mercoledì, settembre 07, 2005

Pensieri di vita quotidiana...


Ore 17:10 del 06/09/2005
Mancano 20 minuti al termine della mia giornata lavorativa… anche oggi non ho concluso molto, anche se abbiamo risolto un problema che era difficile sia da individuare che da risolvere. Poi quando queste piccole lotte sono finite ci si sente un po' svuotati, come se si fosse lavorato tanto e quindi è per questo che non sto debuggando… Ho iniziato a scrivere e non so nemmeno bene il perché… ho la sensazione di avere tante cose da dire ma niente che tutto sommato possa essere interessante. Ultimamente non ho molto tempo da dedicarmi, troppe cose da fare e forse è un bene. Meno tempo per riflettere significa anche non pensare a tutte le cose che non stanno andando per il verso giusto. Non so se è un bene o un male, anzi sono quasi sicura che quando mi fermerò, me ne pentirò...
Ore 10:30 del 07/09/2005
Stamattina è già la terza volta che mi accingo ad iniziare una cosa e vengo interrotta… allora BASTA… mi prendo un caffettino e scrivo due righe, tanto già lo so che verrò interrotta molto presto. Oggi dovrebbe piovere, ed infatti stamattina c'era nuvolo, ma adesso fa capolino un pallido sole, quasi a prenderci in giro… Non che la cosa mi turbi molto, ormai queste ultime giornate di caldo sono solo un ultimo contentino prima dell'arrivo delle nebbie e del freddo. Di solito di questi tempi sono abbastanza contenta dell'arrivo della stagione fredda, ma quest'anno avrei voglia di un altro paio di mesi di vera estate. Non me la sono goduta molto… troppe preoccupazioni e giornate piene di cose non piacevoli.Pazienza… vorrà dire che comincerò a mettermi in attesa del Natale, con la sua meravigliosa atmosfera che scalda il cuore...Ma avete ragione è veramente troppo presto per parlare del Natale, è meglio prefiggersi un obiettivo un po' più vicino… C'è un'idea che non so se rimarrà solo tale o se si concretizzerà: è quella di andare qualche giorno a Livigno per il nostro anniversario. Non è il periodo migliore, perché ci sarà freddo e non ci sarà neve… insomma probabilmente il panorama sarà un po' triste… ma vedremo come procede questo mese di settembre, soprattuto per quanto riguarda la situazione di mio padre.
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Adesso invece, tra la palestra, la parrucchiera e le solite faccende di casa sono molto presa e sto incastrando le cose in vista del prossimo sabato. Cosa succede sabato??? Ma come non lo sapete??? Non avete letto la prima pagina di Repubblica??? Sto scherzando… non succede nulla di così eclatante, ma per me è veramente un evento: viene a cena la Silvia!!! Sono mesi che non ci vediamo anche se ci sentiamo quasi tutti i giorni via email per il solito e super gradito Buongiorno che ci scambiamo.Nonostante non ci frequentiamo molto, in questo periodo l'ho sentita molto vicina, spesso mi ha chiesto come procedeva la storia di mio padre e parlarne con qualcuno fa bene, soprattuto se le persone con cui parli sai che sono sinceramente preoccupate per te e ti vogliono bene. E' strano, ma in questa occasione ho proprio visto chi tiene veramente a me e chi finge una falsa amicizia. In generale non ci sono rimasta molto male, e di fronte a certe situazioni capisco anche molto bene che ogn'uno di noi si approccia nel modo che ritiene migliore o che gli è più congeniale, ma il calore umano è qualcosa che si sente a pelle, va al di là delle parole e delle azioni ed è la freddezza di alcune persone che mi ha fatto più male. Tutto sommato non importa, la vita continua ed anche se ultimamente mi sono sentita un po' in un mondo tutto mio, sto capendo tante cose e sto rivalutando anche l'importanza delle cose. Tutta l'importanza che ho sempre dato al lavoro non sono più sicura che sia stata ben riposta. Il posto di lavoro, parlo come dipendente, perché sono convinta che lavorare in proprio è tutta un'altra cosa… è a lungo andare snervante, soprattuto quando si inizia ad essere in grado di giudicare le cose che ti fanno fare perché è stata acquisita una certa esperienza. Se le persone al comando non hanno idea del tuo lavoro (e questo spesso accade per forza maggiore in un'azienda abbastanza grande) ci sono due possibilità: affrontarle e cercare di far capire loro che le decisioni non sono sempre giuste (gara persa in partenza perché non accetteranno mai di aver fatto degli errori) oppure dire sempre di sì e fare tutto ciò che ti chiedono senza porsi problemi. Sto tentando di percorrere la seconda strada, ma con la marcia ridotta, in modo che possano avere tempo per riflettere e 'magari' rendersi conto delle cavolate. Difficilissimo per me, ma non se cerco di concentrarmi su altro, se cerco di non pensare troppo a quello che sto facendo… Ci riuscirò??? Mah, solo il tempo potrà dirlo...

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