lunedì, febbraio 27, 2006

La gatta sul tetto che scotta

Sabato sera a teatro abbiamo visto questo bellissimo spettacolo. A molti ricorderà anche il titolo di un famoso film, che purtroppo io non ho mai visto…

Lo spettacolo è stato molto bello, intenso e ben interpretato. Mi sono piaciuti soprattutto Mariangela D'Abbraccio e Paolo Giovannucci (anche se sarebbe un'ingiustizia non nominare la grande esperienza e professionalità di Isa Brabizza e Luigi Diberti). Però i personaggi di Margaret e Brick, mi hanno affascinato molto per due motivi totalmente opposti. Lei asfissiante, con le sue chiacchiere infinite tenta di riconquistare il marito e lui taciturno, chiuso in se stesso subisce l'assalto della moglie in una totale apatia mista a fastidio. Se devo scegliere tra i due, personalmente preferisco lui perché trovo molto difficile restarsene sulla scena parlando pochissimo e cercare di trasmenttere il proprio carattere solo tramite le espressioni del viso e gli atteggiamenti (e poi… è anche un gran bell'uomo… che non guasta!!!)

Riporto qui di seguito la trama… mi piacerebbe anche vedere il film… L'accoppiata Paul Newman ed Elisabeth Taylor devono essere stati favolosi!!!

Una storia americana? Non solo. LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA è uno dei testi simbolo del teatro moderno, in gioco il tema dell'incomunicabilità nella famiglia, del pregiudizio, del mal di vivere, l'omosessualità come istinto da reprimere ed infine la malattia che abbrevia il tempo per chiarirsi, per dirsi quello che non ci siamo mai saputi dire, per affermare le differenze. Le differenze che in Williams affiorano come sempre, anche in questo testo, sottilmente, sfiorano le coscienze del pubblico benpensante, non solo per la presunta omosessualità del giovane Brick, ma anche per come è tracciato il sottile confine tra bene e male all'interno di una famiglia benestante tipo. La casa come tempio della famiglia, museo della ricchezza, rappresenta il campo di battaglia dove si incrociano affetti ed egoismi di un nucleo formato da tre donne e tre uomini. Il ricco possidente Pollitt domina patriarcalmente la famiglia, composta dalla sua remissiva e devota moglie, e dai due figli, Brick, sposato a Margaret, che ama appassionatamente il marito, e Cooper, che ha in moglie la gretta Mae. In seguito ad un malinteso Brick si è allontanato dalla moglie, che trascura del tutto, e si è dato al bere. Brick, già appassionato giocatore di calcio, aveva un amico carissimo e compagno di gioco, tale Skipper, al quale sembrava fosse dedicato tutto il suo affetto. Margaret, gelosa di questa straordinaria amicizia, aveva denunciato al marito il contegno di Skipper, che la corteggiava in modo del tutto incompatibile coi propri doveri di lealtà verso l'amico. Questa denuncia aveva provocato un violento conflitto tra Brick e Skipper, il quale, scosso dalla furibonda rampogna dell'amico, si era ucciso. La notizia che i giorni di papà Pollitt, minato da un male inesorabile, sono contati, viene a rendere già acuta l'intima crisi in cui si dibatte la famiglia per la bassa avidità di Cooper e di Mae, preoccupati soltanto di assicurarsi tutta l'eredità del vecchio e per il dissidio esistente tra Brick e Margaret. Quando papà Pollitt, che ancora ignora la sua sorte, tenta d'indurre Brick a spiegargli le ragioni del suo contegno verso la moglie, il figlio dapprima si sottrae alle sue rampogne e gli grida in faccia tutta la tragica verità sul suo male; poi, pentito, ha col padre una franca spiegazione, riconosce i propri errori e promette di cambiare vita, riconciliandosi con la moglie e prendendo in mano la grande azienda che il padre ha creato. Nell'assumere quella responsabilità, che prima aveva respinto, Brick rende felice Margaret, che non ha mai cessato di amarlo.

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