lunedì, febbraio 27, 2006

La gatta sul tetto che scotta

Sabato sera a teatro abbiamo visto questo bellissimo spettacolo. A molti ricorderà anche il titolo di un famoso film, che purtroppo io non ho mai visto…

Lo spettacolo è stato molto bello, intenso e ben interpretato. Mi sono piaciuti soprattutto Mariangela D'Abbraccio e Paolo Giovannucci (anche se sarebbe un'ingiustizia non nominare la grande esperienza e professionalità di Isa Brabizza e Luigi Diberti). Però i personaggi di Margaret e Brick, mi hanno affascinato molto per due motivi totalmente opposti. Lei asfissiante, con le sue chiacchiere infinite tenta di riconquistare il marito e lui taciturno, chiuso in se stesso subisce l'assalto della moglie in una totale apatia mista a fastidio. Se devo scegliere tra i due, personalmente preferisco lui perché trovo molto difficile restarsene sulla scena parlando pochissimo e cercare di trasmenttere il proprio carattere solo tramite le espressioni del viso e gli atteggiamenti (e poi… è anche un gran bell'uomo… che non guasta!!!)

Riporto qui di seguito la trama… mi piacerebbe anche vedere il film… L'accoppiata Paul Newman ed Elisabeth Taylor devono essere stati favolosi!!!

Una storia americana? Non solo. LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA è uno dei testi simbolo del teatro moderno, in gioco il tema dell'incomunicabilità nella famiglia, del pregiudizio, del mal di vivere, l'omosessualità come istinto da reprimere ed infine la malattia che abbrevia il tempo per chiarirsi, per dirsi quello che non ci siamo mai saputi dire, per affermare le differenze. Le differenze che in Williams affiorano come sempre, anche in questo testo, sottilmente, sfiorano le coscienze del pubblico benpensante, non solo per la presunta omosessualità del giovane Brick, ma anche per come è tracciato il sottile confine tra bene e male all'interno di una famiglia benestante tipo. La casa come tempio della famiglia, museo della ricchezza, rappresenta il campo di battaglia dove si incrociano affetti ed egoismi di un nucleo formato da tre donne e tre uomini. Il ricco possidente Pollitt domina patriarcalmente la famiglia, composta dalla sua remissiva e devota moglie, e dai due figli, Brick, sposato a Margaret, che ama appassionatamente il marito, e Cooper, che ha in moglie la gretta Mae. In seguito ad un malinteso Brick si è allontanato dalla moglie, che trascura del tutto, e si è dato al bere. Brick, già appassionato giocatore di calcio, aveva un amico carissimo e compagno di gioco, tale Skipper, al quale sembrava fosse dedicato tutto il suo affetto. Margaret, gelosa di questa straordinaria amicizia, aveva denunciato al marito il contegno di Skipper, che la corteggiava in modo del tutto incompatibile coi propri doveri di lealtà verso l'amico. Questa denuncia aveva provocato un violento conflitto tra Brick e Skipper, il quale, scosso dalla furibonda rampogna dell'amico, si era ucciso. La notizia che i giorni di papà Pollitt, minato da un male inesorabile, sono contati, viene a rendere già acuta l'intima crisi in cui si dibatte la famiglia per la bassa avidità di Cooper e di Mae, preoccupati soltanto di assicurarsi tutta l'eredità del vecchio e per il dissidio esistente tra Brick e Margaret. Quando papà Pollitt, che ancora ignora la sua sorte, tenta d'indurre Brick a spiegargli le ragioni del suo contegno verso la moglie, il figlio dapprima si sottrae alle sue rampogne e gli grida in faccia tutta la tragica verità sul suo male; poi, pentito, ha col padre una franca spiegazione, riconosce i propri errori e promette di cambiare vita, riconciliandosi con la moglie e prendendo in mano la grande azienda che il padre ha creato. Nell'assumere quella responsabilità, che prima aveva respinto, Brick rende felice Margaret, che non ha mai cessato di amarlo.

mercoledì, febbraio 22, 2006

Tutto rinviato...

Giornata lunghissima… ma alla fine sono di nuovo approdata al lavoro!!!

Stamattina hanno ricoverato mio padre e gli hanno fatto i mille esami del caso per prepararlo all'operazione che avrebbe dovuto sostenere domani. Avete capito bene… 'avrebbe'!! Sì, perché alla fine verso le 13:00 è saltato fuori che tra le pastiglie che di solito prende ce n'era una che doveva sospendere almeno una decina di giorni fa, ma dato che nessuno ce l'ha detto… non lo abbiamo fatto. Quindi me lo hanno 'restituito' con un foglietto di 'permesso' che rimanda il ricovero a martedì prossimo.

Sono talmente tanto stanca che non mi sono nemmeno arrabbiata e del resto c'è poco da arrabbiarsi… sono cose che capitano e per fortuna che se ne sono accorti, perché è una medicina abbastanza pericolosa per le persone che devono subire un intervento. L'unica cosa ci cui realmente mi dispiace è che il tutto è una fonte di stress non indifferente soprattutto per i miei, ed il rimandare il tutto non fa che accrescere la tensione che già era a livelli stellari. Con loro io ho cercato di minimizzare, non c'è bisogno certo di gettare benzina sul fuoco, ma è una vera schifezza…

E dopo la mattinata molto intensa mi sono detta: 'Perché non andiamo a fare 4 orette al lavoro, così per terminare in allegria la giornata?' Quindi, eccomi qua, al mio attivo ho già una coca ed il solito caffettino d'orzo, ma gli occhietti non ne vogliono proprio sapere di rimanere aperti. Mi mancano ancra un apio di orette e so già che saranno lunghissime…

venerdì, febbraio 17, 2006

Venerdì 17 ...

Mi sono accorta adesso che oggi è venerdì ed è anche il 17!!! Grande… Ma tanto io non sono superstiziosa… anche perché sono nata di venerdì 17… :-D

A parte questa introduzione abbastanza infantile, stamattina volevo scrivere due righe sullo spettacolo che siamo andati a vedere ieri sera al teatro comunale di Carpi. Lo spettacolo consisteva nel concerto dei New York Voices, un quartetto jazz americano veramente in gamba… Per un paio di orette me ne sono stata buona buonina ad ascoltare la loro perfermance, facendomi cullare dalle loro voci, che pur essendo così diverse tra loro, creano dei mix stupendi. Veramente molto bravi…

Se siete curiosi di conoscerli meglio e di ascoltare anche qualche pezzetto dei loro brani, ecco il link al loro sito: http://www.newyorkvoices.com

Al di là delle emozioni immancabili… ad un certo punto ieri sera mi sono persa nel ricordo del nostro viaggio di nozze… Per la crociera nei Caraibi avevamo scelto una nave che, incidentalmente, ospitava un'intera settimana del jazz… Anche se non siamo dei grandi appassionati, qualche concerto lo abbiamo ascoltato e quindi il collegamento è avvenuto in modo spontaneo… Poi vabbè… con gli occhi della memoria rivedevo la nostra minuscola cabina… e gli spazi giganteschi della nave, le sue bellissime piscine, e le nostre gite sulle isole… Che bello… le crociere mi piacciono da morire… sarei sempre pronta a partire… anche se non so nuotare, essere in mezzo al mare mi dà una pace immensa, non ho per niente paura… mi sento semplicemente in pace con il mondo, come se le onde lasciate dalla nave portassero via con loro tutte le preoccupazioni.

giovedì, febbraio 16, 2006

Cosa raccontare...

Di cose da raccontare ce ne sarebbero un bel po'… ed una testimonianza è l'email fiume che ho scritto di getto alla Silvia… ma non me la sento di ripetere il tutto anche sul mio diario… Ci sono belle notizie e ci sono anche motivi di preoccupazioni che ormai da troppo tempo venivano rimandate… Ma stamattina, in questa sede, voglio solo parlare di cose piacevoli, non ho voglio di gettare ancora benzina sul fuoco… ho il cuoricino che mi batte un po' troppo velocemente per lo stress e la preoccupazione e stanotte non mi ha fatto dormire un granchè...

Beh, la notizia bellissima, fresca fresca di ieri è che Max inizierà in un nuovo posto di lavoro il 20 Marzo. Una nuova avventura inizierà ed io non vedo l'ora. Spero tanto che si trovi bene, che il lavoro non sia troppo noioso, anche se non sono molto preoccupata. Con il carattere meraviglioso che si ritrova, in poco tempo saprà farsi benvolere da tutti… del resto è impossibile non andare d'accordo con lui…


Un bolognese DOC, dopo aver abbandonato la provincia per amore trasferendosi nel modenese, adesso sarà costretto a lavorare nel reggiano. La ditta di trova a San Martino in Rio, a 25 km da Sorbara, quindi avrà qualche chilometro in più rispetto ad ora… ma la strada non sembra male… Dopo tanti anni come metalmeccanico, cambierà anche contratto… passa all'editoria, io non sapevo nemmeno che esistesse un tipo di contratto particolare, credevo che rientrasse nel metalmeccanico...


Insomma, una pagina si gira e ce n'è un'altra completamente bianca pronta ad essere scritta…

Ed a proposito di novità… stamattina è il primo giorno di lavoro di un nuovo collaboratore… So solo che si chiama Alex; stamattina siamo arrivati praticamente insieme, abbiamo condiviso l'ascensore e poi è stato praticamente 'rapito' dal nostro capo-progetto che si è rinchiuso con lui in una saletta… Almeno poteva aspettare che arrivassero tutti in modo da fare le presentazioni… invece no… la maggior parte dei ragazzi non l'ha nemmeno visto, e dato che si dice che le donne sono 'braghere', si chiedono che tipo sia. Comunque, se è vero che viene da una frazione di Cavezzo, probabilmente rimarrà a pranzo con i ragazzi e quindi avrà modo di farsi conoscere. Purtroppo non posso fare a meno di pensare che al posto suo ci poteva essere Max… e che sarebbe stato bello varcare la soglia insieme a lui stamattina… Vabbè… lasciatemi un po' sognare, lasciatemi tornare almeno col cuore a quel bellissimo periodo in cui lavoravamo insieme… Alzando lo sguardo vedo la scrivania di Alex… e se ci fosse seduto il mio tato, potrei vedere i suoi occhi…


OK… ho capito, lasciamo stare, bisogna sapersi accontentare nella vita, va benissimo così… adesso abbiamo comunque due possibilità diverse di non perdere il lavoro, vediamola così… se una delle due ditte va male, c'è sempre l'altra che potrebbe rimanere in salute!!! Che magra consolazione!!!

venerdì, febbraio 10, 2006

12 anni fa



Siete pronti per fare un ennesimo saltino nel mio passato??? E allora andiamo…

L'11 Febbraio del 1994 io e Max siamo usciti per la prima volta da soli… Da allora abbiamo mantenuto questa data come riferimento per l'inizio della nostra storia e tutt'ora lo festeggiamo come se fossimo ancora fidanzati… Era un venerdì sera ed il martedì precedente avevo definitivamente chiuso con Augusto, anche se la nostra storia era già finita da un bel po'… In quel periodo eravamo soliti uscire spesso tra colleghi e quindi non è stato difficile convincere i miei che anche quella sera avevamo un'uscita combinata con l'ufficio… Invece avevo appuntamento con Max davanti al Mercatone (allora Semeraro) di Sorbara.

Una serata magica, almeno così l'ho vissuta io e le emozioni che ho provato in quelle poche ora non me lo scorderò mai più… Quando sono salita sulla sua macchina, direzione Bologna, ho sentito come se un mantello trasparente mi stesse avvolgendo, come se quello fosse il mio posto, ed io fosse destinata da sempre a starmene lì, al fianco di quel ragazzo con gli occhi dolci ed i modi gentili… Tutti i dubbi si sono dissolti, tutta la tensione che avevo accumulato in quella interminabile settimana era magicamente sparita…

Una volta a Bologna, Max aveva pensato di portarmi in un ristorantino cinese abbastanza rinomato, ma 'fortunatamente' non c'era posto e siamo finiti in una piccola pizzeria dove praticamente c'eravamo solo noi… Lui era un po' dispiaciuto, mentre a me faceva solo piacere… starsene a chiacchierare, senza confusione è stato il massimo… Poi la serata è proseguita al cinema con il film di Verdone 'Non perdiamoci di vista'… Ogni tanto lo sorprendevo che mi guardava durante la proiezione, deliziosamente impacciato e così contento di essere lì con me che io non riuscivo a capacitarmi che esistessro ancora uomini di questo tipo… così diversi da quello che avevo frequentato fino a quel momento… Finito il film mi ha chiesto se ero mai stata a San Luca ed io gli ho risposto di no… così vi abbiamo fatto una capatina… Era una serata limpidissima, fresca ma bellissima e da lassù si godeva un panorama favoloso. Ad un certo punto passeggiando mi rendevo conto che in tutta la serata non avevo mai smesso di sorridere, ero veramente felice di essere lì con lui, di condividere con lui tutto quello che stava succedendo e ci siamo baciati… Un primo bacio, impacciato, di due cuori che si sono incontrati, che non sanno ancora quale sarà il loro destino, ma che vogliono viverlo insieme per scoprire come andrà a finire… Il suo viso, le sue mani che non aveva idea di dove porre, perfino il suo camminare senza avere la 'coscienza' che qualcuno gli stesse al fianco (a dire il vero anche adesso ogni tanto gli capita, facendomi urtare contro spigoli o vari ostacoli perché fa le curve troppo strette…) lo rendevano ancora più tenero, e mi cresceva dentro la voglia di abbracciarlo e stringerlo.
La serata è così terminata, ma le ultime sue frasi mi risuonano ancora in testa… Mi disse che forse era meglio che non ci vedessimo quel weekend, così io potevo riflettere su tutto quello che era successo… Tra l'altro il lunedì successivo sarei dovuta partire alla volta di Parigi per lavoro, così per due o tre giorni non ci saremmo visti nemmeno al lavoro… Lui non poteva saperlo che io, nel mio cuore, avevo già deciso, non avevo alcun dubbio, volevo stare con lui… volevo solo lui… Ma ancora una volta mi stava dimostrando che ci teneva a me, che desiderava che io fossi convinta della direzione che stava prendendo la mia vita, dato che la storia precedente era così fresca… e da parte mia… poche volte nella vita mi è capitato di essere sicura che la cosa che stavo facendo era quella giusta, e quella era una di quelle!!!


Lo so, può sembrare facile dire queste cose adesso che sono passati 12 anni e stiamo ancora insieme… ma quelle sensazioni erano reali e appartenevamo a quei momenti, non hanno niente a che fare con il futuro… Poi, fortunatamente, il tempo mi ha dato ragione, Max è il mio equilibrio, il mio pezzo mancante e mi auguro che lo possa essere per sempre….

Buon Anniversario Amore…

giovedì, febbraio 09, 2006

Cos'è un diario???

Bella domanda… secondo me un diario è una cosa molto molto soggettiva. C'è chi vi scrive semplicemente gli appuntamenti, chi racconta le proprie giornate come se fosse una piccola fotografia di un pezzetto di vita e c'è anche chi, come me, utilizza il diario come una specie di catino dove riversare tutte le emozioni, dove sfogarsi nel bene e nel male… A volte penso che sia anche un po' terapeutico… perché scrivendo le cose che mi passano per la testa poi ho la possibilità di rileggerle e molto spesso riesco a capirle meglio… Sono una disturbata mentale??? Forse sì… chi lo sa… bisognerebbe farsi visitare da un esperto per saperlo con certezza...

Comunque se qualcosa in me effettivamente non va, mi sa che è così da SEMPRE, o almeno da quando ho iniziato a tenere un diario, il che risale ai tempi delle medie… I contenuti magari erano leggermente diversi, allora parlavo molto di più dei ragazzi, delle mie cotte del momento, ma, se la memoria non m'inganna, fin da allora i miei diari erano molto 'intimisti'… vi catturavo soprattutto le emozioni del periodo… Nel mio mitico baule che si trova nella mia ex-camera da letto a casa dei miei dovrebbero essere tutti ancora presenti, in mezzo a tutti i miei amatissimi libri di scuola e mi sa proprio che prima o poi, per farmi quattro risate me li andrò a rileggere… Perché??? Boh, così, per ricordare un po' com'ero, non tanto per nostalgia, ma più che altro per curiosità… Non è tipico delle persone anziane andare a ripescare le vecchie cose per ricordare quando si era giovani??? Non dico che è la stessa cosa, ma ci va molto vicino…

Non vi ho nemmeno raccontato che, sabato scorso, mentre riordinavo un armadio, ho ritrovato il mio vecchio atlante, quello che mi ha praticamente accompagnato per tutto il periodo scolastico dalle medie fino alla fine delle superiori… L'ho sfogliato e già mi scappava da ridere vedendo alcune cartine particolarmente pasticciate: non ho mai avuto una gran memoria, ho sempre utilizzato quella fotografica e quando studiavo gli aspetti economici dei paesi sottolineavo i nomi delle città in modo particolare in modo da associarli ad una particolare attività… Lo so che è un po' come barare… ma 'a mali estremi… estremi rimedi'.Beh, mentre sfogliavo questo librone è svolazzato fuori un foglietto, un semplice foglietto di un quaderno piccolo a righe su cui erano scritte alcune righe e matita… Dopo una prima occhiata, ho riconosciuto la calligrafia dell'Annalisa e mi sono accorta che si trattava di una delle nostre chat 'primitive'. Durante le lezioni più barbose, ci passavamo un biglietto in cui scrivevamo a turno una o più frasi… Dall'argomento trattato, riesco anche a definire a che periodo appartiene, si parlava di andare l'estate successiva a casa dell'Edy e quindi stavamo 'faticosamente' facendo la seconda liceo. Anno bestiale per tutte noi… perché l'Edy era stata operata alle gambe e noi facevamo di tutto per aiutarla negli studi, portandole i compiti, spiegandole, come potevamo, le lezioni e via dicendo… Per ringraziare il gruppetto di ragazzine che si erano tanto prodigate, i genitori dell'Edy ci avevano invitato a trascorrere una quindicina di giorni a Serramazzoni, nella loro casa e noi eravamo al massimo dell'eccitazione, non vedevamo l'ora che la scuola finisse. Nella 'chat' si parlava del fatto che i genitori dell'Anna non le avrebbero dato il permesso se non veniva promossa e dato che entrambe sapevamo già che c'erano poche probabilità, per entrambe, di passare l'anno senza essere rimandate… io mi esprimevo nel mio solito modo un po' troppo deciso per una ragazzina di 16 anni e le dicevo che ci saremmo andate comunque e che se i suoi facevano delle storie ci sarei andata io a parlare con loro… E vi giuro che non era tanto per dire… Allora ero capacissima di fare queste cose… ero veramente troppo tosta… eccessiva!!! Comunque alla fine l'abbiamo spuntata… l'anno è finito male quasi per tutte… io rimandata in Inglese, l'Anna in tre materie, la Robbi bocciata, la secchiona della Tosi promossa senza problemi e… cosa che mi fece veramente piacere, alla fine hanno deciso di promuovere l'Edy, con la raccomandazione di impegnarsi moltissimo l'anno successivo. Così, in un modo o nell'altro, abbiamo convinto tutti i genitori a lasciarci andare una settimana a Serra in giugno, prima di ributtarci a capofitto nello studio per preparare gli esami di riparazione.

Il ritrovamento di questo biglietto, mi ha fatto ripensare, ancora una volta all'Anna, alla nostra amicizia, a quanto mi manca ed a quanto sono stupida a non fare nulla per sapere almeno come sta… Ancora una volta mi era venuto in mente di scrivere una lettera e di mandarla a casa dei suoi genitori, ma poi ieri sera, mentre aspettavo Max, ho preso in mano l'elenco telefonico ed ho scoperto che non c'è nessuno con il suo cognome nella via dove abitava… Perché non c'è nemmeno il nome del papà??? Che si siano trasferiti??? Boh… essendo a Carpi, forse si farebbe prima ad andare a fare un giro davanti a casa sua… ma poi… cosa posso dire se vedo i suoi… che dopo quasi 10 anni vorrei sapere che fine ha fatto una delle mie migliori amiche??? Che patetica che sono!!! Ci penserò ancora un po' su…

martedì, febbraio 07, 2006

Speranze


Mah… che dire… si dice che 'la speranza è l'ultima a morire'… è proprio vero… è impossibile smettere di sperare, anche quando si è di un pessimismo innato come me… Magari non lo faccio vedere e non lo dimostro, ma in fondo al mio cuore non smetto mai di sperare che le cose che non vanno si possano rimettere in sesto…

Ci stavo pensando mentre venivo a lavorare stamattina… stavo pensando che quando questo periodaccio terminerà, devo assolutamente fare qualcosa, contattare ad esempio un nuovo dietologo… e quindi potrei telefonare di nuovo alla mia dottoressa per farmi dare un altro nominativo (diverso dal precedente), oppure contattare Mirca per farmi dare il nome di quello da cui è andata per sua figlia… ed ad un tratto mi sono detta… Beh, allora sei proprio sicura che questo periodo finirà!!! Proprio sicura sicura… no… ma la speranza c'è e poi, se non mi schianto in macchina, forse ho davanti a me abbastanza tempo per poter rimettere le cose al loro posto. Magari molti treni importanti li ho già persi e non potrò più recuperarli, ma forse ce ne sono altri che aspettano solo che io mi decida a salirci.

Non so se capita anche a voi, ma io spesso e volentieri mi metto a pensare quando sono in macchina… non so se questo è positivo per la mia guida, ma non ci posso fare nulla… la mia mente comincia a vagare ed io non sono in grado di fermarla. Nonostante io abbia sempre pensato che l'aspetto fisico conti moltissimo in una donna, soprattutto nel mondo del lavoro ed in generale nell'approcciarsi col prossimo, non sono mai riuscita ad auto-gestirmi. Non ne sono proprio capace e non ci posso fare nulla… I miei genitori mi hanno insegnato tante cose… sono capace di grandi rinunce a livello finanziario… riesco a mettere un ditino sul portafogli senza nessun problema, ma col cibo la storia è totalmente diversa. Mia madre mi ha cresciuto con il concetto che bisogna mangiare, che il cibo è importante e che non va elemosinato e lei ne è una prova vivente… Mettici poi che già di mio amo mangiare, stare a tavola e soprattutto amo i cibi che fanno male… ed il gioco è fatto. Forse è proprio per questo che stamattina stavo pensando che, anche se è brutto da ammettere, io non mi so gestire da questo punto di vista, ho bisogno di qualcuno che si imponga, che mi costringa a comportarmi in un determinato modo. Ed ecco che riaffiora la figura inquietante del dietologo, che con la sua bilancia ed i suoi controlli periodici può essere l'unica cosa che mi tiene lontano dagli sgarri… La vocina cattiva nella mia testolina però mi dice: ' Ma non ti ricordi tutti i sacrifici che hai fatto con quello precedente e che ti hanno portato praticamente a zero risultati????'… Brutta birbante di una vocia, certo che me li ricordo… ma dato che sei così furba ed intelligente, dammi tu una alternativa… e la vocina… tace!!!

Vabbè… continuerò a pensarci… intanto che aspetto che questo periodo passi...

lunedì, febbraio 06, 2006

Nuova settimana


Sabato abbastanza impegnativo… come prannunciato ho pulito alcuni vetri e mi sono dedicata al riordino di alcuni armadi… che stress… anzi che mega stress… Sono stata abbastanza drastica ed il risultato è stato pregevole… ho acquistato un sacco di posto e nello stesso tempo ho gettato capi a cui ero molto affezionata o che mi ricordavano semplicemente periodi particolari in cui li indossavo. Ma ormai è fatta e non si può più tornare indietro. Comunque ci ho messo tutta la mattinata del sabato ed alla fine ero esausta… Ci sarebbero comunque altri cassetti da riordinare, ma il grosso l'ho fatto sia per me che per Max… Lui nel frattempo è andato a fare le solite commissioni del sabato, così ho deciso io cosa gettare, senza chiedere consensi…
Il resto della giornata è passato tra trapanate e 'ciocchi' vari: i ragazzi che abiatano sotto di noi hanno installato il condizionatore. Hanno messo la macchina sul balcone come abbiamo fatto noi, ma, secondo me, nella posizione peggiore in assoluto. E' in alto e proprio sulla parete che da sulla strada. Essendo poi al primo piano si vede proprio bene… Secondo me se lo mettevano per terra come abbiamo fatto noi dava molto meno nell'occhio ma dato che non esiste una regola fissa per l'installazione di queste cose, bisogna portare pazienza. Comunque io ci avevo pensato a come rendere la cosa meno visibile possibile, e forse non è proprio da persone normali… loro tanti problemi non se ne sono fatti.


Invece ieri è stata una giornata di totale relax… non abbiamo messo il naso fuori dalla porta nonostante la giornata stupenda… Pigri??? Sì, forse un po' sì… ma anche con una gran voglia di goderci casa… e di starcene in santa pace a non fare assolutamente nulla… Con le settimanine pese e soprattutto stressanti di questo periodo, qualche giorno di totale 'poltronimento' è quello che ci vuole… Il problema è stamattina… il lunedì è tremendo… gli occhietti non ne vogliono proprio sapere di aprirsi completamente… eppure bisogna farlo, non c'è pezza...

Del resto non voglio dire nulla… per scaramanzia manterrò il silenzio stampa… poi chissà forse vi parlerò di una novità nei prossimi giorni...

venerdì, febbraio 03, 2006

Alle porte del weekend

Anche stamattina ho aperto il mio piccolo dbase del diario con l'intenzione di scrivere due righe prima di iniziare a lavorare… Ormai è un'abitudine… Arrivo al lavoro, accendo il pc, riempio la mia bottiglietta d'acqua al boccione, mi do un po' di cremina sulle mani e volià… pronta a digitare sulla tastiera. Stamattina ho guardato sul sito del GF chi sono i nominati e chi è stato scelto come nuova entry e poi un veloce sguardo al sito di Repubblica. Anche se avrei tante cose da dire, tante cose da raccontare, in queste ultime mattinate ho un po' la sindrome del foglio bianco e si vede… perché alla fine pur di scrivere qualcosa mi perdo in chiacchiere inutili.

Qualche giorno fa avevo quasi deciso di lasciare perdere tutto, di smetterla con questa storia del blog, di far sì che questo diario ritornasse ad essere un vero 'diario segreto', ma poi mi son detta che mi sarebbero mancati gli sporadici commenti che i miei pochi lettori mi lasciano, senza parlare poi delle email che mi arrivano dalle persone che preferiscono scrivermi qualche riga in più rispetto a quelle che di solito si lasciano in un commento. Tutte queste cose mi fanno piacere, molto piacere, mi sento molto meno sola e poi mi distraggono dai miei soliti pensieri, che come sapete, in questo momento, non sono il massimo della positività...Quindi eccomi qua, di nuovo a scrivere qualche riga insulsa, in un venerdì soleggiato che fa venire una voglia di essere in altri luoghi (uno a caso potrebbe essere Livigno…). Ma stamattina ho un pensiero fisso che mi frulla per la testa e devo proprio metterlo per iscritto; magari in questo modo riesco a chiarirmi...

Mio padre lunedì scorso ha fatto una broncoscopia per verificare se la massa asportata dal polmone di sinistra il luglio scorso fosse ricresciuta… la visita sembra essere andata bene o almeno, il dottore uscito dalla sala ci è venuto incontro e ci ha detto che non ha trovato nulla, che il polmone è completamente pulito ed ha fatto una biopsia che è sicuro darà esito negativo… Queste sono le sue parole testuali, ve lo giuro e se non le avessi sentite con le mie orecchie, adesso potrei avere qualche dubbio… Portato l'esito al nostro medico di condotta (io non c'ero, me lo ha raccontato mio padre), questo ha fatto una faccia molto soprpresa, quasi incredula, come se fosse l'ultima cosa che si aspettasse… Quando i miei me lo hanno raccontato, io non ci potevo credere, ho pernsato che forse mio padre aveva travisato un suo atteggiamento, perché sinceramente non capisco cosa ci sia di così strano...Poi ieri siamo andati all'ospedale dal medico che lo ha seguito in tutti questi mesi e anche lui ha avuto una reazione abbastanza 'anomala'. Dopo aver guardato i risultati ha detto 'Qui non c'è un granchè… debolmente positiva 'una cosa', ma negativa 'l'altra'…' e poi 'Non ci resta che aspettare gli esiti della biopsia'.

Boh… io non ci capisco niente… invece di essere soddisfatti che non si sia riformato nulla, sembrano delusi… Ma perché???? Io, non sono capace di spiegarmelo e, sul momento, sono rimasta così sorpresa da questo atteggiamento che non ho avuto la prontezza di chiedergli perché fosse così sorpreso… Poi riflettendoci sono arrivata a questa ipotesi… forse, dato che quella massa è risultata di tipo 'maligno', la ricrescita era una cosa che si aspettavano come conseguenza quasi inevitabile, di cellule che tendono a riprodursi molto in fretta e forse, nella loro esperienza non capita spesso di riuscire ad asportare tutto… Potrebbe avere senso una cosa del genere, no??? Però fa rabbia… e posso anche capire che con queste cose bisogna andarci cauti prima di cantare vittoria… ma nemmeno vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, soprattutto per le 'vittime' non fa bene al morale… Ma ancora una volta la sottoscritta ha fatto finta di nulla, non ho detto nulla con i miei, perché devono cercare di stare tranquilli, il più possibile, dato che questa storia non finirà mai più…

Nel frattempo oggi è venerdì… il weekend è alle porte e domani avrei tante cosine da fare che sto rimandando ormai da troppe settimane… Tutte cose poco divertenti, ma ogni tanto bisogna farle… Parlo della pulizia dei vetri e del riordino degli armadi… Ma è soprattutto la seconda attività quella che mi preoccupa… Sono veramente una frana a riordinare gli armadi… soprattutto il mio… Con quello di Max sono molto più brava perché riesco ad essere più oggettiva sulle cose che è inutile tenere perché tanto non se le mette più… invece quando arrivo al mio è FINITA!!! Ho una seria di abiti, praticamente nuovi, che tengo nell'armadio nella speranza di riuscire a dimagrire per potermeli mettere… solo che sono praticamente 5 anni che si trovano lì e quello che ho fatto in questo tempo è stato solo… ingrassare… Se mi ci mettessi con dell'oggettività credo che l'armadio rimarrebbe praticamente vuoto!!! Beh, domani mattina mi ci voglio mettere d'impegno… una bella pulizia e conseguente riordino… così magari quando apro quel benedetto armadio non ho più paura di essere 'aggredita'!!

giovedì, febbraio 02, 2006

Una giornata come tante...

Oggi splende un sole bellissimo, se non fosse per la brinella che persiste nelle campagne, sembrerebbe una giornata primaverile… Purtroppo non me ne faccio nulla del sole, chiusa in ufficio e costretta a tenere le persiane chiuse per evitare il riflesso sul monitor… Comunque il sole è sempre il sole e lo si vede sempre volentieri… Questi giorni di febbraio un po' anomali, con temperature diurne abbastanza miti, mi riporta ad un altro febbraio, o forse era inizio marzo. Parlo di 12 anni fa, quando io e Max ci siamo messi insieme… Qualche settimana dopo siamo usciti con il suo migliore amico e con la sua compagna di allora… Era una sera quasi primaverile, ricordo che portavo una giacca a scacchi rossi, senza il solito giubotto invernale… Noi eravamo ancora una coppia fresca fresca e loro invece sfoderavano un'intesa che io ammiravo… A spasso per Cento di Ferrara, dopo essere andati al cinese, non mi sentivo per niente in imbarazzo, anche se ero in compagnia di persone che non conoscevo… Mi bastava avere al fianco Max ed era anche uno dei rari periodi della mia vita in cui non mi sentivo giudicata. Si sa si è sempre giudicati da qualcuno, ma in quel periodo non mi importava… avevo preso una serie di decisioni molto importanti e non avevo voluto il consiglio di nessuno… ci avevo messo tanto per decidermi e per capire cosa realmente volevo, che alla fine mi sentivo quasi una 'intoccabile'. Questo sentimento è durato per un bel po', confermato dal fatto che sentivo di aver preso la decisione giusta, ed anche tutte le cose che ho affrontato in seguito sono venute con facilità proprio perché ero ancora convinta di aver fatto la cosa giusta…

Ma 12 anni sono pur sempre 12 anni, e delle batoste ne ho prese un bel po' in questo periodo, come del resto è normale, perché la vita è un continuo susseguirsi di alti e bassi… In generale, tirando le somme non posso essere delusa… ma posso rattristarmi del fatto che siano passati così velocemente, portandosi via la nostra giovinezza e soprattutto la nostra spensieratezza…
Quando ero una adolescente… sempre complessata e mai totalmente felice… mi dicevo che l'età adulta doveva essere un periodo meraviglioso, dove tutto diventava più chiaro, dove le cose diventavano più facili e le decisioni da prendere più semplici… Quanto mi sbagliavo… è vero che da grandi non ci sono altri che decidono per te (o almeno non ci dovrebbero essere), ma le decisioni da prendere sono più difficili e non c'è più solo il bianco o il nero… si vive costantemente immersi in una gamma di grigi. Poi crescendo si collezionano gli errori e si cerca di fare tesoro delle sperienze fatte, ma forse si perde un po' quella irresponsabilità tipica dei giovani di affrontare le cose senza paura…

Anche stamattina, nonostante il sole, sono una 'piattola' e faccio discorsi senza capo né coda… e dire che mi ci ero messa di impegno per cercare di scrivere due righe di un colore diverso… ma l'ispirazione non c'è… davanti a me ho una giornata come tante… devo volare a casa dei miei alle 12:15 a prendere mio padre per andare all'ospedale a parlare con un dottore, poi stasera è necessario che affornti la montagna di panni da stirare… mentre guardo un pezzo del GF…

Vabbè adesso chiudo questo intervento che ho aperto stamattina alle 8:00 e poi ho lasciato aperto nell'attesa che mi venisse in mente qualcosa di carino da scrivere. Ma dato che ormai sono le 11:15, mi sa che per oggi non c'è più trippa per gatti…

Ah… dimenticavo… stanotte mentre ascoltavo il russare di Max con gli occhi spalancati nel buio della nostra camera… mi sono messa a pensare alla mia totale mancanza di volontà… e mi sono detta che in fondo basta iniziare a dire di no… soprattuto col cibo, non credo ci sia altro modo… E stamattina mi sono svegliata proprio con la voglia di metterci un dito sopra… di smettere di mangiare tutte le porcherie che mangio… Se sono riuscita a non mangiarmi più le unghie, non posso smettere anche di mangiare come un maialino all'ingrasso??? Tanto sempre di sistema nervoso si parla e quindi, perché non ne dovrei essere capace??? Mah… per il momento è solo un'ipotesi, poi si vedrà nei prossimi giorni se riesco a sviluppare un piano di azione ;-)

mercoledì, febbraio 01, 2006

Silenzio...

C'è silenzio stamattina in ufficio… non che gli altri giorni a quest'ora (sono le 8:00) ci sia molta gente, ma stamattina la sensazione di solitudine è sensibilmente maggiore… I miei colleghi arrivano quasi tutti un po' più tardi, ma anche se ci fossero, non sono tanto chiacchierona in questo periodo e secondo me di questo sono solo contenti… :-)

Anche stanotte è stata una nottata difficile… Ho dormito quasi tutta notte con i tappi o meglio ho 'tentato' di dormire… stamattina mi sento tutta imbambolata e, tanto per cambiare, stanchissima!!!

Ieri Max è rimasto a casa dal lavoro ed ha fatto un sacco di commissioni: banca, barbiere, telefonate varie e poi è andato a vedere un'edicola...Ieri sera mi ha raccontato tutti i particolari e chissà, potrebbe essere un'idea… Certo è un bell'impegno e non è molto redditizia, diciamo che la rendita è pari a quella di uno stipendio un po' gonfiato, ma se si fanno i conti delle ore che si lavorano, non è certo una cosa che renda ricchi… Ma non è questo quello che interessa di questa storia, diciamo che è un piccolo sogno nel cassetto di avere qualcosa di soltanto nostro, qualcosa che esuli dall'essere sempre agli ordini di qualcun altro… Per il momento abbiamo deciso di tenerla come ultima spiaggia e di attendere per vedere se salta fuori qualche altra proposta. Però. Se devo essere sincera, più ci penso e più l'idea non mi dispiace… figli non ne abbiamo e chissà se mai ne avremo, ormai abbiamo anche un'età abbastanza rispettabile e quindi chi ci impedirebbe di buttarci in una nuova esperienza… Io mi terrei il mio lavoro qui e lui si dedicherebbe a questa nuova attività con il mio aiuto costante s'intende… Però poi c'è anche il rovescio della medaglia… si lavoro tutti i giorni, compresa la domenica mattina ed anche se il lavoro non è faticoso… c'è sempre da fare… non è proprio una passeggiata…

beh, per il momento limitiamoci a pensarci, poi si vedrà… sarebbe molto bello poter provare, ma purtroppo è una di quelle cose che o la si fa o si lascia stare…