto PecorellaSmarrita :O)